{"id":156943,"date":"2026-01-25T13:45:31","date_gmt":"2026-01-25T12:45:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156943"},"modified":"2026-01-25T10:56:52","modified_gmt":"2026-01-25T09:56:52","slug":"2026-save-the-date-mostre-clip-programma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=156943","title":{"rendered":"2026 save the date &#8211; programma mostre CLIP"},"content":{"rendered":"<p>CALENDARIO NUOVE MOSTRE\u00a0 2026 &#8211; CLP<\/p>\n<figure id=\"attachment_156946\" aria-describedby=\"caption-attachment-156946\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1A-Fragmenta-detail-02_Debora-Hirsch-1920x1593-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-156946\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1A-Fragmenta-detail-02_Debora-Hirsch-1920x1593-1-300x249.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"249\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1A-Fragmenta-detail-02_Debora-Hirsch-1920x1593-1-300x249.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1A-Fragmenta-detail-02_Debora-Hirsch-1920x1593-1-361x300.jpg 361w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1A-Fragmenta-detail-02_Debora-Hirsch-1920x1593-1.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-156946\" class=\"wp-caption-text\">Fragmenta-detail-02_Debora-Hirsch-1920&#215;1593-1.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Gennaio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gennaio offre un programma gi\u00e0 ricco di suggestioni. Come quelle di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Debora Hirsch che, dal 15 gennaio al 15 aprile 2026, sul grande ledwall al piano terra di Palazzo Citterio a Milano<\/strong>, propone Vanishing Trees, una installazione site-specific, a cura di Clelia Patella, che intreccia arte digitale, scienza e memoria.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto, promosso da Palazzo Citterio e MNAD \u2013 Museo Nazionale dell\u2019Arte Digitale, in collaborazione con l\u2019Orto Botanico di Brera dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano e con il supporto scientifico del New York Botanical Garden, reinterpreta, attraverso tecnologie generative, le immagini di tre alberi che sono in via di estinzione in natura &#8211; Ginkgo biloba, Pterocarya fraxinifolia e Torreya taxifolia -, custoditi dall\u2019Orto Botanico di Brera e classificati dalla IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura), trasformandoli in presenze vive, testimoni di un mondo che resiste al tempo e all\u2019oblio.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 16 gennaio al 28 febbraio 2026, a THE POOL NYC in Palazzo Fagnani Ronzoni a Milano<\/strong> si tiene il secondo capitolo del format I tempi dello sguardo.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>90 anni di fotografia italiana<\/strong> in due atti, che ripercorre la storia della fotografia italiana, dal Futurismo alla grande stagione del Neorealismo, dalle ricerche concettuali all\u2019esperienza fondamentale di Viaggio in Italia ideata da Luigi Ghirri.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo appuntamento, che propone un percorso composto da 80 fotografie di 28 maestri italiani e internazionali, si concentra su quegli autori che si sono distinti nell\u2019utilizzo del bianco e nero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0 la GNAMC | Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea, Roma ad accogliere<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dal 19 gennaio al 1\u00b0 marzo 2026, Promenade, la personale di Maurizio Cannavacciuolo (Napoli, 1954),<\/strong> che si inserisce nella scia delle esposizioni legate alle donazioni d\u2019artista.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per l\u2019occasione Cannavacciuolo presenta al pubblico un\u2019installazione composta da 4 grandi oli su tela in bianco e nero, davanti ai quali si trovano altrettanti vasi dipinti in ceramica, tutti realizzati tra il 2018 e il 2022.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 24 gennaio al 14 giugno 2026, Palazzo Martinengo a Brescia<\/strong> dedica un\u2019ampia retrospettiva al Liberty, una tendenza stilistica, diffusasi tra la fine dell\u2019Ottocento e gli inizi del Novecento.