{"id":158269,"date":"2026-03-07T19:14:29","date_gmt":"2026-03-07T18:14:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=158269"},"modified":"2026-03-08T19:27:29","modified_gmt":"2026-03-08T18:27:29","slug":"venezia-inaugura-il-4-maggio-in-concomitanza-con-la-biennale-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=158269","title":{"rendered":"Venezia inaugura il 4 maggio in concomitanza con la Biennale 2026"},"content":{"rendered":"<p>Due mostre &#8211; save the date<\/p>\n<p><strong>Palazzo Diedo &#8211; a Venezia &#8211; si afferma come il primo spazio in Italia a promuovere una riflessione curatoriale e teorica sulla Protocol Art.<\/strong><\/p>\n<p>Scopriamo Palazzo Diedo come interprete della nuova arte.<\/p>\n<p>BERGGRUEN ARTS &amp; CULTURE ANNUNCIA STRANGE RULES:<br \/>\nUN&#8217;ESPLORAZIONE PIONIERISTICA DELLA PROTOCOL ART A PALAZZO DIEDO, VENEZIA<\/p>\n<figure id=\"attachment_158272\" aria-describedby=\"caption-attachment-158272\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Picbreeder-developed-by-Kenneth-Stanley.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-158272\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Picbreeder-developed-by-Kenneth-Stanley-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Picbreeder-developed-by-Kenneth-Stanley-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Picbreeder-developed-by-Kenneth-Stanley-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Picbreeder-developed-by-Kenneth-Stanley.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-158272\" class=\"wp-caption-text\">Picbreeder-developed-by-Kenneth-Stanley.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Picbreeder, sviluppato da Kenneth O. Stanley e collaboratori<\/p>\n<figure id=\"attachment_158273\" aria-describedby=\"caption-attachment-158273\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1A-672-Picbreeder-developed-by-Kenneth-Stanley.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-158273\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1A-672-Picbreeder-developed-by-Kenneth-Stanley-300x166.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1A-672-Picbreeder-developed-by-Kenneth-Stanley-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1A-672-Picbreeder-developed-by-Kenneth-Stanley-542x300.jpg 542w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1A-672-Picbreeder-developed-by-Kenneth-Stanley.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-158273\" class=\"wp-caption-text\">Picbreeder-developed-by-Kenneth-Stanley.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Berggruen Arts &amp; Culture annuncia Strange Rules,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un nuovo progetto interdisciplinare presso Palazzo Diedo<\/strong> ideato da Mat Dryhurst, Holly Herndon e Hans Ulrich Obrist, che<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>inaugurer\u00e0 il 4 maggio 2026 in concomitanza con la 61\u00aa Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Curato in collaborazione con Adriana Rispoli,<\/strong> il progetto rappresenta un\u2019importante evoluzione nella missione del <strong>Palazzo come centro di produzione contemporanea in cui le discipline umanistiche e scientifiche si fondono in un dialogo costante<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con Strange Rules, <strong>Palazzo Diedo si afferma come il primo spazio in Italia a promuovere una riflessione curatoriale e teorica sulla Protocol Art<\/strong>, posizionandosi all\u2019avanguardia nel dibattito sul rapporto tra arte e tecnologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il progetto non \u00e8 soltanto una mostra, ma un\u2019iniziativa fondativa che introduce nel contesto italiano<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un\u2019indagine strutturata e internazionale su questo ambito emergente della ricerca artistica.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Strange Rules introduce il concetto di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Protocol Art, una pratica artistica<\/strong> che non mira solo a produrre immagini o oggetti, ma<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>rende visibili le regole, le strutture e i sistemi<\/strong> che determinano il modo in cui la cultura viene generata, distribuita e percepita nell\u2019era digitale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel nostro presente, <strong>tali regole coincidono spesso con algoritmi, modelli di intelligenza artificiale, protocolli informatici, piattaforme e infrastrutture tecnologiche.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Protocol Art <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>non si limita a utilizzare questi strumenti,<\/strong> ma<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong> li espone, li analizza e li trasforma in materia artistica.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera non \u00e8 quindi solo il risultato finale, bens\u00ec<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il processo regolato da istruzioni, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ovvero l\u2019architettura invisibile<\/strong> che rende possibile l\u2019esperienza estetica. In questo spostamento di prospettiva \u2014 dall\u2019oggetto al sistema e dall\u2019autore singolo alla collaborazione e in definitiva alla co-creazione uomo-macchina \u2014 si definisce uno dei territori pi\u00f9 urgenti della ricerca contemporanea.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione del progetto, <strong>una nuova e importante pubblicazione offrir\u00e0 la prima analisi organica della Protocol Art come ambito di ricerca<\/strong>. Il lavoro di studio per questo volume fondamentale <strong>si svilupper\u00e0 durante l\u2019intero corso di Strange Rules, trasformando Palazzo Diedo sia in uno spazio espositivo sia in un attivo laboratorio di ricerca.