{"id":158132,"date":"2026-03-04T17:14:41","date_gmt":"2026-03-04T16:14:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=158132"},"modified":"2026-03-04T19:21:17","modified_gmt":"2026-03-04T18:21:17","slug":"mostre-a-venezia-lee-ufan-smac-venice-san-marco-art-centre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=158132","title":{"rendered":"Mostre a Venezia &#8211; Lee Ufan &#8211; SMAC Venice (San Marco Art Centre)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Evento Collaterale della 61. Esposizione Internazionale d\u2019Arte &#8211; La Biennale di Venezia<\/p>\n<p>LEE UFAN<\/p>\n<p>SMAC Venice (San Marco Art Centre)<\/p>\n<p><strong>9 Maggio \u2014 22 Novembre 2026<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_158136\" aria-describedby=\"caption-attachment-158136\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Smav-Ve-h.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-158136\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Smav-Ve-h-300x182.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"182\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Smav-Ve-h-300x182.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Smav-Ve-h-495x300.jpg 495w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Smav-Ve-h.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-158136\" class=\"wp-caption-text\">Lee Ufan, Relatum (precedentemente Iron Field), 1969\/2019. Foto Installazione,Dia Beacon,New York.\u00a9Lee Ufan\/Licensed byArtistsRightsSociety(ARS),NewYork\/ADAGP,Paris. Photo:Bill Jacobson Studio,New York<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dia Art Foundation annuncia una grande mostra delle opere di Lee Ufan a SMAC Venice,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Evento Collaterale della 61. Esposizione Internazionale d\u2019Arte &#8211; La Biennale di Venezia<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">New York e Venezia &#8211; Dia Art Foundation ha annunciato oggi la grande personale di Lee Ufan che si terr\u00e0<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>presso SMAC Venice (San Marco Art Centre)<\/strong> come<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Evento Collaterale ufficiale della 61. Esposizione Internazionale d\u2019Arte &#8211;<\/strong> La Biennale di Venezia.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Curata da Jessica Morgan,<\/strong> direttrice \u2018Nathalie de Gunzburg\u2019 di Dia, questa significativa esposizione aprir\u00e0 le porte il 9 maggio 2026.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sviluppata in stretta collaborazione con l\u2019artista, la mostra traccia l\u2019evoluzione del suo iconico linguaggio visivo attraverso<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>opere che spaziano da dipinti nuovi e storici a installazioni su larga scala, inclusa una nuova commissione site-specific.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo si svilupper\u00e0 nelle <strong>otto sale di SMAC Venice alle Procuratie di Piazza San Marco,<\/strong> presentando una <strong>straordinaria selezione<\/strong> di <strong>lavori appartenenti a ben sette decadi.<\/strong> L\u2019insieme \u00e8 concepito per restituire sia il dialogo <strong>costante tra Lee e lo spazio architettonico,<\/strong> sia il suo continuo impegno nella creazione di ambienti che suscitino riflessione e aumentino la consapevolezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tra i maggiori esponenti della Mono-ha (Scuola delle cose) giapponese,<\/strong> nonch\u00e9 <strong>figura chiave del movimento coreano Dansaekhwa (Dipinti monocromatici),<\/strong> Lee ha esplorato a lungo le possibilit\u00e0 di <strong>personificare e rappresentare lo spazio e il tempo attraverso una gestualit\u00e0 pittorica sulla tela<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSono molto lieta di portare la mostra <strong>Lee Ufan a Venezia per celebrare il novantesimo compleanno dell\u2019artista.<\/strong> Dia ha instaurato un rapporto profondo e duraturo con Lee, ed \u00e8 quindi particolarmente rilevante che quest&#8217;anno presenteremo ben due progetti ambiziosi, al Dia Beacon e a SMAC Venice. L\u2019impatto e l\u2019importanza del lavoro di Lee sono incalcolabili, e le opere che verranno presentate, fondamentali nel suo corpus, metteranno <strong>in luce i fili conduttori filosofici e materici &#8211; il gesto, l\u2019intervallo, l\u2019equilibrio e la tensione spaziale<\/strong> &#8211; che hanno definito la sua pratica pluridecennale\u201d, ha dichiarato Jessica Morgan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste le parole dei fondatori di SMAC Venice Anna Bursaux, David Gramazio e David Hrankovic: \u201cSiamo onorati di collaborare con Dia Art Foundation e Lee Ufan in questo progetto che segna la presentazione pi\u00f9 importante del lavoro dell\u2019artista mai realizzata in Italia. Curato dalla direttrice di Dia e sviluppato a stretto contatto con Lee, saranno esposte opere chiave del corpus dell\u2019artista insieme a una nuova installazione site-specific. La mostra testimonier\u00e0 la missione di SMAC Venice di fornire una piattaforma per collaborazioni istituzionali significative e per presentare artisti di longeva rilevanza internazionale\u201d.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">In concomitanza con l\u2019appuntamento veneziano,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il Dia Beacon a Beacon, New York,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>inaugurer\u00e0 una nuova esposizione di dipinti e sculture di Lee.<\/strong> Insieme, i due progetti celebreranno il novantesimo compleanno dell\u2019artista, mettendone in luce lo straordinario contributo attraverso diverse discipline e aree geografiche.