{"id":155988,"date":"2025-12-08T18:26:00","date_gmt":"2025-12-08T17:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=155988"},"modified":"2025-12-08T18:27:06","modified_gmt":"2025-12-08T17:27:06","slug":"mostre-a-brescia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=155988","title":{"rendered":"Mostre a Brescia &#8211; la Vittoria Alata di Brescia e l\u2019Idolino di Pesaro"},"content":{"rendered":"<p>BRIXIA. PARCO ARCHEOLOGICO DI BRESCIA ROMANA<br \/>\n4 DICEMBRE 2025 | 12 APRILE 2026<\/p>\n<p>VICTORIA MATER. L\u2019IDOLO E L\u2019ICONA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019installazione pone in dialogo due statue di arte romana antica di straordinaria bellezza ed eleganza: la Vittoria Alata di Brescia e l\u2019Idolino di Pesaro proveniente dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze, in<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un inedito allestimento creato da Francesco Vezzoli per la cura di Donatien Grau.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto segna la collaborazione tra la Fondazione Brescia Musei e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze che, dall\u201911 dicembre 2025 al 9 aprile 2026, ospita un\u2019esposizione gemella, dal titolo Icone di potere e bellezza, con tre teste bronzee di imperatori romani provenienti dalle Collezioni bresciane, in dialogo con materiali delle raccolte medicee. Intesa Sanpaolo si conferma Partner d\u2019eccezione per un nuovo progetto di valorizzazione culturale unico nel suo genere.L\u2019esposizione rientra nell\u2019ambito dell\u2019Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/06_1BBFotografia-di-Alessandra-Chemollo.-Courtesy-Fondazione-Brescia-Musei-1366x1920-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-155990\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/06_1BBFotografia-di-Alessandra-Chemollo.-Courtesy-Fondazione-Brescia-Musei-1366x1920-1-213x300.jpg\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/06_1BBFotografia-di-Alessandra-Chemollo.-Courtesy-Fondazione-Brescia-Musei-1366x1920-1-213x300.jpg 213w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/06_1BBFotografia-di-Alessandra-Chemollo.-Courtesy-Fondazione-Brescia-Musei-1366x1920-1.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 213px) 100vw, 213px\" \/><\/a>Victoria Mater. L\u2019idolo e l\u2019icona. Fotografia di Alessandra Chemollo. Courtesy Fondazione Brescia Musei<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c\u2026fin dal momento della sua scoperta, <strong>l\u2019Idolino fu enormemente ammirato e, nel 1542, Alberto del Bene assicurava il suo amico Bembo che non si trattava soltanto di una statua \u2018antica e bella\u2019, ma che era degna di essere paragonata ai bronzi che erano la meraviglia di Roma\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francis Haskell e Nicholas Penny,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019antico nella storia del gusto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scultura antica non smette di stupire. L\u2019occhio dello studioso contemporaneo, affinato dalle ricerche condotte nel corso dei secoli, \u00e8 sempre pi\u00f9 pronto a fornire una lettura storica e critica dei manufatti statuari realizzati in ambito greco-ellenistico e della loro naturale traduzione romana, che sappia unire in un dialogo serrato archeologia, storia dell\u2019arte e aspetti sociali e culturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019installazione, dal titolo Victoria Mater. L\u2019idolo e l\u2019icona, in programma al Parco archeologico di Brescia romana, all\u2019interno del Capitolium, dal 4 dicembre 2025 al 12 aprile 2026, va in questa direzione, proponendo<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un confronto dialettico tra due bronzi di straordinaria bellezza ed eleganza,<\/strong> ma forse ancor di pi\u00f9 di profondo senso e contenuto, che<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dialogano sullo sfondo creato<\/strong> da uno dei pi\u00f9 riconosciuti e apprezzati artisti italiani a livello internazionale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In continuit\u00e0 con i progetti di valorizzazione e riqualificazione dell\u2019area archeologica<\/strong> portati avanti negli ultimi anni e in linea con la strategia culturale di una costante e attiva contaminazione tra antico e contemporaneo, la Fondazione Brescia Musei ha, infatti, affidato a Francesco Vezzoli il compito di realizzare un\u2019inedita installazione, curata da Donatien Grau, che faccia dialogare la Vittoria Alata, una delle opere pi\u00f9 importanti della romanit\u00e0 per