{"id":155576,"date":"2025-11-28T20:09:25","date_gmt":"2025-11-28T19:09:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=155576"},"modified":"2025-11-29T16:28:32","modified_gmt":"2025-11-29T15:28:32","slug":"mostre-a-mantova-sonnabend-collection","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=155576","title":{"rendered":"Mostre a Mantova &#8211; Sonnabend Collection"},"content":{"rendered":"<p>SONNABEND COLLECTION a Palazzo della Ragione &#8211; Mantova<\/p>\n<figure id=\"attachment_155581\" aria-describedby=\"caption-attachment-155581\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1a-Palazzo-della-Ragione-Fronte_Comune-di-Mantova-ph.-Giuseppe-Gradella.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-155581\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1a-Palazzo-della-Ragione-Fronte_Comune-di-Mantova-ph.-Giuseppe-Gradella-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-155581\" class=\"wp-caption-text\">Palazzo della Ragione Fronte_Comune diMantova ph.Giuseppe Gradella<\/figcaption><\/figure>\n<h3><strong>Apre a Mantova il nuovo museo d&#8217;arte contemporanea<\/strong><\/h3>\n<p>SONNABEND COLLECTION Mantova<\/p>\n<figure id=\"attachment_155582\" aria-describedby=\"caption-attachment-155582\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1A-Roy-Lichtenstein-Little-Aloha-1962.-Acrilico-su-tela-112-x-107-cm.-In-prestito-dalla-Sonnabend-Collection-Foundation-\u00a9-Estate-of-Roy-Lichtenstein-by-SIAE-2025.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-155582\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1A-Roy-Lichtenstein-Little-Aloha-1962.-Acrilico-su-tela-112-x-107-cm.-In-prestito-dalla-Sonnabend-Collection-Foundation-\u00a9-Estate-of-Roy-Lichtenstein-by-SIAE-2025-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-155582\" class=\"wp-caption-text\">Roy-Lichtenstein-Little-Aloha-1962.-Acrilico-su-tela-prestito-dalla-Sonnabend-Collection-Foundation-\u00a9-Estate-of-Roy-Lichtenstein-bySIAE-2025.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Sabato 29 novembre 2025 a Palazzo della Ragione<br \/>\n(Piazza Erbe 13, Mantova)<\/p>\n<p><strong>94 opere d&#8217;arte<\/strong><\/p>\n<p>Tra gli artisti della collezione:<br \/>\nJasper Johns, Robert Rauschenberg, Mario Schifano, Michelangelo Pistoletto, Roy Lichtenstein, Andy Wahrol, Sol LeWitt, Robert Morris, Bruce Nauman, Janiis Kounellis, Gilberto Zorio, Gilbert &amp; George, Bernd e Hilla Becher, Anselm Kiefer, A.R. Penck, Haim Steinbach, Jeff Koons<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 <strong>Tra le sale completamente restaurate di un palazzo medievale<\/strong> nasce un museo dedicato a una delle pi\u00f9 straordinarie collezioni d\u2019arte contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 29 novembre 2025 <strong>il Palazzo della Ragione di Mantova<\/strong> accoglie la Sonnabend Collection Mantova, che<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>racconta la storia di un secolo attraverso lo sguardo di Ileana Sonnabend,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la gallerista e collezionista che ha saputo unire l\u2019America e l\u2019Europa, trasformando per sempre la geografia dell\u2019arte.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019apertura della Sonnabend Collection Mantova, la citt\u00e0 del Rinascimento si arricchisce di un museo internazionale che intreccia la storia di una donna che ha rivoluzionato il sistema dell\u2019arte e quella di un luogo che, dal Quattrocento a oggi, continua a essere centro vitale della cultura europea. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Comune di Mantova, la Sonnabend Collection Foundation e Marsilio Arte, con l\u2019obiettivo di rendere accessibile al pubblico una delle collezioni private pi\u00f9 importanti del Novecento, compendio della storia dell\u2019arte internazionale dagli anni Cinquanta ai primi anni Duemila.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La raccolta, <strong>costruita nel corso di una vita da Ileana Sonnabend (1914\u20132007) insieme al marito Michael Sonnabend (1900\u20132001)<\/strong> <strong>e al loro figlio adottivo Antonio Homem<\/strong>, offre una testimonianza delle<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>sperimentazioni della cultura visiva dalla met\u00e0 del XX secolo<\/strong>, delineando una vera e propria<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>mappa della creativit\u00e0 contemporanea. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso le gallerie Sonnabend di Parigi e New York,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Ileana ha saputo anticipare e diffondere le tendenze artistiche<\/strong> che hanno ridefinito l\u2019immaginario collettivo:<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dal linguaggio sperimentale del Neo-Dada<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>alla forza iconica della Pop Art,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dalle strutture rigorose del Minimalismo a quelle poetiche dell\u2019Arte Concettuale<\/strong>,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>fino ai linguaggi visionari dell\u2019Arte Povera italiana e allo sviluppo della fotografia contemporanea.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Sindaco Mattia Palazzi: \u201cQuesta inaugurazione rappresenta per Mantova una svolta concreta. Nella storica sede del Palazzo della Ragione, nel cuore della nostra citt\u00e0 \u2013 gi\u00e0 Patrimonio Mondiale dell\u2019UNESCO e prima Capitale Italiana della Cultura \u2013 apriamo un nuovo museo di arte contemporanea dedicato alla prestigiosa Sonnabend Collection.<br \/>\nPortare qui, a Mantova, una delle collezioni private pi\u00f9 significative al mondo per l\u2019arte del XX secolo \u2013 omaggiando la figura visionaria di Ileana Sonnabend \u2013 significa inaugurare un nuovo capitolo per la nostra comunit\u00e0: una citt\u00e0 dal grande passato rinascimentale, legata a nomi come Giulio Romano, Andrea Mantegna e Leon Battista Alberti, che oggi si proietta con convinzione verso il futuro.<br \/>\nQuesto risultato \u00e8 il frutto di un lavoro condiviso, realizzato insieme alla Sonnabend Collection Foundation, guidata da Antonio Homem, al direttore artistico Mario Codognato e a Marsilio Arte. Si tratta di un progetto strategico per Mantova, che ci consente di entrare a pieno titolo nel panorama internazionale dell\u2019arte contemporanea e di consolidare la nostra posizione all\u2019interno del Grand Tour culturale europeo.<br \/>\nQuesto museo non \u00e8 soltanto un nuovo spazio espositivo, ma un investimento sul futuro della citt\u00e0: sulla capacit\u00e0 di attrarre turismo qualificato, stimolare creativit\u00e0, formazione e dialogo, e rafforzare la nostra identit\u00e0.<br \/>\nAbbiamo ritenuto inoltre fondamentale conferire ad Antonio Homem la cittadinanza onoraria di Mantova, quale segno di amicizia, fiducia e del profondo legame che, con l\u2019apertura della Sonnabend Collection Mantova, egli ha voluto creare con la nostra citt\u00e0.<br \/>\nCon entusiasmo e senso di responsabilit\u00e0 consegniamo oggi a Mantova, e al Paese, un\u2019opera che guarda avanti, valorizzando al contempo la nostra grande storia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio Homem, presidente e cofondatore assieme a Nina Sundell della Sonnabend Collection Foundation, dichiara: \u201cLa Sonnabend Collection Foundation \u00e8 molto lieta di inaugurare un suo Museo a Mantova. Per me Mantova \u00e8 sempre stato un luogo particolarmente significativo, una citt\u00e0 che visitai insieme a Ileana e Michael Sonnabend e al nostro amico Attilio Codognato circa cinquant\u2019anni fa. Ci innamorammo subito: della citt\u00e0 stessa, della sua architettura e delle splendide opere rinascimentali che gi\u00e0 custodisce. Sono profondamente felice che questa mostra, che rappresenta un ritratto di Ileana e Michael cos\u00ec come di me stesso in qualit\u00e0 di collezionisti, ripercorra anche la storia delle attivit\u00e0 della Sonnabend Gallery nel corso degli anni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mario Codognato, direttore artistico della Sonnabend Collection Mantova, afferma: \u201cIl percorso di Ileana Sonnabend attraversa un intero secolo di trasformazioni, sostenuto da un desiderio inesauribile di conoscenza e da una fiducia profonda nella capacit\u00e0 dell\u2019arte di interpretare il presente. La sua visione \u2013 capace di cogliere con anticipo linguaggi rivoluzionari e di metterli in dialogo tra Europa e Stati Uniti \u2013 ha segnato la storia dell\u2019arte moderna. Le mostre pionieristiche dedicate a Rauschenberg, Johns, Gilbert &amp; George o Kounellis testimoniano un intuito raro, aperto all\u2019inedito e alle sue possibilit\u00e0. Con l\u2019apertura della Sonnabend Collection Mantova, questo patrimonio critico diventa accessibile