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione, curata da Manuel Carrera, Davide Dotti, Anna Villari, organizzata dall\u2019Associazione Amici di Palazzo Martinengo, col patrocinio della Provincia di Brescia, del Comune di Brescia e della Fondazione Provincia di Brescia Eventi, si articola in otto sezioni tematiche e presenta oltre cento capolavori, tra dipinti, sculture, affiches, ceramiche, vestiti d\u2019epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il calendario di gennaio si completa con l\u2019omaggio che Palazzo Citterio a Milano render\u00e0,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dal 30 gennaio al 26 luglio 2026, a Giovanni Gastel (Milano, 1955-2021),<\/strong> uno dei maestri della fotografia contemporanea, e alla sua parabola artistica, attraverso <strong>oltre 250 immagini dalle prime copertine di moda del 1977 agli still life pi\u00f9 innovativi,<\/strong> dalle campagne che hanno segnato la storia della moda fino ai ritratti di figure iconiche del nostro tempo, a cui si aggiungono oggetti personali e strumenti di lavoro.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la prima volta, una mostra proporr\u00e0 alcuni dei suoi scritti e delle sue poesie, che sono stati da sempre parti integranti del suo immaginario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Museo MA*GA di Gallarate (VA),<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dal 31 gennaio al 5 ottobre 2026, si terr\u00e0 la XXVIII Edizione Premio Nazionale Arti Visive Citt\u00e0 di Gallarate,<\/strong> dal titolo Arte viva.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Processi performativi e partecipativi come pratica che presenta le opere di cinque artisti &#8211; Allison Grimaldi Donahue, Francesco Fonassi, Francesca Grilli, Beatrice Marchi, Martina Rota &#8211; che si esprimono attraverso linguaggi performativi capaci di coinvolgere la parola, il corpo, il suono, l\u2019altro. Pratiche che assumono una dimensione processuale e relazionale, interrogando i confini dell\u2019opera e il ruolo stesso del pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Febbraio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Febbraio ruoter\u00e0 attorno alle figure di William Kentridge, Beato Angelico e Jack Vettriano.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 6 febbraio al 5 aprile 2026, la Sala Stirling in Palazzo Citterio a Milano<\/strong> accoglie<strong> l\u2019installazione video<\/strong> di William Kentridge More Sweetly Play the Dance insieme con un progetto inedito dedicato a Giorgio Morandi, Remembering Morandi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intervento di Kentridge, si articola in due momenti: una videoinstallazione sonora e una sequenza di sculture in cartone, che reinterpreta poeticamente gli oggetti d\u2019uso quotidiano, protagonisti delle nature morte di Morandi. Un modo per avviare un dialogo ideale con le opere metafisiche del maestro bolognese conservate a Palazzo Citterio. L\u2019iniziativa \u00e8 parte del programma espositivo curato da Vincenzo Trione che accompagna la mostra di Palazzo Reale Metafisica\/Metafisiche, in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026 e mette in dialogo i maestri della Metafisica con gli \u201ceredi\u201d internazionali e con gli \u201callievi\u201d del XX e XXI secolo, lungo un unico percorso espositivo che lega Palazzo Reale, Museo del Novecento, Gallerie d\u2019Italia e La Grande Brera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I Musei Reali di Torino<\/strong> aprono la stagione espositiva con la mostra dossier Beato Angelico negli occhi di Bartholom\u00e4us Spranger. Giudizi Universali a confronto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rassegna tematica, accolta<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dal 6 febbraio al 3 maggio 2026, nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda, propone, per la prima volta,<\/strong> un confronto diretto tra la straordinaria e pionieristica invenzione iconografica, elaborata da<strong> Beato Angelico intorno al 1425-1428, per la rappresentazione del Giudizio Universale<\/strong> nella celebre tavola oggi conservata al Museo di San Marco e l\u2019opera appartenente alle collezioni della Galleria Sabauda, eseguita dal pittore fiammingo Bartholom\u00e4us Spranger tra il 1570 e il 1571 per papa Pio V.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Jack Vettriano (1951-2025), artista scozzese da poco scomparso, molto amato e apprezzato dal pubblico italiano e internazionale per le sue opere dal gusto cinematografico e malinconico, sar\u00e0 protagonista di una retrospettiva, in programma<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dal 12 febbraio al 5 luglio 2026, a Palazzo Velli a Roma.