{"id":155913,"date":"2025-12-06T17:53:15","date_gmt":"2025-12-06T16:53:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=155913"},"modified":"2025-12-08T17:14:33","modified_gmt":"2025-12-08T16:14:33","slug":"novita-a-torino-nel-museo-egizio-riallestimento-sala-kha-e-merit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=155913","title":{"rendered":"Novit\u00e0 a Torino nel Museo Egizio &#8211; riallestimento sala Kha e Merit"},"content":{"rendered":"<p>Il Museo Egizio inaugura il riallestimento della sala di Kha e Merit<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inaugurato il nuovo allestimento al Museo Egizio della sala dedicata al corredo funebre Kha e Merit,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una coppia della classe scribale egizia, vissuta circa 3500 anni fa a Deir el-Medina<\/strong>, villaggio delle maestranze e degli artisti che lavoravano alle tombe dei faraoni.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Luci innovative, infografiche, magazzini a vista dei tessuti e una teca di 14 metri per il Libro dei Morti<\/strong>: queste le principali novit\u00e0 dell\u2019allestimento, curato dagli egittologi Enrico Ferraris e Susanne T\u00f6pfer, in collaborazione con Johannes Auenm\u00fcller, Federica Facchetti, Alessandro Girardi, C\u00e9dric Gobeil.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nuovo allestimento della Sala di Kha e Merit comprende<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un&#8217;installazione video multimediale,<\/strong> frutto del lavoro del Politecnico di Milano.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sotto la guida della docente Corinna Rossi, \u00e8 stato realizzato il modello 3D di tutta la tomba (cappella a forma di piramide, spazio ipogeo e contesto nei quali sono inseriti) ricavato dai rilievi effettuati sul campo, a Deir el-Medina in Egitto, e sul pyramidion, la punta della piramide conservata al Museo del Louvre, a Parigi.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;installazione permetter\u00e0 ai visitatori di avere una visione d\u2019insieme realistica e veritiera della tomba e del suo ambiente circostante.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Dai corredi alle vite: cento tessuti raccontano l&#8217;antico Egitto<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla base del nuovo progetto di riallestimento, <strong>a 120 anni dalla scoperta della Tomba ad opera di Ernesto Schiaparelli nel 1906,<\/strong> c\u2019\u00e8 un cambio di prospettiva radicale. Sotto i riflettori non ci sono solo i<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>460 reperti, tra sarcofagi, mobili, tessuti, oggetti di uso quotidiano come boccette di profumi e unguenti in vetro e alabastro<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>o il gioco della Senet, tra i giochi da tavolo pi\u00f9 antichi,<\/strong> ma c\u2019\u00e8 l\u2019idea di accompagnare il visitatore alla scoperta della <strong>vita quotidiana di Kha e Merit,<\/strong> due persone realmente esistite all\u2019epoca del Nuovo Regno, verso la fine del XV secolo a.C., di intrecciare archeologia e tecnologia per dar vita al racconto umano.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la prima volta,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>oltre 100 tessuti del corredo funerario restaurati,<\/strong> escono dai depositi per essere esposti in un nuovo magazzino a vista, aggiunto alle vetrine che oggi custodiscono i reperti che compongono il corredo della coppia, che \u00e8 <strong>l\u2019unico corredo intatto al di fuori dell\u2019Egitto, risalente al Nuovo Regno.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Anche la porta della Tomba<\/strong> verr\u00e0 presentata in una nuova configurazione, frutto di un meticoloso restauro basato su approfonditi studi del reperto, sostenuto da Rotary Distretto 2031 &#8211; Nord Piemonte e Valle d&#8217;Aosta, sotto la curatela di C\u00e9dric Gobeil, egittologo e curatore dell\u2019Egizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Primato mondiale nella conservazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma la vera rivoluzione \u00e8 tecnologica<\/strong>. Il Museo Egizio si conferma<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>all&#8217;avanguardia mondiale nella conservazione dei papiri: il Libro dei Morti di Kha<\/strong> sar\u00e0 esposto in una teca anossica inclinata a massimo 45 gradi e lunga circa 14 metri,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la prima al mondo di queste dimensioni progettata specificamente per papiri.