{"id":154662,"date":"2025-11-14T19:14:16","date_gmt":"2025-11-14T18:14:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=154662"},"modified":"2025-11-14T19:17:59","modified_gmt":"2025-11-14T18:17:59","slug":"mostre-a-modena-dal-29-novembre-giorgio-de-chirico-lultima-metafisica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=154662","title":{"rendered":"Mostre a Modena &#8211; dal 29 novembre Giorgio de Chirico  \u201cL\u2019ultima metafisica\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>GIORGIO DE CHIRICO. L\u2019ULTIMA METAFISICA<\/strong><\/p>\n<p><strong>Modena &#8211; Palazzo dei Musei<\/strong><\/p>\n<p>29 novembre 2025 &#8211; 12 aprile 2026<\/p>\n<p><strong>A cura di Elena Pontiggia<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_154668\" aria-describedby=\"caption-attachment-154668\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1a-De-Chirico-unnamed.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-154668\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1a-De-Chirico-unnamed-150x150.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-154668\" class=\"wp-caption-text\">cliccare sulle immagini per ingrandirle &#8211;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Modena celebra Giorgio de Chirico con la mostra dedicata a \u201cL\u2019ultima metafisica\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Apre al pubblico il 29 novembre 2025, nella nuova ala del Palazzo dei Musei di Modena, la mostra Giorgio de Chirico. L\u2019ultima metafisica, a cura di Elena Pontiggia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019esposizione, visitabile fino al 12 aprile 2026<\/strong>, riunisce cinquanta capolavori del Maestro, offrendo al pubblico un percorso affascinante attraverso<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>l\u2019ultima stagione creativa del fondatore della pittura metafisica.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Promossa dal Comune di Modena, in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico \u2013 da cui provengono tutte le opere esposte \u2013 e prodotta da Silvana Editoriale, la mostra rappresenta un importante appuntamento per approfondire il pensiero e la poetica di uno dei protagonisti assoluti dell\u2019arte del Novecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Diceva Picasso che ci vuole molto tempo per riuscire a diventare giovani.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giorgio de Chirico vi riesce in modo singolare a ottant\u2019anni,<\/strong> quando<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nel 1968 inaugura la sua stagione neometafisica. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 in questo periodo che l\u2019artista <strong>torna ai temi, alle figure e ai motivi che avevano animato la sua pittura dagli anni Dieci ai primi anni Trenta,<\/strong> infondendo loro un <strong>nuovo significato, pi\u00f9 giocoso,<\/strong> <strong>pervaso da una giovinezza dello sguardo ormai libera dal senso tragico<\/strong> che, celato dietro un\u2019apparente serenit\u00e0, <strong>permeava le sue opere di oltre mezzo secolo prima.<\/strong><\/p>\n<p>Dagli anni &#8217;10 agli anni &#8217;70 del Novecento &#8211; cambio di prospettiva<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>De Chirico negli anni &#8217;10 del Novecento, da eccellente artista, sentiva la Prima Guerra Mondiale in arrivo<\/strong> e da ci\u00f2 fu probabilmente influenzato, <strong>i medesimi temi negli anni &#8217;70 del Novecento sono pi\u00f9 leggeri, pi\u00f9 sereni,<\/strong> <strong>decisamente pi\u00f9 ottimisti;<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>in un&#8217;Italia che godeva di un benessere che non aveva mai conosciuto prima e lui\u00a0 godeva della serenit\u00e0 della vecchiaia.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra intende ripercorrere proprio questo decennio straordinario (1968\u20131978)<\/strong>, in cui <strong>de Chirico torna a dipingere manichini, Piazze d\u2019Italia e altri enigmi<\/strong> del suo universo poetico,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>reinterpretandoli con rinnovata libert\u00e0 creativa e immaginazione fertile, tra memoria e reinvenzione.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La neometafisica<\/strong> si distingue dalle copie che de Chirico realizz\u00f2 per gran parte della sua vita per un <strong>profondo mutamento di linguaggio e di significato<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Con un\u2019accentuata ironia e una tavolozza pi\u00f9 vivace,<\/strong> l\u2019artista<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>si allontana dalla visione nichilista e inquieta degli anni Dieci<\/strong> per reinterpretare,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>in chiave pi\u00f9 serena<\/strong> \u2013 sebbene ancora venata di malinconia \u2013, i temi che avevano segnato la sua prima stagione metafisica.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8220;La metafisica di de Chirico degli anni Dieci\u201d<\/strong> \u2013 afferma la curatrice Elena Pontiggia \u2013 <strong>\u201cvoleva esprimere l\u2019enigma, l\u2019incomprensibilit\u00e0 e l\u2019assurdit\u00e0 dell\u2019esistenza.