{"id":156790,"date":"2026-01-20T18:24:27","date_gmt":"2026-01-20T17:24:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156790"},"modified":"2026-01-20T18:24:27","modified_gmt":"2026-01-20T17:24:27","slug":"mostra-a-bologna-al-femminile-eden-il-giardino-dellanima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156790","title":{"rendered":"Mostra a Bologna al femminile &#8211; EDEN &#8211;\u00a0Il giardino dell\u2019anima"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Save the date<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa raffinata mostra, \u00e8 anche l&#8217;occasione per <strong>scoprire il prestigioso Palazzo Tubertini; con le sue preziose atmosfere.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uomo e natura nel punto in cui si sfiorano accade qualcosa &#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Eden che Anna Caterina prova a scoprire e a portarci \u00e8 un luogo dove uomo e natura, corpo e materia si ascoltano in silenzio.<\/p>\n<p><strong>EDEN.\u00a0<\/strong><strong>Il giardino dell\u2019anima<\/strong><\/p>\n<p><strong>Di Anna Caterina Masotti<\/strong><\/p>\n<p>Bologna &#8211;\u00a0 Palazzo Tubertini<\/p>\n<p>Dal 29 gennaio al 12 febbraio 2026<\/p>\n<figure id=\"attachment_156795\" aria-describedby=\"caption-attachment-156795\" style=\"width: 207px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1a-Eden-di-Anna-Caterina-Masotti.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-156795\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1a-Eden-di-Anna-Caterina-Masotti-207x300.jpg\" alt=\"\" width=\"207\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1a-Eden-di-Anna-Caterina-Masotti-207x300.jpg 207w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1a-Eden-di-Anna-Caterina-Masotti.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 207px) 100vw, 207px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-156795\" class=\"wp-caption-text\">Eden di Anna Caterina Masotti<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo Thea Maris. Risonanze del Mare, Anna Caterina Masotti torna a Bologna <strong>nell&#8217;ambito di ART CITY Bologna 2026 e ART CITY White Night,<\/strong> con il patrocinio di Azimut, in occasione di Arte Fiera con un progetto inedito che si svilupper\u00e0<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>negli spazi dello splendido Palazzo Tubertini,<\/strong> sede bolognese di Azimut Capital Management SGR SpA, societ\u00e0 del gruppo Azimut, tra le pi\u00f9 importanti realt\u00e0 indipendenti nella gestione dei patrimoni. <strong>La mostra \u00e8 organizzata da Laura Frasca Art Manager della fotografa,<\/strong> ed \u00e8 accompagnata da un testo di Benedetta Donato, curatrice e critica della fotografia.<\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_156794\" aria-describedby=\"caption-attachment-156794\" style=\"width: 207px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1A-DB.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-156794\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1A-DB-207x300.jpg\" alt=\"\" width=\"207\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1A-DB-207x300.jpg 207w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1A-DB.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 207px) 100vw, 207px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-156794\" class=\"wp-caption-text\">Eden di Anna Caterina Masotti<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo nuovo lavoro si intitola Eden. Il Giardino dell\u2019anima.<strong> L\u2019Eden che Anna Caterina prova a scoprire e a portarci \u00e8 un luogo dove uomo e natura, corpo e materia si ascoltano in silenzio.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel punto in cui si sfiorano<\/strong> accade qualcosa, una forma viva prende respiro.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le immagini non raccontano una storia, ma una soglia: un luogo dove la percezione diventa presenza e dove l\u2019umano non domina, ma accoglie.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019ambiente, caratterizzato da ampie vetrate in ferro battuto<\/strong>, da<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un soffitto che richiama l\u2019architettura di una serra<\/strong> e<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>da colonne decorate,<\/strong> evoca con forza<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>l\u2019atmosfera dei Giardini d\u2019Inverno vittoriani e Liberty<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un luogo sospeso tra interno ed esterno, tra natura e architettura, che diventa metafora visiva ed emotiva del progetto espositivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra presenta<strong> diciassette opere fotografiche<\/strong>, un numero carico di significati simbolici. \u00c8 tradizionalmente associato alla speranza, alla trasformazione spirituale, alla realizzazione del desiderio e all\u2019immortalit\u00e0 dell\u2019anima. Rappresenta un cammino di evoluzione e crescita interiore, riflettendo il bisogno di mutamento e di libert\u00e0 che attraversa l\u2019universo femminile al centro della ricerca dell\u2019artista.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Le foto, come da tratto distintivo di Anna Caterina, sono<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>stampate su chiffon in seta <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>con ricami in Lurex color oro<\/strong> a creare dei piccoli e delicati contrappunti all&#8217;interno dell&#8217;immagine.