{"id":157517,"date":"2026-02-19T19:41:51","date_gmt":"2026-02-19T18:41:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=157517"},"modified":"2026-02-19T19:41:51","modified_gmt":"2026-02-19T18:41:51","slug":"mostre-a-merano-kunsthaus-rene-francisco-complice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=157517","title":{"rendered":"Mostre a Merano &#8211; Kunsthaus &#8211; Ren\u00e9 Francisco &#8211; Complice"},"content":{"rendered":"<p>Ren\u00e9 Francisco<br \/>\nC\u00d3MPLICE<br \/>\nThe Invention of Europe YEAR 2<\/p>\n<p>A cura di Lucrezia Cippitelli e Simone Frangi<br \/>\n21 febbraio \u2013 25 maggio 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Kunsthaus Merano<\/strong> presenta la prima personale italiana dedicata a Ren\u00e9 Francisco, figura centrale dell\u2019arte contemporanea cubana e internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1A-Rene-Francisco-Cobijo-2025.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-157520\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1A-Rene-Francisco-Cobijo-2025-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1A-Rene-Francisco-Cobijo-2025-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1A-Rene-Francisco-Cobijo-2025-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1A-Rene-Francisco-Cobijo-2025.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><strong>Cobijo (2025)<\/strong><\/a><br \/>\nGli spazi della Kunsthaus Merano segnano l\u2019esordio italiano<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dell\u2019artista e educatore cubano Ren\u00e9 Francisco (Holgu\u00edn, Cuba nel 1960)<\/strong> con la grande retrospettiva C\u00f3mplice, dedicata agli ultimi quarant\u2019anni di ricerca e sperimentazione, tra installazioni su larga scala, film, disegno, pittura ed esperimenti pedagogici.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema al centro dell\u2019esposizione \u00e8 la<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201ccomplicit\u00e0\u201d, considerata come forma di intesa profonda e non gerarchica<\/strong> che<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>attraversa le relazioni sociali, politiche, educative e affettive<\/strong> che hanno definito la pratica dell\u2019artista:<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>collaborazione, partecipazione, amicizia, pedagogia critica, attivazione comunitaria.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nelle sue opere Francisco affronta temi sociali e politici<\/strong>, come la spersonalizzazione dell&#8217;individuo nella societ\u00e0 e la critica al consumismo, unendo un approccio concettuale all\u2019impegno sociale. Nella sua pratica,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">l&#8217;arte non \u00e8 intesa solo come un mezzo espressivo, ma anche come strumento <strong>per cambiare attivamente le realt\u00e0 sociali e politiche.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019itinerario artistico di Ren\u00e9 Francisco<strong> prende forma alla fine degli anni Ottanta, in un momento cruciale per Cuba,<\/strong> segnato dalla tensione tra due forze opposte:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>da un lato la crisi economica prodotta dal crollo dell\u2019Unione Sovietica,<\/strong> che aveva garantito all\u2019isola un fondamentale supporto, e<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong> dall\u2019altro l\u2019emersione della Biennale dell\u2019Avana,<\/strong> con la sua vocazione tricontinentale e anticoloniale, che<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>offr\u00ec nuova vitalit\u00e0 e visibilit\u00e0 alla scena artistica cubana.