{"id":158810,"date":"2026-03-20T19:26:35","date_gmt":"2026-03-20T18:26:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=158810"},"modified":"2026-03-20T19:26:35","modified_gmt":"2026-03-20T18:26:35","slug":"mostre-a-torino-castello-di-rivoli-dal-27-marzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=158810","title":{"rendered":"Mostre a Torino &#8211; Castello di Rivoli dal 27 marzo"},"content":{"rendered":"<p>Inserzioni: Gabriel Chaile, Lonnie Holley, Huda Takriti | 27 marzo &#8211; 23 agosto 2026 | Rivoli &#8211; Torino<\/p>\n<p><strong>Inserzioni<\/strong><br \/>\n<strong>A cura di Francesco Manacorda<\/strong><br \/>\n<strong>Gabriel Chaile, Lonnie Holley, Huda Takriti<\/strong><br \/>\nIntervento di Huda Takriti a cura di Linda Fossati<\/p>\n<p>27 marzo \u2013 23 agosto 2026<\/p>\n<p>Edificio Castello, I e II piano<\/p>\n<figure id=\"attachment_158814\" aria-describedby=\"caption-attachment-158814\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-rivoli-to.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-158814\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-rivoli-to-300x253.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-rivoli-to-300x253.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-rivoli-to-356x300.jpg 356w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-rivoli-to.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-158814\" class=\"wp-caption-text\">Ritratto di Lonnie Holley. Courtesy l\u2019artista e Edel Assanti<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea presenta la seconda edizione di Inserzioni, il programma semestrale di commissioni che introduce<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nuove opere concepite in dialogo attivo con le sale barocche<\/strong> normalmente dedicate alla Collezione permanente, trasformandole in un dispositivo espositivo in continua evoluzione.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto interviene nella narrazione museale<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>invitando artisti contemporanei a misurarsi con l\u2019architettura incompiuta del Castello<\/strong> e con la stratificazione storica e simbolica delle sue sale, attivando relazioni inedite tra opere, spazio e memoria.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cura di Francesco Manacorda, con l\u2019intervento di Huda Takriti curato da Linda Fossati,<strong> Inserzioni coinvolge per questa edizione Gabriel Chaile, Lonnie Holley e Huda Takriti,<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>le cui pratiche affrontano temi legati alla memoria,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>alla genealogia e alla costruzione delle narrazioni collettive<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>in contesti geografici e culturali differenti. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concepite usando le sale auliche come punto di partenza non neutrali, le opere si inseriscono nel percorso della Collezione, contribuendo a <strong>rinnovarne periodicamente l\u2019allestimento e ad ampliarne la prospettiva culturale.<\/strong> Attraverso queste commissioni il Museo prosegue nel ripensamento dei canoni della storia dell\u2019arte,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>aprendosi a tradizioni e visioni che interrogano criticamente le narrazioni occidentali dominanti.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto si radica nella vocazione originaria del Castello di Rivoli come luogo aperto all\u2019intervento diretto degli artisti, in cui l\u2019architettura diventa condizione generativa. <strong>Gli artisti sono cos\u00ec chiamati a partecipare attivamente alla scrittura della storia espositiva del Museo<\/strong>, contribuendo all\u2019evoluzione del suo patrimonio culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gabriel Chaile (San Miguel de Tucum\u00e1n, Argentina, 1985)<\/strong> presenta <strong>un intervento in relazione al pozzo medievale del Castello,<\/strong> elemento che connette l\u2019edificio alla collina su cui sorge.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo spazio viene trasformato in un ambiente sospeso tra diorama storico e scenario fantascientifico,<\/strong> in cui una figura antropomorfa in creta interagisce con elementi scultorei evocativi di un accampamento precario, <strong>suggerendo una condizione di sopravvivenza post-apocalittica. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca dell\u2019artista si fonda sul <strong>concetto di \u201cgenealogia della forma\u201d,<\/strong> secondo cui le forme custodiscono stratificazioni culturali e tracce di memorie individuali e collettive. <strong>Realizzate con argilla, terra e adobe, le sue sculture si ispirano alle tradizioni artigianali e alle cosmologie indigene del nord-ovest argentino<\/strong>, evocando narrazioni ancestrali e processi di trasmissione culturale. In dialogo con i frammenti di affreschi storici presenti nella sala, l\u2019intervento <strong>intreccia memoria architettonica e immaginazione contemporanea,<\/strong> riflettendo su storia, identit\u00e0 e trasformazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lonnie Holley (Birmingham, Alabama, Stati Uniti, 1950)<\/strong> presenta un gruppo di<strong> nuove sculture e dipinti concepiti per la Sala dei Continenti, decorata nel XVIII secolo con rappresentazioni allegoriche che riflettono la visione geopolitica dell\u2019epoca.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Estendendo la tradizione della Black Art del sud<\/strong> degli Stati Uniti,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Holley trasforma materiali trovati e di recupero \u2013 legno bruciato, metallo, plastica e oggetti di uso quotidiano \u2013 in assemblaggi<\/strong> che attivano le narrazioni insite nei materiali stessi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso un processo intuitivo e improvvisativo, <strong>Holley affronta temi quali memoria collettiva, disuguaglianze sociali, violenza storica e possibilit\u00e0 di trasformazione spirituale e politica<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel contesto del Castello, le opere instaurano una tensione critica con le rappresentazioni storiche della sala, proponendo nuove prospettive sul potere e sulla memoria.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Sculture e dipinti su trapunta evocano presenze collettive e genealogie simboliche<\/strong> che ridefiniscono la percezione dello spazio espositivo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La pratica artistica di Huda Takriti (Damasco, Siria, 1990; vive e lavora a Vienna) <\/strong>intreccia <strong>ricerca d\u2019archivio, video e performance, dando vita a installazioni che mettono in relazione immagini in movimento e materiali storici con il contesto architettonico.<\/strong> Per Inserzioni, l\u2019artista presenta un progetto che indaga<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il ruolo delle immagini, del cinema, delle istituzioni e dell\u2019industria<\/strong> nella costruzione delle<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>narrazioni storiche del secondo dopoguerra. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto riunisce il video Clarity is the Closest Wound to the Sun (2023) e due nuove produzioni, tra cui It Is Always Midnight In Their Minds (2026), <strong>sviluppate a partire da ricerche condotte in archivi italiani.<\/strong> L\u2019opera indaga il rapporto tra<strong> l\u2019Ente Nazionale Idrocarburi (ENI), le ex colonie europee \u2013<\/strong> comprese quelle italiane \u2013 e quelle <strong>ancora in lotta per la liberazione negli anni Cinquanta e Sessanta,<\/strong> esaminando le intersezioni tra <strong>sostegno politico, interessi economici e produzione cinematografica<\/strong> nel contesto dei<strong> processi di decolonizzazione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto ai video, Takriti realizza un\u2019installazione in vinile concepita come un affresco contemporaneo che si estende lungo le pareti della Sala 29, stabilendo <strong>un dialogo con gli affreschi storici della residenza.<\/strong> Il progetto riflette sulle modalit\u00e0 attraverso cui le narrazioni storiche vengono costruite e trasmesse, interrogando il ruolo delle immagini nella costruzione dell\u2019immaginario collettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto di Huda Takriti \u00e8 realizzato con il sostegno del Ministero federale austriaco per l\u2019Abitare, le Arti, la Cultura, i Media e lo Sport (BMK\u00d6S), Sezione IV \u2013 Arte e Cultura ed \u00e8 prodotto in collaborazione con Phileas \u2013 The Austrian Office for Contemporary Art<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">INFORMAZIONI AL PUBBLICO<br \/>\nCastello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea<br \/>\nPiazza Mafalda di Savoia \u2013 10098 Rivoli (Torino)<br \/>\nwww.castellodirivoli.org | T. +39 0119565222 | info@castellodirivoli.org<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inserzioni: Gabriel Chaile, Lonnie Holley, Huda Takriti | 27 marzo &#8211; 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