{"id":156642,"date":"2026-01-15T17:55:41","date_gmt":"2026-01-15T16:55:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156642"},"modified":"2026-01-15T17:55:41","modified_gmt":"2026-01-15T16:55:41","slug":"mostre-a-nuoro-programma-2026-al-man-call-artisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156642","title":{"rendered":"Mostre a Nuoro programma 2026 al MAN &#8211; call artisti"},"content":{"rendered":"<p>MAN di Nuoro<\/p>\n<p><strong>Programma 2026 \u2013 Nostalgia di futuro<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1aaaan-MAN-named.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-156646\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1aaaan-MAN-named-300x200.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1aaaan-MAN-named-300x200.png 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1aaaan-MAN-named-450x300.png 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1aaaan-MAN-named.png 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il futuro, cos\u00ec come lo abbiamo sognato e immaginato. Il futuro, visto dall\u2019osservatorio del nostro passato,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>dall\u2019entusiasmo degli anni del boom,<\/strong> dall\u2019eccitazione della corsa allo spazio, dal desiderio di un mondo dove tutto fosse possibile, equo e condivisibile.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Com\u2019era il futuro visto dal passato? <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Com\u2019\u00e8 il futuro visto dal presente? <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se i progressi scientifici del dopoguerra hanno generato<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la convinzione che l\u2019innovazione in atto avrebbe risolto i problemi dell\u2019umanit\u00e0\u0300<\/strong>, le emergenze del nostro tempo deludono le aspettative,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>prospettando un avvenire pi\u00f9 cupo<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>rispetto agli scintillanti orizzonti interstellari di un tempo lontano. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una visione audace, figlia di una crescita senza precedenti, alimento\u0300 allora la certezza che il futuro sarebbe stato radioso. Negli anni della ricostruzione, un\u2019utopia immaginifica e seducente genero\u0300 un\u2019estetica futuribile che si diffuse in tutti i campi della cultura e della societ\u00e0\u0300, salvo poi scontrarsi con l\u2019aumento delle disuguaglianze economiche, con le emergenze ambientali, con la complessit\u00e0\u0300 dell\u2019integrazione della tecnologia nella vita quotidiana. In un\u2019epoca segnata, oggi, da questa dolorosa \u201cnostalgia di futuro\u201d, divisa fra la naturale speranza di un domani e l\u2019incapacit\u00e0\u0300 di credere a un mondo migliore, il MAN propone<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una riflessione su ci\u00f2 che il passato ci ha consegnato<\/strong>, in tema di valori e di ideali,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>e una nuova ipotesi di futuro<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>che riscatti i drammi del nostro presente<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mostre in corso fino al 1 marzo 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Franco Mazzucchelli_Blow Up<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Franco Pinna_Sardegna a colori<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alfredo Casali_Isolitudine<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la fine di un anno dedicato <strong>al tema delle isole<\/strong>, intese come dispositivo semantico, fonte di narrazioni, cosmologie, idealit\u00e0 e utopie, il MAN prosegue sino a primavera con i tre progetti monografici in corso: Franco Mazzucchelli &#8211; Blow Up, Franco Pinna \u2013 Sardegna a colori e Alfredo Casali \u2013 Isolitudine. Tre maestri per tre linguaggi differenti: l\u2019installazione come arte pubblica, la fotografia di reportage e di documentazione etnografica, la \u201cpittura-pittura\u201d che affonda fra gli archetipi in una sintesi di elementi figurali. Tre mostre e un arcipelago di connessioni: partendo dal territorio, dal confine fisico dell\u2019isola, si affonda in temi universali e si intrecciano l\u2019identit\u00e0 del luogo, la memoria storica (nella fotografia straordinaria di Pinna), la trasfigurazione nella forma (di Casali) e la percezione dello spazio attraverso l\u2019esperienza diretta dei sensi, del