{"id":156009,"date":"2025-12-09T19:03:12","date_gmt":"2025-12-09T18:03:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156009"},"modified":"2025-12-10T17:55:11","modified_gmt":"2025-12-10T16:55:11","slug":"golosita-curiosita-e-storie-dal-cacao-il-giandujotto-passando-per-le-nocciole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156009","title":{"rendered":"Golosit\u00e0 &#8211; curiosit\u00e0 e storie dal cacao &#8211; il giandujotto passando per le nocciole"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tutto nacque dal blocco di Napoleone alle navi Britanniche<\/strong> che portavano il cacao, divenuto cos\u00ec molto-molto costoso, ed ecco il genio piemontese che sfrutta le locali nocciole per usare meno cacao&#8230;<\/p>\n<p><strong>Giandujotto, con la j .<\/strong><\/p>\n<p>Una storia di Carnevale a CioccolaT\u00f2 2026<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Gianduiotto-Puro-Pistacchio-Ph.-Le-Strade-di-Torino.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-156019\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Gianduiotto-Puro-Pistacchio-Ph.-Le-Strade-di-Torino-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Gianduiotto-Puro-Pistacchio-Ph.-Le-Strade-di-Torino-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Gianduiotto-Puro-Pistacchio-Ph.-Le-Strade-di-Torino.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Infinite storie e leggende<\/strong> si inseguono intorno alla nascita del giadujotto (gianduiotto), al suo sviluppo e a come sia diventato cos\u00ec amato e diffuso in tutto il mondo, al punto da diventare, oggi, uno dei simboli della citt\u00e0 di Torino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019antenato vaniglioso del giandujotto: riscoprire<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">il <strong>diablottino<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In principio era il diablottino.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si stenta a crederci, ma <strong>dopo la scoperta dell\u2019America<\/strong> e il conseguente arrivo in Europa della fava di cacao,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">ci vollero<strong> ben duecento anni prima che a qualcuno venisse in mente l\u2019idea di consumare il cioccolato<\/strong> non pi\u00f9 solo come bevanda calda, ma anche<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>in forma solida e a crudo<\/strong>, come si fa volentieri oggi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo chiamarono diablottino<\/strong>, quello che viene tradizionalmente<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>considerato il primo cioccolatino della storia, nato proprio nella citt\u00e0 di Torino. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prodotto in forma di <strong>piccolo disco e aromatizzato alla vaniglia<\/strong>, venne<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>chiamato cos\u00ec forse per l\u2019invitante tentazione a consumarne uno dopo l\u2019altro<\/strong> e divent\u00f2 rapidamente popolarissimo alla Corte dei Savoia dove,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>a partire dal Settecento, era servito insieme alla Merenda Reale. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una tradizione <strong>riproposta da Turismo Torino e Provincia che abbraccia il Settecento e l\u2018Ottocento piemontese, passando dalla Corte dei Savoia ai Caff\u00e8 storici del piccolo Regno,<\/strong> da gustare nei caff\u00e8 storici o nelle caffetterie delle Residenze Reali aderenti all&#8217;iniziativa (www.turismotorino.org).<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Il blocco Napoleonico e la nascita della pasta Gianduja<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno \u00e8 il <strong>1806:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Torino \u00e8 gi\u00e0 da quattro anni dentro l\u2019orbita francese e Napoleone,<\/strong> sempre pi\u00f9 ai ferri corti con gli inglesi, istituisce quello che pass\u00f2 alla storia come il Blocco Continentale.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Niente pi\u00f9 navi britanniche nei porti dell\u2019Impero<\/strong>,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>niente pi\u00f9 cacao sugli scaffali<\/strong> delle cioccolaterie europee,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>se non ad altissimo costo.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un colpo basso,<\/strong> per una citt\u00e0 golosa di cioccolato come Torino.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, <strong>i pasticcieri locali,<\/strong> gente industriosa e caparbia,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>trovarono la soluzione perfetta<\/strong> per questa penuria: c\u2019era un frutto che, nel Piemonte dell\u2019Ottocento come in quello di oggi, proprio non mancava mai:<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">l<strong>a nocciola tonda gentile delle Langhe.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Semplicemente geniale, l\u2019idea di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>tritarla e aggiungerla alla pasta di cacao, tagliando i costi<\/strong> e fornendo al nuovo prodotto<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>quel sapore inconfondibile che ancora oggi caratterizza la pasta Gianduja.<\/strong> Non si chiam\u00f2 cos\u00ec, tuttavia, prima di qualche decennio, prima di un carnevale che sarebbe passato alla storia.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una storia di Carnevale: Torino, 1865<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 a questa invenzione fosse dato il nome di Pasta Gianduja<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">occorrer\u00e0 attendere il <strong>1865 quando, in occasione del Carnevale, fu proprio un attore travestito da Gianduja, maschera della citt\u00e0, a distribuire ai passanti uno strano manufatto, avvolto in un involucro di carta,<\/strong> ma del quale si poteva gi\u00e0 sentire l\u2019odore prima ancora di scartarlo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Si trattava del primo cioccolatino della storia<\/strong> ad essere incartato singolarmente:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>si chiamava inizialmente Giv\u00f9,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ma con un testimonial del calibro di Gianduja,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>non poteva che essere ribattezzato Giandujotto.