{"id":155018,"date":"2025-11-19T20:20:13","date_gmt":"2025-11-19T19:20:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=155018"},"modified":"2025-11-19T20:24:22","modified_gmt":"2025-11-19T19:24:22","slug":"mostre-a-bologna-grafica-giapponese-da-hokusai-al-manga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=155018","title":{"rendered":"Mostre a Bologna &#8211; grafica giapponese &#8211; da Hokusai al Manga"},"content":{"rendered":"<p>Una mostra raffinata quanto l&#8217;arte della stampa giapponese .<\/p>\n<p><strong>I grandi lavori degli antichi classici giapponesi<\/strong> &#8211; si riverberano degnamente nelle forme pi\u00f9 moderne di quest&#8217;arte.<\/p>\n<p>GRAPHIC JAPAN<br \/>\nDa Hokusai al Manga<br \/>\na cura di Rossella Menegazzo con Eleonora Lanza<\/p>\n<p>20 novembre 2025 \u2013 6 aprile 2026<\/p>\n<p>Museo Civico Archeologico<br \/>\nVia dell\u2019Archiginnasio 2 &#8211; Bologna<\/p>\n<figure id=\"attachment_155024\" aria-describedby=\"caption-attachment-155024\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1a5Japanese-Classical-Performi1a-g-Arts_-Nagauta-Shamisen-AD-D_-Nagai-Kazumasa-UCLA-Asian-Performing-Arts-Institute-1981-Offset.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-155024\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1a5Japanese-Classical-Performi1a-g-Arts_-Nagauta-Shamisen-AD-D_-Nagai-Kazumasa-UCLA-Asian-Performing-Arts-Institute-1981-Offset-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-155024\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle-Japanese-Classical-Performi1a-g-Arts_-Nagauta-Shamisen-AD-D_-Nagai-Kazumasa-UCLA-Asian-Performing-Arts-Institute-1981-Offset.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Bologna la prima grande mostra in Italia dedicata al racconto visivo sulla grafica giapponese<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Graphic Japan. Da Hokusai al Manga. Photo credits Yuki Seli<br \/>\nGraphic Japan. Da Hokusai al Manga porta a Bologna, per la prima volta in Italia, una grande mostra che racconta visivamente le tappe fondamentali dello sviluppo della grafica giapponese in un viaggio che dal periodo Edo (1603-1868) conduce fino ai nostri giorni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_155023\" aria-describedby=\"caption-attachment-155023\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1a-12I_m-here.-AIR-AD-D_-Katsui-Mitsuojpg.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-155023\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1a-12I_m-here.-AIR-AD-D_-Katsui-Mitsuojpg-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-155023\" class=\"wp-caption-text\">Cliccare sulle immagini per ingrandirle- -I&#8217;m here.-AIR-AD-D_-Katsui-Mitsuojpg<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto \u00e8 un\u2019idea di MondoMostre, realizzato in collaborazione con il Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna, un nuovo capitolo sulla creativit\u00e0 grafica nipponica, dopo il grande successo di HOKUSAI HIROSHIGE. Oltre l\u2019onda. Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston dell\u2019autunno 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, che si avvale del patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Consolato Generale del Giappone di Milano e della Fondazione Italia Giappone si pone in continuit\u00e0 rispetto ai rapporti tra Italia e Giappone approfonditi nel contesto dell\u2019Expo di Osaka 2025, concluso il 13 ottobre 2025 e di cui Rossella Menegazzo \u00e8 stata Responsabile Cultura del Commissariato generale di sezione per la partecipazione italiana. Come sua simbolica prosecuzione in Italia, il progetto espositivo ne prende il testimone: Graphic Japan estende a Bologna il focus sulla cultura giapponese, da gioved\u00ec 20 novembre 2025 a luned\u00ec 6 aprile 2026, con un approfondimento sulla grafica e le arti visive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto di mostra, a cura di Rossella Menegazzo con Eleonora Lanza, nasce da un\u2019esigenza critica coniugata alla curiosit\u00e0 culturale di indagare le ragioni del successo globale della grafica giapponese, connotata da un nesso indissolubile tra segno e disegno che, a partire dalle stampe ukiyoe \u2013 le cosiddette \u201cimmagini del Mondo Fluttuante\u201d \u2013, ha condotto fino ai poster d\u2019artista e ai manga contemporanei. In un viaggio attraverso le epoche, Graphic Japan. Da Hokusai al Manga rivela l\u2019evoluzione tecnica e visiva nella produzione grafica giapponese, i temi e gli artisti pi\u00f9 rilevanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Graphic Japan. Da Hokusai al Manga. Photo credits Yuki Seli<br \/>\nUn viaggio nelle