{"id":158600,"date":"2026-03-15T16:03:07","date_gmt":"2026-03-15T15:03:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=158600"},"modified":"2026-03-16T18:11:02","modified_gmt":"2026-03-16T17:11:02","slug":"mostre-a-parigi-michelangelo-e-rodin-corpo-a-corpo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=158600","title":{"rendered":"Mostre a Parigi &#8211; Michelangelo e Rodin &#8211; corpo a corpo"},"content":{"rendered":"<p>Save the date<\/p>\n<h3>Michel-Ange Rodin &#8211; Corps vivants<\/h3>\n<h3 class=\"francois-one editor-title editor-title-top-padding\">Michelangelo e Rodin &#8211; corpo a corpo<\/h3>\n<p>Dal 15 aprile al 20 luglio 2026<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\">Mus\u00e9e du Louvre &#8211; Rue de Rivoli &#8211; Parigi<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Orari:<\/span>\u00a0Mer &#8211; Lun 9 &#8211; 18 | <strong>Mar chiuso<\/strong><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Costo del <strong>biglietto:<\/strong><\/span><strong>\u00a0\u20ac 22<\/strong> | \u20ac 32<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Tel.<\/span>\u00a0+33 01 40 20 53 17<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><a href=\"mailto:info@louvre.fr?subject=Richiesta%20informazioni.\">info@louvre.fr<\/a><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><a href=\"http:\/\/www.louvre.fr\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.louvre.fr<\/a><\/p>\n<figure id=\"attachment_158605\" aria-describedby=\"caption-attachment-158605\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a_Auguste-RODIN_-Lage-dairain-detail_-musee-Rodin-_-musee-Rodin_-photo-Christian-Baraja_.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-158605\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a_Auguste-RODIN_-Lage-dairain-detail_-musee-Rodin-_-musee-Rodin_-photo-Christian-Baraja_-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a_Auguste-RODIN_-Lage-dairain-detail_-musee-Rodin-_-musee-Rodin_-photo-Christian-Baraja_-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a_Auguste-RODIN_-Lage-dairain-detail_-musee-Rodin-_-musee-Rodin_-photo-Christian-Baraja_-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a_Auguste-RODIN_-Lage-dairain-detail_-musee-Rodin-_-musee-Rodin_-photo-Christian-Baraja_.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-158605\" class=\"wp-caption-text\">Auguste-RODIN_-Lage-dairain-detail_-musee-Rodin-_-musee-Rodin_-photo-Christian-Baraja particolare<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il gigante del Rinascimento<\/strong> Michelangelo(1475-1564) , si interfaccia con lo scultore della modernit\u00e0 Rodin(1840-1917); che ha dato forma a tutti i: tremori, insicurezze e paure dell&#8217;uomo moderno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre secoli separano il gigantesco Michelangelo dal moderno Rodin; ora riuniti in una mostra che ne esalta le diverse particolarit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>Pi\u00f9 di 200 opere<\/strong>, per rendere visibile l\u2019energia interiore del corpo. Il corpo appare come involucro e pelle dell\u2019anima, materia vivente sottoposta al tempo e al gesto. Il percorso interroga anche l\u2019eredit\u00e0 di questi gesti: in che modo la rilettura dell\u2019antico e l\u2019uso del corpo hanno preparato le fratture del XX secolo?<\/p>\n<p><strong>Mostrando genealogie, prestiti e reinterpretazioni,<\/strong> l\u2019esposizione propone <strong>una lettura sensibile dei miti dei due geni<\/strong> e invita a<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">&#8211; ripensare<strong> la scultura non come un elemento che \u201cproduce forma\u201d, ma come un laboratorio di innovazioni artistiche<\/strong>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>Ai capolavori dei maestri rispondono <strong>opere manieriste ispirate a Michelangelo,<\/strong> di Vincenzo Danti, Vincenzo de Rossi e Pierino da Vinci, <strong>insieme a creazioni contemporanee<\/strong> di Joseph Beuys, Bruce Nauman, Giuseppe Penone e Jana Sterback, che testimoniano l\u2019attualit\u00e0 di questa eredit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>La mostra riunisce marmi, bronzi, gessi, terrecotte, calchi e una ricchissima produzione grafica<\/strong> grazie alle collezioni del Louvre, del Mus\u00e9e Rodin e a <strong>importanti prestiti<\/strong> provenienti da grandi musei internazionali. Il percorso si articola in cinque momenti principali che presentano i due artisti, le loro fonti di ispirazione, il rapporto con i materiali della creazione e i temi privilegiati, seguendo un filo conduttore: il corpo e la vita.