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, curata da Francesca Bogliolo, organizzata da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci di Pallavicini s.r.l., in collaborazione con Jack Vettriano Publishing, propone oltre 80 opere, tra cui nove olii su tela, una serie di lavori su carta museale a tiratura unica, accompagnare dal ciclo di fotografie scattate nello studio dell\u2019artista da Francesco Guidicini, ritrattista ufficiale del Sunday Times.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marzo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Palazzo Buontalenti di<strong> Pistoia<\/strong> celebrer\u00e0,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dal 6 marzo al 26 luglio 2026, Ettore Sottsass (1917-2007), pittore, grafico, fotografo, figura cardine del design<\/strong> e <strong>dell\u2019architettura italiana del Novecento,<\/strong> che ha attraversato l\u2019intero secolo con uno sguardo sempre critico, apparentemente disincantato, ma partecipe e sensibile ai cambiamenti in atto nella societ\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione, dal titolo Io sono un architetto. Ettore Sottsass, curata da Enrico Morteo, organizzata da Fondazione Pistoia Musei ed Electa, si costruir\u00e0 attorno al ricco fondo che l\u2019architetto affid\u00f2 al CSAC di Parma, per rileggere criticamente un trentennio di attivit\u00e0, dall\u2019immediato dopoguerra ai primi anni Settanta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Umbria celebrer\u00e0<strong> l\u2019ottavo centenario della morte di san Francesco d\u2019Assisi<\/strong> con un grande evento espositivo, in programma<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dal 14 marzo al 14 giugno 2026 alla Galleria Nazionale dell\u2019Umbria a Perugia.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra, GIOTTO e san Francesco.<\/strong> Una rivoluzione nell\u2019Umbria del Trecento, curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, attraverso oltre 60 opere, realizzate dai suoi protagonisti pi\u00f9 rappresentativi, quali Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti, si sofferma sul momento epocale in cui il carisma di Francesco incontra il genio di Giotto per dare vita a una rivoluzione che segna la nascita dell\u2019arte moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Anche la fotografia sar\u00e0 protagonista a marzo.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 5 marzo al 19 luglio 2026, Palazzo Pallavicini a Bologna ospita un\u2019antologica dedicata a Ruth Orkin<\/strong> (1921-1985), fotoreporter, fotografa e regista statunitense, tra le pi\u00f9 rilevanti del XX secolo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione, curata da Anne Morin, organizzata da Pallavicini srl di Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci con il coordinamento testi di Francesca Bogliolo, in collaborazione con diChroma photography, patrocinata dal Comune di Bologna, dalla FIAF Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e AIRF Associazione Italiana Reporters Fotografi, presenta 187 fotografie, due macchine fotografiche e alcuni importanti documenti, che ripercorrono la traiettoria di una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 importanti della fotografia del XX secolo e ne considerano il ruolo cruciale nella storia di questo genere espressivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Pieve di San Siro a Cemmo di Capo di Ponte (Bs), <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dal 28 marzo al 17 maggio 2026, accoglie la mostra Terremobili e Terre rupestri di Tullio Pericoli,<\/strong> promossa e curata dall\u2019Associazione d\u2019ADA in collaborazione con l\u2019artista, nata dall\u2019incontro<strong> tra il linguaggio artistico contemporaneo e il patrimonio millenario dell\u2019arte rupestre di Valle Camonica,<\/strong> primo sito italiano iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Il percorso espositivo presenta 30 opere pittoriche nelle quali Pericoli reinterpreta i segni antichi delle incisioni rupestri come movimento, memoria e trasformazione della terra.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Da fine marzo a fine agosto, a Brescia, nell\u2019ambito della IX edizione del Brescia Photo Festival, Fondazione Brescia Musei e Comune di Brescia rendono omaggio a Bruce Gilden (New York, 1946)<\/strong>, uno dei pionieri della street photography, membro effettivo dell\u2019agenzia Magnum Photos, con un unico progetto composto da due mostre.