{"id":15781,"date":"2014-10-10T14:44:15","date_gmt":"2014-10-10T12:44:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=15781"},"modified":"2014-10-11T15:59:06","modified_gmt":"2014-10-11T13:59:06","slug":"arte-mostre-giacometti-alla-gam-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=15781","title":{"rendered":"ARTE MOSTRE: GIACOMETTI ALLA GAM DI MILANO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">ALBERTO GIACOMETTI<br \/>\nA cura di Catherine Grenier<br \/>\nDall\u20198 ottobre 2014 al 1 febbraio 2015<br \/>\nGAM \u2013 Galleria d\u2019Arte Moderna di Milano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/ARTE-Giacometti-01_Tetedupere.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-15788\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/ARTE-Giacometti-01_Tetedupere.jpg\" alt=\"ARTE Giacometti 01_Tetedupere\" 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href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/ARTE-Giacometti-03_LeCouple.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-15787\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/ARTE-Giacometti-03_LeCouple.jpg\" alt=\"ARTE Giacometti 03_LeCouple\" width=\"300\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/ARTE-Giacometti-03_LeCouple.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/ARTE-Giacometti-03_LeCouple-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; aperta dall\u20198 ottobre 2014 alla GAM Galleria d\u2019Arte Moderna di Milano la mostra \u201cAlberto Giacometti\u201d, realizzata in collaborazione con la Fondazione \u2018Alberto e Annette Giacometti\u2019 di Parigi e curata da C<strong>atherine Grenier, Chief Curator e Direttore della Fondazione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, promossa dal Comune di Milano|Cultura, organizzata e prodotta dalla GAM e da 24 ORE Cultura \u2013 Gruppo 24 ORE,propone l\u2019intero percorso artistico di uno dei pi\u00f9 significativi scultori del Novecento, proponendo capolavori assoluti come Boule suspendue, Femme qui marche, La cage, Quatre femmes sur socle, Buste d\u2019Annette o ancora la monumentale Grande femme IV.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019esposizione inaugura il \u201cnuovo corso\u201d della GAM di Milano quale polo espositivo internazionale dedicato alla scultura moderna, dopo il recente riallestimento degli spazi e dei percorsi espositivi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cLa GAM, che conserva e propone ai suoi visitatori le sue preziose collezioni di dipinti e sculture che vanno dal neoclassicismo al XX secolo, ospiter\u00e0 in futuro nei suoi straordinari spazi una serie di mostre dedicate al linguaggio della scultura,<\/strong> realizzate in collaborazione con alcune importanti istituzioni museali internazionali \u2013 ha dichiarato l\u2019assessore alla Cultura Filippo Del Corno \u2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prosegue cos\u00ec il percorso di questa Amministrazione per dare un\u2019identit\u00e0 definita e una precisa funzione a tutti gli spazi espositivi milanesi, consolidando cos\u00ec l\u2019identit\u00e0 di un museo che dalla sua nascita accoglie ed espone permanentemente capolavori assoluti come la Ebe del Canova, il nucleo pi\u00f9 importante in Italia delle opere di Medardo Rosso, molti lavori di Vincenzo Gemito e alcune splendide opere di Wildt\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il visitatore potr\u00e0 seguire, attraverso le sculture, i dipinti e i disegni realizzati tra gli anni Venti e Sessanta, l\u2019evoluzione artistica di Giacometti, dai suoi inizi in Svizzera alla maturit\u00e0, trascorsa perlopi\u00f9 nell\u2019atelier di rue Hippolyte-Maindron a Parigi. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un percorso cronologico che si articola in cinque sezioni, costituite a loro volta da diversi gruppi tematici, permettendo di ripercorrere tutta la carriera dell\u2019artista: dall\u2019esordio a contatto con il Post-cubismo e il Surrealismo, alla fase pi\u00f9 matura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A corredo e integrazione del percorso di visita saranno esposte una selezione di <strong>disegni e schizzi, immagini d\u2019archivio, foto intime e d\u2019autore, che aiuteranno il visitatore a meglio contestualizzare il procedimento artistico di Giacometti, dal periodo Surrealista agli ultimi anni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra fa parte di Milano Cuore d\u2019Europa, il palinsesto culturale multidisciplinare dedicato all&#8217;identit\u00e0 europea della nostra citt\u00e0 anche attraverso le figure e i movimenti che, con la propria storia e la propria produzione artistica, hanno contribuito a costruirne la cittadinanza europea e la dimensione culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LE SEZIONI DELLA MOSTRA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella prima sezione il visitatore sar\u00e0 introdotto prima nell\u2019universo intimo di Giacometti, con <strong>le sculture che rappresentano i ritratti del padre, della madre Annetta, del fratello Diego e della sorella Ottilia, e poi direttamente a Parigi, dove si era trasferito su consiglio paterno, dopo il 1922, e dove realizz\u00f2 lavori che sono il frutto del clima artistico cubista di quegli anni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 1931 Giacometti aderisce al Surrealismo, cui era stato avvicinato da Cocteau, Masson e dai coniugi Noailles:<\/strong> la seconda sezione presenta i lavori nati da questa parentesi di breve durata (lascer\u00e0 il movimento nel 1935), veri e propri capolavori quali Femme qui marche, concepita come manichino per l\u2019Esposizione Surrealista del 1933, Le Couple, che ben mostra il suo interesse per l\u2019arte africana e, ancor pi\u00f9 celebre, Boule Supendue, definita da Dal\u00ec come il prototipo degli \u201coggetti a funzionamento simbolico\u201d, punto saliente del pensiero surrealista.<br \/>\nLa terza sezione testimonia la nuova ricerca artistica di Giacometti, che ha al suo centro il lavoro dal vero: i ritratti si fanno a scala ridotta, misurando solo una decina di centimetri e la testa diventa presto il fulcro del suo interesse artistico (in mostra sono presenti le due T\u00eate de femme, rispettivamente del 1935 e del 1938) preannunciando quelle realizzate in pittura e scultura negli anni \u201950 e \u201960.<br \/>\nIn questa sezione si dar\u00e0 conto anche della ripresa del lavoro di Giacometti, avvenuta dopo il suo rientro a Parigi nel 1945 alla fine della guerra, quando nascono i suoi personaggi filiformi, figure ieratiche e immobili, distribuite rigidamente su alti piedistalli o all\u2019interno di gabbie che ne determinano i limiti spaziali, rappresentate in mostra da Quatre femmes sur socle del 1950 o, dello stesso anno, La Clairi\u00e8re e La Cage.<br \/>\nLa quarta sezione illustra la ricerca artistica sulla rappresentazione della testa, preannunciata dai ritratti di Rita e Diego, e ben visibile nei dipinti e nelle sculture della maturit\u00e0. I modelli scelti sono quelli a lui pi\u00f9 vicini come la moglie Annette (Buste d\u2019Annette, 1962), il fratello Diego (Buste de Diego, 1964), il filosofo giapponese Yanaihara (Buste de Yanaihara, 1961), l\u2019amante Caroline. Sia in pittura, che in scultura il lavoro di Giacometti sulla testa \u00e8 intenso al fine di raggiungere il suo principale obiettivo: la somiglianza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La quinta e ultima sezione chiude il percorso espositivo con le opere pi\u00f9 mature dell\u2019artista. Nel 1958 Alberto Giacometti lavora alle sculture monumentali della Grande t\u00eate (1960-1966) e della Grande femme IV (1960-61), le pi\u00f9 grandi mai realizzate dall\u2019artista, la cui superficie rugosa accresce l\u2019aspetto drammatico. Queste sculture sono presentate in mostra accanto ai due ritratti seduti di uomo e donna, frontali e ieratiche e con le braccia posate sulle gambe alla maniera delle sculture antiche: elemento comune l\u2019intensit\u00e0 dello sguardo, rivolto dritto davanti a s\u00e9 e perso in una sorta di aldil\u00e0 quasi profetico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ALBERTO GIACOMETTI A cura di Catherine Grenier Dall\u20198 ottobre 2014 al 1 febbraio 2015 GAM \u2013 Galleria d\u2019Arte Moderna di Milano Particolare. Particolare. 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