{"id":154905,"date":"2025-11-18T20:01:04","date_gmt":"2025-11-18T19:01:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=154905"},"modified":"2025-11-18T20:01:04","modified_gmt":"2025-11-18T19:01:04","slug":"caprini-daspromonte-ravioli-cinesi-e-beaujolais-nouveau-le-novita-slow-food","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=154905","title":{"rendered":"Caprini d\u2019Aspromonte &#8211; ravioli cinesi e Beaujolais Nouveau: le novit\u00e0 Slow Food"},"content":{"rendered":"<p>Tre produttori allevano e trasformano il latte sulla montagna calabrese che separa il Tirreno dallo Ionio<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1aunnamed-20.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-154918\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1aunnamed-20-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Aspromonte, il massiccio montuoso pi\u00f9 a sud dell\u2019Italia<\/strong> continentale, \u00e8 un territorio estremamente variegato: lo \u00e8 come altitudine \u2013 dalle coste si erge fino a sfiorare i duemila metri \u2013 e lo \u00e8 come clima, con differenze significative da un versante all\u2019altro. Una variet\u00e0 che si nota anche nell\u2019alternanza degli ambienti che si incontrano: <strong>dalla macchia mediterranea ai lecci, dai boschi di castagni alle praterie destinate al pascolo.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Un territorio \u00abselvaggio e rustico\u00bb,<\/strong> per usare le parole di <strong>Mariella Crucitti<\/strong>, responsabile Slow Food del nuovo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fondazioneslowfood.com\/it\/presidi-slow-food\/caprini-daspromonte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Presidio Slow Food dei caprini d\u2019Aspromonte<\/a>, \u00abma che conserva preziose testimonianze di tradizioni gastronomiche e artigianali\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019allevamento \u00e8 una di queste. La capra d\u2019Aspromonte, spiega<strong>\u00a0Francesco Sacc\u00e0<\/strong>, allevatore e casaro, referente dei tre produttori che aderiscono al progetto, \u00e8 un animale rustico e resistente, ben adattato a sopravvivere con quel poco che la natura gli mette a disposizione. \u00abLa capra d\u2019Aspromonte \u00e8 iscritta al registro anagrafico delle<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>razze autoctone ed \u00e8 a rischio di estinzione, anche perch\u00e9 produce poco latte rispetto ad altre capre: circa un litro al giorno, ma con il pregio di essere molto ricco e proteico<\/strong>\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Presidio Slow Food nasce s\u00ec per tutelare e promuovere i formaggi caprini, ma nell\u2019ottica di valorizzare l\u2019intero ecosistema montano. \u00abI pascoli che abbiamo qua non sono come quelli alpini, verdi e ricchi: sul lato reggino sono secchi e brulli, mentre le precipitazioni tendono a concentrarsi sul lato tirrenico \u2013 aggiunge \u2013. E sul versante ionico la conformazione \u00e8 ancora differente, con una montagna che degrada pi\u00f9 dolcemente: sono tutti pascoli spontanei, ma molto differenti gli uni dagli altri\u00bb. E diversi lo sono, inevitabilmente, anche i formaggi: \u00abSi tratta in ogni caso di caci a latte crudo, ma non esiste una ricetta unica. Ogni azienda lavora il latte rispettando la tradizione del proprio luogo\u00bb.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Vogliamoci bene! Il pranzo con Silvia: Ravioli vegetariani\" width=\"780\" height=\"439\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/qkhMAZvJjrc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La ricetta dei ravioli cinesi di Silvia Ling<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La cuoca dell\u2019Alleanza del ristorante Zheng Yang<\/strong> insegna a preparare i ravioli tradizionali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In centro a Torino<\/strong> c\u2019\u00e8<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un ristorante cinese diverso da tutti gli altri. