{"id":156548,"date":"2026-01-13T05:11:41","date_gmt":"2026-01-13T04:11:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156548"},"modified":"2026-01-13T05:11:41","modified_gmt":"2026-01-13T04:11:41","slug":"mostre-a-milano-inaugura-15-gennaio-toshimitsu-imai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156548","title":{"rendered":"Mostre a Milano &#8211; inaugura 15 gennaio &#8211; Toshimitsu Ima\u00ef"},"content":{"rendered":"<p>Ingresso libero<\/p>\n<h3 class=\"francois-one editor-title\">Toshimitsu Ima\u00ef. Un grande samurai dell\u2019arte e della vita<\/h3>\n<div class=\"date_default\">\n<p><strong>Dal 15 January 2026 al 13 February 2026<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>Milano &#8211; <\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Fondazione Mudima &#8211; <\/span><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Via Tadino 26<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Orario:<\/span>\u00a0dal luned\u00ec al venerd\u00ec 11-13 \/ 15-19 <strong>Sabato e domenica chiuso<\/strong><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><strong><span class=\"lato\">Curatori:<\/span>\u00a0Gino Di Maggio, Nino Sottile Zumbo, Dominique Stella<\/strong><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><strong><span class=\"lato\">Costo del biglietto:<\/span>\u00a0Ingresso libero<\/strong><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Tel.:<\/span>\u00a0+39 02.29409633<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><a href=\"mailto:info@mudima.net?subject=Richiesta%20informazioni.\">info@mudima.net<\/a><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><a href=\"http:\/\/www.mudima.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.mudima.net<\/a><\/p>\n<figure id=\"attachment_156553\" aria-describedby=\"caption-attachment-156553\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1aa-Toshimitsu-Imai-Senza-titolo-1993.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-156553\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1aa-Toshimitsu-Imai-Senza-titolo-1993-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1aa-Toshimitsu-Imai-Senza-titolo-1993-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1aa-Toshimitsu-Imai-Senza-titolo-1993-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1aa-Toshimitsu-Imai-Senza-titolo-1993.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-156553\" class=\"wp-caption-text\">Toshimitsu-Imai-Senza-titolo-1993<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>Dopo 25 anni dall\u2019ultima mostra organizzata dalla Fondazione Mudima e dal Centro Culturale Francese a Milano, allora curata da Dominique Stella, abbiamo pensato di rendere omaggio a<\/p>\n<ul>\n<li>Toshimitsu Ima\u00ef, un importante artista giapponese, riproponendo una parte del lavoro gi\u00e0 esposto a Palazzo delle Stelline nel 2001 nella mostra<\/li>\n<li><strong><em>Ima\u00ef. La guerra e la pace<\/em>, pi\u00f9 una parte di calligrafie realizzate nel 1993<\/strong> in Fondazione Mudima e <strong>mai esposte nei nostri spazi.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Al primo piano della Fondazione si vedr\u00e0 una serie di<\/p>\n<ul>\n<li><strong>sei tele di grandi dimensioni realizzate negli anni 1997-1998 e<\/strong><\/li>\n<li><strong>dedicate agli orrori della guerra,<\/strong><\/li>\n<li>argomento che non perde mai di attualit\u00e0, <strong>purtroppo. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Scrive Gino Di Maggio, curatore della mostra: \u201cVorrei evidenziare che era la prima volta nella storia del Giappone che un artista della sua importanza realizzava<\/p>\n<ul>\n<li><strong>una serie di quadri straordinari che avevano per oggetto i tragici e <\/strong><\/li>\n<li><strong>ingiustificati eventi di Hiroshima e Nagasaki,<\/strong><\/li>\n<li><strong>come pure il massacro di Nanchino effettuato dai giapponesi a danno dei cinesi\u201d.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>\u201cIma\u00ef \u00e8 il punto di passaggio, come lo \u00e8 la pittura informale<\/strong>, tra ci\u00f2 che non era pi\u00f9 rappresentabile fisicamente,<\/p>\n<ul>\n<li><strong>quella parte dell\u2019animo umano disintegrato dalla guerra e dall\u2019olocausto,<\/strong><\/li>\n<li><strong>e le nuove forme di economia nascente, di democrazia, di benessere\u201d,<\/strong> <strong>scriveva della sua pittura Achille Bonito Oliva<\/strong> nel catalogo della mostra Hommages \u00e0 Venise, edito da Fondazione Mudima nel 1993.