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;anossia \u2013 l&#8217;assenza di ossigeno<\/strong> \u2013 rappresenta una delle strategie pi\u00f9 efficaci di conservazione preventiva, capace di eliminare completamente le infestazioni biologiche e gli insetti in ogni stadio di sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per l\u2019Ufficio Produzione hanno contribuito Enrico Barbero, responsabile dell\u2019allestimento generale, Enrica Ciccone, incaricata del coordinamento museografico, Piera Luisolo per le grafiche. Al progetto hanno lavorato inoltre le restauratrici Sara Aicardi, Francesca Maiocchi, Eleonora Furgiuele, Giulia Pallottini e Valentina Turina, mentre Federico Taverni ha curato la modellazione 3D.<br \/>\nL\u2019intervento \u00e8 sostenuto dalla Fondazione CRT, da grandi donatori privati che hanno sostenuto la realizzazione di due nuove teche all\u2019interno della sala, da Gli Scarabei \u2013 Associazione dei Soci Sostenitori del Museo Egizio e da oltre 500 donatori e donatrici che hanno partecipato alla campagna di raccolta fondi \u201cOggetti quotidiani, storie straordinarie\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Il riallestimento della sala di Kha e Merit rappresenta un momento cruciale per il Museo Egizio e dimostra come la collaborazione tra istituzioni, sostenitori privati e pubblico possa generare progetti di portata internazionale. Grazie al sostegno della Fondazione CRT, grazie alla generosit\u00e0 di grandi mecenati e di oltre 500 donatori, abbiamo realizzato un modello di museo contemporaneo dove la tecnologia diventa strumento di narrazione e la ricerca dialoga direttamente con i visitatori. La teca anossica da 14 metri per il Libro dei Morti \u00e8 un primato mondiale nella conservazione dei materiali organici. Ma l&#8217;aspetto pi\u00f9 rivoluzionario \u00e8 l&#8217;approccio: non mostriamo solo oggetti, ma raccontiamo vite, processi e scoperte in corso, come il TT8 Project che pubblicheremo dal 2027. Questa sala \u00e8 il manifesto del Museo Egizio che vogliamo: un luogo dove la conoscenza si fa esperienza condivisa&#8221;, hanno dichiarato la presidente Evelina Christillin e il direttore Christian Greco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLe analisi condotte su diversi reperti e sul Libro dei Morti ci hanno fatto scoprire dettagli preziosi. Si tratta di risultati, che pubblicheremo nel 2028, e che dimostrano come diagnostica, filologia e archeometria possano dialogare per offrire nuove chiavi di lettura e nuovi percorsi di visita. Il corredo di Kha e Merit, unico nel suo genere al di fuori dell&#8217;Egitto, per quanto riguarda il periodo del Nuovo Regno, meritava un allestimento che ne valorizzasse non solo la ricchezza materiale, ma anche la complessit\u00e0. Il Libro dei Morti di Kha, conservato in una nuova teca ad alta tecnologia \u00e8 accompagnato da infografiche che traducono i geroglifici e decifrano per il visitatore il racconto contenuto nel papiro\u201d, hanno dichiarato Enrico Ferraris e Susanne T\u00f6pfer, curatori del Museo Egizio e del riallestimento della sala.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Libro dei Morti sar\u00e0 accompagnato da un&#8217;infografica innovativa che si estende per tutta la sua lunghezza di 14 metri. Seguendo l&#8217;esempio delle installazioni gi\u00e0 realizzate per altri papiri della collezione, come il Libro dei Morti di Iuefankh con la sua infografica di 19 metri che spiega 40 capitoli attraverso immagini, anche il papiro di Kha sar\u00e0 corredato da tre livelli di approfondimento che integrano prospettive archeologiche, filologiche e storico-religiose.<br \/>\n<strong>L&#8217;infografica illustrer\u00e0 le 33 formule magiche del manoscritto<\/strong>, svelando la <strong>complessit\u00e0 culturale e tecnica celata in questo documento funerario:<\/strong> dalla preparazione originaria del papiro per un altro proprietario, <strong>alle tecniche scribali utilizzate, fino al significato delle vignette colorate<\/strong> che accompagnano le formule per la protezione e la resurrezione del defunto nell&#8217;aldil\u00e0.