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In carta, insieme a piatti a base di alghe o radici di loto, agli involtini primavera e alle immancabili nuvole di drago, fanno capolino diverse chioccioline rosse:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>indicano i prodotti Pres\u00ecdi Slow Food e quelli segnalati sull\u2019Arca del Gusto.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">il <strong>sedano rosso di Orbassano, la tinca di Ceresole d\u2019Alba, il peperone corno di bue di Carmagnola, persino le paste di meliga del Monregalese e il miele d\u2019alta montagna<\/strong> che arriva dalla val Maira.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCucino come se i miei piatti li dovessero mangiare i miei figli e la mia famiglia, per questo cerco materie prime sane\u00bb racconta Silvia Ling,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fondazioneslowfood.com\/it\/cosa-facciamo\/alleanza-slow-food-dei-cuochi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">membro dell\u2019Alleanza Slow Food dei cuochi<\/a>\u00a0e chef del ristorante Zheng Yang, che si trova a pochi passi dalla stazione di Porta Susa.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1abnnamed-19.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-154916\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1abnnamed-19-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fresco e beverino, ecco il Beaujolais Nouveau<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come nasce e che cos\u2019\u00e8 la tradizione francese che <strong>unisce tanti piccoli produttori<\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Le Beaujolais Nouveau est arriv\u00e9! <\/strong><\/p>\n<p class=\"wp-block-heading\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Gioved\u00ec 20 novembre,<\/strong> in tutta la Francia, in una miriade di cantine ed enoteche \u2013 ma anche in alcune pi\u00f9 attente e vocate qui in Italia \u2013 si festegger\u00e0 come da tradizione il vino novello per eccellenza, un piccolo Frankenstein degli anni Trenta, antesignano dei \u201cvini naturali\u201d. Ancora attualissimo perch\u00e9 unisce tanti piccoli produttori che ne hanno fatto una questione di qualit\u00e0, a partire da quel vitigno, Gamay, che tanto sta regalando ai vignaioli buoni, puliti e giusti d\u2019Oltralpe. L\u2019abbiamo testato ad Augusta \u00e8 Fiera del vino, lo scorso weekend a Torino, una rassegna sul vino \u201caltro\u201d che scalda tanto cuore e papille.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Nouveau \u00e8 il primo vino ad andare sul mercato, nella stessa annata con cui \u00e8 vendemmiato.<\/strong> Esce a livello nazionale (e internazionale,\u00a0<em>\u00e7a va sans dire<\/em>) il terzo gioved\u00ec di novembre.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Curiosa questa cosa dei gioved\u00ec. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il bue grasso di Carr\u00f9, fiera secolare<\/strong>, per esempio si tiene<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il secondo gioved\u00ec di dicembre prima di Natale<\/strong>. Calcoli oggi poco immediati, ma per chi sa di vita nei campi, normali.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, \u00e8 appena passato San Martino, quando si mettono orti e campi a riposo. Altri calendari, altra sapienza. In Francia la scritta \u201cLe Beaujolais Nouveau est arriv\u00e9!\u201d campegger\u00e0 dappertutto: dalla mezzanotte (francese) in punto in tutto il mondo, i bar e i ristoranti potranno stappare questo vino che arriva dal territorio tra M\u00e2con e Lione. I<strong> pi\u00f9 fortunati saranno i giapponesi, grazie al fuso orario avranno un\u2019anteprima assoluta<\/strong>. Ma perch\u00e9 \u00e8 un vino un po\u2019 Frankestein, pure un po\u2019 Jr?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 figlio di una zona non prestigiosa come le due tra cui si trova, Borgogna e Rh\u00f4ne. Tuttavia, esprime anche 10 cru e la denominazione Beuajolais Village<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il colpo di genio \u00e8 stato il Nouveau:<\/strong> un\u2019operazione di marketing perfetta. Hanno creato un grande evento internazionale attorno a prodotto debole, perch\u00e9 il Nouveau \u00e8 un vino leggero, con vita breve, che va bevuto entro sei mesi. Deve le sue caratteristiche a un metodo di produzione particolare.