{"id":154528,"date":"2025-11-12T19:07:59","date_gmt":"2025-11-12T18:07:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=154528"},"modified":"2025-11-12T19:07:59","modified_gmt":"2025-11-12T18:07:59","slug":"mostre-a-lodi-inaugura-il-13-novembre-chez-moi-vashish-soobah","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=154528","title":{"rendered":"Mostre a Lodi &#8211; inaugura il 13 novembre &#8211; \u201cChez moi\u201d Vashish Soobah"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Platea &#8211; Palazzo Galeano &#8211; LODI<br \/>\npresenta<\/p>\n<p><strong>\u201cChez moi\u201d<\/strong><br \/>\n<strong>Vashish Soobah<\/strong><\/p>\n<p><strong>a cura di Gabriella Rebello Kolandra<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_154533\" aria-describedby=\"caption-attachment-154533\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1aabbbbnnamed-18.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-154533\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1aabbbbnnamed-18-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-154533\" class=\"wp-caption-text\">cliccare sulle immagini per ingrandirle &#8211; Vashish Soobah, &#8220;The Edge Effect&#8221;, Mars\u00e9ll, foto Lorenzo Capelli<\/figcaption><\/figure>\n<p>14 novembre 2025 \u2013 10 gennaio 2026<br \/>\n<strong>Opening: 13 novembre, ore 19.00 &#8211; 21.00<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Platea | <strong>Palazzo Galeano<\/strong> presenta da venerd\u00ec 14 novembre a sabato 10 gennaio 2025 Chez moi, personale dell\u2019artista Vashish Soobah (Catania, 1994).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intervento costituisce il <strong>quarto episodio di Nine Out Of Ten Movie Stars Make Me Cry,<\/strong> edizione a cura di Gabriella Rebello Kolandra del palinsesto espositivo ideato dall\u2019associazione lodigiana. <strong>Inaugurato a marzo<\/strong> con la mostra Super Super di Margherita Moscardini, seguita da Paperwork di Ulyana Nevzorova (Minsk, 2001) e da Terriccio Universale di Rebeca Pak (S\u00e3o Paulo, Brasile, 1992) \u2014 <strong>ancora in corso sino al 2 novembre, presso la vetrina di Palazzo Galeano \u2014 <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il programma si conclude a gennaio 2026<\/strong> <strong>con un progetto speciale di Marvin Gabriele Nwachukwu (Milano, Italia, 1996).<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vashish Soobah, &#8220;Perles Fann\u00e8 par tous&#8221;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vashish Soobah porta a Lodi<\/strong> una<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nuova produzione realizzata appositamente per lo spazio di Platea.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo della mostra richiama<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">i<strong> numerosi bar e ristoranti disseminati sul territorio mauriziano \u2013 terra di origine della famiglia Soobah<\/strong> \u2013 <strong>che utilizzano nei propri nominativi la formula \u201cChez\u201d,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">eredit\u00e0 linguistica del periodo coloniale francese e letteralmente \u201ccasa di\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra si articola in un <strong>nuovo lavoro video, realizzato dall\u2019artista nel 2025 durante un periodo trascorso a Mauritius, e da un\u2019installazione site-specific<\/strong> che ridefinisce la <strong>funzione di Platea durante l\u2019intera durata del progetto.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto prende avvio da <strong>una storia familiare, quella di un cugino la cui traiettoria personale incarna il vissuto diasporico,<\/strong> per costruire un\u2019estetica del frammento in cui la dimensione intima e quella collettiva si sovrappongono,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>facendo della casa una condizione soggettiva pi\u00f9 che geografica<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il cibo,<\/strong> elemento esplorato per la prima volta dall\u2019artista nella sua pratica, diventa strumento di indagine:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>con la pizza, simbolo stereotipico della cultura culinaria italiana<\/strong>, Soobah propone<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un campo di riflessione che pu\u00f2 essere letto in dialogo con il pensiero di Derek Walcott, poeta e teorico caraibico<\/strong> che ha riflettuto<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>sull\u2019esperienza postcoloniale<\/strong> come spazio di<strong> creolizzazione, ibridazione e ricomposizione. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Walcott propone <strong>una visione della diaspora<\/strong> che si allontana dalla frammentazione nostalgica e si apre alle possibilit\u00e0 di riscrittura del s\u00e9 a partire dalle tracce personali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec come l\u2019intervento di Nevzorova e di Pak, Chez moi si pone in dialogo con il lavoro che Margherita Moscardini ha sviluppato per lo spazio di Platea:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la scultura-scala rimane come una presenza costante nello spazio durante gli interventi delle artiste e degli artisti<\/strong> del programma Nine Out Of Ten Movie Stars Make Me Cry, <strong>favorendo una lettura stratificata di tutto il palinsesto annuale.