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Al Museo di Santa Giulia<\/strong> si terr\u00e0 A closer look, <strong>la prima monografica di Gilden in Italia, a cura di Denis Curti,<\/strong> <strong>mentre alla Pinacoteca Tosio Martinengo, l\u2019installazione site-specific Grace \/ Grazia.<\/strong> Bruce Gilden per Raffaello, nella quale sar\u00e0 esposto il dittico fotografico, commissionato dai Musei Civici di Brescia al fotografo newyorkese, che reinterpreta la \u201cgrazia\u201d, esemplificata dalle due opere di Raffaello, in prestito alla mostra Raffaello: Sublime Poetry al Metropolitan Museum di New York<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dal 29 marzo: un\u2019operazione culturale sostenuta dal bando Strategia Fotografia 2025.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Aprile<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Museo Castello San Materno ad Ascona, sul versante elvetico del lago Maggiore<\/strong>, accoglier\u00e0 Nostalgia del sud \u2013<strong> Artisti tedeschi in Italia 1865-1915, che, <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dal 26 aprile al 26 agosto 2026, presenter\u00e0 40 opere<\/strong>, tra disegni, dipinti e sculture, di artisti germanofoni che hanno vissuto e lavorato in Italia tra il 1865 e il 1915.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel XIX secolo l&#8217;Italia era considerata una meta amb\u00ecta dagli artisti di tutta Europa,<\/strong> affascinati dai suoi tesori artistici unici, risalenti dall&#8217;antichit\u00e0 al barocco, dai suoi paesaggi variegati e dalla sua incomparabile luce mediterranea. Mentre Otto Greiner, Adolf Hir\u00e9my-Hirschl o Sigmund Lipinsky reinterpretano soggetti e ideali classici, Oswald Achenbach e Ludwig Passini si dedicano all\u2019amenit\u00e0 di paesaggi e citt\u00e0, da Venezia a Roma fino a Napoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche brevi soggiorni lasciano tracce evidenti nelle opere di alcuni artisti: quelle di Anton von Werner, Adolph von Menzel o August Gaul testimoniano infatti il loro intramontabile entusiasmo per il Belpaese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Maggio<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Mimmo Paladino (Paduli, BN, 1948) torna in un\u2019istituzione pubblica milanese<\/strong> con un progetto, curato da Lorenzo Madaro, realizzato in collaborazione con l\u2019Archivio Paladino appositamente pensato per la Sala Stirling di Palazzo Citterio a Milano.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 14 maggio al 26 luglio 2026, la mostra,<\/strong> dal titolo Paladino, presenta sei scudi monumentali che occupano lo spazio, creando un possibile labirinto di forme e immagini che appaiono e scompaiono sulla superficie materica delle sculture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo propone, inoltre, una selezione ragionata di grandi disegni del 1973, quando Paladino, all\u2019epoca venticinquenne, inizia a sperimentare nuove possibilit\u00e0 di ricerca, guardando al disegno e al colore come una possibile via espressiva lontana dal concettuale all\u2019epoca ancora in auge.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 26 maggio al 30 agosto 2026, la Pinacoteca di Brera a Milano ospita la prima mostra mai dedicata a Giovanni Agostino da Lodi,<\/strong> uno degli artisti pi\u00f9 originali attivi in Italia nei decenni a cavallo del 1500.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione \u00e8 a cura di Maria Cristina Passoni e Cristina Quattrini; il comitato scientifico \u00e8 composto da Alessandro Ballarin, Francesco Frangi, Mauro Natale, Maria Cristina Passoni, Cristina Quattrini, Edoardo Rossetti, Marco Tanzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vicenda di questo autore, misteriosa per la scarsit\u00e0 di dati biografici, si svolse tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, in un quadro di fitte relazioni artistiche fra Milano e Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un percorso che si ricostruisce soprattutto per via stilistica, attraverso i confronti con i grandi maestri che Giovanni Agostino pot\u00e9 osservare rielaborandone le influenze in modo assolutamente personale: Bramantino e Leonardo sul versante milanese, Alvise Vivarini, Giovanni Bellini, Boccaccio Boccaccino, Giorgione e Albrecht D\u00fcrer su quello veneziano, artisti dei quali saranno presenti in mostra varie opere con prestiti dall\u2019Italia e dall\u2019estero.