{"id":157200,"date":"2026-02-11T18:37:30","date_gmt":"2026-02-11T17:37:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=157200"},"modified":"2026-02-11T18:38:56","modified_gmt":"2026-02-11T17:38:56","slug":"salute-e-cibo-indifferente-alla-salute-dei-cittadini-laccordo-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=157200","title":{"rendered":"Salute e cibo &#8211; indifferente alla salute dei cittadini l&#8217;accordo europeo"},"content":{"rendered":"<header>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una realt\u00e0 che produce degrado ecologico e genera profondi squilibri di mercato .<\/strong><\/p>\n<p>Il cibo non pu\u00f2 e non deve mai essere ridotto a una <strong>mera merce di scambio nei trattati internazionali .<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il trattato prevede quote a dazio zero per prodotti agricoli sudamericani come carne bovina &#8211; pollame &#8211; riso, zucchero e miele &#8211;<\/strong><\/p>\n<h1 class=\"entry-title\" style=\"text-align: justify;\">Gi\u00f9 la maschera sull\u2019accordo Ue\u2013Mercosur: quel modello commerciale \u00e8 fallimentare<\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un accordo che danneggia agricoltori, comunit\u00e0 ed ecosistemi su entrambe le sponde dell\u2019Atlantico<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Meno di un mese fa \u2013 era il 17 gennaio \u2013 ad Asunci\u00f3n (Paraguay) veniva<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>firmato l\u2019accordo commerciale tra l\u2019Unione europea e i Paesi del Mercosur: Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay.<\/strong> All\u2019indomani di quello che \u00e8 stato da pi\u00f9 parti definito un annuncio storico, il Parlamento europeo ha chiesto alla Corte di giustizia dell\u2019Ue di esprimersi sulla conformit\u00e0 dell\u2019accordo ai Trattati europei.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa succede ora?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Commissione europea potrebbe, almeno in teoria, applicare in via provvisoria alcune parti dell\u2019accordo, ma la mossa del Parlamento rischia di far slittare di uno o due anni la ratifica dell\u2019accordo.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Che cosa ci racconta tutto questo delle politiche agricole e alimentari su una sponda e sull\u2019altra dell\u2019oceano Atlantico?<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 di ogni altra cosa, l\u2019accaduto mette in luce le disfunzioni strutturali dei sistemi alimentari contemporanei. Guardiamo al contesto:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>persino nei Paesi dove i governi sostengono l\u2019accordo, come Italia, Germania o Spagna, le organizzazioni agricole hanno espresso una forte opposizione al trattato.<\/strong> Il dibattito sul Mercosur sta rivelando profonde contraddizioni politiche e facendo cadere il sipario su quanta distanza vi sia tra la retorica e la realt\u00e0:<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una realt\u00e0 che produce degrado ecologico e genera profondi squilibri di mercato.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>FOTO COPERTINA: Grazia Seregni Copyright\u00a9 All rights reserved<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Slow Food Italia il trattato Ue-Mercosur mette<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>a rischio non solo la sopravvivenza della nostra agricoltura di piccola scala,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ma la stessa integrit\u00e0 dei sistemi alimentari globali:<\/strong> questo accordo \u00e8 lo specchio di un modello di sviluppo obsoleto, che<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>premia il profitto immediato di poche grandi multinazional<\/strong>i<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>rimanendo indifferenti rispetto alla salute dei cittadini,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>alla tutela ambientale<\/strong> e<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ai diritti fondamentali dei lavoratori e delle comunit\u00e0.<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Il cibo non pu\u00f2 e non deve mai essere ridotto a una <strong>mera merce di scambio nei trattati internazionali.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-97169 size-large\" src=\"https:\/\/www.slowfood.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/agricolturaSF0071764-725x482.jpg\" sizes=\"(max-width: 725px) 100vw, 725px\" srcset=\"https:\/\/www.slowfood.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/agricolturaSF0071764-725x482.jpg 725w, https:\/\/www.slowfood.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/agricolturaSF0071764-480x319.jpg 480w, https:\/\/www.slowfood.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/agricolturaSF0071764-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.slowfood.