immagini dal periodo Edo alla contemporaneit\u00e0<br \/>\nPer comprendere gli esiti pi\u00f9 recenti della grafica giapponese occorre guardare alle innovazioni introdotte dalle stampe ukiyoe, tra il XVII e il XIX secolo (periodo Edo), attraverso le quali si afferma una nuova visione estetica, legata alla rappresentazione dei piaceri del vivere quotidiano, delle mode, della natura e degli animali. Accanto ai temi naturalistici, espressi da Utagawa Hiroshige e Katsushika Hokusai, gli artisti dedicano grande attenzione alla figura umana e alla vita quotidiana, come nelle raffinate immagini femminili di Kitagawa Utamaro e Kitagawa Tsukimaro; o nei celebri ritratti di attori del teatro kabuki realizzati da artisti come Utagawa Kunisada, Utagawa Kunimasa e Tosh\u016bsai Sharaku.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la fine del periodo Edo e l\u2019inizio dell\u2019era Meiji (1868\u20131912) \u2013 che storicamente corrisponde alla caduta del sistema feudale e alla presa di potere da parte dell\u2019imperatore &#8211; si assiste a un cambiamento radicale nella produzione artistica e grafica giapponese, anche su impulso dei modelli europei importati. In un contesto di generale rinnovamento scientifico, industriale ed espressivo, anche l\u2019arte dell\u2019illustrazione (zuan) si trasforma in grafica al servizio dell\u2019industria, mentre l\u2019artista diventa zuanka, ovvero designer.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 con il XX secolo che la grafica giapponese contemporanea si rinnova con audacia, in termini tecnici ed espressivi. Dagli anni Cinquanta, mentre vengono importati dagli Stati Uniti materiali e colori, si afferma una nuova identit\u00e0 visiva attraverso l\u2019opera del maestro Kamekura Y\u016bsaku (1915\u20131997), considerato il padre della grafica giapponese e primo graphic designer moderno. La sua opera fu esposta nella grande mostra del 1955 Graphic \u201955, dove per la prima volta venivano esposti poster stampati in offset, oltre ai disegni preparatori realizzati a mano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insieme a Kamekura, si forma una nuova generazione di graphic designer: K\u014dno Takashi, \u014chashi Tadashi, Yamashiro Ry\u016bichi, ai quali seguono altri nomi importanti \u2014 Nagai Kazumasa, Tanaka Ikk\u014d, Matsunaga Shin, Yokoo Tadanori \u2013 che attraverso l\u2019interpretazione della cultura giapponese e della sua tradizione pittorica (soprattutto Rinpa e ukiyoe) danno forma a una grafica moderna e innovativa. I loro manifesti esprimono la continuit\u00e0 di temi e sensibilit\u00e0 antiche, reinterpretati attraverso i mezzi della comunicazione visiva contemporanea legati alle trasformazioni tecnologiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni Settanta e Ottanta, l\u2019evoluzione del linguaggio grafico \u00e8 influenzata dalla fotografia prima e dal computer poi. Gli artisti sono interessati alle nuove tecniche di stampa digitale, che permettono di ottenere effetti innovativi, come rilievi, opacit\u00e0, immagini completamente costruite, pur mantenendo fede alla tradizione, nella scelta di colori, luce, forme e soggetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Graphic Japan. Da Hokusai al Manga. Photo credits Yuki Seli<br \/>\nLe 4 sezioni del percorso espositivo<br \/>\nIl percorso espositivo si articola in quattro grandi sezioni tematiche: Motivi di Natura, Volti e Maschere, Calligrafia e tipografia e Giapponismo contemporaneo con oltre 250 opere stampate in silografia, libri, album, manifesti e mascherine per tessuti (katagami), oltre a oggetti d\u2019alto artigianato, offrendo una narrazione stratificata dell\u2019evoluzione della grafica giapponese che incrocia le arti, dalla calligrafia alla tipografia, dal disegno al design, dalle arti applicate ai prodotti di alto artigianato fino alla moda, al cinema, al teatro e al fumetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra apre con la Natura protagonista, rappresentata dai maestri dell\u2019ukiyoe in stampe policrome e adattata dai primi graphic designer alle forme tridimensionali dei prodotti delle arti applicate, come kimono, tessuti, vasi e ceramiche. La natura \u00e8 intesa dagli artisti come costellazione di simboli, e il paesaggio specchio del sentimento umano. I motivi delle stagioni, luna, pini, gru, onde increspate, bamb\u00f9, fiori di ciliegio, aceri, farfalle, insetti, scoiattoli, vengono sintetizzate in forme standardizzate e simboliche, replicabili a seconda della destinazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda tappa del percorso \u00e8 dedicata a Volti e Maschere, protagonisti nelle stampe di Utamaro, Sharaku, Kunisada