corpo, della partecipazione e del vivere la comunit\u00e0 oggi, cos\u00ec come ha presagito Mazzucchelli sin dai primi anni Sessanta del secolo scorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>13 marzo \u2013 14 giugno 2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pellizza e Ballero. La divina luce<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a cura di Chiara Gatti, da un progetto di Rita Moro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">con il contributo scientifico di Gabriella Belli e Antonello Cuccu<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una amicizia, un carteggio, una vocazione condivisa. Per il paesaggio, per la pittura, per la trascrizione dei moti della terra in palpiti di colore. Il progetto inedito, varato dal museo MAN, mira a ricostruire per la prima volta il lascito ideale che Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907), padre nobile del divisionismo italiano, consegno\u0300 ad Antonio Ballero (1864-1932), grande artista sardo che, a cavallo fra passato e progresso, traghetto\u0300 una pittura intrisa ancora di istanze realiste verso i modi sperimentali del divisionismo, veicolando la cultura tardo romantica dominante nel panorama dell\u2019isola in direzione di una ricerca scientifica sul colore sposata a una narrazione cangiante del percepito. Stringendo un legame affettuoso con Pellizza da Volpedo, interrotto dalla tragica morte di quest\u2019ultimo, Antonio Ballero contribu\u00ec\u0300 fortemente ad aprire la Sardegna alle indagini su quel nuovo linguaggio della pittura e sulle teorie del colore \u201cdiviso\u201d, protagonisti del dibattito acceso a livello nazionale e internazionale. Fu merito della lezione di Pellizza e dello scambio intellettuale che ne nacque, se Ballero giunse a ritagliarsi un ruolo da capofila nell\u2019evoluzione della ricerca artistica sull\u2019isola, entrata grazie a lui a pieno titolo nell\u2019attualit\u00e0\u0300 della querelle che si agitava in continente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Utopia di futuro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLe opere che sanno innalzare la dignita\u0300 e la bellezza del lavoro semplice, e la vita del popolo, che le sanno santificare, e glorificare nei loro dolori e nelle loro gioie, sono quelle che precorrono la vera arte futura. Sorgeranno forse altre forme, ed altri geni dell&#8217;arte troveranno vie nuove e formule nuove per commuovere le masse, ma l&#8217;arte futura non sara\u0300 ne\u0301 mistica, ne\u0301 adulatrice, ne\u0301 volgarmente realista, essa conterra\u0300 l&#8217;umanita\u0300 tutta intera, l&#8217;umanita\u0300 che, ammaestrata dai dolori passati della vita, e glorificata dal lavoro libero e rimuneratore corre trionfante e vittoriosa nella grande via del progresso e della civilta\u0300\u201d.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo slancio accalorato di Ballero<\/strong> in questa sua dichiarazione giovanile<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dovra\u0300 drammaticamente scontrarsi con le delusioni del mondo moderno<\/strong> e di<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un idealismo romantico affranto dalle logiche del potere e dello sfruttamento.<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Il disagio sociale che attraverso\u0300 l\u2019Italia a cavallo del secolo divenne allora lo stimolo<\/strong> per affrontare nuove rappresentazioni della vita quotidiana venate di iniquita\u0300, che le poetiche sociali dei maestri del divisionismo resero in immagini dal taglio impegnato e accusatorio, come<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nel caso dell\u2019eccidio di Buggerru del 1904 avvenuto durante lo sciopero dei minatori<\/strong> e<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>che, idealmente, si pu\u00f2\u0300 ricollegare al capolavoro di Pellizza, la marcia del Quarto Stato<\/strong>, manifesto di tutte le lotte per la conquista dei diritti all&#8217;alba della modernit\u00e0\u0300.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>13 marzo \u2013 maggio 2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Project Room_Isola di MAN<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paolo Cavinato_Attraverso (working title)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto site-specific \u00e8 <strong>un omaggio ideale a Pellizza da Volpedo, fra studi ottici e iconografie ricorrenti<\/strong>. L\u2019artista mantovano inscena un &#8220;trapasso&#8221;, l\u2019attraversamento di uno spazio sinestetico, fatto di <strong>luci e suoni, di atmosfere che si modificano all&#8217;avanzare del fruitore nello spazio\/tempo.