composizione, materiale e conservazione, e l\u2019Idolino di Pesaro, esempio raffinato di artigianato classico proveniente dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intero progetto, promosso da Fondazione Brescia Musei e Comune di Brescia, in collaborazione con la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, l\u2019Opificio delle Pietre Dure e il fondamentale contributo di Intesa Sanpaolo, col patrocinio dell\u2019Ateneo di Brescia &#8211; Accademia di scienze, lettere e arti, \u00e8 stato appositamente studiato per accompagnare l\u2019apertura delle celebrazioni per il Bicentenario della scoperta del deposito bronzeo del Capitolium bresciano, dove si conservava la Vittoria Alata, e in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. L&#8217;iniziativa \u00e8 finanziata da Regione Lombardia nell&#8217;ambito del bando Olimpiadi della Cultura ed \u00e8 parte del programma Giochi della Cultura, promosso da Regione Lombardia in collaborazione con Triennale Milano.L\u2019evento si inserisce nell\u2019ambito dell\u2019Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026: il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animer\u00e0 l\u2019Italia per promuovere i valori Olimpici e valorizzer\u00e0 il dialogo tra arte, cultura e sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 che l\u2019Italia ospiter\u00e0 rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. Con questa iniziativa si vuole, inoltre, ripercorrere la felice esperienza che, nel 2023, in occasione di Bergamo-Brescia Capitale della Cultura, aveva visto il museo bresciano presentare la Vittoria Alata accanto alla statua bronzea del Pugile a riposo del Museo Nazionale Romano. Anche in questo caso, si conferma il ruolo di Fondazione Brescia Musei quale acceleratore di sinergie per creare un consolidato sistema di collaborazioni tra alcune delle pi\u00f9 prestigiose realt\u00e0 culturali del Paese, per la promozione e lo studio del patrimonio artistico che gestiscono. L\u2019esposizione, infatti, s\u2019inserisce nel quadro istituzionale di una virtuosa collaborazione tra la Fondazione Brescia Musei e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, sotto gli auspici della Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, dal titolo complessivo Idoli di bronzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>AL PARCO ARCHEOLOGICO DI BRESCIA ROMANA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Brescia, il titolo della rassegna, Victoria Mater. L\u2019idolo e l\u2019icona, racconta e richiama il valore simbolico delle due statue, che sono \u201cidolo\u201d, ovvero figura e rappresentazione della divinit\u00e0 e, allo stesso tempo, \u201cicona\u201d, nel significato pi\u00f9 moderno del termine, simbolo e portatore di valori universali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019arte di Francesco Vezzoli si \u00e8 sempre distinta per la capacit\u00e0 di fondere epoche, linguaggi e immaginari, trasformando la memoria del passato in un dispositivo critico e sensuale per leggere il presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da anni l\u2019artista indaga il patrimonio iconografico della classicit\u00e0, appropriandosi di forme e simboli della scultura antica per restituirli in chiave contemporanea, ibridata e spesso ironicamente sovversiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel nuovo progetto, Vezzoli prosegue la sua riflessione sul dialogo tra archeologia e modernit\u00e0, intervenendo con un gesto di ricomposizione e dislocazione. Le figure classiche della Vittoria Alata e dell\u2019Idolino di Pesaro vengono reinterpretate come organismi ibridi: corpi antichi rigenerati, ombre innestate e riattivate nella loro potenza simbolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vezzoli si \u00e8 gi\u00e0 confrontato con le vestigia del passato in progetti espositivi di grande rilievo, a partire dal 2015 al MoMA PS1, con una mostra personale in cui cinque teste originali romane venivano restituite alle ipotetiche cromie originarie, grazie alla consulenza di studiosi e archeologi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un percorso poi proseguito con la mostra VITA DULCIS (Palazzo delle Esposizioni, Roma 2023), senza dimenticare la prima fondamentale collaborazione con Fondazione Brescia Musei nel 2021, con il progetto Palcoscenici Archeologici. Interventi curatoriali di Francesco Vezzoli, dove le sculture dell\u2019artista dialogavano per la prima volta con il sito archeologico e i reperti antichi di Brescia Musei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ordine a una delle sue cifre pi\u00f9 