al pubblico, restituendo la vitalit\u00e0 di una collezione che continua a interrogare il nostro tempo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luca De Michelis, CEO di Marsilio Arte e Marsilio Editori, dichiara: \u201cSiamo orgogliosi di annunciare l\u2019apertura della Sonnabend Collection Mantova, un progetto di straordinaria rilevanza culturale che abbiamo portato avanti con determinazione, visione e un dialogo costante con il Comune di Mantova. Per la prima volta, una selezione cos\u00ec ampia e rappresentativa della collezione Sonnabend trova una sede dedicata: un luogo pensato per valorizzare non solo le opere, ma anche la storia e le idee che hanno reso questa raccolta una delle testimonianze pi\u00f9 autorevoli dell\u2019arte del secondo Novecento. La nuova sede offrir\u00e0 al pubblico l\u2019opportunit\u00e0 unica di avvicinarsi a un patrimonio artistico di eccezionale valore, presentato all\u2019interno di un contesto storico e prestigioso che dialoga con la tradizione, l\u2019identit\u00e0 e la vitalit\u00e0 culturale della citt\u00e0. \u00c8 un traguardo significativo anche per Marsilio Arte, che attraverso questa iniziativa rinnova il proprio impegno nella promozione dell\u2019arte contemporanea, nel sostegno alla ricerca curatoriale e nel consolidamento delle relazioni tra istituzioni, artisti e pubblico. Con l\u2019avvio di questo progetto, Mantova si afferma come una tappa imprescindibile per chi desidera esplorare da vicino i grandi protagonisti della Pop Art e gli artisti pi\u00f9 influenti del XX secolo. Siamo certi che questa apertura contribuir\u00e0 a rafforzare ulteriormente il ruolo della citt\u00e0 nel panorama culturale internazionale, offrendo nuove occasioni di conoscenza, approfondimento e dialogo per visitatori, studiosi e appassionati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSiamo orgogliosi di affiancarci come sponsor per i prossimi tre anni al Museo Sonnabend Collection, a cominciare dalla bellissima esposizione che ora si inaugura\u201d, ha dichiarato Serena Morgagni, Responsabile Comunicazione di BPER. \u201cLe iniziative artistiche e culturali sono un veicolo di promozione e valorizzazione dell\u2019importante patrimonio del nostro Paese, spesso custodito nei territori in cui operiamo. Da sempre sosteniamo l\u2019arte come espressione di responsabilit\u00e0 sociale e di attenzione alle comunit\u00e0. Investire nell\u2019arte significa investire nel capitale sociale del Paese\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sonnabend Collection. Palazzo della Ragione, Mantova. \u00a9 Giuseppe Gradella<br \/>\nSonnabend Collection Mantova<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il percorso espositivo, curato da Antonio Homem e Mario Codognato<\/strong>, si sviluppa come una narrazione continua che restituisce lo sguardo pionieristico di Ileana Sonnabend e la sua capacit\u00e0 di anticipare le trasformazioni dell\u2019arte contemporanea tra Stati Uniti ed Europa. La Sonnabend Collection Mantova si articola in undici sale che accompagnano il pubblico in un percorso cronologico e tematico dal secondo dopoguerra a oggi.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Le 94 opere esposte, tra dipinti, sculture, installazioni, fotografie e opere concettuali,<\/strong> compongono un racconto che mette in luce il ruolo di Sonnabend come mediatrice tra mondi, linguaggi e generazioni.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima sala si apre sulle origini della collezione Sonnabend, ponendo l\u2019accento sul <strong>momento di transizione dall\u2019Espressionismo Astratto al nuovo interesse per la rappresentazione della realt\u00e0 emerso alla fine degli anni Cinquanta.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Le opere di Jasper Johns, Robert Rauschenberg, Cy Twombly e James Rosenquist<\/strong> rappresentano il versante americano di questa ricerca, testimoniando la nascita di un linguaggio che rinnova la pittura attraverso l\u2019uso di immagini e oggetti quotidiani.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Nella stessa direzione si muovono le opere di <strong>Jim Dine e John Chamberlain,<\/strong> che traducono la gestualit\u00e0 pittorica in termini materici e tridimensionali.