{"id":157472,"date":"2026-02-18T19:23:33","date_gmt":"2026-02-18T18:23:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=157472"},"modified":"2026-02-18T19:28:34","modified_gmt":"2026-02-18T18:28:34","slug":"mostre-ad-aosta-inaugura-il-27-febbraio-tra-luce-e-grazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=157472","title":{"rendered":"Mostre ad Aosta &#8211; inaugura il 27 febbraio Tra luce e grazia"},"content":{"rendered":"<p>Apre ad Aosta la mostra <strong>Grigory Gluckmann. Tra luce e grazia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">28 febbraio \u2013 2 giugno 2026<br \/>\n<strong>Inaugurazione venerd\u00ec 27 febbraio 2026, ore 18<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_157476\" aria-describedby=\"caption-attachment-157476\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/3-Daydreams-Anni-50-60.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-157476\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/3-Daydreams-Anni-50-60-300x241.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"241\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/3-Daydreams-Anni-50-60-300x241.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/3-Daydreams-Anni-50-60-374x300.jpg 374w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/3-Daydreams-Anni-50-60.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-157476\" class=\"wp-caption-text\">Grigory Gluckmann. Daydreams, Anni 50-60<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Assessorato Istruzione, Cultura e Politiche identitarie della Regione autonoma Valle d&#8217;Aosta informa che<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>venerd\u00ec 27 febbraio 2026, alle ore 18, presso le sale espositive del Museo Archeologico Regionale di Aosta,<\/strong> sar\u00e0 inaugurata la mostra Grigory Gluckmann. Tra luce e grazia.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione, in linea con gli<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>approfondimenti sull\u2019arte moderna tra Otto e Novecento<\/strong> presentati nel corso degli anni nella sede espositiva regionale, \u00e8 curata da Valeria Gorbova e Daria Jorioz e propone per la prima volta in Italia una mostra antologica sul pittore americano, di origine bielorussa,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">attraverso una <strong>selezione di 35 dipinti,<\/strong> documentando la raffinatezza di un autore apprezzato in Europa e negli Stati Uniti, che<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ha interpretato in maniera personale il modernismo francese e l\u2019eredit\u00e0 rinascimentale italiana.<\/strong><br \/>\nLa mostra sar\u00e0 aperta al pubblico fino a 2 giugno 2026.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Grigory Gluckmann (1898-1973) nacque a Polotsk, allora parte dell\u2019Impero Russo. Nel 1917 entr\u00f2 alla Scuola di Pittura, Scultura e Architettura di Mosca, ma nel 1920<\/strong>, nel pieno degli sconvolgimenti rivoluzionari,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>abbandon\u00f2 gli studi ed emigr\u00f2 a Berlino<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel gennaio 1924 Gluckmann lasci\u00f2 Berlino e si rec\u00f2 in Italia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trascorse circa <strong>nove mesi a Firenze, dove lavor\u00f2 sistematicamente nei musei<\/strong> e, per la prima volta, in uno studio tutto suo. Questo periodo si rivel\u00f2 decisivo nella sua biografia artistica.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Immerso nello studio della pittura rinascimentale,<\/strong> adott\u00f2 la tecnica della pittura su tavola lignea, un metodo raramente utilizzato dagli artisti del Novecento e che avrebbe continuato a impiegare per tutta la sua carriera.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Durante il soggiorno italiano partecip\u00f2 anche alla Biennale di Venezia,<\/strong> entrando cos\u00ec nel circuito espositivo internazionale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 tardi, sempre<strong> nel 1924, Gluckmann si stabil\u00ec a Parigi, allora epicentro del mondo artistico internazionale.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Il suo debutto parigino ebbe luogo alla Galerie Druet, dove la sua prima mostra personale attir\u00f2 l\u2019attenzione dei principali critici. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso degli anni Venti e Trenta<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>espose regolarmente nei maggiori saloni parigini, tra cui il Salon des Tuileries e il Salon d\u2019Automne.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Entr\u00f2 a far parte del milieu artistico cosmopolita noto come \u00c9cole de Paris<\/strong>, una comunit\u00e0 composta in gran parte da artisti stranieri per i quali Parigi rappresentava sia libert\u00e0 artistica sia scambio culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Durante gli anni Trenta la posizione professionale di Gluckmann continu\u00f2 a rafforzarsi e nel 1937 gli fu conferita la Medaglia d\u2019Oro al Salon di Parigi,<\/strong> uno dei riconoscimenti pi\u00f9 significativi della sua carriera europea. Questi anni furono caratterizzati da un\u2019intensa attivit\u00e0 espositiva e da una crescente visibilit\u00e0 sulla scena artistica parigina:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>in quel periodo dipinse strade e caff\u00e8 parigini, folle di abitanti della citt\u00e0 e scene di vita urbana.<\/strong> In alcune composizioni<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>raffigur\u00f2 nudi femminili sensuali ed episodi della Parigi notturna.<\/strong> Due opere di questo ciclo, R\u00eaverie (Due donne al caff\u00e8) e Un angolo di Parigi sono esposte in mostra.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo scoppio della Seconda guerra mondiale lo costrinse nuovamente all\u2019esilio.