<strong> La macerazione carbonica (inventata si dice per caso, forse in una notte tempestosa\u2026): i grappoli, raccolti rigorosamente a mano, non sono pigiati e vengono lasciati a fermentare<\/strong> in una vasca sigillata e satura di anidride carbonica. Si schiacciano grazie al loro stesso peso. Si ottiene un prodotto fresco, fruttato e beverino: sinonimo enologico di allegria e di festa, ci\u00f2 che scoppia nei bar \u00e0 vin e nei bistrots alla mezzanotte di ogni terzo gioved\u00ec di novembre. Anche in qualche posto in Italia, a cercar bene.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1aunnamed-18-6.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-154917\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1aunnamed-18-6-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Slow Food Travel Transameria<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tutte le attivit\u00e0 slow autunnali<\/strong> da non perdere, come la<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nuova rassegna enogastronomica La Palomba<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Transameria, tra Todi e Amelia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Siamo in terre di grande valore agricolo<\/strong>, tanto da diventare un centro importante in et\u00e0 moderna con la fondazione dell\u2019Istituto Agrario Ciuffelli di Todi, il pi\u00f9 antico d\u2019Italia, nato nel 1864. <strong>Cereali, legumi (ceci, lenticchie, piselli e fave), olio, vino e verdure<\/strong> sono la base dell\u2019alimentazione di questa area centro-meridionale dell\u2019Umbria.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Carni bianche, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>cacciagione <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>e formaggi <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>assieme alla norcineria<\/strong> e <strong>la cultura del suino,<\/strong> sono gli elementi caratteristici della locale cultura gastronomica.<\/li>\n<\/ul>\n<p>__________________________________________________________________________<\/p>\n<p><strong>OSTERIE DA SEGNALARE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osteria<strong> Zio Salvatore,<\/strong> premio Giovane dell\u2019anno Osterie d\u2019Italia 2026<br \/>\n<strong>In un borgo calabrese,<\/strong> un giovane cuoco riscrive una tradizione di famiglia lunga cinque generazioni<\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>A 22 anni Giuseppe riscrive una tradizione di famiglia lunga cinque generazioni,<\/strong> simbolo autentico e sincero della ristorazione che resiste<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un gioved\u00ec notte, l\u2019orologio segna l\u2019una, in un campetto di Locri ci sono una dozzina di amici che giocano a calcio. Tra di loro c\u2019\u00e8 Giuseppe Fragomeni, 22 anni, cuoco. \u00abSi esce la notte con gli amici, la notte \u00e8 nostra, di giorno si lavora, prima la spesa al mattino, poi si cucina a pranzo, dopo si prende un caff\u00e8 al bar con i ragazzi e la gente del paese, si torna all\u2019osteria e a fine servizio si va in giro a divertirsi. Si dorme un po\u2019 al mattino, ma poco\u00bb. Beata giovent\u00f9.<br \/>\nEcco la routine quotidiana di un ragazzo che, dopo l\u2019alberghiero, un po\u2019 di esperienze a Roma (gli studi in Accademia Italiana della Cucina e da Trattoria Pennestri) e poi a Bologna (Da Corrado Parisi, nel ristorante Benso), non vedeva l\u2019ora di tornare a Siderno Superiore per lavorare nel locale di famiglia,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">u<strong>n bar-trattoria che esiste da pi\u00f9 di un secolo, sempre gestito dai Fragomeni: ora, con Giuseppe, siamo alla quinta generazione.