{"id":156914,"date":"2026-01-25T09:46:29","date_gmt":"2026-01-25T08:46:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156914"},"modified":"2026-01-25T09:46:29","modified_gmt":"2026-01-25T08:46:29","slug":"mostre-a-brescia-aperta-la-mostra-liberty","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156914","title":{"rendered":"Mostre a Brescia &#8211; aperta la mostra Liberty"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il Liberty ebbe un grande successo soprattutto all&#8217;estero; dall&#8217;Inghilterra alla Francia, alla Gemania\/Austria, sino alla Spagna, dove venne chiamato Modernismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Liberty, fu uno stile che incontr\u00f2 molte opposizioni nel nostro Paese. Oggi invece, \u00e8 rivalutato\u00a0 nell&#8217;ambito di una rivalorizzazione generale dell&#8217;arte dell&#8217;Ottocento e Novecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da non dimenticare che il Liberty segn\u00f2 gli anni precedenti la Grande Prima Guerra Mondiale;\u00a0 un&#8217;intera generazione mandata al fronte a soli 16 anni.<\/p>\n<p>LIBERTY<br \/>\nL&#8217;arte dell&#8217;Italia moderna<\/p>\n<figure id=\"attachment_156916\" aria-describedby=\"caption-attachment-156916\" style=\"width: 218px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1a-bres.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-156916\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1a-bres-218x300.jpg\" alt=\"\" width=\"218\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1a-bres-218x300.jpg 218w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1a-bres-743x1024.jpg 743w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1a-bres-768x1058.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1a-bres-1115x1536.jpg 1115w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1a-bres-1487x2048.jpg 1487w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1a-bres.jpg 1742w\" sizes=\"(max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-156916\" class=\"wp-caption-text\">Vittorio Matteo Corcos, Ritratto di Lia Goldman, 1910 circa. Olio su tela.\u00a0 Collezione privata<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>A cura di Manuel Carrera, Davide Dotti, Anna Villari<\/strong><\/p>\n<p>24 gennaio al 14 giugno 2026<\/p>\n<figure id=\"attachment_156917\" aria-describedby=\"caption-attachment-156917\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1a-Liberty-mostra-BS-26-y.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-156917\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1a-Liberty-mostra-BS-26-y-300x128.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"128\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1a-Liberty-mostra-BS-26-y-300x128.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1a-Liberty-mostra-BS-26-y-650x277.jpg 650w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1a-Liberty-mostra-BS-26-y.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-156917\" class=\"wp-caption-text\">Alessandro Battaglia Mattino di primavera 1900 acquarello su carta<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019esposizione si focalizza sui primi quindici anni del Novecento<\/strong>, quando <strong>nuovi linguaggi<\/strong> e inedite sensibilit\u00e0 si impongono nel panorama culturale europeo e italiano, influenzando la pittura, la scultura, la grafica pubblicitaria, la moda, la fotografia e le arti applicate.<\/p>\n<figure id=\"attachment_155829\" aria-describedby=\"caption-attachment-155829\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1a4-Leonardo-Bistolfi-1920x1376-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-155829\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1a4-Leonardo-Bistolfi-1920x1376-1-300x215.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1a4-Leonardo-Bistolfi-1920x1376-1-300x215.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1a4-Leonardo-Bistolfi-1920x1376-1-418x300.jpg 418w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1a4-Leonardo-Bistolfi-1920x1376-1.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-155829\" class=\"wp-caption-text\">Leonardo-Bistolfi- Expo Internazionale Arte Decorativa Moderna a Torino &#8211; 1902<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra presenta <strong>oltre 100 capolavori<\/strong> tra dipinti di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Vittorio Matteo Corcos, Gaetano Previati, Plinio Nomellini, Ettore Tito, Amedeo Bocchi, Cesare Tallone, sculture di Edoardo Rubino, Leonardo Bistolfi e Liberto Andreotti, affiches di Giovanni Battista Carpanetto, Leonardo Dudovich, Leopoldo Metlicovitz, ceramiche di Galileo Chini, mobili di Eugenio Quarti, fotografie d\u2019epoca e spezzoni cinematografici.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tra la fine dell\u2019Ottocento e gli inizi del Novecento,<\/strong> tra gli <strong>ambienti artistici internazionali, inizia a diffondersi il Liberty<\/strong>, una tendenza stilistica che influenza diversi ambiti creativi e produttivi:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>pittura, scultura, architettura, grafica, moda, fotografia, arti applicate <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>e perfino il nascente mondo del cinema.