caratteristiche, l\u2019artista usa l\u2019antico come punto di partenza per reinterpretare l\u2019eredit\u00e0 del passato attraverso i codici e gli elementi propri della cultura contemporanea, gettando in tal modo un ponte sul presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intervento di Vezzoli trasforma lo spazio sacro del tempio nello scenario di una installazione artistica attraverso l\u2019inserimento di un terzo elemento in bronzo: una grande silhouette, che genera, con effetto trompe l\u2019oeil, l\u2019impressione di un\u2019ombra impossibile che suggerisce un contatto virtuale, seppure non concretamente compiuto, tra le due figure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esperienza \u00e8 ulteriormente arricchita da tre atmosfere luminose successive, che nell\u2019arco di venti minuti permettono al visitatore di esplorare l\u2019installazione da prospettive diverse. Le tre situazioni, evocative dei temi della luce, del tempo, della memoria e della metamorfosi, si susseguono nell\u2019ordine: A New Dawn (Una Nuova Alba), The Golden Hour (L\u2019Ora Dorata) e Afterglow (Il Riflesso dell\u2019Attesa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che si crea \u00e8 la rappresentazione di una scena materna, in cui la Vittoria Alata si libera dello scudo, elemento di difesa, ma che riporta a situazioni di conflitto, per abbracciare teneramente la figura efebica dell\u2019Idolino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019aula che accoglie l\u2019allestimento museale progettato dall\u2019architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg, il visitatore potr\u00e0 incontrare la Vittoria Alata, un\u2019opera celebrativa realizzata in bronzo con la tecnica della fusione a cera persa indiretta intorno alla seconda met\u00e0 del I secolo dopo Cristo, e probabilmente ispirata a modelli pi\u00f9 antichi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eletta a simbolo della citt\u00e0 di Brescia, amata da Giosu\u00e8 Carducci, ammirata da Gabriele d\u2019Annunzio e da Napoleone III tanto da volerne possedere una copia, la scultura venne ritrovata, insieme a sei teste di et\u00e0 imperiale e a centinaia di altri reperti in bronzo, il 20 luglio 1826, durante gli scavi archeologici condotti nell\u2019area del Capitolium dai membri dell\u2019Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Brescia, in un\u2019intercapedine dell\u2019antico tempio, dove forse era stata occultata per preservarla da eventuali distruzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto ad essa, si ammirer\u00e0 il cosiddetto Idolino di Pesaro, scoperto nella citt\u00e0 marchigiana nell\u2019ottobre del 1530 a seguito dei lavori di scavo per le fondazioni della casa del nobile pesarese Alessandro Barignani, alle spalle del Palazzo Ducale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scultura bronzea ritrae un giovane nudo, dal corpo leggero e armonioso, che reggeva originariamente nella mano sinistra un tralcio di vite destinato a sostenere lucerne e, con molta probabilit\u00e0, un vassoio nella destra, qualificandosi cos\u00ec come una statua decorativa e funzionale, ovvero un lychnouchos o portalampade per illuminare, come descrisse Lucrezio in un passo del De rerum natura, i banchetti notturni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giudicato da Johann Joachim Winckelmann, l\u2019archeologo tedesco considerato il fondatore della moderna storia dell\u2019arte, come una delle statue pi\u00f9 belle mai pervenute dall\u2019antichit\u00e0 greca, l\u2019Idolino, pur rappresentando uno dei migliori esempi di contaminazione stilistica tra tradizioni riconducibili a Policleto, Mirone e Prassitele, parrebbe in realt\u00e0 un\u2019opera appartenente al filone di classicismo eclettico, tipico dell\u2019et\u00e0 augustea (31 a.C-14 d.C.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Vittoria Alata e l\u2019Idolino di Pesaro riflettono entrambi aspetti complementari dell\u2019aspirazione umana alla perfezione. Se da un lato, l&#8217;Idolino, espressione di simmetria, armonia ed equilibrio, incarna i valori classici del concetto del kal\u00f2s kai agath\u00f2s (bello e buono), che porta a determinare un equilibrio perfetto tra l\u2019aspetto fisico e le qualit\u00e0 interiori, la Vittoria Alata rappresenta un traguardo pi\u00f9 alto, un trionfo che supera il contesto terreno per diventare simbolo universale di successo e riconoscimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019accostamento delle due statue nell\u2019approssimarsi dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali richiama la tradizione dei