{"id":156725,"date":"2026-01-18T18:19:09","date_gmt":"2026-01-18T17:19:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156725"},"modified":"2026-01-18T18:19:33","modified_gmt":"2026-01-18T17:19:33","slug":"mostra-a-reggio-emilia-dal-17-gennaio-opus-in-fieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156725","title":{"rendered":"Mostra a Reggio Emilia &#8211; dal 17 gennaio &#8211; Opus in fieri"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>APRE DOMANI | Federico Branchetti e Fabio Iemmi. Opus in fieri | Palazzo da Mosto, Reggio Emilia | 17 gennaio &#8211; 8 febbraio 2026<\/p>\n<p>Dopo la mostra di Nazzarena Poli Maramotti, le sale quattrocentesche al piano terra di\u00a0<strong>Palazzo da Mosto\u00a0<\/strong>(via Mari 7, Reggio Emilia) ospitano,\u00a0<strong>dal 17 gennaio all&#8217;8 febbraio 2026<\/strong>, la bi-personale degli artisti reggiani\u00a0<strong>Federico Branchetti<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Fabio Iemmi\u00a0<\/strong>dal titolo\u00a0<em><strong>Opus in fieri<\/strong><\/em>. L&#8217;esposizione, organizzata e promossa dalla\u00a0<strong>Fondazione Palazzo Magnani<\/strong>, \u00e8 curata da\u00a0<strong>Greta Martina<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>&#8220;<em>Opus in fieri<\/em>\u00a0sviluppa una riflessione sulla potenzialit\u00e0, momento che precede la completa manifestazione del gesto. Fabio Iemmi e Federico Branchetti dimorano questa indeterminatezza, articolandola nella creazione di opere. Principio guida inamovibile \u00e8 la materia, coordinata tangibile del loro creare&#8221;, scrive la curatrice\u00a0<strong>Greta Martina<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>Il progetto di\u00a0<strong>Federico Branchetti<\/strong>\u00a0(Reggio Emilia, 1994), intitolato\u00a0<em><strong>Liminale<\/strong><\/em>, si sviluppa nelle prime due sale del piano terra. In mostra, una selezione di opere inedite, realizzate appositamente per questo progetto: dalla grande scultura in argilla cruda\u00a0<em>L&#8217;Uomo del Fiume II<\/em>, modellata all&#8217;interno degli spazi museali, ai\u00a0<em>Disegni simultanei<\/em>, eseguiti durante singoli viaggi in treno e in auto, disegnando senza sosta, per tutto l&#8217;arco del tragitto.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>Nella poetica di Branchetti il disegno, la plastica, il modellato della figura umana ripresa nelle sue diverse manifestazioni divengono giustificazione per un tentativo di analisi della grammatica stessa della scultura: la gravit\u00e0, il peso che affonda i volumi, la tensione fra lo spazio occupato e le masse della scultura stessa sono motivi della sua indagine artistica.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>Il progetto di\u00a0<strong>Fabio Iemmi<\/strong>\u00a0(Montecchio Emilia, 1952), intitolato\u00a0<em><strong>Metacantieri &#8211; Vibrazioni sonore della materia<\/strong><\/em>, \u00e8 allestito nelle ultime due sale del piano terra. Una sequenza di opere materiche a parete con inediti e l&#8217;installazione\u00a0<em>Codici<\/em>, opere tessili realizzate su catene Gobelin e jacquard con titoli in lana, lino, lurex.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La ricerca di Iemmi si relaziona con la dimensione concettuale ed estetica della materia. Le tecniche e i materiali che predilige &#8211; madreperla\u00a0inerti da pietre semipreziose, polveri metalliche, terre naturali, intonaco, carta giapponese, lacche &#8211; sono assimilabili agli apparati superficiali dell&#8217;architettura, di cui reinterpreta in chiave contemporanea la &#8220;pelle&#8221;, avvalendosi di prassi consolidate quali la pittura su muro, il graffito, lo strappo. Opere vive, quelle di Fabio Iemmi, soggette a metamorfosi anche dopo la loro realizzazione, grazie alle trasformazioni e alle degenerazioni degli elementi che le compongono.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La materia, sia per Branchetti che per Iemmi, si fa custode di potenzialit\u00e0 in divenire. Centro e oggetto, detta i tempi della realizzazione, ma anche le coordinate dello spazio in cui ci muoviamo e immaginiamo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>Federico Branchetti\u00a0<\/strong>\u00e8 nato a Reggio Emilia nel 1994. Ha studiato Scultura dagli artisti Davide Rivalta, Antonio Violetta e Massimo Bartolini presso l&#8217;Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 2023 ha partecipato come finalista alla 62a edizione del Premio Faenza. Articoli sul suo lavoro e sulla sua poetica sono pubblicati su\u00a0<em>Exibart\u00a0<\/em>(<em>222 artisti su cui investire<\/em>, 2024),\u00a0<em>Artribune\u00a0<\/em>(<em>Gli artisti e la ceramica<\/em>, a cura di Irene Biolchini) e\u00a0<em>Parola d&#8217;Artista<\/em>.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Fabio Iemmi<\/strong>\u00a0\u00e8 nato a Montecchio Emilia nel 1952. Ha preso parte a progetti di studio e sviluppo culturale in Italia e all&#8217;estero, collaborando fra gli altri con il Museo della Storia dello Shaanxi e il Mausoleo Han Yang Ling in Cina. Al suo attivo numerose esposizioni e allestimenti artistici in spazi pubblici e privati. Ha realizzato interventi site-specific per BPER Banca presso le sedi di Palazzo Martinengo Cesaresco a Brescia (2021), nel complesso Diamantino (2023) e BPER Private Banking a Milano (2024). Ha collaborato con diverse aziende tra le quali Poltrona Frau e Max Mara Group.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>APRE DOMANI | Federico Branchetti e Fabio Iemmi. 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