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Liberty, Palazzo Martinengo a Brescia dedica un\u2019ampia retrospettiva in programma dal <strong>24 gennaio al 14 giugno 2026<\/strong>, che porter\u00e0 il visitatore a immergersi nei temi e nelle atmosfere di un\u2019epoca di profondi cambiamenti, tanto nell\u2019arte quanto nella societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra presenta oltre cento capolavori, provenienti da prestigiose collezioni private e da importanti istituzioni museali quali la <strong>Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Galleria Nazionale di Parma e i Musei Civici di Udine,<\/strong> che introducono il pubblico in un momento cruciale della storia culturale italiana, ovvero quello di un Paese che, alle soglie del XX secolo, cerca di elaborare un linguaggio artistico svincolato dalla tradizione, autonomo e insieme aggiornato sulle novit\u00e0 internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scelta delle opere esposte in Palazzo Martinengo tiene conto anche della<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>partecipazione degli artisti alle grandi esposizioni tenutesi in Italia tra la fine del XIX<\/strong> e<strong> i primi due decenni del XX secolo: dalle prime Biennali di Venezia all&#8217;Esposizione Internazionale d\u2019Arte Decorativa Moderna di Torino del 1902; dall&#8217;Esposizione Nazionale di Belle Arti di Milano del 1906 fino alla Esposizione Internazionale di Roma del 1911<\/strong> che celebra i cinquant\u2019anni dall\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si avr\u00e0 cos\u00ec la possibilit\u00e0 di rileggere importanti opere dell\u2019arte italiana attraverso una prospettiva inedita, e al contempo di riportare alla luce opere meno o affatto note al pubblico e in qualche caso del tutto inedite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Liberty si configura come un laboratorio complesso, in un momento in cui convivono aspirazioni allo sviluppo industriale, utopie estetiche e un profondo legame con la tradizione artigianale. \u00c8 lo stile di un Paese giovane, ancora in cerca di un\u2019identit\u00e0 unitaria. Gli artisti italiani, tra acceso entusiasmo per la modernit\u00e0 e riscoperta di pratiche artigianali, si spingono a confrontarsi e ad adattare al clima culturale del nostro paese, le novit\u00e0 che giungono dall\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019Art Nouveau della Francia e del Belgio, al Modern Style dell\u2019Inghilterra, allo Jugendstil della Germania, alla Sezession dell\u2019Austria, l\u2019Italia risponde con il cosiddetto Stile nuovo o Stile floreale, caratterizzato da forme sinuose ed eleganti linee serpentine ispirate al mondo naturale, che diventa grande fonte di ispirazione formale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Liberty sceglie proprio la natura come interlocutrice privilegiata; le linee vegetali, i fiori, le forme organiche, tuttavia, non costituiscono semplici ornamenti ma risposte all\u2019impatto della modernit\u00e0, all\u2019avanzare della macchina, alla trasformazione accelerata della vita urbana. \u00c8 nella bellezza naturale che si cerca un equilibrio possibile tra il progresso e l\u2019armonia, tra la tecnica e la poesia. Questa aspirazione attraversa tutte le discipline: dalla pittura alle arti applicate, dall\u2019architettura al design, alla moda, alla fotografia, alla grafica pubblicitaria, fino al nuovissimo linguaggio cinematografico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo, che supera la tradizionale suddivisione per categorie artistiche a favore di un\u2019organizzazione per argomenti, \u00e8 articolato in otto sezioni tematiche e approfondisce alcuni motivi chiave del Liberty.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra questi, centrale \u00e8 il tema della figura femminile, che diventa allegoria della modernit\u00e0 stessa: sensuale e misteriosa, naturale e artificiale, emancipata o ancora in parte inscritta in ruoli prestabiliti, cos\u00ec come si ritrova nei dipinti di Vittorio Matteo Corcos, Camillo Innocenti, Enrico Lionne, Arturo Noci, Umberto Coromaldi, Ettore Tito, Amedeo Bocchi, Mario Reviglione, Cesare Tallone e altri ancora, e nelle sculture in bronzo e in marmo di Edoardo Rubino, Leonardo Bistolfi, Raffaello Romanelli e Libero Andreotti. Spicca il grande Ritratto della marchesa Edith Oliver Dusmet di Corcos (1911), eccezionalmente concesso in prestito dalla Galleria Nazionale d\u2019Arte Antica di Palazzo Barberini di Roma: un capolavoro in cui si vede l\u2019aristocratica americana, scrittrice, studiosa e amante delle arti, stagliarsi imperiosa e bellissima su uno sfondo con decori Liberty, riccamente ingioiellata e vestita in abito sartoriale dai motivi neorinascimentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rassegna si indirizza, inoltre, verso ambiti che costruirono la cultura visiva di quel periodo, mettendo le basi per le evoluzioni successive. \u00c8 il caso del cinema, il cui linguaggio agli albori si rivela subito dirompente nel panorama delle arti visive; le proiezioni di spezzoni di film come Ma l\u2019amor mio non muore! (1913) o Marcia nuziale (1915) danno la spinta a un approfondimento sul fenomeno del divismo, qui rappresentato da Lyda Borelli, vera icona del primo Novecento, capace di influenzare l\u2019immaginario collettivo di una intera generazione di giovani donne, la cui figura divenne rapidamente riconoscibile e popolare, grazie anche agli scatti di Emilio Sommariva o al ritratto di Aroldo Bonzagni o alle caricature pubblicate sulle riviste dell\u2019epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019itinerario all\u2019interno del Liberty tocca altri aspetti, come quello della fotografia, arte allora emergente, sperimentale e a sua volta in dialogo con il cinema e con la pittura, con scatti originali di Mario Nunes Vais, Emilio Sommariva, Guido Rey, Gustavo