<\/strong> Attraverso questo confronto, la mostra non si limita a presentare un corpus di lavori, ma contribuisce ad<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ampliare la stratificazione di visioni che si compone nel corso dell\u2019anno all\u2019interno dello spazio espositivo. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso, Super Super si configura come un capitolo sempre attivo di una narrazione pi\u00f9 ampia, che<strong> intreccia le voci degli artisti con il contesto in cui si inseriscono.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto Platea | Palazzo Galeano \u00e8 realizzato grazie al sostegno della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi Onlus e alla generosit\u00e0 dei donatori che ne hanno condiviso attivit\u00e0 e obiettivi, e al contributo del Comune di Lodi.<br \/>\nPlatea | Palazzo Galeano desidera ringraziare i main partner Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa e Consorzio di tutela del Grana Padano, i partner tecnici Solux Led Lighting Technology e Verspieren Broker di Assicurazione e la Galleria Gian Marco Casini.<br \/>\nPer l\u2019opera di Margherita Moscardini: progettazione arch. Luca Bucci, studio FASEMODUS Architettura, Milano; realizzazione a cura di OMMG s.r.l. F.lli Marchesi, Lodi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto grafico di Nine Out Of Ten Movie Stars Make Me Cry \u00e8 realizzato da Carolina Incerti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vashish Soobah, &#8220;The Edge Effect&#8221;, Mars\u00e9ll, foto Lorenzo Capelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vashish Soobah<\/strong><br \/>\n<strong>Vashish Soobah \u00e8 un artista visivo nato in Sicilia<\/strong> <strong>da genitori mauriziani, cresciuto nel Nord Italia, formatosi a Londra e attualmente operativo a Milano.<\/strong> Il suo lavoro video, fotografico, performativo e sonoro esplora le cause profonde ed i meccanismi sociali intrinsechi delle migrazioni africane nel contesto globale e in particolare le implicazioni che esse registrano nelle societ\u00e0 occidentali.<br \/>\nI suoi lavori sono stati esposti presso Madragoa in Portogallo, MA*GA di Gallarate, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo Guarene, Almanac Inn di Torino, Marsel a Milano, spazio Oberdan. In occasione del 28\u00b0 FESCAAAL ha presentato il documentario \u201cNan\u00ec\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La curatrice<\/strong><br \/>\n<strong>Gabriella Rebello Kolandra (Rio de Janeiro, 1993) \u00e8 la curatrice del palinsesto di mostre di Platea Palazzo Galeano nel 2025.<\/strong><br \/>\nHa curato, scritto e collaborato a progetti con istituzioni quali SAVVY Contemporary (Berlino, Germania), Haus der Kulturen der Welt (HKW, Berlino, Germania), Art Encounters Foundation (Timi\u0219oara, Romania), ICA Milano (Milano, Italia) e Archive (Berlino\/Milano), tra le altre.<br \/>\nCon la sua tesi di laurea presso la Facolt\u00e0 di Architettura e Urbanistica dell\u2019UFRJ (Rio de Janeiro, 2019) ha ottenuto una borsa di studio per il biennio specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali della Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) di Milano, dove ha conseguito il titolo nel 2022 con la tesi Between Contemporary Art and Political Imagination.<br \/>\nDal 2021 al 2023, Kolandra ha collaborato con Archive (Berlino\/Dakar\/Milano), una comunit\u00e0 di pratica decentralizzata e dal 2022 al 2025 ha lavorato come assistente curatrice alla Fondazione ICA Milano. Nel settembre 2025 ha ricevuto il Premio Meridiana per curatori del Museo Madre di Napoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNine Out Of Ten Movie Stars Make Me Cry\u201d<br \/>\nIl programma espositivo \u201cNine Out Of Ten Movie Stars Make Me Cry\u201d prende il titolo da una canzone del 1972 del musicista e scrittore Caetano Veloso (1942, Bahia, Brasile), composta e registrata mentre si trovava in esilio a Londra durante la dittatura militare in Brasile. Il testo, che narra con ironia e speranza una quotidianit\u00e0 non scelta, conduce a una riflessione sulle relazioni tra arte e politica.<br \/>\nAltro punto di riferimento fondamentale per leggere la direzione curatoriale del programma \u00e8 il progetto di Lina Bo Bardi per la compagnia Teatro Oficina a San Paolo, Brasile che abbatte ogni barriera tra la vita e la finzione scenica, aprendosi alla strada. L\u2019edificio diventa una grande scatola scenica che comprende la totalit\u00e0 dello spazio, in cui attori, spettatori e tecnici sono a contatto diretto.