{"id":156278,"date":"2025-12-16T15:45:42","date_gmt":"2025-12-16T14:45:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156278"},"modified":"2025-12-16T19:47:36","modified_gmt":"2025-12-16T18:47:36","slug":"salute-e-futuro-distinguere-gli-stati-di-salute-da-quelli-di-malattia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156278","title":{"rendered":"Salute e futuro &#8211; distinguere gli stati di salute da quelli di malattia"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>NETWORK MEDICINE &#8211; LE \u201cNUOVE\u201d ISTRUZIONI PER L\u2019USO<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>Pubblicato su \u00abCell Press &#8211; MED\u00bb lo studio dei ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Padova che propone una nuova visione pratica e teorica per ampliare i modelli in uso<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">La Network Medicine utilizza i principi della scienza della complessit\u00e0 per fondere e modellizzare enormi quantit\u00e0 di dati biologici \u2013 dal genoma alle proteine fino ai metaboliti. L&#8217;obiettivo \u00e8 creare una mappa dinamica delle reti del corpo umano<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">per <strong>distinguere con precisione gli stati di salute da quelli di malattia.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>L\u2019introduzione di tecniche mutuate dalla fisica statistica e dall\u2019intelligenza artificiale<\/strong> ha permesso di affinare in modo significativo la comprensione delle &#8220;reti&#8221; che sono alla base delle patologie, rivoluzionando in molti casi la ricerca.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>Tuttavia la disciplina deve ancora superare limiti come la difficolt\u00e0 di definire con esattezza le unit\u00e0 biologiche e le loro interazioni<\/strong>,<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>l\u2019interpretazione non sempre univoca dei modelli e la gestione delle incertezze insite nei dati sperimentali.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Il futuro della medicina delle reti <strong>dipende quindi dalla capacit\u00e0 di ampliare i modelli attuali.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Nel lavoro appena pubblicato su \u00abCell Press &#8211; MED\u00bb dal titolo \u201c<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.medj.2025.100920\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.medj.2025.100920&amp;source=gmail&amp;ust=1765989207995000&amp;usg=AOvVaw3icJG6TP7iHCHM8bIZDlJQ\"><em>Challenges and opportunities in the network medicine of complex diseases<\/em><\/a>\u201d,\u00a0<strong>Valeria d\u2019Andrea e Manlio De Domenico<\/strong>\u00a0del Dipartimento di Fisica e Astronomia \u201cGalileo Galilei\u201d dell\u2019Universit\u00e0 di Padova con\u00a0<strong>Joseph Loscalzo<\/strong>\u00a0&#8211; uno dei padri della medicina delle reti &#8211; del Department of Medicine della Harvard Medical School di Boston,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>propongono un cambiamento di paradigma basato su tre assunti che rivoluzionano la prospettiva di applicazione.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00abLa medicina delle reti permette innanzitutto di <strong>comprendere meglio i meccanismi delle malattie complesse,<\/strong> mostrando come disturbi diversi possano condividere gli stessi gruppi di molecole e come <strong>mutazioni anche lontane possano avere effetto sugli stessi processi biologici,<\/strong> spiegando perch\u00e9<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>una stessa malattia pu\u00f2 manifestarsi in modi diversi da individuo a individuo<\/strong> &#8211; <strong>afferma Manlio Di Domenico\u00a0<\/strong>del Dipartimento di Fisica e Astronomia -.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Consente inoltre di individuare<strong> biomarcatori meno invasivi e pi\u00f9 affidabili,<\/strong> ovvero tutti quegli indicatori misurabili che aiutano a riconoscere, monitorare o prevedere l\u2019evoluzione di una malattia, e a identificare segnali che emergono solo quando si considerano informazioni provenienti da pi\u00f9 sistemi biologici.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Questo approccio facilita anche la scoperta di <strong>nuovi bersagli terapeutici e il riposizionamento dei farmaci: <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>come nel caso dell\u2019aspirina, che ha rivelato benefici ben oltre il suo impiego iniziale,<\/strong><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>le reti permettono di individuare connessioni nascoste<\/strong> tra molecole, malattie e trattamenti\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>Gli assunti del nuovo paradigma<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><u>Studiare le malattie come sistemi complessi dove tutto \u00e8 interconnesso<\/u>. La biologia, quindi, allarga la sua applicazione: la rete dei geni dialoga con la rete delle proteine, che influenza i metaboliti, che a loro volta determinano come le cellule comunicano tra loro e come i tessuti reagiscono. Questi modelli matematici multi-livello permettono di utilizzare queste connessioni e<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>capire come una piccola alterazione possa avere effetti a catena nell\u2019intero organismo.