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/agricolturaSF0071764-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.slowfood.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/agricolturaSF0071764-350x233.jpg 350w, https:\/\/www.slowfood.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/agricolturaSF0071764-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.slowfood.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/agricolturaSF0071764.jpg 1000w\" alt=\"\" width=\"725\" height=\"482\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00abL\u2019Europa<\/strong> \u2013 sottolinea Francesco Sottile, vicepresidente di Slow Food Italia \u2013 <strong>dovrebbe impegnarsi a progredire verso una transizione ecologica attraverso <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>strategie che vietino l\u2019importazione massiccia di prodotti ottenuti con pratiche che nei nostri campi sono proibite da decenni<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non possiamo accettare una concorrenza sleale istituzionalizzata, dove<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>gli agricoltori europei sono chiamati a rispettare regole ferree<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>mentre si permette l\u2019ingresso di beni che evadono tali requisiti<\/strong>,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>danneggiando sia i produttori onesti che i consumatori finali.<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Le conseguenze ambientali sarebbero catastrofiche.<\/strong> Questo accordo \u00e8 in palese contrasto con gli impegni assunti se si vuol continuare a parlare di sostenibilit\u00e0 senza <strong>accettare politiche commerciali predatorie\u00bb.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Il cibo non \u00e8 una merce come le altre<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto non \u00e8 affermare che il commercio debba fermarsi. La questione \u00e8 capire cosa debba essere scambiato e perch\u00e9.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><b>L\u2019Unione europea importa enormi quantit\u00e0 di mangimi dal Mercosur, in particolare la soia che alimenta grandi allevamenti industriali intensivi<\/b>,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>gi\u00e0 al di sotto delle aspettative europee in materia di benessere animale.<\/strong> Questo esempio \u00e8 emblematico di come i flussi commerciali modellino \u2014 e spesso distorcano \u2014 gli impegni nazionali verso la transizione ecologica, un obiettivo che sulla carta viene spesso definito prioritario. Ripensare il commercio significa quindi ripensare la struttura stessa dei sistemi alimentari.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma anche dal punto di vista commerciale i termini dell\u2019accordo fanno sorgere timori, in particolare per quanto riguarda possibili forme di concorrenza sleale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211; Il trattato prevede quote a dazio zero per prodotti agricoli sudamericani come carne bovina, pollame, riso, zucchero e miele,<\/strong> prodotti per i quali gli agricoltori europei devono rispettare standard pi\u00f9 rigorosi in materia di pesticidi, tutela ambientale e benessere animale. Il tutto in un quadro di scambi gi\u00e0 consolidato: nel 2024 il Mercosur ha esportato verso l\u2019Unione europea prodotti agroalimentari per 23,3 miliardi di euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un sistema di questo genere rischia di aggravare l\u2019annoso problema dei cosiddetti doppi standard: si tratta del meccanismo per cui, gi\u00e0 oggi, entrano all\u2019interno dell\u2019Unione europea<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>alimenti provenienti dall\u2019esterno dei confini comunitari prodotti seguendo norme meno stringenti \u2013 in materia di salute dell\u2019uomo, dell\u2019ambiente e del benessere animale<\/strong> \u2013 di quelle vigore all\u2019interno. Per questo motivo Slow Food Italia da tempo chiede l\u2019applicazione di <a href=\"https:\/\/www.slowfood.it\/slow-food-europe\/cosa-fa-slow-food\/clausole-specchio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">misure specchio<\/a>, cio\u00e8 l\u2019applicazione dei medesimi standard al cibo importato in Ue.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, volendo tornare sul tema delle disfunzioni strutturali e delle contraddizioni, va ricordato che<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>sono proprio le aziende europee a produrre e a esportare nei Paesi terzi come il Brasile quei pesticidi (vietati in Europa)<\/strong> che poi fanno ritorno sulle nostre tavole sotto forma di residui negli alimenti.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Un dato su tutti: nel 2024<\/strong> gli Stati membri hanno autorizzato l\u2019esportazione di quasi 122.000 tonnellate di sostanze il cui utilizzo \u00e8 vietato in Ue.