<br \/>\nA partire da questa riflessione, gli artisti &#8211; Margherita Moscardini, Ulyana Nevzorova, Rebeca Pak, Vashish Soobah e Marvin Gabriele Nwachukwu &#8211; sono stati invitati a rileggere lo spazio di Platea e il suo spirito partecipativo, enfatizzando la relazione con la citt\u00e0 per \u00abcelebrare il potenziale politico, poetico ed estetico della strada\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Associazione Platea | Palazzo Galeano e.t.s.<br \/>\nPlatea | Palazzo Galeano \u00e8 un\u2019associazione culturale nata a Lodi nel 2020 con lo scopo di promuovere l\u2019arte in tutte le sue forme sul territorio locale con una prospettiva internazionale, sviluppando forme inedite di mecenatismo rivolte ai giovani talenti creativi che prevedono il coinvolgimento di artisti affermati e gallerie d\u2019arte di primaria importanza. L\u2019attivit\u00e0 dell\u2019associazione prevede la presentazione di progetti d\u2019arte e cultura contemporanea presso lo spazio espositivo ricavato nella facciata di Palazzo Galeano, nel centro storico di Lodi: Platea. Una vetrina sempre illuminata, visibile di giorno come di notte, inaccessibile dall\u2019esterno. Platea deve il suo nome &#8211; che contiene un preciso intento programmatico &#8211; a una generosa concessione dell\u2019artista Marcello Maloberti, lodigiano di nascita, che, nel fare dono all\u2019Associazione di quello che avrebbe dovuto essere il titolo di una sua nuova performance, ha detto: \u201cPlatea \u00e8 l\u2019omaggio alla citt\u00e0. Il nome dello spazio sottolinea l\u2019importanza del pubblico, disposto in una grande \u2018platea\u2019, che poi \u00e8 la citt\u00e0 di Lodi, ma anche, citando Harald Szeemann, la \u2018platea\u2019 dell\u2019umanit\u00e0. E per me, il pubblico \u00e8 il mio corpo.\u201d Il progetto si basa sul concetto di \u201cplatea\u201d, intesa anche come modalit\u00e0 molto attuale di esporre, di organizzare il display, in cui l\u2019opera si offre allo sguardo del passante che inconsapevolmente la incrocia sul suo cammino. Per questo motivo, le opere che comporranno i cicli espositivi protagonisti di Platea saranno selezionate per la loro capacit\u00e0 di suscitare \u201cun incidente di sguardo\u201d, come annunciato nel Manifesto composto dall\u2019associazione. Nel 2023, il Sole 24 Ore segnala Platea tra i \u201c100 Luoghi del Contemporaneo in Italia\u201d, pubblicazione curata dal critico d\u2019arte e divulgatore Nicolas Ballario, che traccia una mappatura dei pi\u00f9 interessanti spazi dedicati all\u2019arte contemporanea in Italia. Nel 2024 Platea ha dato vita al suo primo progetto editoriale, un volume curato dal collettivo genovese Palazzo Bronzo, edito in occasione del palinsesto FARE COLLETTIVO.<\/p>\n<p>Hanno esposto da Platea<br \/>\nMarcello Maloberti, Vittoria Viale, Silvia Berry, Giulio Locatelli, Vittoria Mazzonis, Alberonero (Luca Boffi), Luca Trevisani, Debora Martino, Alessandro Manfrin, Maria Vittoria Cavazzana, Marco Sgarbossa, Fabio Roncato, R\u00e4 di Martino, Valerio D\u2019Angelo, Martina Cioffi, Vittorio Zeppillo, Camilla Gurgone, Carlo Valsecchi, Mariateresa Sartori, RM, MRZB, Hardchitepture, Palazzo Bronzo, Marco De Sanctis, Margherita Moscardini, Uliana Nevzerova.<\/p>\n<p>Hanno curato mostre e progetti per Platea<br \/>\nFrancesca Grossi, Gaspare Luigi Marcone, Giulia Menegale, Benedetta Monti e Niccol\u00f2 Giacomazzi, Carlo Orsini, Palazzo Bronzo, Bianca Basile e Arianna Pace, Stefano Comensoli e Nicol\u00f2 Colciago.<br \/>\nGovernance<br \/>\nClaudia Ferrari, Presidente; Laura Ferrari, Vicepresidente; Luca Bucci, Progettista; Gianluigi Corsi, Tesoriere.<br \/>\nMain partner: Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa e Grana Padano; In-kind partner: Solux Led Lighting Technology; Verspieren Broker di Assicurazione.<\/p>\n<p>Platea | Palazzo Galeano<br \/>\nCorso Umberto I, 50 &#8211; 26900, Lodi<\/p>\n<p>Website: www.platea.gallery | Instagram: platea_palazzogaleano | Contatti: info@platea.gallery<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0FOTO COPERTINA: &#8220;OCCHIO APRITE GLI OCCHI&#8221; 2010<\/strong> da serie di piatti trasparenti &#8211; particolare &#8211; Grazia Seregni Copyright\u00a9 All rights reserved \u2013<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Platea &#8211; Palazzo Galeano &#8211; LODI presenta \u201cChez moi\u201d Vashish Soobah a cura di Gabriella Rebello Kolandra 14 novembre 2025 \u2013 10 gennaio 2026 Opening:<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":151875,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[32620],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/154528"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=154528"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/154528\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":154535,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/154528\/revisions\/154535"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/151875"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=154528"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=154528"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=154528"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}