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">I<strong>l dialogo con l\u2019Europa \u00e8 rappresentato dai lavori di Mario Schifano e Michelangelo Pistoletto<\/strong>, protagonisti di una nuova sensibilit\u00e0 realista italiana,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>e da Arman e Christo, legati al gruppo del Nouveau R\u00e9alisme. Insieme,<\/strong> queste presenze delineano il programma internazionale della galleria, che fin dagli esordi promuove un confronto tra le nuove tendenze artistiche americane ed europee.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La seconda sala \u00e8 dedicata alla Pop Art,<\/strong> movimento che Ileana Sonnabend intuisce e promuove in Europa con straordinaria precocit\u00e0. Le opere di <strong>James Rosenquist, Andy Warhol, Tom Wesselmann e Roy Lichtenstein<\/strong> segnano il superamento della gestualit\u00e0 pittorica a favore di immagini dai colori piatti e brillanti, derivate dalla pubblicit\u00e0 e dai mass media. In dialogo con loro, le sculture di <strong>Claes Oldenburg e George Segal<\/strong> traducono la realt\u00e0 quotidiana in forme tridimensionali, tra ironia e immediatezza. La sala testimonia come la visione di Sonnabend abbia colto nella Pop Art non una critica alla societ\u00e0 dei consumi, ma la capacit\u00e0 di trasformarne l\u2019immaginario in un nuovo linguaggio artistico universale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La terza sala esplora il Minimalismo degli anni Sessanta<\/strong> che, parallelamente alla Pop Art, si afferma come reazione all\u2019intensit\u00e0 emotiva <strong>dell\u2019Espressionismo Astratto,<\/strong> privilegiando forme essenziali, materiali specifici e chiarezza strutturale. <strong>Donald Judd e Robert Morris<\/strong> abbandonano la pittura per confrontarsi direttamente con lo spazio e la materia, mentre<strong> Larry Bell e John McCracken<\/strong> approfondiscono luce, trasparenza e colore come elementi strutturali della scultura. Il percorso include anche pratiche concettuali, con i <strong>wall drawings di Sol LeWitt, le installazioni rigorose di Mel Bochner e Barry Le Va e i Text Paintings di John Baldessari,<\/strong> opere che mettono in discussione la propriet\u00e0 e la permanenza dell\u2019oggetto artistico. Chiude il percorso <strong>Peter Halley,<\/strong> che negli anni Ottanta reinterpreta la geometria minimalista in chiave urbana e sociale. La sala racconta cos\u00ec il passaggio da una ricerca di riduzione formale a un\u2019indagine sul significato stesso dell\u2019opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La quarta sala presenta le <strong>ricerche degli anni Sessanta che sviluppano e superano il Minimalismo,<\/strong> concentrandosi sul rapporto con lo spazio e la dialettica tra forma e materiale. <strong>Robert Morris esplora il concetto di Anti-Form con i suoi Felt Pieces,<\/strong> opere in feltro dove gravit\u00e0 e processo determinano forma e dimensione.<strong> Bruce Nauman trasforma il suono in materiale plastico e utilizza il corpo nei primi film per dialogare con lo spazio,<\/strong> coinvolgendo lo spettatore in modo diretto. <strong>Richard Serra sperimenta materiali non convenzionali<\/strong> come gomma vulcanizzata e piombo, creando sculture che assumono forme spontanee in relazione al peso e allo spazio. <strong>Keith Sonnier integra luce e trasparenza in installazioni al neon,<\/strong> trasformando l\u2019energia luminosa in esperienza sensoriale e psicologica. La sala mostra come questi artisti condividano la tensione a superare le forme chiuse del Minimalismo, privilegiando processo, materia e interazione con lo spettatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La quinta sala celebra l\u2019Arte Povera italiana,<\/strong> introdotta da Ileana Sonnabend alla fine degli anni Sessanta grazie al suo legame privilegiato con l\u2019Italia e alla conoscenza diretta degli artisti torinesi e piemontesi, in particolare attraverso<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Michelangelo Pistoletto e la vivace scena artistica di Torino.<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>La selezione di questa sala include Jannis Kounellis, Gilberto Zorio, Mario Merz, Giovanni Anselmo, Pier Paolo Calzolari e Giulio Paolini,<\/strong> protagonisti di un movimento che esplora <strong>materiali poveri, processi fisici e chimici,<\/strong> equilibrio tra elementi e interazione poetica con lo spazio. Le opere esposte nella sala mettono in evidenza la variet\u00e0 dei percorsi individuali e, allo stesso tempo, la comune attenzione alla riduzione all\u2019essenziale e al rapporto diretto con i materiali, con richiami alle ricerche di Anti-Form e a esperienze precedenti come quelle di Mario Schifano.