{"id":156929,"date":"2026-01-25T10:31:19","date_gmt":"2026-01-25T09:31:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156929"},"modified":"2026-01-25T10:32:04","modified_gmt":"2026-01-25T09:32:04","slug":"mostra-ingresso-gratuito-a-modena-hamlet-suite-di-andrea-saltini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156929","title":{"rendered":"Mostra ingresso gratuito a Modena &#8211; Hamlet Suite di Andrea Saltini"},"content":{"rendered":"<p>ANDREA SALTINI. Hamlet Suite<br \/>\nA cura di Anna Vittoria Zuliani<br \/>\nTeatro Sociale di Novi di Modena<br \/>\n14 febbraio &#8211; 22 marzo 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Teatro Sociale di Novi di Modena, dal 14 febbraio al 22 marzo 2026, va in scena <strong>Hamlet Suite di Andrea Saltini<\/strong>, mostra d&#8217;arte contemporanea a cura di Anna Vittoria Zuliani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Teatro Sociale di Novi fu costruito tra il 1923 e il 1926<\/strong> su progetto dell&#8217;architetto Pietro Pivi ed \u00e8 il principale edificio per grandezza del centro storico del paese. L<strong>&#8216;edificio, realizzato in mattoni faccia a vista, presenta in facciata un interessante studio delle aperture,<\/strong> con individuazione degli ingressi principali al foyer e secondari agli spazi di servizio e superiormente grandi porte finestre ad arco, finestre e trifore.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Il ridotto \u00e8 decorato in stile tardo Liberty, mentre la sala \u00e8 a ferro di cavallo,<\/strong> definita da tre ordini di logge sovrapposte intervallate da esili colonne,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>presenta un grande palcoscenico e decorazioni Art Nouveau<\/strong>. Nel 2023 sono iniziati i lavori di restauro e messa in sicurezza, non ancora conclusi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esposizione \u00e8 promossa dal Comune di Novi in collaborazione con Novi 360, con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi.<\/p>\n<p>INFORMAZIONI SULLA MOSTRA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esposizione, organizzata da Daniel Bund con DOBLE Mostra di Arte Contemporanea, <strong>\u00e8 visitabile gratuitamente il sabato con orario 16.00-19.00<\/strong> e la <strong>domenica ore 11.00-13.00 e 16.00-19.00, gli altri giorni su appuntamento.<\/strong> Catalogo disponibile in loco con testi di Anna Vittoria Zuliani, Bianca Maria Magliulo e Andrea Saltini. Per informazioni: T. +39 331 4047488, doble.artecontemporanea@gmail.co<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo comprende <strong>dieci dipinti inediti di medie e di grandi dimensioni, tutti realizzati nel 2024 e nel 2025.<\/strong> Sono inoltre esposte, per la prima volta nel percorso dell&#8217;artista, <strong>quattro sculture dedicate a Ofelia, Rosencranz, Guildenstern e Yorik,<\/strong> presenti anche sulle tele, <strong>archetipi di un mondo\/palcoscenico su cui si svolge la commedia umana.<\/strong> Realizzate attraverso l&#8217;assemblaggio di objets trouv\u00e9s e materiali non convenzionali, le opere scultoree danno corpo all&#8217;ambivalenza dell&#8217;esistenza: forte e vulnerabile, mostruosa e bella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abA frugare senza alcun metodo nella biblioteca di Amleto si rischia di<strong> fare la fine di Ofelia, &#8220;gonfia d&#8217;acqua come un otre&#8221;<\/strong>. Ce lo dice Amleto stesso, eppure da anni continuo a cercare in quella biblioteca, a pernottare nel gi\u00e0 pensato cos\u00ec da scoprire qualcosa che nemmeno il suo costruttore presagiva&#8230; <strong>Quegli squilibri, quella depressione da cui lo sventurato principe sembra affetto lo rende un personaggio eterno, straordinario:<\/strong> che sembra vedersi vivere. Vivo perch\u00e9 \u00e8 &#8220;stato messo l\u00ec&#8221; da William Shakespeare <strong>quasi la sua vita fosse l&#8217;oggetto di una rappresentazione, e quella presunta pazzia<\/strong> <strong>non \u00e8 che un espediente per lasciarlo libero di gironzolare in mezzo a una manciata di personaggi vecchio stampo<\/strong> che sembrano andare in tilt davanti ai non-sensi, alle pernacchie, ai raggiri della vita. Le nostre vite. La mia vita\u00bb, scrive Andrea Saltini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00abAmleto, Ofelia e Laerte occupano la sala di un vecchio teatro, chiuso da tempo.