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>&#8212;<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Caccia Ca\u2019 Bugge: il minestrone alla genovese da premio &#8211; vicino a Genova<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ristorantino ligure<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>con pochissimi coperti<\/strong> dove si assapora una cucina autentica e popolare<\/li>\n<\/ul>\n<header>\n<p class=\"entry-title\" style=\"text-align: justify;\">Caccia Ca\u2019 Bugge, il ristorantino ligure senza fronzoli che vince il premio piatto dell\u2019anno 2026<\/p>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">In dialetto locale, il nome dell\u2019insegna significa qualcosa come \u201cbutta in pentola che l\u2019acqua bolle\u201d e il loro minestrone alla genovese si \u00e8 conquistato il premio piatto dell\u2019anno nella guida Osterie d\u2019Italia 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Fabio Seggi, <strong>cuoco dal 1990, aveva fondato con due soci l\u2019Osteria dell\u2019Acquasanta di Mele, sulle alture del Ponente Genovese.<\/strong> Locale che \u00e8 tutt\u2019ora selezionato nella guida <\/span><i style=\"font-size: 1.0625rem;\">Osterie d\u2019Italia<\/i><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">\u00a0con merito, ma Fabio non \u00e8 pi\u00f9 in quella cucina da un po\u2019 d\u2019anni. A cavallo tra il 2015 e il 2016, quasi all\u2019improvviso, esce dalla societ\u00e0. Con la moglie Laura Corleo si trova spiazzato: che fare ora che quella bella realt\u00e0 che aveva contribuito a costruire con fatica e passione per lui era un capitolo chiuso?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene a sapere che il proprietario di un ristorantino<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">a <strong>Campo Ligure, di l\u00e0 del Passo del Turchino, lungo l\u2019autostrada A26 e verso il Piemonte,<\/strong> tra i boschi e i pascoli dell\u2019Appennino ligure a una mezz\u2019ora abbondante da Genova, vuole cedere l\u2019attivit\u00e0. Ci pensa, ne parla con Laura e decidono di provarci, mettendoci sopra e dentro tutto quello che avevano.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&#8212;<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Messina torna Mangia e Cambia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 28 al 30 novembre, la manifestazione dedicata al cibo come atto di umanit\u00e0, dignit\u00e0 e resistenza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 28 al 30 novembre torna la manifestazione ideata da Slow Food Messina e Messina Food Policy, con la partecipazione di Slow Food Italia. Tema di quest\u2019anno:\u00a0<em>\u201cCibo pe(R)Esistere\u201d<\/em>, un invito a riscoprire il valore del cibo come atto di umanit\u00e0, dignit\u00e0 e resistenza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span data-olk-copy-source=\"MessageBody\">Dal\u00a0<strong>28 al 30 novembre<\/strong>, Messina torna a essere capitale del pensiero e del gusto consapevole con\u00a0<a title=\"URL originale: https:\/\/t.slowfood.it\/e\/tr?q=6%3dCXPbC%26F%3dR%26G%3d0dQaG%26I%3dQWFbLY%263%3dBDMxM_Btat_Md_zums_0j_Btat_Liu580q5y6iGvBi.CD_KYwj_UN%268%3d%263L%3d9YMUAdQ%26M1%3dVTUCUKTEdSXBYT%264i5uA%3dnYMVnUw7i5LWn7NYFWR6mVN9AXKTEXN9kUOVlUL5iaR5DXPYnbwVEXS4E5SYFVxc&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt. Fare clic o toccare se si considera attendibile questo collegamento.\" href=\"https:\/\/eur02.safelinks.protection.outlook.com\/?url=https%3A%2F%2Ft.slowfood.it%2Fe%2Ftr%3Fq%3D6%253dCXPbC%2526F%253dR%2526G%253d0dQaG%2526I%253dQWFbLY%25263%253dBDMxM_Btat_Md_zums_0j_Btat_Liu580q5y6iGvBi.CD_KYwj_UN%25268%253d%25263L%253d9YMUAdQ%2526M1%253dVTUCUKTEdSXBYT%25264i5uA%253dnYMVnUw7i5LWn7NYFWR6mVN9AXKTEXN9kUOVlUL5iaR5DXPYnbwVEXS4E5SYFVxc%26mupckp%3DmupAtu4m8OiX0wt&amp;data=05%7C02%7Ca.tanilli%40slowfood.it%7Ce386219bd4834c3b5e4108de25bf5cfa%7Ccba7c1e3ba334e34ac43451fe8de9bb6%7C0%7C0%7C638989701005158924%7CUnknown%7CTWFpbGZsb3d8eyJFbXB0eU1hcGkiOnRydWUsIlYiOiIwLjAuMDAwMCIsIlAiOiJXaW4zMiIsIkFOIjoiTWFpbCIsIldUIjoyfQ%3D%3D%7C0%7C%7C%7C&amp;sdata=oEnDFg0e9Syz0Sc%2B5l7yzKXqyyuxddbwyAOCLtmijh0%3D&amp;reserved=0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-auth=\"NotApplicable\" data-linkindex=\"1\"><strong>Mangia e Cambia<\/strong><\/a>, la manifestazione promossa da\u00a0<strong>Slow Food Messina<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Messina Food Policy<\/strong>, con la partecipazione di\u00a0<strong>Slow Food Italia,<\/strong>\u00a0che ogni anno mette a tavola idee, persone e sapori per riflettere sul mondo in cui viviamo.