{"id":155322,"date":"2025-11-25T20:07:02","date_gmt":"2025-11-25T19:07:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=155322"},"modified":"2025-11-25T20:07:02","modified_gmt":"2025-11-25T19:07:02","slug":"chiusa-cop30-in-brasile-ma-i-risultati-non-sono-chiari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=155322","title":{"rendered":"Chiusa Cop30 in Brasile &#8211; ma i risultati non sono chiari &#8230;"},"content":{"rendered":"<header>Spopolano i lobbisti dei settori agricoli e zootecnici &#8211; oltre a quelli dei combustibili fossili.<\/p>\n<h3 class=\"entry-title\" style=\"text-align: justify;\">Cop30 &#8211; chiude con poche speranze<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8220;A Belem in Brasile, alla Cop30<\/strong>\u00a0<strong>ci sono stati circa 1600 lobbisti del settore dei combustibili fossili,<\/strong> quasi il doppio del numero dei delegati delle dieci nazioni pi\u00f9 vulnerabili al clima messi insieme&#8221;.<\/p>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Se \u00e8 sbagliato il modello di sviluppo non bastano soluzioni pi\u00f9 o meno innovative: occorre scegliere un modello diverso<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi climatica \u00e8 ormai una realt\u00e0 con la quale ci troviamo a fare i conti quotidianamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene alle nostre latitudini sia un tema al centro della discussione pubblica da oltre un decennio,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>mai \u00e8 stata impressa una decisa inversione di rotta<\/strong> capace di<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>evitare il superamento dei +1,5 gradi rispetto all\u2019era preindustriale.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nonostante gli appelli di scienziati e studiosi, che da anni spiegano<\/strong> che<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>all\u2019origine della crisi climatica vi sono le emissioni di gas climalteranti dovute alle attivit\u00e0 umane<\/strong>,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nessuno mette in discussione il sistema produttivo<\/strong> che genera tutti questi problemi e<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>non si vuole affrontare il problema alla radice,<\/strong> cio\u00e8<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un sistema economico basato sul consumo e sullo spreco<\/strong> delle risorse naturali,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dominato dalla ricerca del profitto e causa di profonde ingiustizie sociali<\/strong>\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n<h3 class=\"entry-title\" style=\"text-align: justify;\">\u201cContro la crisi climatica i ritocchini non bastano, serve una (gioiosa) rivoluzione nelle abitudini di vita\u201d: Slow Food<\/h3>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">\u00abCop dopo Cop \u2013 interviene Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia -, i problemi rimangono irrisolti perch\u00e9<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>a rimanere invariati sono i presupposti attorno ai quali i potenti della Terra si siedono per discutere.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario, anno dopo anno ci si aggroviglia sempre di pi\u00f9 attorno al problema stesso,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>insistendo a cercare soluzioni che consentano di lasciare intatte abitudini e stili di vita<\/strong> che<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la realt\u00e0 ha dimostrato essere palesemente insostenibili. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL<strong>\u2019annunciato fallimento della Cop30 di Belem<\/strong> \u2013 continua Barbara Nappini \u2013 <strong>\u00e8 l\u2019ennesima occasione persa.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non saranno solo le innovazioni tecnologiche a salvarc<\/strong>i, perch\u00e9<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>spetta all\u2019essere umano scegliere modelli di sviluppo compatibili con la vita sulla Terra. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non si tratta di sacrificare il benessere,<\/strong> ma esattamente del contrario:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>occorre mettere al centro la salute<\/strong>:<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">l<strong>a nostra, quella degli altri esseri viventi,<\/strong> quella del pianeta nel suo complesso. Serve una rivoluzione, una rivoluzione gioiosa\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<strong>I sistemi alimentari<\/strong> \u2013 aggiunge Serena Milano, direttrice di Slow Food Italia -, rappresentano <strong>un esempio lampante di ci\u00f2 che oggi non funziona: si produce cibo a basso costo e di scarsa qualit\u00e0,<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>consumando risorse e generando spreco;<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>l\u2019agricoltura \u00e8 sacrificata e svilita,<\/strong> svuotata del proprio valore, finendo per reggersi (a malapena) su contributi;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il suolo fertile, la risorsa pi\u00f9 preziosa insieme all\u2019acqua, \u00e8 sempre pi\u00f9 scarso;<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>i campi si coprono di pannelli solari,<\/strong> che invece<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dovrebbero essere collocati su capannoni, parcheggi, aree dismesse<\/strong>;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il cemento e i data center idrovori colonizzano aree sempre pi\u00f9 ampie dei nostri paesaggi<\/strong>; dall\u2019altra parte dell\u2019Oceano<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la foresta amazzonica sparisce<\/strong> per far spazio ai campi dove<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>coltivare soia e mais ogm per i nostri allevamenti industriali. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel mondo, oggi, il cibo inquina e ammala,<\/strong> anzich\u00e9 sfamare e curare: colpa di sistemi alimentari dominati dalla logica dell\u2019industria e del profitto\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, nei salotti dove si dovrebbe discutere di lotta alla crisi climatica \u2013 Cop30 compresa -,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>spopolano i lobbisti dei settori agricoli e zootecnici, oltre a quelli dei combustibili fossili<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A Belem,<\/strong> spiega la coalizione Kick Big Polluters Out (Kbpo) che riunisce oltre 450 organizzazioni ambientaliste, <strong>ci sono circa 1600 lobbisti del settore dei combustibili fossili,<\/strong> quasi il doppio del numero dei delegati delle dieci nazioni pi\u00f9 vulnerabili al clima messi insieme. Se attorno a noi tutto cambia per non cambiare mai, non resta che agire in prima persona: \u00abRipartiamo dal cibo \u2013 conclude Serena Milano -, da ci\u00f2 che portiamo in tavola, scegliendo alimenti prodotti senza inquinare la terra, senza impoverire il suolo, senza sprecare acqua. Acquistiamo meno, ma meglio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 COPERTINA: &#8220;Foresta vergine&#8221;<\/strong> &#8211; 2012 &#8211; disegno su stoffa &#8211; particolare &#8211; Grazia Seregni Copyright\u00a9 All rights reserved \u2013<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spopolano i lobbisti dei settori agricoli e zootecnici &#8211; oltre a quelli dei combustibili fossili. 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