<\/strong> Dopo un periodo nel sud della Francia, <strong>nel 1941 emigr\u00f2 negli Stati Uniti<\/strong> con l\u2019aiuto del violinista Jascha Heifetz, che sarebbe diventato uno dei suoi pi\u00f9 importanti collezionisti. Si stabil\u00ec tra New York e Los Angeles, dividendo il suo tempo tra le due citt\u00e0. Nel 1945 ricevette il Watson F. Blair Prize dall\u2019Art Institute of Chicago, nel 1948 fu nominato Respected Fellow della Royal Society of Art di Londra e nel 1968 divenne membro della Benjamin Franklin Society of Art. Dagli anni Quaranta fino ai primi anni Settanta rimase impegnato nell\u2019attivit\u00e0 espositiva e nella produzione artistica negli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Grigory Gluckmann mor\u00ec nel 1973. La sua carriera, che si estese tra Russia, Germania, Italia, Francia e Stati Uniti,<\/strong> riflette la storia pi\u00f9 ampia dell\u2019esilio artistico e della migrazione culturale del Novecento. Le sue opere sono conservate in collezioni pubbliche e private in Europa e negli Stati Uniti, e la sua eredit\u00e0 continua a essere oggetto di rilettura nel contesto della pittura figurativa moderna e della storia dell\u2019arte dell\u2019emigrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrive la curatrice Daria Jorioz in catalogo: \u201cDi Gluckmann mi affascinano la qualit\u00e0 pittorica, la lucentezza delle superfici, la raffinata originalit\u00e0 dei cromatismi, l\u2019indubbia padronanza delle tecniche antiche, la maestria e la compostezza della composizione, ma, soprattutto, il sottile velo di malinconia e tristezza che ne ammanta i dipinti.<br \/>\nLe donne che abitano le sue tavole sono al contempo eteree creature del passato e figure contemporanee di raffinata complessit\u00e0 psicologica, per un verso archetipi di un tempo sospeso ma anche persone che percepiamo come reali, inserite in interni riconoscibili per quanto solo suggeriti.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i soggetti prediletti da Gluckmann vi sono le scene di balletto che rinviano a un primo sguardo a Edgar Degas e rivelano la sua attenzione per momenti di attesa dietro le quinte, dove le figure sono raffigurate con le loro fragilit\u00e0 interiori come in Grandi aspettative, Sogni di domani e Prima apparizione, opere presentate in mostra.<br \/>\nNel trattamento del nudo femminile, Gluckmann si rifaceva alle tecniche degli antichi maestri. La materia preziosa e smaltata delle tavole dipinte rinvia alla tecnica ad olio su supporto ligneo dei maestri antichi, fatta di sovrapposizioni di sottilissimi impasti: una scelta che raggiunge esiti altissimi in un\u2019opera della maturit\u00e0 assegnabile al periodo americano, dal titolo Composition, presente in mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cGrigory Gluckmann &#8211; scrive in catalogo la curatrice Valeria Gorbova &#8211; occupa un posto unico nell\u2019arte del Novecento. La sua vita si svolse attraverso i paesaggi culturali dell\u2019Impero Russo, della Mosca rivoluzionaria, della Berlino di Weimar, di Firenze, di Parigi e degli Stati Uniti. Ciascuno di questi contesti contribu\u00ec a plasmare il suo linguaggio artistico, nel quale profondit\u00e0 psicologica e tecniche degli antichi maestri confluiscono in una sintesi distintiva. Questa mostra offre la prima occasione in Europa per riconsiderare la portata e il significato della sua eredit\u00e0 artistica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione Grigory Gluckmann. Tra luce e grazia \u00e8 prodotta da Contemporanea Progetti in collaborazione con Expona, da un\u2019idea originale di Morus Art Foundation. La mostra \u00e8 accompagnata da un catalogo bilingue nella doppia versione italiano-francese e italiano-inglese, edito da Mandragora, con testi di Valeria Gorbova, Daria Jorioz e Marty Wolpert, acquistabile in mostra al prezzo di 32 euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>INFORMAZIONI SULLA MOSTRA<\/strong><br \/>\n<strong>Biglietti: intero 8 euro,<\/strong> ridotto 6 euro.<br \/>\nLa mostra \u00e8 inserita nel circuito di Abbonamento Musei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aosta, Museo Archeologico Regionale<br \/>\n28 febbraio &#8211; 2 giugno 2026.<br \/>\nOrario di apertura: 10-13 e 14-18. <strong>Chiuso luned\u00ec.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per informazioni:<br \/>\nRegione autonoma Valle d&#8217;Aosta<br \/>\nAssessorato Istruzione, Cultura e Politiche identitarie<br \/>\nStruttura Attivit\u00e0 espositive e promozione identit\u00e0 culturale<br \/>\nTel. 0165.275937, u-mostre@regione.vda.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Museo Archeologico Regionale<br \/>\nPiazza Roncas 12 &#8211; Aosta<br \/>\nTel. 0165.275902<br \/>\nwww.regione.vda.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Apre ad Aosta la mostra Grigory Gluckmann. Tra luce e grazia 28 febbraio \u2013 2 giugno 2026 Inaugurazione venerd\u00ec 27 febbraio 2026, ore 18 L\u2019Assessorato<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":157475,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15,9411,15896],"tags":[32981],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/157472"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=157472"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/157472\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":157480,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/157472\/revisions\/157480"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/157475"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=157472"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=157472"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=157472"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}