<\/strong> Il fruitore percorre lentamente una sorta di corridoio, uno spazio altro, un diaframma fra visibile e invisibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dapprima, scorge la propria immagine su una superficie specchiante, una sorta di soglia. Questa immagine svanisce gradualmente lasciando intravedere oltre una stanza luminosa, moltiplicata, giocata fra rifrazioni di specchi e riflessi d&#8217;acqua; onde e cerchi, giochi di luce avvolgono il corpo come se stesse attraversando una soluzione liquida. Dopo qualche secondo, anche questa stanza svanisce pacatamente, lasciando emergere, sempre piu\u0300 in la\u0300, un andito, un varco infinito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una sonorizzazione inedita completer\u00e0 il viaggio nel vuoto<\/strong>, inteso quale luogo denso di significato, di tempo rappreso, di attesa e desiderio. Durante le varie metamorfosi, il suono accompagna e dilata le dissoluzioni e le apparizioni, prima del se\u0301, poi degli spazi interni e pneumatici, mettendo in relazione la propria immagine con una parvenza impalpabile, immateriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>24 aprile \u2013 14 giugno 2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Monica Biancardi_Il capitale che cresce<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto \u00e8 sostenuto dal PAC 2025 \u2013 Piano per l\u2019Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019acquisizione da parte del MAN riguarda una serie di <strong>undici fotografie in bianco e nero che documentano, tra il 2009 e il 2023, la crescita delle gemelle beduine Sara e Sarah, incontrate da Monica Biancardi durante uno dei suoi numerosi viaggi in Palestina<\/strong>. Nel corso di diciassette anni, l\u2019artista ha seguito con costanza, rispetto e sensibilit\u00e0 le giovani protagoniste, costruendo con loro un rapporto di fiducia silenziosa e presenza discreta. Le fotografie, tutte realizzate con macchine analogiche di medio formato, restituiscono con forza poetica e rigore documentario non solo la trasformazione fisica delle due gemelle, ma anche le metamorfosi pi\u00f9 profonde: quelle legate all\u2019identit\u00e0, ai ruoli sociali imposti, alla perdita progressiva di libert\u00e0 e prospettive. Ogni ritratto racchiude la tensione tra permanenza e cambiamento, intimit\u00e0 e collettivit\u00e0, raccontando la resilienza silenziosa delle due giovani donne. La mostra includer\u00e0 anche una serie di lavori a corredo, con l\u2019obiettivo di amplificare la portata semantica del progetto: sei mappe incise su plexiglass, che raccontano la progressiva frammentazione del territorio palestinese dal 1946 ad oggi, un video di viaggio girato da Gerusalemme est al villaggio di Hataleen e una selezione di disegni realizzati dai figli della famiglia beduina sul tema del mare, luogo vicino, ma irraggiungibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>aprile \u2013 giugno 2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>RESIDENZA PER ARTISTI FRA SARDEGNA E CANTON TICINO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Luoghi di seconda origine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il successo della prima edizione, il MAN di Nuoro e la Fondazione Monte Verit\u00e0 di Ascona (Svizzera) rinnovano la loro collaborazione presentando nuovamente<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una call per un progetto di residenza artistica<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>rivolto ad artisti sardi e svizzeri. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avviata nel 2022, la prima edizione ha coinvolto gli artisti sardi Elena Muresu, Giaime Meloni e Marco Useli e gli artisti svizzeri Tonatiuh Ambrosetti, Maya Hottarek e Lisa Lurati, dando vita a un intenso dialogo tra Monte Verit\u00e0 e la Sardegna. L\u2019esperienza si \u00e8 conclusa con la mostra Die Zauberberge \/ Le montagne incantate, che ha restituito al pubblico gli esiti di un confronto fondato sulla condivisione di pratiche, immaginari e visioni. La seconda edizione, intitolata Luoghi di Seconda Origine, ha registrato un\u2019ampia partecipazione, con progetti caratterizzati da background differenti e da una pluralit\u00e0 di approcci e linguaggi. La selezione ha privilegiato proposte capaci di instaurare un nesso consapevole con i contesti della residenza, valorizzandone