<\/p>\n<p><strong>Due artisti mitici<\/strong><\/p>\n<p>La prima sezione presenta<strong> i due scultori attraverso il prisma del mito.<\/strong><\/p>\n<p>Ritratti e messe in scena postume, omaggi artistici e perfino reliquie permettono di incarnare la statura artistica dei due uomini.<\/p>\n<p><strong>La costruzione delle rispettive genealogie<\/strong> \u00e8 illustrata attraverso una selezione di opere realizzate a partire dai maestri e, per quanto riguarda Rodin, direttamente a partire da Michelangelo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019importanza dei modelli michelangioleschi per lo scultore francese<\/strong> \u00e8 messa in prospettiva con il suo<strong> viaggio fondativo a Firenze nel 1876 e con la scoperta della Cappella dei Principi a San Lorenzo,<\/strong> opera totale di \u201cquesto mago\u201d che sembra avergli lasciato \u201cqualcuno dei suoi segreti\u201d, come Rodin scrisse allora alla compagna Rose Beuret.<\/p>\n<p>I<strong> calchi d\u2019epoca realizzati da Vincenzo Danti dalle allegorie delle Ore del giorno dei sepolcri di Giuliano e Lorenzo de\u2019 Medici<\/strong> permettono di evocare in mostra queste figure emblematiche del maestro fiorentino.<\/p>\n<p><strong>Natura e Antico: reinventare il modello<\/strong><\/p>\n<p><strong>Natura e Antico costituiscono le principali fonti d\u2019ispirazione dei due artisti,<\/strong> ma questi modelli valgono soprattutto per essere superati, come mostra la seconda sezione.<\/p>\n<p><strong>Numerosi schizzi e studi disegnati nascono da un\u2019osservazione scrupolosa del corpo umano<\/strong> e da <strong>una profonda conoscenza dell\u2019anatomia,<\/strong> ottenuta nel caso di Michelangelo anche attraverso la pratica della dissezione, e per Rodin attraverso lunghe ore di lavoro con modelli viventi.<\/p>\n<p>Tuttavia la figura finale supera la semplice riproduzione naturalistica del corpo, passando attraverso<strong> una ricomposizione dell\u2019anatomia.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>In Michelangelo questo processo conduce alla formazione di figure ideali<\/strong> che finiscono per sostituire la Natura per le generazioni successive,<\/li>\n<li><strong>mentre Rodin cerca forme che considera giuste e vere. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Ammiratori e profondi conoscitori dell\u2019arte antica, che Rodin collezion\u00f2 con passione, i due artisti si confrontano con questo grande modello cercando di superarlo.<\/p>\n<p><strong>Per Giorgio Vasari questo superamento incarnava il senso profondo della venuta di Michelangelo sulla terra<\/strong>.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>L\u2019avvento del torso come forma artistica<\/strong> costituisce il nucleo di questa sezione: mentre Michelangelo avrebbe rifiutato di restaurare il Torso del Belvedere, riconoscendo la completezza estetica di quella forma frammentaria,<\/li>\n<li><strong>Rodin fu il primo artista a concepire il torso come opera autonoma,<\/strong> inaugurando uno dei grandi temi della modernit\u00e0 scultorea.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Non finito<\/strong><\/p>\n<p>Al centro della mostra si trova il non finito,<\/p>\n<ul>\n<li><strong>estetica emblematica delle opere di Michelangelo e ripresa da Rodin:<\/strong> lasciare visibili i segni dell\u2019atto creativo, mostrare che la scultura visibile non \u00e8 che una tappa di una forma virtuale gi\u00e0 esistente, far percepire attraverso il transitorio il flusso della vita che attraversa i corpi.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Un piccolo Cristo in croce in legno,<\/strong> prestito eccezionale della Casa Buonarroti, mostra accanto agli Schiavi del Louvre tutta la forza del <strong>non finito michelangiolesco<\/strong>.<\/p>\n<ul>\n<li>La relazione quasi demiurgica con la materia \u00e8 sintetizzata nella <strong>Mano di Dio di Rodin,<\/strong> dove <strong>la mano divina modella nell\u2019argilla i corpi di Adamo ed Eva.