Giochi Panellenici che si tenevano a Olimpia nel tempio di Zeus dove, accanto alle statue delle divinit\u00e0 venivano collocate anche quelle degli atleti vincitori e dei devoti, proponendo cos\u00ec una rilettura dell\u2019arte classica che dialoga con il presente e creando un legame simbolico tra il passato e il valore universale degli ideali olimpici. Il dialogo tra i due capolavori definisce l\u2019aspirazione umana verso la perfezione, emblema della tensione verso l\u2019alloro olimpico, in un confronto tra l\u2019ideale classico di bellezza e armonia e la Vittoria, simbolo universale di successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al progetto Victoria Mater. L\u2019idolo e l\u2019icona concorrono altri fondamentali partner tecnici quali Capoferri Serramenti e iGuzzini, entrambi gi\u00e0 partner fin dal riallestimento della Vittoria Alata nel 2021 nel nuovo Capitolium, e Ghidini Rok. Le tre aziende hanno offerto le proprie competenze uniche nella ingegnerizzazione del basamento e dell\u2019allestimento scenico di Francesco Vezzoli, Capoferri Serramenti, nella movimentazione delle strutture necessarie all&#8217;installazione, Ghidini Rok, e nel complesso design illuminotecnico dell\u2019aula in un delicato contesto quale il Capitolium, iGuzzini, riuscendo a garantire un perfetto e rispettoso bilanciamento di valori architettonici in linea con il progetto artistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Victoria Mater. L\u2019idolo e l\u2019icona si pregia della sponsorizzazione tecnica di Strategica Insurance Management Srl, broker di Fondazione Brescia Musei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La visita alle opere \u00e8 gratuita per tutti gli abbonati all\u2019Abbonamento Musei Lombardia, Piemonte e Valle d\u2019Aosta, grazie all\u2019inclusione di Brixia. Parco archeologico di Brescia romana nell\u2019offerta del circuito, per i cittadini bresciani, in virt\u00f9 della gratuit\u00e0 istituita dopo l\u2019anno di Brescia Capitale italiana della Cultura e, dall\u20198 dicembre al 6 gennaio 2026 anche per i residenti e i nati nella Provincia di Brescia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019installazione \u00e8 accompagnata da un ricco public program curato dalla Fondazione Brescia Musei, pensato per valorizzare l\u2019esperienza di visita attraverso appuntamenti regolari e formati speciali. Ogni sabato alle ore 15.00 sono previste visite guidate dedicate al pubblico; gli appuntamenti di \u201cPausa pranzo al Museo\u201d, invece, permettono di approfondire contenuti e significati del progetto, in un contesto informale e in un orario inconsueto, dalle 13.00 alle 13.30. Torna inoltre l\u2019ormai apprezzata formula della visita letteraria, questa volta costruita intorno a una selezione di brani, contemporanei e non, dedicati alla straordinaria figura della Vittoria. Il programma si completa con attivit\u00e0 pensate appositamente per le famiglie, che coinvolgono grandi e piccoli e invitano alla scoperta condivisa dell\u2019installazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto di identit\u00e0 visiva Victoria Mater. L\u2019idolo e l\u2019icona \u00e8 a cura dello studio TassinariVetta, mentre completa l\u2019esposizione un catalogo edito da Allemandi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">AL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI FIRENZE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il gemellaggio, volto a valorizzare le collezioni di arte romana delle due capitali culturali italiane ponendole a confronto reciproco, si traduce, oltre al prestito dell\u2019Idolino, in una mostra in programma al Museo Archeologico Nazionale di Firenze dall\u201911 dicembre 2025 al 9 aprile 2026, dal titolo Icone di potere e bellezza. La rassegna, curata dal direttore del Museo fiorentino, Daniele Federico Maras, e dalla conservatrice Barbara Arbeid, \u00e8 stata concepita per proporre e commentare lo sviluppo storico dell\u2019uso delle immagini per la presentazione, conservazione e trasmissione del potere nell\u2019ambito dell\u2019Impero Romano, in una fase di crisi e di potenziale sfiducia quale quella sperimentata nel III secolo d.