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 23 maggio all\u201911 ottobre 2026, il MA*GA di Gallarate (VA) approfondir\u00e0 le figure di due importanti protagonisti italiani dell\u2019arte internazionale: Paolo Scheggi e Vincenzo Agnetti<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione dedicata a Paolo Scheggi, uno dei maestri pi\u00f9 riconosciuti delle indagini sperimentali degli anni Sessanta, erede dello Spazialismo e tra i fondatori della pittura monocroma e oggettuale, curata da Emma Zanella, direttrice del MA*GA e da Ilaria Bignotti, curatrice scientifica dell\u2019Archivio Scheggi, celebrer\u00e0 l\u2019ingresso dell\u2019opera del maestro toscano dal titolo Struttura modulare (1967), nelle collezioni permanenti del Museo MA*GA, reso possibile grazie alla vincita del bando indetto da PAC-Piano per l&#8217;Arte Contemporanea 2025 della Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altro lato, il progetto espositivo su Vincenzo Agnetti, maestro concettuale italiano, curato da Alessandro Castiglioni, vicedirettore del MA*GA, pone l\u2019attenzione sullo specifico interesse di Agnetti per la fotografia concettuale e per una pratica che mette al centro la capacit\u00e0 narrativa del frammento fotografico, della sua decontestualizzazione e ricontestualizzazione, l\u2019attraversamento della storia e dei media, il dialogo con la letteratura e con la tecnologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL NUOVO PERCORSO ARCHEOLOGICO DELL\u2019ANTICO PALAZZO DEI VESCOVI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pistoia, Museo dell\u2019Antico Palazzo dei Vescovi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 19 dicembre 2025<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A Pistoia si \u00e8 aperto il nuovo percorso archeologico del Museo dell\u2019Antico Palazzo dei Vescovi,<\/strong> a conclusione di un intervento di restauro e riallestimento sostenuto da Fondazione Caript, che rende fruibili gli spazi sotterranei dello storico edificio, ampliando l\u2019offerta museale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Realizzato da Fondazione Pistoia Musei, sotto la direzione di Monica Preti e con la curatela di Cristina Taddei, conservatrice archeologa, il progetto rappresenta uno degli interventi pi\u00f9 significativi e innovativi degli ultimi anni. Questa inaugurazione costituisce un ulteriore capitolo nel progetto di restauro e rinnovamento degli allestimenti museali presenti nell\u2019edificio medievale, un luogo che ha accompagnato, con le sue trasformazioni, la storia millenaria di Pistoia intrecciando epoche e comunit\u00e0 diverse attraverso il suo patrimonio di opere e memorie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle novit\u00e0 \u00e8 la Sala introduttiva, pensata come prologo alla visita del museo<strong>. La sala presenta la storia del palazzo e delle sue collezioni \u2013 consultabile attraverso un tavolo multimediale interattivo \u2013 e ospita un focus su due sculture antiche, esemplari delle molteplici vicende di cambiamento e trasformazione di uso, provenienza e significati che caratterizzano le opere del passato.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nuovo percorso archeologico \u00e8 arricchito dal progetto multimediale Pistoia Moving Stories, realizzato con NANOF \/ Filippo Garzella e Filippo Macelloni, vincitore del bando TOCC\/PNRR e riconosciuto con il Premio Digitale EssilorLuxottica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pistoia Moving Stories introduce strumenti digitali avanzati, tra cui modelli 3D del palazzo e di alcuni manufatti selezionati, affiancati da narrazioni interattive fruibili su tablet in formato scrollytelling, che integrano testi, immagini, video, realt\u00e0 aumentata e ricostruzioni. Il percorso multimediale \u00e8 completato da ambienti sonori originali, creati da Marco Bianchi Bandinelli (2eMMe studio). La produzione dei contenuti digitali \u00e8 stata sviluppata anche con il contributo dell\u2019Universit\u00e0 di Genova, responsabile dello studio e del rilievo tridimensionale del palazzo e dei reperti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Informazioni: www.pistoiamusei.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COPERTINA: Mostra a Brera<\/strong> sino al 3 maggio 2026 &#8211; Giorgio-Armani_Milano-Per-Amore_Pinacoteca-di-Brera_photo-credit-@agnese_bedini-@melaniadallegrave-@dsl__studio_<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CALENDARIO NUOVE MOSTRE\u00a0 2026 &#8211; CLP Gennaio Gennaio offre un programma gi\u00e0 ricco di suggestioni. 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