e nei manifesti teatrali di Tanaka Ikk\u014d o Yokoo Tadanori, che rivelano esplicite connessioni con il cinema. L\u2019impostazione scenica delle stampe, l\u2019espressivit\u00e0 dei volti, la relazione fra luce e ombra, sono elementi che hanno influenzato e che si ritrovano nell\u2019estetica del cinema giapponese da Yasujir\u014d Ozu ad Akira Kurosawa fino all\u2019animazione di Hayao Miyazaki. Alcuni graphic designer giapponesi hanno collaborato con registi, studi di animazione, editori e stilisti, generando un\u2019estetica comune che attraversa generi e formati. Esempi sono Tanaka Ikk\u014d la cui grafica ha caratterizzato una linea di abiti e accessori di Issey Miyake, e la serie di poster dedicati da decine di designer alla figura di Sharaku, maestro ukiyoe specializzato nei ritratti di attori kabuki.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Graphic Japan. Da Hokusai al Manga. Photo credits Yuki Seli<br \/>\nIl percorso prosegue con alcune opere che sono espressione del ricercato equilibrio tra parola e immagine, tra spazio e vuoto, a partire dall\u2019eredit\u00e0 zen. Nella sezione Calligrafia e Tipografia il pubblico incontra manifesti in cui il tratto, da sempre gesto spirituale e di disciplina estetica, diventa griglia compositiva, costruzione tipografica, elemento fondante della grafica moderna, che si ritrova anche nelle pagine pop dei manga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiude l\u2019itinerario espositivo il Giapponismo contemporaneo, che esplora la trasposizione dei codici tradizionali nella cultura visiva globale. Il manga, l\u2019anime, il design editoriale, la pubblicit\u00e0, il fashion design sono tutti ambiti in cui il Giappone ha saputo esprimere una sintesi originale fra memoria visiva e innovazione. Le opere esposte mostrano come la cultura giapponese abbia saputo integrare le proprie radici in un linguaggio globale, riconoscibile e insieme adattabile e quanto abbia saputo influenzare la grafica e la cartellonistica italiana di inizio Novecento di Leopoldo Metlicovitz, Marcello Dudovich e altri, in un momento in cui gli scambi artistici e le influenze estetiche tra i due paesi fiorivano grazie alle esposizioni internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere in prestito provengono da importanti istituzioni italiane e giapponesi pubbliche e private, tra cui Museo d\u2019Arte Orientale \u201cEdoardo Chiossone\u201d di Genova, Museo d\u2019Arte Orientale di Venezia, Biblioteche civiche e nazionali e da collezioni giapponesi, tra cui Dai Nippon Foundation for Cultural Promotion e Adachi Foundation.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra Graphic Japan. Da Hokusai al Manga offre al pubblico un palinsesto di incontri di approfondimento ed eventi sulla cultura giapponese, dall&#8217;arte al cinema, dal teatro alla musica, anche grazie a sinergie e collaborazioni con le principali istituzioni culturali della citt\u00e0, tra cui la Fondazione Cineteca di Bologna.<br \/>\nIl programma delle attivit\u00e0 si svolger\u00e0 tra il Museo Civico Archeologico, con uno specifico Public Program che sar\u00e0 annunciato nelle prossime settimane, e altri luoghi chiave della cultura della citt\u00e0 di Bologna, dove saranno ospitate alcune iniziative collaterali. La mostra e le attivit\u00e0 correlate, rivolte non solo alla cittadinanza ma anche ai turisti, saranno promosse attraverso i numerosi canali di divulgazione di Fondazione Bologna Welcome.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 accompagnata da un catalogo edito da Moebius.<br \/>\nLa mostra ha il supporto di DNP Foundation e si avvale della media partnership con QN \u2013 Il Resto del Carlino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una mostra raffinata quanto l&#8217;arte della stampa giapponese . I grandi lavori degli antichi classici giapponesi &#8211; si riverberano degnamente nelle forme pi\u00f9 moderne di<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":155025,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896,17619],"tags":[32670],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/155018"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=155018"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/155018\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":155026,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/155018\/revisions\/155026"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/155025"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=155018"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=155018"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=155018"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}