la dimensione storica, culturale e simbolica. Per questa edizione sono stati selezionati gli artisti sardi Giulia Camba, Roberto Casti e Chiara Cordeschi e gli artisti svizzeri Davide Barbieri, Massimiliano Rossetto e Miki Tallone. Nel maggio 2026 gli artisti sardi saranno in residenza a Monte Verit\u00e0, mentre gli artisti svizzeri saranno accolti a Nuoro, dove svilupperanno progetti originali in relazione ai territori ospitanti, sotto la guida dei visiting professor Una Szeemann, Adrian Paci, Lorenzo Emanuele Metzler, Giovanni Ferrario, Luca Spano e Matteo Meschiari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Annuale \u2013 a cadenza mensile<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Project Room_ISOLA DI MAN<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Showcase_Programma di mostre per artisti del territorio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I nuovi locali del MAN affacciati sul Corso Garibaldi e denominati Isola di MAN<\/strong> accoglieranno<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un programma di mostre dedicate alla collezione permanente del museo e, insieme, agli autori attivi sul territorio<\/strong>, selezionati dai curatori per esposizioni personali o collettive, a tema, che si susseguiranno nel corso dell\u2019anno.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo programma mira a valorizzare il patrimonio storico del museo oltre alle ricerche contemporanee in corso in Sardegna, dando l\u2019opportunit\u00e0 ai maestri locali di presentare il proprio lavoro negli spazi dell\u2019Isola, con una vetrina d\u2019eccezione e una curatela scientifica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3 luglio \u2013 1 novembre 2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FUTURAMA. NOSTALGIA DEL FUTURO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a cura di Tiziana Cipelletti ed Elisabetta Masala, con un contributo di Michela Gattermayer<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FUTURAMA racconta un\u2019epoca della nostra porzione di mondo che guardava al futuro con grande ottimismo:<strong> la corsa allo spazio, i primi calcolatori, i progressi scientifici generarono la convinzione che l\u2019innovazione in atto avrebbe risolto molti problemi dell\u2019umanita\u0300.<\/strong> Settimane lavorative piu\u0300 brevi, auto volanti, colonie fuori della Terra, organi sostituiti e robot al lavoro al posto nostro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una visione audace nata dal boom economico del secondo dopoguerra,<\/strong> quando Stati Uniti ed Europa conobbero una crescita senza precedenti, alimento\u0300 la certezza che il futuro sarebbe stato inevitabilmente migliore.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019esplorazione dello spazio e la convinzione che l\u2019uomo potesse presto raggiungere altri mondi accesero la fantasia collettiva e nutrirono una nuova stagione della fantascienza:<\/strong> dall\u2019arte alla moda, dal design all\u2019architettura, fino al cinema e alla musica; l\u2019idea di un domani migliore pervase ogni linguaggio creativo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un\u2019utopia immaginifica e seducente genero\u0300 un\u2019estetica futuribile, che si diffuse in tutti i campi della cultura e della societa\u0300. In mostra:<\/strong> opere, ambienti e materiali filmici punteggiano un percorso visivo e sonoro, fra nomi che spaziano da Lucio Fontana a Andy Warhol, da Enrico Baj a Fabio Mauri, dalle pellicole di b-movies del secondo dopoguerra alla moda di Pierre Cardin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>14 novembre 2026 \u2013 marzo 2027<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>S-COLLEZIONARE LA COLLEZIONE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Capolavori. Omaggi. Acquisizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a cura di Chiara Gatti, Rita Moro, Elisabetta Masala<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Torna esposta la collezione permanente del MAN in un percorso teso a <strong>studiare la<\/strong> <strong>componente astratta e l\u2019opera dei maestri sardi<\/strong> che, nel corso del Novecento, sono stati protagonisti dei movimenti d\u2019avanguardia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una indagine che, per la prima volta,<strong> accosta gli artisti del territorio alle tendenze del dopoguerra, fra astrazione geometrica, arte concreta, arte optical e programmata.