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto ruota attorno a tre teste in bronzo dorato di imperatori romani provenienti dalle collezioni bresciane e parte anch\u2019esse del deposito bronzeo del Capitolium, poste in dialogo con materiali delle raccolte medicee, in particolare monete dell\u2019epoca, che veicolano il ritratto imperiale come simbolo e garanzia della continuit\u00e0 del potere, ma anche gemme della collezione del Museo fiorentino, destinate a un uso \u201cprivato\u201d, ma non meno simbolico. La mostra offre, inoltre, l\u2019opportunit\u00e0 di ammirare gli esiti del restauro, a cura dell\u2019Opificio delle Pietre Dure, sia del ritratto bronzeo del cosiddetto Probo, in prestito dai Musei Civici di Brescia, sia una raffinata testa bronzea di Afrodite, afferente alle antiche collezioni medicee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019incontro tra due capolavori dell\u2019arte antica torna a regalarci emozioni uniche, come era gi\u00e0 successo con l\u2019installazione Il Pugile e la Vittoria in occasione di Bergamo Brescia Capitale della Cultura. Ora, in occasione del bicentenario del ritrovamento della nostra Vittoria Alata, \u00e8 l\u2019Idolino di Pesaro a dialogare con lei grazie alla sorprendente capacit\u00e0 di Francesco Vezzoli di creare relazioni inedite tra le opere d\u2019arte del passato, come gi\u00e0a accaduto con Palcoscenici archeologici. Quella con il museo fiorentino, che ospiter\u00e0 un\u2019esposizione gemella con tre bronzi \u201cbresciani\u201d, \u00e8 poi una collaborazione estremamente significativa, che testimonia la capacit\u00e0 del nostro sistema museale di fare rete e di stringere partnership con le pi\u00f9 prestigiose istituzioni culturali nazionali e internazionali. Sono certa che i visitatori rimarranno colpiti dalla potenza evocativa di questa installazione, che coinvolge i due magnifici bronzi in una rilettura inedita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Laura Castelletti, Sindaca di Brescia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa iniziativa rappresenta uno dei passaggi pi\u00f9 significativi del percorso culturale che stiamo costruendo verso Milano Cortina 2026. La Vittoria Alata \u00e8 un simbolo identitario della Lombardia, un patrimonio che non appartiene solo alla storia ma alla comunit\u00e0 che da due secoli la tutela e la riconosce come propria. Il dialogo e la collaborazione tra istituzioni di altissimo livello trasforma il Capitolium in uno spazio vivo, capace di connettere archeologia, arte contemporanea e valori olimpici. Con &#8216;Victoria Mater&#8217; viene valorizzata Brescia e la sua area archeologica che Regione considera un asse strategico. Questo percorso, sostenuto con le &#8216;Olimpiadi della Cultura&#8217;, mostra come la cultura sappia creare alleanze solide, generare conoscenza e dare forza ai territori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesca Caruso, Assessore alla Cultura Regione Lombardia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Victoria Mater. L\u2019idolo e l\u2019icona, racconta e richiama il valore simbolico delle due statue, che sono \u201cidolo\u201d, ovvero figura e rappresentazione della divinit\u00e0 e, allo stesso tempo, \u201cicona\u201d, nel significato pi\u00f9 moderno del termine, simbolo e portatore di valori universali. Francesco Vezzoli si \u00e8 sempre distinto per capacit\u00e0 di fondere epoche, linguaggi e immaginari, trasformando la memoria del passato in un dispositivo critico e sensuale per leggere il presente, e Victoria Mater lo illustra plasticamente. Con Victoria Mater Fondazione Brescia Musei pone una nuova tessera nel grande mosaico del contemporaneo in contesto archeologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesca Bazoli, Presidente Fondazione Brescia Musei<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una vera emozione fare incontrare due grandi bronzi dell\u2019antichit\u00e0 due opere iconiche il cui significato va ben oltre la percezione estetica e che ci permettono di superare diverse barriere: tra antico e moderno, tra monumenti concreti e concetti astratti, tra pubblico e privato e anche tra diverse regioni italiane, in una virtuosa iniziativa di promozione dello sviluppo della cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Daniele F. Maras, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, istituto prestatore dell\u2019Idolino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa nuova occasione di collaborazione con Fondazione Brescia Musei mi rende particolarmente felice per almeno due motivi. Il primo \u00e8 che quello con FBM si conferma come un rapporto non episodico ma strutturale, sul tema della conservazione del patrimonio ad essa affidato: in questo quadro si inserisce non solo il restauro della testa del cosiddetto Probo ma anche il monitoraggio e la manutenzione periodici sulla Vittoria Alata, necessari alla tutela responsabile di un&#8217;opera eccezionale di cui ha curato il restauro. Il secondo \u00e8 che Opificio, da istituto che opera a livello nazionale, per