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dettagli della mostra<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lee Ufan<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">SMAC Venice (San Marco Art Centre)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Aperta tutti i giorni tranne il marted\u00ec<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">10:00\u201318:00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Procuratie &#8211; Piazza San Marco 105<\/strong><br \/>\n<strong>Venezia 30124<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">smacvenice.org<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lee Ufan<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lee Ufan \u00e8 nato a Gyeongsangnam-do, Corea, nel 1936,<\/strong> sotto l\u2019occupazione giapponese. <strong>Dopo essersi formato in tecniche tradizionali della pittura a inchiostro presso la Seoul National University High School, nel 1956 si \u00e8 trasferito a Tokyo<\/strong>, dove ha studiato filosofia alla Nihon University. Nel 1967 ha tenuto la sua prima personale alla Sato Gallery (Tokyo), e l\u2019anno successivo il suo lavoro \u00e8 stato incluso nella mostra Pittura contemporanea coreana del Museo nazionale d\u2019arte moderna di Tokyo. Nel 1969, Lee ha messo in scena un happening effimero e realizzato strutture contingenti per la nona Esposizione d\u2019arte contemporanea del Giappone al Tokyo Metropolitan Museum of Art, segnando un distacco dai suoi precedenti dipinti ottici e discreti. La mostra raggruppava artisti giapponesi identificati con la Mono-ha (Scuola delle cose). Durante gli anni Settanta, Lee ha partecipato a varie esposizioni che hanno affiancato artisti nordamericani, asiatici ed europei per evidenziare l\u2019interesse condiviso verso la materia, il processo e i siti. Insegnante molto appassionato e prolifico critico culturale, l\u2019artista ha pubblicato 17 libri. Negli ultimi anni, il riconoscimento del suo lavoro gli \u00e8 valso mostre in tutto il mondo. Nel 2010 ha aperto a Naoshima (Giappone) il Lee Ufan Museum, progettato da Tadao Ando. Sempre pi\u00f9 essenziali e monumentali, le sue sculture continuano a combinare materiali naturali e industriali, in coerenza con la sua filosofia relazionale. L\u2019artista vive a Kamakura (Giappone) e a Parigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dia Art Foundation<\/strong><br \/>\n<strong>Battezzata con la parola greca \u201cattraverso\u201d, Dia \u00e8 stata fondata nel 1974<\/strong> con la missione di fare da tramite agli artisti per realizzare nuovi progetti ambiziosi senza la mediazione di interpretazioni palesate e senza i vincoli dei musei e delle gallerie pi\u00f9 tradizionali. La programmazione di Dia favorisce una considerazione contemplativa e prolungata del corpus di un singolo artista, e la sua collezione si distingue per i rapporti profondi e duraturi che la fondazione no-profit intesse con artisti affermatisi in particolare negli anni Sessanta e Settanta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre a Dia Beacon, Dia Bridgehampton e Dia Chelsea, Dia gestisce e cura una costellazione di commissioni, installazioni a lungo termine, e progetti site-specific, focalizzandosi specialmente sulla Land art nazionale e internazionale. Le opere includono:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">The New York Earth Room(1977) e The Broken Kilometer (1979) di Walter De Maria, Times Square (1977) di Max Neuhaus, e 7000 Eichen (7000 Oaks, inaugurata nel 1982 e ancora in corso) di Joseph Beuys, tutte a New York<br \/>\nThe Lightning Field(1977) di De Maria, nel New Mexico occidentale<br \/>\nSpiral Jetty(1970) di Robert Smithson, nel Grande Lago Salato, Utah<br \/>\nSun Tunnels(1973\u201376) di Nancy Holt, nel deserto del Gran Bacino, Utah<br \/>\nThe Vertical Earth Kilometer(1977) di De Maria, a Kassel, Germania<br \/>\nDepreciation (2018) di Cameron Rowland.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>SMAC Venice<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>SMAC Venice (San Marco Art Centre) ha aperto in Piazza San Marco, Venezia, nel maggio del 2025.<\/strong> Ogni anno presenta un programma dinamico e vivace di mostre sorprendenti che abbracciano arte, design, moda e cinema, offrendo sia agli specialisti che al grande pubblico l\u2019opportunit\u00e0 di fare nuove scoperte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Situato in uno dei luoghi pi\u00f9 iconici al mondo, SMAC Venice si trova in Piazza San Marco,<\/strong> all\u2019interno delle Procuratie, recentemente<strong> restaurate dall\u2019architetto vincitore del Pritzker Architecture Prize David Chipperfield,<\/strong> che le ha ripensate come un centro dedicato all\u2019inclusione sociale e alla cultura. La presenza di SMAC Venice in questa sede \u00e8 stata resa possibile grazie a uno storico accordo con Generali, proprietaria delle Procuratie. Al terzo piano si trova The Home of The Human Safety Net, con la mostra interattiva A World of Potential.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Attraverso le sue 16 sale, SMAC Venice getta luce sull\u2019inaspettato, sfida le convenzioni e pone domande rigorose<\/strong>. Tramite la ricerca, il dialogo e la sperimentazione, esamina criticamente la cultura visiva contemporanea e il suo rapporto con la storia, la scienza, la filosofia e la societ\u00e0. SMAC Venice \u00e8 un\u2019organizzazione indipendente e sperimentale che mette alla prova i modelli tradizionali di istituzioni artistiche e di produzione di mostre. Accoglie con favore la collaborazione, fornendo a istituzioni, artisti e creativi una piattaforma a Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In SMAC Venice \u00e8 radicata la convinzione che le arti siano pi\u00f9 importanti che mai per l\u2019esperienza umana, aprendo nuove possibilit\u00e0 di coesistenza e permettendo alle citt\u00e0 e alle comunit\u00e0 di prosperare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Evento Collaterale della 61. 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