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, a poco pi\u00f9 di 160 anni da quel Carnevale,<strong> il Giandujotto \u00e8 candidato come prodotto IGP.<\/strong> Sarebbe una svolta storica, sugello che renderebbe giustizia a uno dei cioccolatini pi\u00f9 famosi e amati al mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Estrusione e concaggio: come si fa un Giandujotto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi esemplari, come \u00e8 facile intuire, erano realizzati a mano. Nel Novecento, invece, il Giandujotto si \u00e8 trovato di fronte a un bivio: restare fedele ai gesti lenti dei maestri torinesi, o farsi strada nelle linee produttive dell\u2019industria. \u00c8 ancora possibile ritrovare queste due filosofie nei due metodi con cui, ancora oggi, i Giandujotti vengono realizzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019erede diretto della tradizione<\/strong> \u00e8 sicuramente il metodo a estrusione, che<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>prevede che il composto venga deposto su una piastra senza stampi,<\/strong> lasciando che la sua forma nasca quasi da s\u00e9, come un tempo, con la mano attenta del pasticciere a guidarla.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Il metodo a concaggio, invece, utilizza stampi destinati a modellare ogni pezzo<\/strong>, come identico a quello precedente.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">CioccolaT\u00f2 \u2013 il Giandujotto in scena<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il gianduiotto sar\u00e0 uno dei protagonisti di CioccolaT\u00f2 2026<\/strong>,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>l\u2019appuntamento internazionale che celebra l\u2019eccellenza cioccolatiera torinese. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sar\u00e0 soltanto merce che andr\u00e0 a ruba sui banchi di Piazza Vittorio Veneto, ma prender\u00e0 il posto d\u2019onore al centro di degustazioni e laboratori. <strong>Eventi per grandi e piccini, conferenze specialistiche e percorsi<\/strong> che raccontando la storia della citt\u00e0 attraverso uno dei suoi simboli pi\u00f9 riconosciuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La genesi di uno dei cioccolatini pi\u00f9 amati e dei suoi intrecci di vite e destini con la citt\u00e0 di Torino.<strong> Il giandujotto, scritto con la j<\/strong>, \u00e8 un concentrato di fascino e gusto, che nasconde dietro ogni morso le trame di pi\u00f9 di due secoli di storia, celebrati a Torino dal 13 al 17 febbraio 2026, in occasione di CioccolaT\u00f2.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Pu\u00f2 un cioccolatino dal peso compreso tra i 4 e i 12 grammi valere, da solo, un viaggio? <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un vecchio spot di Carosello, risalente agli anni Settanta,<\/strong> sembra suggerire di s\u00ec: raggiunta la stazione di Torino Porta Nuova con un diretto da Zurigo, <strong>un turista svizzero si aggira disperatamente per la citt\u00e0 della Mole, alla ricerca dei famosi giandujotti<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E torner\u00e0 a casa soddisfatto, naturalmente, <strong>riempiendo un\u2019intera cabina del treno di scatole di preziosi cioccolatini<\/strong>. Altri tempi, un\u2019altra televisione e una Torino che ci appare quasi irriconoscibile, a \u201csoli\u201d cinquant\u2019anni di distanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che \u00e8 rimasto immutato \u00e8 questo piccolo cioccolatino, dalla peculiare forma di prisma, dall\u2019incarto dorato e dal gusto inconfondibile.\u00a0 Il giandujotto \u00e8 una delle caselle che \u00e8 indispensabile spuntare quando si pianifica un viaggio all\u2019ombra della Mole, nonch\u00e9 uno di quei souvenir che non possono mancare, tornando dal Piemonte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Candidato, <strong>con la dicitura Giandujotto di Torino (scritto con la j), al riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta,<\/strong> sar\u00e0 sicuramente uno dei protagonisti della prossima edizione di CioccolaT\u00f2 2026, il<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>grande appuntamento<\/strong> del gusto che andr\u00e0 ad invadere le<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>strade e i palazzi storici di Torino<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dal 13 al 17 febbraio 2026.<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal venerd\u00ec, al Marted\u00ec Grasso,<\/strong> passando per<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un sabato di San Valentino<\/strong>: sar\u00e0 un lungo Carnevale tra i piaceri del palato.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel cioccolatino, nato da un\u2019intuizione tutta piemontese, delizioso ma anche portatore di significati che superano i secoli e sussurrano, a chi sa ascoltarli, gli intrecci che rendono l\u2019arte dolciaria italiana cos\u00ec speciale.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Un assaggio che, da solo, vale il viaggio.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per maggiori informazioni: www.cioccola.to.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CioccolaT\u00f2 2026 \u00e8 un progetto promosso e sostenuto da Camera di commercio di Torino e Citt\u00e0 di Torino con il supporto di Regione Piemonte, organizzato da Turismo Torino e Provincia, con il contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguici su Instagram @cioccolato_torino<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto nacque dal blocco di Napoleone alle navi Britanniche che portavano il cacao, divenuto cos\u00ec molto-molto costoso, ed ecco il genio piemontese che sfrutta le<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":156017,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,19071,2855,9411,53,15896,17619],"tags":[32786],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/156009"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=156009"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/156009\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":156062,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/156009\/revisions\/156062"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/156017"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=156009"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=156009"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=156009"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}