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Un viaggio che permetter\u00e0 ai visitatori di comprendere non solo il contenuto del testo, ma anche la sua materialit\u00e0 e la storia della sua creazione e trasformazione.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando la scienza incontra il pubblico<br \/>\nLa sala di Kha e Merit ha l\u2019ambizione di raccontare in un unico spazio diagnostica, ricerca egittologica e restauro: tre ambiti che negli ultimi anni si sono avvicinati sempre pi\u00f9 e che oggi suscitano un interesse crescente non solo tra gli specialisti, ma anche tra i visitatori. L\u2019incontro tra analisi dei materiali, studio filologico, archeometria e scienze della conservazione offre un\u2019esperienza di visita nuova, che permette di osservare non solo gli oggetti, ma anche il processo di conoscenza che li rende interpretabili.<br \/>\nQuesto approccio integrato \u00e8 anche la base metodologica del TT8 Project, il programma di ricerca internazionale avviato dal Museo Egizio nel 2017 per lo studio completo del corredo funerario, della cappella e della tomba inviolata di Kha e Merit. Il progetto ha l\u2019obiettivo di raccogliere, analizzare e riunire per la prima volta tutti i dati archeologici, diagnostici e filologici in un\u2019unica cornice di interpretazione, avviando la prima pubblicazione generale della tomba e del corredo a partire dal 2027.<br \/>\nNel quadro del TT8 Project rientrano anche le indagini archeometriche condotte tra febbraio e marzo 2024 dal MOLAB (E-RIHS) sul Libro dei Morti di Kha, i cui risultati preliminari trovano posto nell\u2019imponente apparato grafico che accompagna la nuova lunga teca del papiro. Queste analisi consentono al pubblico di avere un primo sguardo sul lavoro scientifico in corso e di scorgere con maggiore chiarezza le fasi tecniche che hanno dato forma al manoscritto: dai gesti dello scriba che ha tracciato il testo, a quelli del pittore che ha applicato i pigmenti, fino al lavoro dell\u2019artigiano che ha confezionato i fogli di papiro. La ricerca scientifica rende cos\u00ec leggibili i processi materiali alla base della sua realizzazione.<br \/>\nIl nuovo allestimento riflette cos\u00ec i principi che guidano oggi un&#8217;idea di narrazione del Museo Egizio nella quale conservazione, ricerca e tecnologie avanzate non procedono pi\u00f9 su binari paralleli, ma costruiscono insieme una narrazione scientifica accessibile. La sala rinnovata diventa dunque un modello per i futuri riallestimenti del Museo Egizio, in cui il pubblico sar\u00e0 sempre pi\u00f9 accompagnato alla scoperta non solo dei reperti, ma della conoscenza che li circonda.<br \/>\nLa sala rinnovata \u00e8 destinata a diventare modello di riferimento per tutti i successivi riallestimenti, che non possono prescindere dalla ricerca archeologica e dalle nuove tecnologie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0FOTO COPERTINA: 1985 Museo del Cairo<\/strong> &#8211; Tesoro di \u00a0Tutankhamon &#8211;\u00a0 Grazia Seregni Copyright\u00a9 All rights reserved \u2013<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Museo Egizio inaugura il riallestimento della sala di Kha e Merit Inaugurato il nuovo allestimento al Museo Egizio della sala dedicata al corredo funebre<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":119801,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[131,1916,14,9411,2730,358,15896,17619],"tags":[32773],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/155913"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=155913"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/155913\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":155918,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/155913\/revisions\/155918"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/119801"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=155913"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=155913"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=155913"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}