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La selezione iconografica si articola attorno a nuclei tematici precisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le figure femminili, incarnazione dell\u2019anima della donna, sono interpretate dalla figlia dell\u2019artista<\/strong>, elemento che introduce un profondo livello di autenticit\u00e0 legato alla maternit\u00e0, all\u2019identit\u00e0 e alla continuit\u00e0 generazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elementi centrali della narrazione visiva sono la farfalla, simbolo universale di trasformazione, rinascita ed evoluzione dell\u2019anima, e i dettagli botanici. I primi piani di piante come Monstera deliciosa, papiro ed edere rampicanti richiamano il vocabolario decorativo dell\u2019Art Nouveau e del Liberty, che celebravano la vitalit\u00e0, la sinuosit\u00e0 e la forza generativa della natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine <strong>le ombre<\/strong>, spesso avvolgenti le figure, assumono un ruolo simbolico potente: <strong>rappresentano l\u2019inconscio,<\/strong> il paesaggio interiore e le zone non illuminate dell\u2019identit\u00e0 femminile, suggerendo una dimensione introspettiva e psicologica che attraversa l\u2019intera esposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esperienza della mostra \u00e8 completata da<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un allestimento sensoriale e multimediale che amplifica il concetto di giardino interiore.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stato creato infatti<strong> un brano musicale che lo accompagner\u00e0<\/strong>, una rielaborazione curata dal produttore musicale Giorgio Cencetti.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>La composizione unir\u00e0 brani di musica classica moderna a un tappeto sonoro tipico dei giardini d&#8217;inverno<\/strong>,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>includendo il cinguettio dei passeriformi<\/strong> all&#8217;interno delle voliere e il suono ambientale della pioggia che colpisce il vetro della serra.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sala secondaria, a sinistra dell\u2019ingresso<strong>, un video mapping di una fontana proiettato sulla parete introduce l\u2019elemento dell\u2019acqua,<\/strong> simbolo di emozione, vita e flusso interiore, evocando al contempo il lusso decorativo dei giardini d\u2019inverno storici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il corridoio d\u2019entrata diventa infine un percorso intimo verso l\u2019inconscio<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui, due installazioni guidano il visitatore: sul fondo del corridoio, <strong>la proiezione di un\u2019ombra femminile<\/strong> che sussurra una frase e batte le ciglia accompagna simbolicamente l\u2019ingresso nel \u201cGiardino dell\u2019anima\u201d; nella sala adiacente a destra, <strong>un video mapping di rami e foglie mossi dal vento<\/strong> simula la luce filtrata da una vetrata, alludendo al mondo esterno che sfiora delicatamente la serra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eden. Il Giardino dell\u2019anima si configura cos\u00ec come<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un\u2019esperienza immersiva e poetica, in cui fotografia, spazio, suono e immagine<\/strong> in movimento concorrono a costruire un racconto intimo e universale sul femminile, sulla trasformazione e sulla ricerca di un luogo interiore di armonia.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAttraverso dettagli fugaci \u2014 <strong>una spalla nuda accarezzata da una farfalla, l\u2019edera che si arrampica<\/strong> su un muro antico, la pelle che si fa corteccia \u2014 si dischiude un mondo in cui ogni forma vivente \u00e8 eco dell\u2019altra. Il corpo si fa paesaggio e la natura assume tratti umani.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Come nei manifesti di Mucha o nelle architetture vegetali di Gaud\u00ed<\/strong>, anche nel mio progetto ogni immagine si fa ornamento, ogni frammento si lega con l\u2019altro in un fluire armonioso di forme e sensazioni.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fiori che sembrano sussurrare, fontane che si aprono come petali d\u2019acqua,<\/strong> cortecce che portano i segni del tempo: sono tracce, segni lasciati dalla natura sulla pelle del mondo, e viceversa. Non si tratta solo di osservare, ma di sentire il battito comune che unisce ci\u00f2 che cresce, si trasforma, si posa, respira.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un invito alla tenerezza, alla cura, alla consapevolezza<\/strong> di far parte di un tutto pi\u00f9 grande. In un tempo in cui il legame con la natura \u00e8 spesso spezzato o dimenticato, vorrei suggerire<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una bellezza che non urla, ma sussurra.<\/strong> Una bellezza che si arrampica silenziosa come l\u2019edera, si posa lieve come una farfalla, e ci ricorda che vivere \u00e8 appartenere.\u201d<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">INFORMAZIONI SULLA MOSTRA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">EDEN. Il giardino dell\u2019anima<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di Anna Caterina Masotti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bologna, Palazzo Tubertini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 29 gennaio al 12 febbraio 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orari mostra 9.00 &#8211; 18.30 (orari apertura Azimut <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Sabato e Domenica chiusi)<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aperture straordinarie:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sabato 7 febbraio (Art City White Night) 10.00 &#8211; 13.00 17.00-24.00.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Domenica 8 febbraio dalle 10.00 &#8211; 13.00 16.00 &#8211; 20.00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Save the date Questa raffinata mostra, \u00e8 anche l&#8217;occasione per scoprire il prestigioso Palazzo Tubertini; con le sue preziose atmosfere.\u00a0 Uomo e natura nel<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":156793,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358],"tags":[32891],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/156790"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=156790"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/156790\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":156798,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/156790\/revisions\/156798"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/156793"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=156790"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=156790"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=156790"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}