{"id":156539,"date":"2026-01-13T05:14:52","date_gmt":"2026-01-13T04:14:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156539"},"modified":"2026-01-13T06:26:23","modified_gmt":"2026-01-13T05:26:23","slug":"mostre-a-firenze-prima-mostra-ceroplastica-uffizi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156539","title":{"rendered":"Mostre a Firenze &#8211; prima mostra ceroplastica &#8211; Uffizi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Prima mostra<\/strong> ad essere dedicata alle collezioni fiorentine d\u2019arte ceroplastica tra XVI e XVII secolo.<\/p>\n<h3 class=\"francois-one editor-title\" style=\"text-align: justify;\">Cera una volta. Sculture dalle collezioni medicee<\/h3>\n<div class=\"date_default\">\n<p><strong>Dal 18 December 2025 al 12 April 2026<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1-672cera-una-volta.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-156543\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1-672cera-una-volta-300x186.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"186\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1-672cera-una-volta-300x186.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1-672cera-una-volta-485x300.jpg 485w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1-672cera-una-volta.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>Firenze &#8211; <\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Gallerie degli Uffizi &#8211; <\/span><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Piazzale degli Uffizi<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><strong><span class=\"lato\">Curatori:<\/span>\u00a0Valentina Conticelli e Andrea Daninos<\/strong><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><a href=\"http:\/\/www.uffizi.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.uffizi.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>\u201c<strong>Cera una volta. Sculture dalle collezioni medicee<\/strong>\u201d: questo il titolo dell\u2019esposizione che si terr\u00e0 dal 18 dicembre 2025 al 12 aprile 2026<\/p>\n<ul>\n<li><strong>nei nuovi spazi espositivi al piano terreno della Galleria degli Uffizi.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>La mostra, curata da Valentina Conticelli e Andrea Daninos, \u00e8<\/p>\n<ul>\n<li><strong>la prima ad essere dedicata alle collezioni fiorentine d\u2019arte ceroplastica tra XVI e XVII secolo.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Gi\u00e0 dal titolo, l\u2019esposizione si pone l\u2019obiettivo di far rivivere un ambito creativo perduto,<\/p>\n<ul>\n<li><strong>dalla storia antichissima:<\/strong> quello della<\/li>\n<li><strong>produzione di immagini in cera,<\/strong> in gran parte scomparse a causa della deperibilit\u00e0 del materiale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Testimonianze di questa tradizione sono tramandate,<\/p>\n<ul>\n<li><strong>fin dal I secolo d. C., nella Storia Naturale di Plinio il Vecchio.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019autore romano<\/p>\n<ul>\n<li><strong>riporta a sua volta usanze ancestrali, nate probabilmente dall\u2019uso etrusco delle maschere mortuarie,<\/strong> divenute poi ritratti fisiognomici con la funzione di simulacri per il culto degli antenati.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>L\u2019arte della cera sarebbe rimasta sempre viva nella sensibilit\u00e0 popolare<\/strong> (fino ad arrivare agli <strong>ex voto<\/strong> che <strong>ancora oggi si affidano alle fiamme sacre dei santuari cristiani<\/strong>) e avrebbe conosciuto un momento di<\/p>\n<ul>\n<li><strong>particolare ritorno nel novero delle belle arti proprio nella Firenze medicea tra il Quattrocento e la fine del Seicento.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Morbida e neutra,<\/strong> se lavorata dalle abilissime mani degli scultori rinascimentali e barocchi, che <strong>sapevano renderla policroma plasmando rilievi e sculture simili al vero,<\/strong> poteva dare sostanza a volti e corpi nella forma di immagini perenni.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Con la cultura barocca,<\/strong> ossessionata dal passaggio del tempo, questa materia organica nata dalle api, che per la sua natura malleabile imita le caratteristiche della pelle come nessun\u2019altra,<\/li>\n<li><strong>viene esaltata nel dar forma al corpo vivo e al suo dissolversi<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Obiettivo di \u2018Cera una volta\u2019 \u00e8 farne conoscere l\u2019arte &#8211; oggi quasi ignorata &#8211; <strong>nel tempo del suo massimo splendore, quando non soltanto per i santuari, ma anche per le raccolte principesche veniva avidamente ricercata<\/strong>, giungendo a forme elevatissime di virtuosismo.<\/p>\n<p>Nel contesto di una storia dimenticata e ora ritrovata nella sua sorprendente meraviglia, l\u2019allestimento proporr\u00e0 alcune opere un tempo esibite nella Tribuna degli Uffizi e a Palazzo Pitti, alienate dalle collezioni alla fine del Settecento: dopo secoli torneranno per la prima volta nel museo.<\/p>\n<p><strong>Circa 90, complessivamente, i lavori esposti,<\/strong> con tanti prestiti in <strong>arrivo da altri musei<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>oltre alla vasta selezione di cere, dipinti, sculture, cammei e opere in pietra dura. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Vi si potranno ammirare<strong> l\u2019<\/strong><em><strong>Anima urlante all\u2019Inferno<\/strong>\u00a0<\/em>attribuita a Giulio de\u2019 Grazia e<strong> la celebre maschera funebre in gesso di Lorenzo il Magnifico,<\/strong> realizzata dallo scultore Orsino Benintendi.<\/p>\n<p>Un\u2019intera sala sar\u00e0 dedicata al<\/p>\n<ul>\n<li><strong>massimo scultore in cera<\/strong> attivo a Firenze alla fine del Seicento: <strong>Gaetano Giulio Zumbo.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Proprio di Zumbo verr\u00e0 presentata al pubblico un\u2019acquisizione recente delle Gallerie. L\u2019opera si intitola<strong>\u00a0<em>La corruzione dei corpi<\/em>,<\/strong> tema peraltro tipico di questo artista rarissimo: <strong>un piccolo capolavoro del grande ceroplasta,<\/strong> grazie al quale agli Uffizi rester\u00e0 viva la memoria delle sue opere pi\u00f9 celebri.<\/p>\n<p><strong>Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Simone Verde<\/strong>:\u00a0<em>\u201cQuesta mostra \u00e8 un vero evento culturale e scientifico che permette di riscoprire un ambito della creazione artistica ignoto al grande pubblico e quasi totalmente dimenticato, se non nella ristretta cerchia degli specialisti. Un vero e proprio paradosso per un universo creativo in realt\u00e0 da sempre a cavallo tra gusto popolare ed erudizione aulica, mistica religiosa e creativit\u00e0 artistica. Con un allestimento che abbiamo voluto notturno, quasi evocatore del mondo sotterraneo degli inferi, dove dimorano le anime e le visioni scomparse, gli Uffizi regalano dunque al loro pubblico di visitatori un viaggio nel tempo, nella cultura e nella pi\u00f9 intima sensibilit\u00e0 della Firenze e dell\u2019Europa\u00a0tardo\u00a0barocca\u201d.<\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima mostra ad essere dedicata alle collezioni fiorentine d\u2019arte ceroplastica tra XVI e XVII secolo. Cera una volta. 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