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-104607 size-large\" src=\"https:\/\/www.slowfood.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pesticidi-mercosur-b-udaykiran-1JsVrsGCAlY-unsplash-725x483.jpg\" sizes=\"(max-width: 725px) 100vw, 725px\" srcset=\"https:\/\/www.slowfood.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pesticidi-mercosur-b-udaykiran-1JsVrsGCAlY-unsplash-725x483.jpg 725w, https:\/\/www.slowfood.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pesticidi-mercosur-b-udaykiran-1JsVrsGCAlY-unsplash-480x320.jpg 480w, https:\/\/www.slowfood.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pesticidi-mercosur-b-udaykiran-1JsVrsGCAlY-unsplash-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.slowfood.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pesticidi-mercosur-b-udaykiran-1JsVrsGCAlY-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.slowfood.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pesticidi-mercosur-b-udaykiran-1JsVrsGCAlY-unsplash-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/www.slowfood.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pesticidi-mercosur-b-udaykiran-1JsVrsGCAlY-unsplash-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.slowfood.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pesticidi-mercosur-b-udaykiran-1JsVrsGCAlY-unsplash-350x233.jpg 350w, https:\/\/www.slowfood.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/pesticidi-mercosur-b-udaykiran-1JsVrsGCAlY-unsplash-500x333.jpg 500w\" alt=\"\" width=\"725\" height=\"483\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte a paradossi di questo tipo \u00e8 evidente che sia urgente l\u2019adozione di politiche che impediscano l\u2019aggravarsi di questo squilibrio strutturale.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli alimenti che entrano nell\u2019Unione europea devono rispettare gli stessi standard ambientali e sanitari richiesti ai produttori locali.<\/strong> In assenza di tali misure, la liberalizzazione degli scambi non pu\u00f2 che accentuare le distorsioni competitive e provocare ulteriori danni ambientali ed ecologici.<\/li>\n<\/ul>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Pressioni su agroecologia e comunit\u00e0 in Sud America<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le associazioni che si occupano di agroecologia e i movimenti contadini mettono in guardia: l\u2019accordo Ue\u2013Mercosur finir\u00e0 per rafforzare <strong>i sistemi che producono su larga scala, in particolare quelli incentrati su carne bovina, soia e zucchero<\/strong>. Si tratta dei modelli produttivi pi\u00f9 dannosi,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>quelli che accelerano la deforestazione, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>incrementano la dipendenza da input chimici<\/strong>,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>danneggiano le comunit\u00e0 rurali ed erodono la biodiversit\u00e0.<\/strong> Non \u00e8 vero che le maggiori possibilit\u00e0 di export produrranno benessere diffuso: i benefici andranno perlopi\u00f9 all\u2019agroindustria, mentre i costi ricadranno sulla comunit\u00e0 pi\u00f9 ampia.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Glenn Makuta, consigliere di Slow Food per la regione del Cono Sud sudamericano, descrive con chiarezza questa dinamica: \u00abGli accordi commerciali tra grandi blocchi economici<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>privilegiano il profitto delle imprese rispetto alle persone.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019accordo rafforza il potere dell\u2019agroindustria orientata all\u2019esportazione, che sposta i confini dell\u2019agricoltura verso gli ecosistemi pi\u00f9 fragili con <strong>il solo obiettivo di massimizzare il profitto, incurante dell\u2019aggravarsi della crisi climatica<\/strong>. Questo processo esclude i contadini, espropria la terra ai popoli indigeni e alle comunit\u00e0 locali che conservano conoscenze e praticano ci\u00f2 che \u00e8 essenziale per la gestione della biodiversit\u00e0. E\u2019 un modello che erode i limiti del pianeta Terra, minando la sovranit\u00e0 alimentare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Slow Food chiede un approccio radicalmente diverso al commercio: un modello che si fonda sulla qualit\u00e0, sull\u2019equit\u00e0, sulla resilienza dei territori e sulla sostenibilit\u00e0 ecologica. Il commercio deve servire le comunit\u00e0 e gli ecosistemi, non minacciarli. Solo cos\u00ec potr\u00e0 contribuire ad affrontare le sfide attuali, invece di aggravare i problemi esistenti.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una realt\u00e0 che produce degrado ecologico e genera profondi squilibri di mercato . 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