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><u>Accettare l\u2019inevitabile incertezza dei dati osservati per ottenere risultati pi\u00f9 affidabili grazie a modelli probabilistici<\/u>. Si tratta di essere<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>consci che le reti biologiche non sono mappe definitive e immutabili.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">La loro incompletezza \u00e8 dovuta al fatto che sono state<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>generate con metodi sperimentali che hanno margini di errore.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Lo studio propone l\u2019utilizzo di modelli probabilistici che incorporano fin dall\u2019inizio questa incertezza, rendendo le stime pi\u00f9 solide e le applicazioni cliniche pi\u00f9 trasparenti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><u>Integrare fisica e chimica per capire davvero come funzionano le interazioni biologiche<\/u>. Le reti non sono costituite solo da nodi e connessioni: dietro ogni interazione ci sono affinit\u00e0 di legame, concentrazioni, strutture tridimensionali, dinamiche molecolari. Inserire questi vincoli fisico-chimici nei modelli permette di <strong>avvicinarsi ai veri meccanismi che guidano salute e malattia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00abI recenti progressi nella fisica delle reti negli strumenti computazionali e nello studio delle reti biologiche &#8211;\u00a0<strong>spiega Valeria d\u2019Andrea<\/strong>, ricercatrice del dipartimento di Fisica e Astronomia dell&#8217;Ateneo patavino &#8211; ci permettono oggi di <strong>descrivere la complessit\u00e0 dei sistemi viventi come mai prima.<\/strong> Lo studio pubblicato \u00e8 frutto della collaborazione tra il dipartimento di Fisica e Astronomia, il Padua Center for Network Medicine e la Harvard Medical School. Tra gli autori figura Joseph Loscalzo, uno dei principali esponenti internazionali della medicina delle reti, noto per aver introdotto concetti chiave come i moduli di malattia, ovvero<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>gruppi di geni o proteine che lavorano insieme e che, quando si alterano, favoriscono la comparsa o l\u2019evoluzione di una malattia<\/strong>, oltre ai metodi per riposizionare i farmaci basandosi sulle interazioni molecolari\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00abIl Padua Center for Network Medicine e l\u2019Universit\u00e0 di Padova giocano un ruolo chiave in questo nuovo scenario perch\u00e9<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">occorrono <strong>forti sinergie tra fisici, medici, biologi, informatici e matematici.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Questa integrazione rende possibile lo sviluppo di tecniche e strumenti, come i gemelli digitali informati dai modelli computazionali e guidati dai dati, <strong>per una medicina davvero personalizzata: capace di interpretare dati complessi, prevedere l\u2019evoluzione delle malattie e suggerire terapie mirate.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">La medicina delle reti 2.0 \u2013\u00a0<strong>conclude Manlio Di Domenico<\/strong>\u00a0&#8211; \u00e8 in passo necessario per trasformare la crescente complessit\u00e0 dei dati biomedici in strumenti utili per medici e pazienti. Una nuova fase \u00e8 appena iniziata, e potr\u00e0 cambiare in profondit\u00e0 come comprendiamo, preveniamo e curiamo le malattie complesse\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Link alla ricerca:\u00a0<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.medj.2025.100920\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.medj.2025.100920&amp;source=gmail&amp;ust=1765989207995000&amp;usg=AOvVaw3icJG6TP7iHCHM8bIZDlJQ\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.medj.2025.100920<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Titolo: \u201c<em>Challenges and opportunities in the network medicine of complex diseases<\/em>\u201d &#8211; \u00abCell Press &#8211; MED\u00bb 2025<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Autori: Valeria d\u2019Andrea, Joseph Loscalzo, Manlio De Domenico<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NETWORK MEDICINE &#8211; LE \u201cNUOVE\u201d ISTRUZIONI PER L\u2019USO Pubblicato su \u00abCell Press &#8211; MED\u00bb lo studio dei ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Padova che propone una nuova<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":98001,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[27,46,26],"tags":[32820],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/156278"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=156278"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/156278\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":156281,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/156278\/revisions\/156281"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/98001"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=156278"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=156278"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=156278"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}