<\/strong> Il nucleo di opere della raccolta storica sar\u00e0 arricchito da nuove donazioni, fra cui <strong>un tessile importante di Enrico Baj<\/strong> realizzato nel 1987 per il celebre progetto \u201cTACCAS. Nuovi tappeti sardi\u201d e una Disseminazione di Pino Pinelli, oltre a omaggi necessari al dialogo creativo fra Maria Lai e Guido Strazza e all\u2019opera di nomi significativi come Zaza Calzia, Luigi Mazzarelli, Giampaolo Todde, Maria Crespellani e Graziano Salerno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>14 novembre 2026 \u2013 marzo 2027<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>UGO LA PIETRA \u2013<\/strong> Abitare \u00e8 essere ovunque a casa propria<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a cura di Gaby Scardi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019architetto, designer e artista Ugo La Pietra (Bussi sul Tirino, 1938)<\/strong> sar\u00e0 protagonista della mostra di fine anno al MAN che, dopo la personale di Franco Mazzucchelli nel 2025, continua a riflettere su figure chiave nel panorama degli anni Sessanta e Settanta. Seguendo le linee di tendenza culturale e della corrente artistica segnata dall\u2019arte per il sociale e del pensiero progettuale come Architettura radicale, La Pietra ha sviluppato intere mappature delle culture materiali e periferiche, sbocciate \u201cfuori\u201d delle citt\u00e0. Come nella serie fotografica LA SPIAGGIA DEL POETTO di Cagliari (1978),<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">una catalogazione straordinaria di \u201cville\u201d o meglio spazi abitativi minimi ma completi, che rappresentano un esempio unico di <strong>quella che l\u2019artista ha battezzato \u201carchitettura spontanea<\/strong>\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Anno Deleddiano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In occasione dell\u2019anno deleddiano, organizzato per la celebrazione dei cento anni dal conferimento del Premio Nobel a Grazie Deledda,<\/strong> il MAN intende curare un programma di iniziative pubbliche in omaggio alla grande scrittrice nuorese, coordinate in rete con altri spazi culturali del territorio. Il MAN si impegner\u00e0 nella valorizzazione dell\u2019opera Andando via, in memoria della Deledda realizzata da Maria Lai nello spazio antistante la Chiesa della Solitudine, dove sono custodite le sue spoglie. L\u2019opera, che giace in uno stato di abbandono, sar\u00e0 al centro di un piano di sensibilizzazione del pubblico che andr\u00e0 di pari passo con l\u2019impegno stesso di un restauro conservativo annunciato dal Comune di Nuoro. Il museo stender\u00e0 altres\u00ec un programma di incontri, talk e laboratori intitolati alla scrittrice, compreso un workshop per piccoli scrittori nell\u2019ambito di una esposizione fotografia e un contest ispirato ai suoi luoghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PUBLIC PROGRAM<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>a cura di Alessandro Moni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ARIA N.3. Performance a cura di FuoriMargine.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Mercoled\u00ec 4 febbraio.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Corso di arte contemporanea per adulti. Quarta edizione. Mesi di marzo e aprile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>BIBLIOMANIA \u2013 Piccolo festival dei libri d&#8217;autore al museo. Quarta edizione. A partire dal mese di ottobre.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Workshop di fotografia. Obiettivo Permanente.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attivit\u00e0 collaterali del bando Strategia Fotografia \u2013 vinto con il progetto editoriale di Valeria Cherchi (ISOLA).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attivit\u00e0 collaterali del bando Italian Council \u2013 vinto con il progetto di Sergio Racanati (ISOLA).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MAN Museo d\u2019arte Provincia di Nuoro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Via Sebastiano Satta 27<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">08100 Nuoro tel +39.0784.252110<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orario: 10:00 \u2013 19:00 (Lunedi\u0300 chiuso)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">info@museoman.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MAN di Nuoro Programma 2026 \u2013 Nostalgia di futuro &nbsp; Il futuro, cos\u00ec come lo abbiamo sognato e immaginato. 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