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra C\u00f3mplice affronta tutti gli aspetti e le tematiche che connotano la ricerca di Francisco,<strong> la pratica scultorea, le opere concettuali o l\u2019approccio educativo,<\/strong> sempre nella prospettiva della \u201ccomplicit\u00e0\u201d applicata come principio guida nella costruzione di relazioni collaborative tra artisti, opere e pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo si apre con la <strong>grande opera Cobijo (2025), una scultura alta 4 metri<\/strong> collocata nello spazio centrale della Kunsthaus Merano, che<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>accoglie i visitatori e le visitatrici con le braccia aperte<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera riprende un\u2019iconografia spesso adottata per<strong> l\u2019\u201cAlma Mater\u201d, locuzione latina che indica la \u201cmadre nutrice\u201d, divenuta dal Medioevo un epiteto per le Universit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La figura rappresenta <strong>l\u2019ambiguo spazio dell\u2019insegnamento e della conoscenza<\/strong> &#8211; forgiato come universalista e paternalista dalla sua matrice imperialista &#8211; a cui viene opposta un\u2019idea di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cpedagogia trasformativa\u201d tipica delle tradizioni di Abya Yala (le Americhe in chiave decoloniale). <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In linea con l\u2019approccio portato avanti dal <strong>programma curatoriale<\/strong> ideato da <strong>Lucrezia Cippitelli e Simone Frangi<\/strong> The Invention of Europe, di cui questa mostra chiude la seconda annualit\u00e0, la pratica di Francisco decostruisce narrazioni identitarie monolitiche di matrice europea e coloniale, calandole in una visione pluralista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nella serie Transformer (2024), composta da sculture, video e disegni,<\/strong> l\u2019artista esamina la dualit\u00e0 e<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>le contraddizioni del presente, tra utilit\u00e0 e minaccia, gioia e violenza, vita quotidiana e guerra. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ispirare concettualmente l\u2019opera \u00e8 <strong>il meccanismo a vite per fissare gli ombrelloni nella sabbia, oggetto familiare e apparentemente banale, , qui estraniato dal suo contesto e trasformato in una metafora complessa.<\/strong> Come ricordato dall\u2019artista stesso, l\u2019opera trae ispirazione da momenti di vita quotidiana: \u00ab[\u2026]<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Di giorno sei in spiaggia con i bambini<\/strong> [che giocano con gli ombrelloni come se fossero razzi], e<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la sera guardi le notizie e ti trovi di fronte all\u2019orrore<\/strong>\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere al secondo piano si concentrano sulla pratica concettuale, esaminando il tema dell\u2019arte su commissione. <strong>Fin dalla fine degli anni \u201980, Francisco ha incoraggiato i suoi studenti e le sue studentesse a riflettere<\/strong> sul modo in cui <strong>una committenza possa trasformarsi da procedura puramente commerciale a un processo di decisione artistica consapevole<\/strong>. P\u00edntame una naturaleza muerta (2009), ad esempio, nasce dalla relazione con <strong>la madre, che per diversi anni gli aveva chiesto di dipingerle una natura morta,<\/strong> ritenendo che questo fosse uno dei \u201ccompiti\u201d degli artisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dopo aver rifiutato per molto tempo<\/strong> \u2013 considerando questa richiesta come incompatibile con un approccio concettuale e antifigurativo \u2013<strong> l\u2019artista \u00e8 tornato sui suoi passi, alla luce di una nuova considerazione dello status dell\u2019arte<\/strong> come strumento democratico al servizio della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In P\u00edntame una Santa Barbara (2025) e P\u00edntame un San L\u00e1zaro (2025) il tema della commissione \u00e8 riproposto in una declinazione differente.<strong> Le due figure di santi, fortemente venerati a Cuba e di cui spesso vengono commissionate rappresentazioni, aprono una riflessione sui rapporti tra religione, colonialismo e vita quotidiana.<\/strong> I loro molteplici significati \u2013 tra cui autoaffermazione, speranza e sopravvivenza \u2013 sono l\u2019esito di processi di ibridazione e sincretismo tra cattolicesimo, di imposizione coloniale, e la complessit\u00e0 delle religioni di ascendenza indigena e afro-discendente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra dedica ampio spazio alla <strong>documentazione delle azioni sociali, progetti che mostrano l\u2019incontro tra arte e vita quotidiana.