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La sesta sala esplora le ricerche artistiche degli anni Settanta tra performance, fotografia e concettualismo.<\/strong> <strong>John Baldessari<\/strong> rielabora fotografie trovate in chiave narrativa e simbolica, mentre <strong>Gilbert &amp; George<\/strong> trasformano il proprio corpo in \u201cscultura vivente\u201d tramite l\u2019uso del mezzo fotografico. Vito Acconci porta la corporeit\u00e0 al centro dell\u2019opera, fondendo azione fisica e implicazioni psicologiche. <strong>Christian Boltanski<\/strong> lavora sulla memoria personale e collettiva con installazioni fotografiche che parlano all\u2019identit\u00e0 universale. <strong>Piero Manzoni concepisce il corpo come mezzo di condivisione,<\/strong> avvicinando idealmente la fisicit\u00e0 delle azioni di Acconci all\u2019attenzione di Boltanski per l\u2019identit\u00e0 collettiva. <strong>Bernd e Hilla Becher, con i loro studi in bianco e nero di architetture industriali,<\/strong> coniugano rigore e minimalismo, mostrando come la fotografia possa diventare linguaggio concettuale. La sala evidenzia cos\u00ec l\u2019interesse di <strong>Ileana Sonnabend per una ricerca radicale e interdisciplinare in cui corpo, memoria, luce e immagine<\/strong> ridefiniscono il linguaggio artistico contemporaneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La settima sala mette in luce l\u2019esplorazione dei linguaggi sperimentali degli <strong>anni Settanta tra pratiche performative, fotografiche e video. William Wegman trasforma il suo cane in soggetto di ironici scatti.<\/strong> <strong>Boyd Webb costruisce tableaux vivants che mescolano quotidiano e assurdo;<\/strong> <strong>Andrea Robbins e Max Becher documentano spostamenti culturali e geografici; Luigi Ontani, cos\u00ec come Anne e Patrick Poirier riflettono sul passato<\/strong> attraverso travestimenti e ricostruzioni storiche, mentre <strong>Hiroshi Sugimoto cattura il tempo in immagini sospese e atemporali.<\/strong> <strong>Richard Artschwager, unico non fotografo della sezione<\/strong>, trasforma oggetti quotidiani in spazi stranianti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ottava sala racconta le ricerche artistiche degli <strong>anni Ottanta,<\/strong> caratterizzate dall\u2019ambiguit\u00e0 della percezione e dal superamento dell\u2019umano.<strong> Terry Winters e Carroll Dunham trasformano la pittura in processi organici<\/strong>, con segni e forme che evocano organismi biomorfici. <strong>Peter Fischli e David Weiss giocano con il quotidiano, tra fotografia, video e sculture, t<\/strong>rasformando oggetti banali in presenze enigmatiche. <strong>Robert Feintuch mescola ironia e tensione psicologica<\/strong> attraverso la figurazione, mentre <strong>Rona Pondick esplora corpi in metamorfosi,<\/strong> unendo calchi realistici a forme ibride. La sala mette in luce la capacit\u00e0 di questi artisti di spiazzare lo spettatore giocando con il confine tra realt\u00e0 e immaginazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La nona sala esplora il dialogo tra fotografia e pittura,<\/strong> mostrando come il medium fotografico possa confrontarsi con la storia della pittura senza annullarla. C<strong>andida H\u00f6fer, formatasi nella Scuola di D\u00fcsseldorf, restituisce interni pubblici silenziosi e rigorosi, indagando la \u201cpsicologia dell\u2019architettura sociale\u201d<\/strong> attraverso l\u2019assenza delle persone. <strong>Elger Esser e Lawrence Beck reinventano il paesaggio come spazio di memoria e contemplazione<\/strong>, evocando vedute storiche con precisione compositiva e luce delicata, mentre<strong> Clifford Ross, partito dalla pittura e dalla scultura, sperimenta tecniche digitali e supporti inusuali<\/strong> per catturare la grandiosit\u00e0 della natura. <strong>Matthias Schaller rende omaggio alla pittura attraverso fotografie di grandi formati<\/strong> dedicate alle tavolozze dei maestri, tra cui Paul C\u00e9zanne, rivelando un dialogo intrinseco tra i due linguaggi. Questi artisti, presenti in galleria dagli anni Novanta fino alla chiusura del 2014, confermano come fotografia e pittura possano coesistere, generando nuove possibilit\u00e0 di linguaggio e di visione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La decima sala esplora il <strong>Neo-Espressionismo tedesco con Anselm Kiefer, J\u00f6rg Immendorff e A.R. Penck. Le opere di Kiefer stratificano storia, mito e ideologia<\/strong>, affrontando il trauma della memoria collettiva tedesca; <strong>Penck presenta figure totemiche e simboliche che conquistarono subito il pubblico americano;<\/strong> <strong>Immendorff trasforma soggetti quotidiani in allegorie oniriche e politicamente cariche.