{"id":156882,"date":"2026-01-22T19:13:11","date_gmt":"2026-01-22T18:13:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156882"},"modified":"2026-01-22T19:13:11","modified_gmt":"2026-01-22T18:13:11","slug":"salute-e-riciclo-delle-batterie-universita-brescia-sfida-strategica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156882","title":{"rendered":"Salute e riciclo delle batterie &#8211; Universit\u00e0 Brescia sfida strategica"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Trasformare un costoso rifiuto in un tesoro strategico&#8230;\u00a0 L<\/strong><strong>\u2019Europa si trova in una posizione difficile: \u00e8 quasi completamente dipendente dalle importazioni di materie prime strategiche &#8211; come litio e cobalto<\/strong><\/h3>\n<p>Riciclo delle batterie e materie prime critiche,<br \/>\nla sfida strategica dell\u2019Europa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Studio dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Brescia<\/strong>, propone una soluzione per limitare la dipendenza dalle importazioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sviluppare un centro di riciclo europeo<strong> \u2018modulare\u2019 per trasformare un costoso rifiuto in un tesoro strategico<\/strong> per le batterie esauste agli ioni di litio<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il cui riciclo ad oggi \u00e8 dominato interamente dalla Cina. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proporre<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una soluzione concreta al problema della dipendenza dalle importazioni di materie prime strategiche \u00e8 Elza Bontempi, dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Brescia<\/strong>, e pubblicato sulla rivista Resources, Environment and Sustainability del gruppo Elsevier.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMentre la transizione verso l\u2019elettrificazione accelera \u2013 spiega Bontempi \u2013<strong> l\u2019Europa si trova in una posizione difficile: \u00e8 quasi completamente dipendente dalle importazioni di materie prime strategiche, come litio e cobalto,<\/strong> e allo stesso tempo ha una limitata capacit\u00e0 di riciclare quegli stessi materiali\u201d. A rendere evidente questa situazione \u00e8<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>lo studio appena pubblicato che sottolinea come la capacit\u00e0 di riciclo di batterie esauste dell\u2019Europa sia appena 0,5 milioni di tonnellate, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ossia quasi 100 volte inferiore a quella della Cina<\/strong>. Dei materiali contenuti all\u2019interno delle batterie, la cosiddetta \u2018black mass\u2019, la polvere scura che si ottiene frantumando le batterie e che \u00e8 ricca di litio e cobalto,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>l\u2019Europa \u00e8 costretta a esportarne in Asia oltre il 50% con una perdita di materiali strategici<\/strong> che devono essere poi riacquistati dall\u2019estero. <strong>Da sola la Cina controlla quasi il 90% della capacit\u00e0 di raffinazione mondiale.<\/strong> Un quadro che pone<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>l\u2019Europa in una situazione di grave dipendenza<\/strong>.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cEppure abbiamo le competenze e le risorse per allentare questa situazione\u201d, aggiunge Bontempi.<\/strong> \u201cOccorre per\u00f2 sviluppare una gestione attiva e lungimirante delle risorse creando una catena del riciclo ben organizzata delle materie prime pi\u00f9 importanti cos\u00ec da trattenerle all\u2019interno dei nostri confini\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi in Europa gli impianti di pretrattamento, cio\u00e8 quelli dove le batterie vengono raccolte, smontate e preparate al riciclo, <strong>sono distribuiti localmente, mentre gli impianti di raffinazione sono concentrati in poche regioni industriali e, in molti casi, gestiti da aziende extra-UE.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Questa asimmetria crea discontinuit\u00e0 nella catena del valore<\/strong>. Dal punto di vista tecnologico, processi diversi e non standardizzati coesistono senza specifiche armonizzate sui materiali.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche le condizioni normative differiscono, poich\u00e9 <strong>le batterie a fine vita e la black mass sono soggette a norme distinte in materia di trasporto e smaltimento dei rifiuti, e le pratiche di autorizzazione variano tra gli Stati membri.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, <strong>la catena di approvvigionamento \u00e8 segmentata tra aziende di gestione dei rifiuti, aziende chimiche, raffinerie e produttori di apparecchiature originali, con pochi attori<\/strong> che operano in sistemi integrati.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Il risultato \u00e8 un mosaico di progetti pilota e studi di laboratorio difficilmente scalabili o comparabili.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cL&#8217;obiettivo che proponiamo \u00e8 quello di <strong>trasformare il ritardo tecnologico e infrastrutturale in un&#8217;opportunit\u00e0.<\/strong> Attraverso una strategia di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>impianti modulari in cui possano essere installate diverse tecnologie di riciclaggio, confrontate e ottimizzate in identiche condizioni\u201d,<\/strong> aggiunge lo studio.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su scala pi\u00f9 ampia, questa iniziativa incarnerebbe<strong> il passaggio da una gestione dei rifiuti \u2018a valle\u2019,<\/strong> quando il problema \u00e8 gi\u00e0 nato, a una gestione attiva e lungimirante delle risorse. Collegherebbe la ricerca accademica, l&#8217;innovazione industriale e l&#8217;applicazione delle politiche in un unico centro fisico, supportato da una piattaforma digitale comune.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Il primo passo concreto dovrebbe prevedere la realizzazione di un centro di riciclo modulare<\/strong> inteso come progetto pilota<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>capace di trattare tra 1000 e 5000 tonnellate di materiale l\u2019anno<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una proposta che si inserirebbe nel quadro del nuovo Regolamento Batterie dell&#8217;UE e del Critical Raw Materials Act (CRMA). E, grazie al supporto di iniziative come il piano d\u2019azione RESourceEU e il futuro Centro CRM dell&#8217;UE (previsto per il 2026),<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>questi hub modulari potrebbero beneficiare di permessi accelerati e finanziamenti strategici per ridurre i rischi degli investimenti privati.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cIl futuro del riciclo non sar\u00e0 definito da un singolo processo &#8220;perfetto&#8221; \u2013 conclude Bontempi \u2013 ma dalla capacit\u00e0 di integrare tecnologie diverse<\/strong> in un quadro flessibile e validato scientificamente.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;obiettivo \u00e8 trasformare le batterie esauste in una risorsa domestica sicura,<\/strong> cos\u00ec che le batterie delle nostre auto elettriche e dei nostri dispositivi non diventino un rifiuto costoso, ma una miniera di materiali preziosi per l\u2019Europa\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br \/>\nQuesto lavoro \u00e8 stato supportato dal Ministero dell&#8217;Universit\u00e0 e della Ricerca (MUR) attraverso il progetto CARAMEL (FISA 2022) e dai fondi Next-GenerationEU (PNRR) nell&#8217;ambito del partenariato esteso MICS (Made in Italy \u2013 Circular and Sustainable).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contatti: leodecosmo@gmail.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trasformare un costoso rifiuto in un tesoro strategico&#8230;\u00a0 L\u2019Europa si trova in una posizione difficile: \u00e8 quasi completamente dipendente dalle importazioni di materie prime strategiche<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":156888,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,61,67,9411,327],"tags":[32903],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/156882"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=156882"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/156882\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":156887,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/156882\/revisions\/156887"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/156888"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=156882"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=156882"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=156882"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}