<\/strong> Trilog\u00eda de Romerillo (2003-2008) racconta una <strong>serie di interventi realizzati nell\u2019omonimo quartiere dell\u2019Avana volti a migliorare le condizioni di vita degli abitanti,<\/strong> con un impatto tangibile sulla loro quotidianit\u00e0. Tra questi, il video A la ca(sz)a de Rosa racconta il percorso che ha portato alla <strong>ristrutturazione della casa fatiscente di una donna del quartiere,<\/strong> selezionata attraverso un sondaggio dagli stessi abitanti che hanno partecipato attivamente anche ai lavori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nIl terzo piano \u00e8 introdotto dalla<strong> trascrizione del Manifesto Ocasional (1990), in cui \u00e8 enunciato l\u2019approccio teorico del collettivo DUPP \u2013 Desde una pragm\u00e1tica pedag\u00f3gica, fondato su un\u2019idea di arte come esperienza comune tra artista, spettatore e istituzione<\/strong> e come confronto con problemi operativi concreti. Nel manifesto ritorna il concetto di \u201ccomplicit\u00e0\u201d, inteso come momento fondativo della creazione artistica. <strong>Dipinti preistorici anonimi come quelli della grotta di Altamira<\/strong> sono proposti come esempio di un\u2019origine relazionale dell\u2019immagine, in cui l\u2019opera prende forma da una collaborazione e non dall\u2019affermazione di un singolo autore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il collettivo \u00e8 stato fondato nel 1989 dall\u2019artista e dai suoi studenti dell\u2019Istituto Superiore d\u2019Arte di Cuba (ISA),<\/strong> un ambiente multidisciplinare e sperimentale in cui si erano formati artisti e artiste provenienti da tutto il Sud Globale, in una visione dell\u2019arte come strumento della rivoluzione. Accogliendo questa eredit\u00e0, il DUPP si confronta con un nuovo contesto segnato dalla fine della divisione bipolare del mondo, dalle metamorfosi dell\u2019anticastrismo e dall\u2019ingerenza crescente del capitalismo statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire da un\u2019idea di pedagogia collettivista, anti-gerarchica, contraria all\u2019autorevolezza del docente e dalla passivit\u00e0 dei discenti, <strong>Francisco spingeva studentesse e studenti a uscire dalle aule e a integrare la produzione artistica col contesto sociopolitico, essendo \u201cpresenti\u201d in una Cuba in vorticosa transizione.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019arte assumeva una dimensione \u201criparativa\u201d, come concreto intervento materiale su case private,<\/strong> <strong>edifici comuni e spazi pubblici.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Opere come La Silla (2026 [1990]) e Aula a la intemperie (2011), <strong>prototipi di sedie realizzate in legno e con tubi idrici,<\/strong> sono oggetti simbolici che rappresentano questa <strong>nuova forma di apprendimento collettivo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il programma pubblico: visite guidate, proiezioni e performance<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Completano il progetto espositivo \u2013 oltre a <strong>un ricco calendario divisite guidate e appuntamenti didattici \u2013<\/strong> una proiezione, una serata musicale e un intervento partecipativo.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Venerd\u00ec 27 febbraio<\/strong>, presso gli spazi del CoWorking della Memoria di Merano, viene presentato il film Memorias del Subdesarrollo del 1968 del regista cubano Tom\u00e1s Guti\u00e9rrez Alea.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Gioved\u00ec 12 marzo<\/strong> la Kunsthaus Merano accoglie il concerto Complici in Habanera in collaborazione con il Festival Sonora, in cui il contrabbassista cubano Gaston Joya dialogher\u00e0 con due tra i nomi pi\u00f9 importanti del jazz internazionale \u2013 Gabriele Mirabassi e Roberto Taufic \u2013 prendendo spunto dalla forma musicale che per prima arriv\u00f2 da Cuba in Europa, l\u2019Habanera.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, Cuadros por Encargo (2026) prevede la riattivazione di un progetto partecipativo di Francisco del 1989.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">I<strong>l quartiere meranese di Maria Assunta \u2013 tra il 16 e il 22 maggio \u2013si trasformer\u00e0 in un punto di incontro in cui tutte le persone interessate potranno commissionare gratuitamente dei piccoli dipinti<\/strong> allo stesso Francisco e a un gruppo di artiste e artisti locali coinvolti.