Bonaventura, o di una dilettante esperta e raffinata come la Principessa Anna Maria Borghese. O come quello della moda, specchio di una societ\u00e0 in trasformazione, che attraverso l\u2019abito mette in mostra s\u00e9 stessa, ma che allora era anche in stretto dialogo con altre esperienze creative e artistiche; per l\u2019occasione viene esposta una selezione di abiti femminili realizzati negli atelier pi\u00f9 famosi dell\u2019epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, quindi, esplora altri territori, come quello della pubblicit\u00e0 con una serie di affiche che promuovevano grandi magazzini di moda, liquori, giornali, spettacoli teatrali e localit\u00e0 turistiche, disegnati da artisti come Giovanni Battista Carpanetto, Marcello Dudovich, Leopoldo Metlicovitz, Aleardo Terzi, Achille Luciano Mauzan, e delle arti applicate, con le raffinatissime ceramiche artistiche dai decori ispirati alla natura, nate dalle geniali mani di Galileo Chini e con i preziosi arredi, creati dall\u2019ebanista milanese Eugenio Quarti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione, curata da Manuel Carrera, Davide Dotti, Anna Villari, organizzata dall\u2019Associazione Amici di Palazzo Martinengo, col patrocinio della Provincia di Brescia, del Comune di Brescia e della Fondazione Provincia di Brescia Eventi, s\u2019inserisce nel filone d\u2019indagine, promosso dall\u2019Associazione Amici di Palazzo Martinengo, sulle espressioni artistiche fiorite a cavallo dei secoli XIX e XX e prosegue cronologicamente il percorso intrapreso lo scorso anno con la fortunata rassegna dedicata alla Belle \u00c9poque, visitata da oltre 75.000 persone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Catalogo Silvana Editoriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche quest\u2019anno, l\u2019Associazione Amici di Palazzo Martinengo e Fondazione AIRC rinnovano la loro collaborazione che li vede unire le forze con l\u2019obiettivo di rendere il cancro sempre pi\u00f9 curabile. Gli organizzatori della rassegna bresciana confermano il loro sostegno alla ricerca oncologica targata AIRC devolvendo l\u20191% del ricavato della biglietteria ai migliori progetti per la prevenzione, la diagnosi e la cura del cancro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LIBERTY<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;arte nell\u2019Italia moderna<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Brescia, Palazzo Martinengo (via dei Musei 30)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">24 gennaio &#8211; 14 giugno 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cura di Manuel Carrera, Davide Dotti, Anna Villari<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orari di apertura<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">mercoled\u00ec, gioved\u00ec e venerd\u00ec, dalle 9.00 alle 17.00;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">sabato, domenica e festivi, dalle 10.00 alle 20.00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">luned\u00ec e marted\u00ec chiuso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La biglietteria chiude un\u2019ora prima dell\u2019orario di chiusura della mostra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aperture straordinarie:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">domenica 5 aprile (Pasqua); luned\u00ec 6 aprile (Pasquetta); 25 aprile; 1\u00b0 maggio; 1\u00b0 giugno; 2 giugno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Biglietti (audioguida inclusa):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intero \u20ac15,00;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ridotto \u20ac13,00 (gruppi superiori alle 15 unit\u00e0, minori di 25 e maggiori di 70 anni, studenti universitari, soci Touring Club con tessera, soci FAI con tessera, clienti e soci BCC Brescia, insegnanti, persone con disabilit\u00e0);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ridotto scuole \u20ac6,00;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ridotto speciale famiglia \u20ac38,00 (valido per l\u2019ingresso di 2 adulti e fino a 2 bambini, fino ai 14 anni oppure per 1 adulto e fino a 3 bambini, fino ai 14 anni)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gratuito minori di 6 anni, un accompagnatore per disabile, giornalisti con tesserino, guide turistiche, due insegnanti per scolaresca, un accompagnatore per gruppo di adulti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Visite guidate gruppi (min 15 \u2013 max 25 persone)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u20ac85,00 per gruppi di adulti;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u20ac45,00 per le scuole<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prenotazione \u00e8 obbligatoria per tutte le tipologie di visita guidata; T. 392.7697003 \u2013 gruppi@amicimartinengo.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sito internet: www.mostraliberty.com<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Informazioni: mostre@amicimartinengo.it | T. 392.7697003<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prenotazioni scuole e gruppi: gruppi@amicimartinengo.it | T. 392.7697003<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FB Amici Palazzo Martinengo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IG @amicimartinengo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Liberty ebbe un grande successo soprattutto all&#8217;estero; dall&#8217;Inghilterra alla Francia, alla Gemania\/Austria, sino alla Spagna, dove venne chiamato Modernismo. 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