usare una espressione presa a prestito dal biliardo ha &#8216;giocato di sponda&#8217; tra Brescia e Firenze, rivestendo un ruolo di facilitatore di collaborazioni che gli \u00e8 congeniale ed in cui crede. Mettere al centro lo stato di conservazione delle opere, l&#8217;intervento su di esse, la ricerca su tecniche e materiali non solo \u00e8 un solido denominatore comune tra istituzioni che si occupano del patrimonio, ma offre argomenti potenti alla valorizzazione pi\u00f9 impegnata e creativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Emanuela Daffra, Soprintendente Opificio delle Pietre Dure<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono lieta di portare la testimonianza del sostegno di Intesa Sanpaolo come Special Partner della mostra Victoria Mater. L\u2019Idolo e l\u2019Icona, un progetto di straordinaria bellezza che rinnova il nostro legame con Fondazione Brescia Musei. Dopo il successo della mostra del 2023 dedicata alla Vittoria Alata, la nostra Banca continua a valorizzare un patrimonio culturale che parla al presente. Questa esposizione rientra nell\u2019Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali dei quali siamo orgogliosamente Premium Partner domestico. Crediamo che arte e creativit\u00e0 siano leve decisive per lo sviluppo sociale ed economico, capaci di arricchire le comunit\u00e0 e costruire un futuro pi\u00f9 inclusivo e sostenibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paola Musso, Executive Director Comunicazione e Immagine Intesa Sanpaolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;opera di Francesco Vezzoli ha il genio di essere allo stesso tempo diretta, provocatoria, ambigua, di basarsi su profondit\u00e0 di significato e di attraversarle. Questa opera-installazione costituisce allo stesso tempo l&#8217;autoritratto di un artista il cui l&#8217;opera \u00e8 sempre in relazione, una rilettura della storia e un invito alla presenza contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Donatien Grau, curatore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo progetto nasce dal dialogo tra musei che condividono una stessa visione: raccontare l\u2019antico come qualcosa di vivo, capace di generare ancora oggi senso e conoscenza. L\u2019incontro tra la Vittoria Alata e l\u2019Idolino di Pesaro diventa l\u2019occasione per riflettere sul tema dell\u2019immagine ideale dell\u2019uomo, sul valore simbolico del corpo e sulla sua rappresentazione nel tempo. \u00c8 uno degli esempi significativi di quella rete di relazioni e collaborazioni che costituisce oggi il cuore del Sistema museale nazionale: un sistema dinamico, fondato sulla condivisione di progetti, sulla circolazione delle opere e delle idee, e sulla volont\u00e0 comune di restituire al patrimonio la sua dimensione pi\u00f9 autenticamente pubblica e contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Massimo Osanna, Direttore Generale Musei<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Victoria Mater interpreta perfettamente lo spirito dell\u2019Olimpiade Culturale: mettere in relazione passato e presente per raccontare l\u2019attualit\u00e0 dei valori olimpici attraverso il linguaggio dell\u2019arte. \u00c8 un progetto che dimostra come la collaborazione tra istituzioni, artisti e territori possa generare cultura contemporanea a partire dal patrimonio, rendendo i Giochi un motore di partecipazione e innovazione anche fuori dalle piste e dagli stadi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Domenico De Maio, Direttore Education &amp; Culture Team \u2013 Fondazione Milano Cortina 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Brescia, 2 dicembre 2025<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondazione Brescia Musei \u00e8 una fondazione di partecipazione pubblico\u2013privata presieduta da Francesca Bazoli e diretta da Stefano Karadjov. Fanno parte di Fondazione Brescia Musei Brixia. Parco archeologico di Brescia romana, Museo di Santa Giulia, Pinacoteca Tosio Martinengo, Museo delle Armi Luigi Marzoli, Museo del Risorgimento \u201cLeonessa d\u2019Italia\u201d, Castello di Brescia \u201cFalco d\u2019Italia\u201d e Cinema Nuovo Eden. La Fondazione Brescia Musei \u00e8 parte della Rete dell\u2019800 Lombardo con la Pinacoteca Tosio Martinengo e il Museo del Risorgimento \u201cLeonessa d\u2019Italia\u201d. I Musei Civici di Brescia sono inclusi nell\u2019offerta di Associazione Abbonamento Musei.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BRIXIA. PARCO ARCHEOLOGICO DI BRESCIA ROMANA 4 DICEMBRE 2025 | 12 APRILE 2026 VICTORIA MATER. 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