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Le opere saranno esposte alla Kunsthaus Merano negli ultimi tre giorni di apertura della mostra<strong>, dal 23 al 25 maggio, prima di essere consegnate ai committenti in qualit\u00e0 di nuovi proprietari.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parallelamente alla mostra, il Museo dedica uno spazio all\u2019artista Raziel Perin (Hato Mayor del Rey, Repubblica Dominicana,1992), che nei mesi di aprile e maggio svolger\u00e0 una residenza finalizzata allo sviluppo del nuovo lavoro performativo Vitruvian Man. Il progetto di ricerca \u00e8 sostenuto dalla Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura nell\u2019ambito del programma Italian Council (14a edizione, 2025),<strong> finalizzato alla promozione internazionale dell\u2019arte contemporanea italiana.<\/strong><\/p>\n<p><strong>INFORMAZIONI AL PUBBLICO<\/strong><br \/>\nRen\u00e9 Francisco &#8211; C\u00f3mplice<br \/>\n21 febbraio &#8211; 25 maggio 2026<br \/>\nKunst Meran Merano Arte, Merano<br \/>\nvia Portici 163<\/p>\n<p><strong>Biografie curatori<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lucrezia Cippitelli (Roma, 1974), Ph.D, ricercatrice e curatrice, co-direttrice di Arthub. Recentemente \u00e8 stata direttore artistico di Ateliers Picha (Repubblica Democratica del Congo, 2019-2022), il programma educativo a lungo termine e site-specific di Picha (l&#8217;organizzazione guidata da artisti che gestisce la Biennale di Lubumbashi) e curatrice della 7a Biennale di Lubumbashi. Ha curato la Biennale Interactiva (Merida, Messico, 2005 e 2007) e la seconda Biennale di Bucaramanga Desde aqui (Colombia, 2015). La sua ricerca e la sua pratica curatoriale si concentrano sull&#8217;educazione radicale, la cultura DIY, la site-specificity e il collettivismo, con particolare attenzione alle epistemologie del Sud globale. Ha diretto l&#8217;avvio di un Media Lab a L&#8217;Avana (Alamar Express Lab, con Omni Zonafranca, Cuba, e Inventati, Italia, 2005-2007); un laboratorio per la produzione artistica site-specific a Khartoum (Khartoum Art Lab, Sudan, 2010-2012); un Master in Arti Visive presso la Alle School of Arts and Design &#8211; Addis Ababa University (2011-2016). \u00c8 professore di Estetica all&#8217;Accademia di Brera, Milano, e ha recentemente curato la mostra Sammy Baloji. K(C)ongo, Frammenti di dialoghi intrecciati. Classificazioni sovversive (Le Gallerie degli Uffizi, Firenze 2022) e Georges Senga, Comment un petit chasseur pa\u00efen devient pr\u00eatre catholique (Museo delle Civilt\u00e0, Roma, 2022). Recentemente \u00e8 stata coautrice del libro Colonialit\u00e0 e Culture Visuali in Italia, Mimesis 2021.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Simone Frangi (Como, 1982) \u00e8 ricercatore, curatore e critico d\u2019arte. Ha conseguito un Dottorato di ricerca in Filosofia &#8211; Estetica e Teoria dell\u2019Arte in co-tutela internazionale presso Universit\u00e9 de Bourgogne &#8211; Dijon (FR) e Universit\u00e0 Degli Studi di Palermo (IT) e un Perfezionamento Filosofico in Teoria Critica della Societ\u00e0 presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano &#8211; Bicocca. Dal 2013 al 2017 \u00e8 stato direttore artistico di Viafarini (Milano, IT). Dal 2013 co-dirige con Barbara Boninsegna Live Works &#8211; Free School of Performance presso Centrale Fies (Dro, Trento, IT). Con la stessa istituzione ha co-fondato la Agitu Ideo Gudeta Fellowship, sviluppata in dialogo con Mackda Ghebremariam Tesfau\u2019 (Razzismo Brutta Storia) e Justin Randolph Thompson (Black History Month Florence). Dal 2014 co-dirige con Alessandro Castiglioni A Natural Oasis? un programma di training curatoriale nomade nel Mediterraneo, attualmente alla quarta edizione. Dal 2013 \u00e8 professore di Teoria dell&#8217;arte e Cultura Visuale presso l&#8217;ESAD &#8211; Accademia di Belle Arti e Design di Grenoble (FR), dove ha fondato con Katia Schneller l&#8217;Unit\u00e0 di Ricerca &#8220;Hospitalit\u00e9 Artistique et Activisme Visuel: pour une Europe diaporique et post-occidentale&#8221; (2025 &#8211; in corso). Sempre con Katia Schneller ha fondato il Festival des Gestes de la Recherche (alla quarta edizione nel 2023), attualmente ospitato da Le Magasin &#8211; Centre National d\u2019Art Contemporain (Grenoble). Nel 2015 \u00e8 stato uno dei cinque curatori della X edizione del Premio Furla per l&#8217;Arte Contemporanea e nel 2016 uno dei dieci curatori della XVI Quadriennale di Roma. Nel 2018 \u00e8 stato guest curator a Museion, Bolzano (IT) con il progetto Somatechnics. Transparent travelers and obscure no-bodies Nel 2021 \u00e8 stato uno dei senior curators di School of Waters &#8211; MEDITERRANEA19, nel 2022 co-curatore della XXVI edizione del Premio Nazionale Arti Visive Gallarate al MA*GA e nominator del MAXXI BVLGARI PRIZE 2022. Nel 2021 \u00e8 stato uno dei tutor del programma VERSO della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino, IT) ed \u00e8 attualmente nel comitato scientifico del progetto europeo DE.a.RE &#8211; Deconstruct and Rebuild (2022-2024). Tra le recenti pubblicazioni: Colonialit\u00e0 e Culture Visuali in Italia, co-curato con Lucrezia Cippitelli (Mimesis, 2021) e School of Waters. The Book, co-curato con Alessandro Castiglioni (Archive, 2021).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Kunsthaus Merano<br \/>\nLa Kunsthaus Merano \u00e8 uno spazio di esposizione, mediazione, riflessione e discussione per l\u2019arte contemporanea e l\u2019architettura.<br \/>\nPonendosi tra le istituzioni attive da pi\u00f9 tempo e pi\u00f9 dinamiche nel territorio, la Kunsthaus propone un focus sulla produzione artistica e sulla promozione di un dibattito critico, con un forte radicamento locale e uno sguardo aperto al contesto internazionale.<br \/>\nUno degli scopi che portiamo avanti \u00e8 quello di contribuire in modo continuativo a una forma di riscrittura della storia dell\u2019arte e della cultura, locale e sovraregionale, basata sull\u2019integrazione tra narrazioni esistenti e prospettive marginalizzate o trascurate, con un\u2019attenzione particolare rivolta a quelle che si collocano al di fuori di canoni occidentali e eteronormativi.<br \/>\nSituata nel cuore di Merano, la Kunsthaus propone un programma articolato in mostre, eventi, progetti educativi e pubblicazioni. Ogni anno vengono prodotte fino a cinque mostre, sviluppate in stretta collaborazione con artisti e artiste, studi di architettura e persone attive nel contesto locale \u2013 spesso con produzioni site-specific. La programmazione interdisciplinare, l\u2019attiva attivit\u00e0 di mediazione, i programmi di residenza e le collaborazioni locali rendono la Kunsthaus un punto di incontro aperto a un ampio pubblico di tutte le et\u00e0.<br \/>\nIl nostro obiettivo non \u00e8 solo quello di esporre opere d\u2019arte, ma costruire insieme ad artiste e artisti, visitatrici e visitatori, uno spazio di esperienza condivisa, sociale, estetica e culturale. In questo modo diamo il nostro apporto nella definizione dell\u2019identit\u00e0 culturale di Merano e sosteniamo lo sviluppo della produzione artistica locale<br \/>\nLa Kunsthaus Merano si concepisce come una piattaforma indipendente per la pratica artistica contemporanea, saldamente radicata al territorio e, al contempo, connessa a una rete livello internazionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ren\u00e9 Francisco C\u00d3MPLICE The Invention of Europe YEAR 2 A cura di Lucrezia Cippitelli e Simone Frangi 21 febbraio \u2013 25 maggio 2026 La Kunsthaus<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":157521,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15,9411,15896],"tags":[32987],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/157517"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=157517"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/157517\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":157523,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/157517\/revisions\/157523"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/157521"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=157517"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=157517"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=157517"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}