<\/strong> Nel ridotto, la Corte si mescola al vociare dei visitatori: Yorick, Orazio, Fortebraccio, Gertrude, Rosencrantz e Guildenstern osservano silenziosi la scena e si mostrano come attori al loro pubblico. <strong>Una struttura di tubi innocenti sorregge la copertura della sala vuota del teatro,<\/strong> i ferri del reticolo corrono lungo le tre dimensioni a tendere lo spazio, sembrano provare a dilatarlo, ma lo spazio \u00e8 il tempo che ci \u00e8 concesso, oppresso dai fantasmi, dalle tragedie e dai tormenti.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Ci\u00f2 che abbiamo davanti \u00e8 una mappa della mente dei personaggi dell&#8217;Amleto.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spazio \u00e8 ingombrato da una trama solida ma esile rispetto al vuoto che resta, <strong>un vuoto che \u00e8 possibilit\u00e0, vita e redenzione.<\/strong> L&#8217;Amleto di Andrea Saltini \u00e8, come per Jules Laforgue e Carmelo Bene, <strong>un insinuarsi nelle ombre ed immergersi nel mistero dell&#8217;opera di Shakespeare<\/strong>, esasperandone il dramma e rivelandone la tragica ma inevitabile modernit\u00e0\u00bb, scrive Anna Vittoria Zuliani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Andrea Saltini (Carpi, MO, 1974) \u00e8 un artista italiano attivo nei linguaggi della pittura, della performance, del video e della scrittura.<\/strong> Diplomato Maestro d&#8217;Arte, ha conseguito una laurea magistrale UDP in Comunicazione con una tesi dedicata ai processi linguistici e narrativi (How to Talk Dirty and Influence People, 1997-1998). <strong>La sua ricerca indaga alterit\u00e0 e identit\u00e0, la stratificazione e l&#8217;equilibrio precario di ricordi sentimenti personali,<\/strong> temi che emergono attraverso cicli pittorici e installativi caratterizzati da un approccio interdisciplinare. Tra le serie principali si segnalano Volare Via dal Mondo (2013), I capelli di Maria Antonietta (2015), Come puoi vivere a testa in gi\u00f9? (2017), Mickey Mouse and the Goodbye Man (2021), Il Selvaggio Blu Laggi\u00f9 (2024). Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Europa, Asia e nelle Americhe. Negli ultimi anni Saltini ha consolidato ulteriormente la propria presenza espositiva attraverso mostre personali e collettive in Italia e all&#8217;estero, tra cui esposizioni in spazi istituzionali e indipendenti a Milano, Bologna, Parigi, Copenaghen e Buenos Aires. Il suo lavoro recente (Gratia Plena, 2024) \u00e8 stato oggetto di attenzione mediatica in seguito a un episodio riguardante una sua opera ritenuta da alcuni osservatori come potenzialmente blasfema, circostanza che ha aperto un vivace dibattito pubblico sul ruolo dell&#8217;arte contemporanea nei confronti dei simboli culturali e religiosi. Tale confronto ha contribuito a ridefinire l&#8217;interpretazione critica della sua produzione pi\u00f9 recente. Ha partecipato a programmi di residenza in Sudafrica e Sud America e nel 2013 alla 55\u00aa Biennale di Venezia, consolidando la sua presenza nel panorama artistico internazionale. Tra i riconoscimenti ottenuti figurano l&#8217;RSA Open Prize della Royal Scottish Academy of Art and Architecture, Edimburgo (2016) e il Portrait Prize di Zingel Place, New South Wales, Australia (2015). Per approfondimenti: www.andreasaltini.com.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ANDREA SALTINI. 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