<\/strong> Il libro mira a rappresentare un punto di riferimento essenziale per il settore, delineando le opere chiave, i protagonisti e i pilastri teorici tra arte e tecnologia, definendone lo stato dell\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto trasformer\u00e0 l\u2019architettura storica di Palazzo Diedo in un dinamico laboratorio di idee:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il piano terra ospiter\u00e0 un\u2019importante opera inedita commissionata a Mat Dryhurst e Holly Herndon in collaborazione con lo studio SUB<\/strong>. Questo spazio diventer\u00e0<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un hub dedicato a interventi temporanei, come conferenze, performance, proiezioni e produzioni di podcast<\/strong> in cui anche i visitatori avranno l\u2019opportunit\u00e0 di interagire.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo piano ospiter\u00e0 una serie di i<strong>nstallazioni site-specific<\/strong> e una selezione di opere video che <strong>approfondiscono i temi della Protocol Art,<\/strong> creando un dialogo diretto con le attivit\u00e0 che animano il piano terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nicholas Berggruen, fondatore di Berggruen Arts &amp; Culture, dichiara:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">\u00ab<strong>Nell\u2019era dell\u2019intelligenza artificiale, qual \u00e8 il ruolo attivo dell\u2019arte e degli artisti?<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Palazzo Diedo<\/strong>, insieme a Mat Dryhurst, Holly Herndon e Hans Ulrich Obrist e Adriana Rispoli, <strong>sta cercando di rispondere a questa domanda\u00bb.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parallelamente a Strange Rules, Palazzo Diedo ospiter\u00e0<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la mostra Unfinished, curata da Ann Gallagher e Jonathan Watkins. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa mostra offre una panoramica accurata del <strong>lavoro di Ceal Floyer,<\/strong> artista britannica scomparsa nel dicembre 2025. Attraverso <strong>l\u2019uso di video, fotografia, installazioni sonore, readymade e sculture<\/strong>, Unfinished mette in luce<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un umorismo sottile che nasce da prospettive inedite, giochi di parol<\/strong>e e un\u2019originale reinterpretazione della realt\u00e0 quotidiana. Il percorso espositivo riesce a trasmettere simultaneamente la <strong>forza vitale<\/strong> della <strong>creativit\u00e0 in ogni circostanza<\/strong> e <strong>un leggero tocco di assurdit\u00e0.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dialogo tra Unfinished e Strange Rules mette in relazione due modi diversi di interrogare la realt\u00e0: da un lato l\u2019analisi dei protocolli invisibili che strutturano la cultura digitale; dall\u2019altro la capacit\u00e0 di sovvertire il quotidiano attraverso minimi scarti concettuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Berggruen Arts &amp; Culture \u00e8 un\u2019iniziativa globale dedicata a promuovere progetti interdisciplinari<\/strong> che colmano il divario tra arte, scienza e discipline umanistiche. Situato nel cuore di Venezia, Palazzo Diedo rappresenta il fulcro di questa missione, ospitando mostre e commissioni che sfidano i confini artistici tradizionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La serie di commissioni site-specific comprende ad oggi i lavori:<br \/>\nCarsten H\u00f6ller, Staircase of Doubt<br \/>\nUrs Fischer, Omen e Good Luck Peanuts<br \/>\nPiero Golia, Untitled (Floor)<br \/>\nIbrahim Mahama, Three Little Birds<br \/>\nMariko Mori, Great Light<br \/>\nSterling Ruby, Lanterns<br \/>\nJim Shaw, The Alexander Romances<br \/>\nHiroshi Sugimoto, Enlightening<br \/>\nAya Takano, Happy and joyous days<br \/>\nLee Ufan, Response<br \/>\nLiu Wei, Throw a Dice<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Palazzo Diedo Berggruen Arts &amp; Culture<\/strong><br \/>\n<strong>info@berggruenarts.org<\/strong><br \/>\n<strong>Fondamenta Diedo, Cannaregio 2386, Venezia<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nota sull&#8217;immagine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019immagine presente nel comunicato si riferisce a <strong>Picbreeder, la piattaforma online lanciata nel 2008 e riproposta nel 2020, co-creata da Ken Stanley. Picbreeder sfrutta algoritmi evolutivi per generare immagini<\/strong> attraverso un sistema che produce variazioni visive selezionate direttamente dagli utenti. <strong>L\u2019immagine scelta si evolve poi in nuove generazioni grazie a reti denominate CPPN (Compositional Pattern Producing Networks).<\/strong> Questo processo dimostra <strong>una forma di creativit\u00e0 collaborativa tra essere umano e intelligenza artificiale<\/strong>, in cui<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>l\u2019autorialit\u00e0 risulta distribuita tra la decisione umana e il sistema algoritmico<\/strong>, offrendo un esempio emblematico delle dinamiche esplorate da Strange Rules.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due mostre &#8211; save the date Palazzo Diedo &#8211; a Venezia &#8211; si afferma come il primo spazio in Italia a promuovere una riflessione curatoriale<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":158273,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[33084],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/158269"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=158269"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/158269\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":158275,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/158269\/revisions\/158275"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/158273"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=158269"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=158269"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=158269"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}