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Al piano terra sar\u00e0 allestita una serie di quattro calligrafie, tre delle quali realizzate dall\u2019artista a Milano nel 1993 negli spazi della Fondazione Mudima proprio in occasione della personale Hommages \u00e0 Venise, la quarta invece eseguita nel 2001 a Palazzo delle Stelline e documentata dalla serie di fotografie di Fabrizio Garghetti anch\u2019esse in mostra.<\/p>\n<p>Sempre al piano terra si potr\u00e0 visionare il <strong>video-documento realizzato da Studio Azzurro nel 1993<\/strong> e prodotto insieme alla Fondazione Mudima, nel quale si possono ascoltare <strong>un\u2019intervista di Gino Di Maggio all\u2019artista e un intervento di Pierre Restany,<\/strong> mentre scorrono le immagini delle <strong>opere esposte nella citata mostra Hommages \u00e0 Venise e viene documentata l\u2019azione di Ima\u00ef che realizza le calligrafie.<\/strong><\/p>\n<p>Con questo video-documento vogliamo ricordare anche Fabio Cirifino, tra i fondatori di Studio Azzurro, scomparso recentemente.<\/p>\n<p>Biografia di <strong>Toshimitsu Ima\u00ef<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nato nel 1928 a Kyoto, in Giappone,\u00a0Toshimitsu Ima\u00ef\u00a0proviene da una famiglia di letterati,<\/strong> con la <strong>madre calligrafa e poetessa e il padre uomo d\u2019affari<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Nel 1947 inizia a dipingere<\/strong> ed espone in saloni studenteschi, frequentando al contempo\u00a0corsi privati di pittura.<\/p>\n<p><strong>Nel 1950 trascorre un anno alla Tokyo University of the Arts e familiarizza con la pittura a olio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel 1952 decide improvvisamente di partire per Parigi<\/strong> e trascorre due mesi viaggiando da solo in Europa.<\/p>\n<p><strong>Si stabilisce poi a Parigi dove incontra Yasse Tabuchi,<\/strong> arrivato nella capitale francese poco prima di lui. <strong>Frequenta per due mesi l\u2019Acad\u00e9mie de la Grande Chaumi\u00e8re, insieme al connazionale, Kumi Sugai,<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>preferendo poi i banchi della Sorbona e lo studio della storia medievale e della filosofia. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Nel 1955 viene presentato al critico d\u2019arte Michel Tapi\u00e9<\/strong> e da allora<strong> entra a far parte del movimento informale<\/strong>, dedicandosi all\u2019astrazione.<\/p>\n<p><strong>Nell\u2019agosto 1957 Tapi\u00e9 intraprende il suo famoso viaggio in Giappone insieme a Georges Mathieu e Ima\u00ef,<\/strong> grazie al quale vengono organizzati incontri e performance con il gruppo Gutai.<\/p>\n<p><strong>In seguito gli artisti d\u2019avanguardia giapponesi ed europei si confrontano e si influenzano a vicenda,<\/strong> tanto che <strong>molti artisti giapponesi si trasferiscono a Parigi e si mescolano al fermento creativo dell\u2019epoca<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Nel 1959 Ima\u00ef effettua uno scambio di galleria con Lucio Fontana<\/strong>, diventato suo caro amico, ed <strong>espone nella rinomata Galleria del Naviglio di Milano<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019anno seguente \u00e8<strong> invitato alla 30\u00aa Biennale di Venezia e nel 1961 gli viene dedicata una terza mostra personale alla Galerie Stadler di Parigi,<\/strong> durante la quale incontra e stringe amicizia con Andr\u00e9 Malraux. Tra il 1970 e il 1980 realizza murales presso varie istituzioni sia in Italia che nel suo paese, dove viene invitato a partecipare a <strong>una mostra sull\u2019arte giapponese del dopoguerra al Museo Nazionale d\u2019Arte Moderna di Tokyo. Nel 1976 il Centre Pompidou di Parigi acquista diverse sue tele<\/strong>. Nel 1979 gli viene proposta una mostra personale a New York in occasione della prima Art Dealers Exhibition.<strong> A partire dal 1982 \u00e8 invitato dal Centre Pompidou a lavorare nei suoi atelier,<\/strong> dove soggiorner\u00e0 per due anni. Nel 1983 viene insignito dell\u2019Ordine delle arti e delle lettere da Jack Lang. A partire dal 1985, entra nella fase pi\u00f9 matura della sua carriera con la realizzazione della serie Ka Cho Fu Getsu (Bellezze della natura), in cui, <strong>allontanandosi dal mondo informale, introduce motivi tradizionali giapponesi ripetitivi e la pittura su paravento.<\/strong> Nello stesso anno viene invitato a partecipare alla prestigiosa mostra per i 30 anni della <strong>Galerie Stadler e per i 40 anni di arte moderna al Metropolitan Museum di Tokyo<\/strong>. Nel 1996 viene nominato Cavaliere della Legion d\u2019onore in Francia. Muore a Kyoto nel 2002.<\/p>\n<p><strong>Inaugurazione 15 gennaio ore 18<\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ingresso libero Toshimitsu Ima\u00ef. 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