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Con l\u2019Albero di 7 metri di Giuseppe Penon<\/strong>e si constata la persistenza contemporanea di questa estetica del non finito.<\/p>\n<p><strong>Una selezione di disegni a sanguigna e a sfumino di Michelangelo e Rodin<\/strong> testimonia inoltre<\/p>\n<ul>\n<li><strong>l\u2019animazione dei corpi suggerita dalla vibrazione dei contorni,<\/strong><\/li>\n<li><strong>in dialogo con gli effetti di superficie prodotti dal non finito<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questi, catturando la luce, creano attorno al marmo un morbido alone luminoso, <strong>una sorta di sfumato che ancora l\u2019opera all\u2019atmosfera circostante.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Corpi e anime<\/strong><\/p>\n<p>Scegliendo il corpo come soggetto centrale delle loro opere, Michelangelo e Rodin lo percepiscono come animato da una vita interiore intensa.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Le loro figure sono abitacoli del pensiero e del sogno, talvolta ai confini della morte. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>La psiche<\/strong> arriva a imprimersi nel corpo stesso e l\u2019involucro carnale diventa figura dell\u2019anima, come <strong>nel San Bartolomeo di Michelangelo o nel Balzac di Rodin.<\/strong><\/p>\n<p>A queste opere rispondono potenti eco contemporanee come la Pelle di Joseph Beuys e Vanitas: abito di carne per albina anoressica di Jana Sterback.<\/p>\n<p>Anatomie, volti, posizioni delle figure e composizioni di gruppo esprimono sentimenti e passioni umane, come <strong>nel Giudizio universale di Michelangelo e nella Porta dell\u2019Inferno di Rodin<\/strong>, presentati rispettivamente attraverso una copia d\u2019epoca e un modello, cos\u00ec come nel grande rilievo in bronzo del Serpente di bronzo di Vincenzo Danti.<\/p>\n<p><strong>Energia e vita<\/strong><\/p>\n<p><strong>I corpi creati da Michelangelo e Rodin<\/strong> sono <strong>vivi perch\u00e9 traboccano di energia,<\/strong> concetto centrale nella ricerca plastica dei due artisti e nella sezione conclusiva della mostra.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>La fluidit\u00e0 conferisce alle figure una vitalit\u00e0 intensa,<\/strong> come mostrano le <strong>numerose figure serpentinanti disegnate da Michelangelo,<\/strong> il <strong>Giovane Dio fluviale in marmo di Pierino da Vinci<\/strong> e <strong>La Voce interiore di Rodin. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>La potenza della figura umana emerge con evidenza: alla terribilit\u00e0 michelangiolesca, <strong>incarnata da un calco del Mos\u00e8<\/strong> proveniente dalla collezione dell\u2019\u00c9cole des Beaux-Arts, <strong>risponde la presenza magnetica del Balzac di Rodin.<\/strong> Questi corpi emanano forza anche nelle posizioni statiche, ma entrambi gli scultori ricorrono spesso anche alla proiezione dei corpi nello spazio. <strong>L\u2019energia vitale si traduce cos\u00ec in un gioco sapiente di equilibrio e squilibrio,<\/strong> fino ai limiti dell\u2019instabilit\u00e0. Questa ricerca plastica trova oggi un\u2019eco nella grande opera video di Bruce Nauman, Walking a Line, che conclude il percorso. I visitatori sono infine invitati a ritrovare nella rotonda le cinque sculture che avevano aperto la mostra: cinque corpi, nudi e muscolosi, turbati e potenti, vivi.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Save the date Michel-Ange Rodin &#8211; Corps vivants Michelangelo e Rodin &#8211; corpo a corpo Dal 15 aprile al 20 luglio 2026 Mus\u00e9e du Louvre<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":158604,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[33129],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/158600"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=158600"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/158600\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":158606,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/158600\/revisions\/158606"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/158604"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=158600"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=158600"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=158600"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}