<br \/>\n<\/span>Il tema scelto per questa edizione,\u00a0<strong>\u201cCibo per (R)Esistere\u201d<\/strong>, \u00e8 un invito a guardare oltre il piatto: a pensare al cibo come diritto, come linguaggio universale, come spazio di pace.<br \/>\n\u00abNon possiamo celebrare il cibo senza vedere cosa accade nel mondo \u2013 spiega\u00a0<strong>Nino Mostaccio<\/strong>, presidente di Slow Food Messina \u2013. Non possiamo parlare di nutrizione e giustizia e ignorare chi ancora oggi muore di fame non per carestia, ma per scelta politica. Quest\u2019anno\u00a0<strong>Mangia e Cambia\u00a0<\/strong>vuole essere un grido contro l\u2019uso del cibo come arma, e al tempo stesso un racconto delle tante resistenze che, nel mondo, si esprimono attraverso la semina, la cura, la cucina\u00bb.<br \/>\nParole forti, che trovano eco in un programma denso e appassionato, capace di unire\u00a0<strong>riflessione, convivialit\u00e0 e impegno civile<\/strong>. Perch\u00e9 \u2013 come aggiunge Mostaccio \u2013 \u00abnon \u00e8 in gioco una posizione politica, ma l\u2019idea stessa di umanit\u00e0\u00bb.<br \/>\nQuest\u2019anno pi\u00f9 che mai,\u00a0<strong>Mangia e Cambia\u00a0<\/strong>fa di Messina un\u00a0<strong>ponte tra popoli e culture<\/strong>. Dalla tavola alla parola, dal seme alla solidariet\u00e0, la citt\u00e0 diventa luogo d\u2019incontro dove il cibo torna a essere ci\u00f2 che \u00e8 sempre stato:\u00a0<strong>un gesto di cura, di relazione, di umanit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Oltreterra 2025<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una rete di reti per raccontare la montagna e le sue opportunit\u00e0: ecco cosa \u00e8 successo nella tre giorni di Oltreterra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La due giorni di Oltreterra 2025, alla quale hanno partecipato oltre 130 professionisti\u00a0 e amministratori, produttori e accademici da ogni\u00a0 parte d\u2019Italia,\u00a0 si \u00e8 chiusa con la consapevolezza che in questi dodici anni di lavoro \u00e8 cresciuta e si \u00e8 fortificata la connessione fra saperi e specializzazioni, competenze e idee, una \u201crete di reti\u201d\u00a0 che sar\u00e0 vitale per il futuro della montagna.<\/p>\n<p>Slow Food Around You<br \/>\nGoogle Play<\/p>\n<p>App Store<\/p>\n<p>Facebook Instagram YouTube Twitter LinkedIn<br \/>\nWWW.SLOWFOOD.IT<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Associazione di Promozione Sociale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Via della Mendicit\u00e0 Istruita 14 &#8211; 12042 Bra (CN)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Associazione Riconosciuta Reg. Pref. 291 \u2013 Registro Nazionale delle Aps nr. 194<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0E-mail: info@slowfood.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre produttori allevano e trasformano il latte sulla montagna calabrese che separa il Tirreno dallo Ionio L\u2019Aspromonte, il massiccio montuoso pi\u00f9 a sud dell\u2019Italia continentale,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":154915,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[54,2855,32659,53,27472],"tags":[32658],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/154905"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=154905"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/154905\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":154921,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/154905\/revisions\/154921"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/154915"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=154905"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=154905"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=154905"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}