<\/strong> La sala mostra come questi artisti condividano un approccio in cui pittura e storia s&#8217;incontrano, trasformando simboli e memoria in strumenti di riflessione e resistenza culturale, aprendo nuove prospettive per il dialogo tra arte, politica e memoria collettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019undicesima e ultima sala presenta Jeff Koons, Haim Steinbach e Ashley Bickerton, protagonisti della stagione Neo-Geo americana degli anni Ottanta.<\/strong> Koons trasforma oggetti quotidiani e icone popolari in sculture monumentali, celebrando il kitsch con una sorprendente autonomia creativa. Steinbach dispone oggetti comuni su mensole, restituendo un equilibrio formale che dialoga con la tipologia concettuale dei Becher e con la tradizione Pop, dove il quotidiano diventa materia poetica. Bickerton, invece, fonde rigore geometrico e colori di ispirazione Pop in opere che evocano il Minimalismo per poi sovvertirne i codici, trasformando superfici e strutture in riflessioni sull\u2019identit\u00e0 e sulla percezione. Insieme, gli artisti reinterpretano l\u2019eredit\u00e0 della Pop e del Concettuale in un linguaggio nuovo e lucidamente contemporaneo, capace di trasformare la cultura di massa in icona dell\u2019arte del tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In occasione dell\u2019apertura, il museo ospiter\u00e0 anche un focus temporaneo dedicato ai celebri ritratti filmati di Andy Warhol dal titolo Screen Tests.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Si tratta di una serie di brevi ritratti cinematografici in bianco e nero,<\/strong> in cui l\u2019artista filma sia persone comuni che famose tra i visitatori del suo studio trasformandoli in \u201critratti viventi\u201d. Verranno infatti presentati ventuno film realizzati tra il 1963 e il 1966 della durata di circa 4 minuti l\u2019uno selezionati dalla Sonnabend Collection Foundation in collaborazione con la Andy Warhol Foundation for the Visual Arts.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto allestitivo \u00e8 curato da unostudio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sponsor dell\u2019iniziativa \u00e8 BPER Banca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sonnabend Collection. Palazzo della Ragione, Mantova. \u00a9 Giuseppe Gradella<br \/>\nmateriali stampa<br \/>\nInformazioni e biglietteria<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I biglietti sono acquistabili al sito: https:\/\/sonnabendmantova.vivaticket.it\/<br \/>\nLuned\u00ec, mercoled\u00ec, gioved\u00ec, venerd\u00ec, sabato, domenica: 10:00 &#8211; 18:00.<br \/>\nChiusura biglietteria ore 17:00.<br \/>\nChiuso il marted\u00ec.<br \/>\nChiuso il 25 dicembre, aperto nelle altre festivit\u00e0.<br \/>\nPalazzo della Ragione di Mantova (Piazza Erbe 13, Mantova).<\/p>\n<p>Sito web e canali social dedicati:<\/p>\n<p>Sito Web: www.sonnabendmantova.it<br \/>\nInstagram: @sonnabendmantova<br \/>\nFacebook: SonnabendCollectionMantova<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SONNABEND COLLECTION a Palazzo della Ragione &#8211; Mantova Apre a Mantova il nuovo museo d&#8217;arte contemporanea SONNABEND COLLECTION Mantova Sabato 29 novembre 2025 a Palazzo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":155580,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15,9411,15896],"tags":[32736],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/155576"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=155576"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/155576\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":155583,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/155576\/revisions\/155583"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/155580"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=155576"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=155576"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=155576"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}