<\/strong> In quella degli <strong>anni Settanta<\/strong> il sentimento dell\u2019insensatezza dell\u2019universo si attenua, ed<strong> \u00e8 osservato con ironico distacco<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla pittura densa e corposa del periodo \u201cbarocco\u201d, de Chirico <strong>sostituisce una pittura limpida, fondata sul disegno e sulla costruzione nitida delle forme.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra documenta questa fase conclusiva,<\/strong> ma tutt\u2019altro che secondaria, del suo percorso creativo, attraverso alcuni capolavori come Ettore e Andromaca davanti a Troia (1968), L\u2019astrologo (1970) e Sole sul cavalletto (1973).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In queste e in altre opere dello stesso periodo \u2013 come Il segreto del castello, Interno metafisico con pere e Il segreto della sposa \u2013 de Chirico non si limita a ripetere s\u00e9 stesso: <strong>rielabora liberamente le proprie invenzioni, trasformandole in una riflessione matura e ironica sulla vita e sull\u2019arte.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019angoscia esistenziale degli anni giovanili, nutrita di Nietzsche e Schopenhauer,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>lascia il posto a una saggezza pacata,<\/strong> a una visione dell\u2019esistenza come commedia.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il tempo in cui <strong>la filosofia di Herbert Marcuse celebra il gioco come espressione di libert\u00e0, e la Pop Art esalta la vitalit\u00e0 dei colori:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">un contesto che, pur non influenzando direttamente de Chirico, <strong>dialoga idealmente con la sua rinnovata leggerezza<\/strong>.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">La pennellata torna nitida, i colori si fanno smaltati, le forme si semplificano.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ne emerge un linguaggio nuovo,<\/strong> in cui la memoria e il presente si fondono in una poesia dell\u2019eterno ritorno, illuminata da ironia e consapevolezza.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>La svolta viene riconosciuta per la prima volta nel 1968 da Buzzati,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>che recensisce la mostra milanese<\/strong> ospitata nella galleria di Alexander Jolas.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver criticato poco prima le repliche \u201cmeccaniche\u201d dell\u2019artista, Buzzati riconosce nella nuova produzione una sincerit\u00e0 e una freschezza autentiche, scrivendo con ammirazione che \u201ca ottant\u2019anni un artista abbia l\u2019animo di mettersi in un\u2019impresa simile \u00e8 cosa meravigliosa\u201d.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 l\u2019inizio della riscoperta del \u201cnuovo\u201d de Chirico.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La denominazione <strong>\u201cneometafisica\u201d nasce ufficialmente nello stesso 1970, quando il curatore Wieland Schmied,<\/strong> presentando la mostra tedesca di Hannover, parla di un <strong>\u201cperiodo neometafisico\u201d<\/strong> contrassegnato dal ritorno ai temi metafisici con spirito rinnovato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 per\u00f2 Renato Barilli,<\/strong> in Presenza assenza del 1974, ad approfondire il valore della pittura ultima di de Chirico,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>vedendola come una coerente meditazione sul museo e una \u201cripetizione differente\u201d.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 1982 Maurizio Calvesi scriver\u00e0 un libro fondamentale dal titolo La metafisica schiarita<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ultimo decennio della vita, <strong>de Chirico mostra dunque una vitalit\u00e0 sorprendente e una libert\u00e0 intellettuale che sfidano la vecchiaia<\/strong>. La neometafisica diventa la sua risposta serena al tempo, un gioco di memoria e invenzione, una meditazione leggera sul destino umano. Nelle sue parole finali, <strong>l\u2019artista riafferma la fusione sacra tra Poesia e Pittura, rifugio ultimo della sua arte e della sua filosofia di vita.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 accompagnata da un catalogo (Silvana Editoriale) con testi della curatrice, di Ara Merjian e di Francesco Poli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GIORGIO DE CHIRICO. L\u2019ULTIMA METAFISICA Modena &#8211; Palazzo dei Musei 29 novembre 2025 &#8211; 12 aprile 2026 A cura di Elena Pontiggia Modena celebra Giorgio<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":154667,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[32636],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/154662"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=154662"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/154662\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":154672,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/154662\/revisions\/154672"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/154667"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=154662"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=154662"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=154662"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}