{"id":159077,"date":"2026-03-27T15:03:03","date_gmt":"2026-03-27T14:03:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=159077"},"modified":"2026-03-27T15:03:32","modified_gmt":"2026-03-27T14:03:32","slug":"mostra-a-venezia-opening-28-marzo-il-valore-di-scambio-del-linguaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=159077","title":{"rendered":"Mostra a Venezia opening 28 marzo &#8211; Il valore di scambio del linguaggio&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Aperture gratuite: 4 &#8211; 5 &#8211; 6 &#8211; 7 &#8211; 8 maggio<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 anche l&#8217;occasione per ri &#8211; visitare uno dei palazzi pi\u00f9 emblematici della storia di Venezia;<\/p>\n<ul>\n<li><strong>la Casa dei Tre Oci &#8211; isola della Giudecca &#8211; Venezia.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>&#8220;Il valore di scambio del linguaggio \u00e8 sceso a zero&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>BERGGRUEN ARTS &amp; CULTURE E BERGGRUEN INSTITUTE EUROPE HANNO PRESENTATO<br \/>\n<strong>LA NUOVA MOSTRA DELL&#8217;ARTISTA CONCETTUALE<\/strong><br \/>\n<strong>JOSEPH KOSUTH<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>ALLA CASA DEI TRE OCI DI VENEZIA<\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_159080\" aria-describedby=\"caption-attachment-159080\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Tre-Oci-\u00a9Massimo-Pistore.-Courtesy-of-Casa-dei-Tre-Oci-Berggruen-Institute-Europe.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-159080\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Tre-Oci-\u00a9Massimo-Pistore.-Courtesy-of-Casa-dei-Tre-Oci-Berggruen-Institute-Europe-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Tre-Oci-\u00a9Massimo-Pistore.-Courtesy-of-Casa-dei-Tre-Oci-Berggruen-Institute-Europe-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Tre-Oci-\u00a9Massimo-Pistore.-Courtesy-of-Casa-dei-Tre-Oci-Berggruen-Institute-Europe-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Tre-Oci-\u00a9Massimo-Pistore.-Courtesy-of-Casa-dei-Tre-Oci-Berggruen-Institute-Europe.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-159080\" class=\"wp-caption-text\">Tre Oci \u00a9 Massimo<br \/>Pistore Courtesy of Casa<br \/>deiTreOci<br \/>-Berggruen InstituteEurop<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Berggruen Arts &amp; Culture e Berggruen Institute Europe hanno presentato alla stampa la mostra del<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>pioniere dell&#8217;arte concettuale, l&#8217;artista americano di fama mondiale Joseph Kosuth<\/strong> alla Casa dei Tre Oci a Venezia. L&#8217;esposizione,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>intitolata The-exchange-value-of-language-has-fallen-to-zero (&#8220;Il valore di scambio del linguaggio \u00e8 sceso a zero&#8221;)<\/strong> e visitabile dal 28 marzo al 22 novembre 2026, \u00e8 curata da Mario Codognato e Adriana Rispoli.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Joseph Kosuth (nato nel 1945)<\/strong> pone<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il linguaggio al centro della propria pratica artistica<\/strong>, sia come contenuto che come soggetto.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Noto per le sue celebri opere al neon<\/strong>, l\u2019artista presenter\u00e0 una nuova importante opera su larga scala, dal titolo <strong>A Chain of Resemblance (2026)<\/strong>, che<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">\u00a0verr\u00e0 installata all\u2019ingresso principale della <strong>Casa dei Tre Oci a Venezia &#8211; isola della Giudecca.\u00a0<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;opera si basa su un testo di Michel Foucault<\/strong> ed esplora il modo in cui <strong>il significato<\/strong> viene <strong>plasmato sia dal testo che dal contesto in cui appare<\/strong>, rivelando come il linguaggio non sia mai neutrale ma intrinsecamente influenzato dal suo ambiente e dalla sua ricezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La citazione foucaultiana da cui Kosuth trae ispirazione per il titolo della nuova installazione \u00e8 tratta da Le parole e le cose:<br \/>\n<strong>Il mondo \u00e8 semplicemente la convenienza universale delle cose;<\/strong> vi \u00e8 lo stesso numero di pesci nell\u2019acqua quanti sono gli animali, o gli oggetti prodotti dalla natura o dall\u2019uomo, sulla terra; lo stesso numero di esseri nell\u2019acqua e sulla superficie della terra quanti ve ne sono nel cielo; gli abitanti dei primi corrispondono a quelli dei secondi. Cos\u00ec, attraverso questo legame tra somiglianza e spazio, questa \u201cconvenienza\u201d che avvicina le cose simili e rende simili le cose contigue, il mondo \u00e8 collegato come una catena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo piano dei Tre Oci ospita <strong>i primi lavori di Kosuth risalenti agli anni Sessanta.<\/strong> Tra questi, \u00e8 esposta<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una delle sue opere pi\u00f9 influenti, One and Three Mirrors (1965)<\/strong>, in cui il significato si concretizza nella<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>relazione tra le sue tre componenti: immagine, oggetto e testo<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa installazione, <strong>il riflesso dello spettatore entra a far parte dell&#8217;opera stessa,<\/strong> permettendogli di cogliere un frammento del soggetto. La tesi del filosofo Ludwig Wittgenstein, secondo cui il significato risiede nell&#8217;uso, rappresenta un tema centrale nell&#8217;intera carriera di Kosuth. Questo concetto emerge chiaramente in One and Three Mirrors, dove<strong> l&#8217;uso quotidiano dello specchio si trasforma in una nuova funzione rappresentativa che diventa parte integrante dell&#8217;opera d&#8217;arte,<\/strong> spingendo l&#8217;osservatore a riflettere su come il linguaggio costruisca la percezione della propria identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre sale adiacenti ospitano opere che mettono in discussione l\u2019autorialit\u00e0, a partire dal <strong>radicale ripensamento di pubblico, comunit\u00e0 e collaborazione<\/strong> proposto da Kosuth. Tra queste compaiono The Fifth Investigation (1969), Text\/Context (1978-1979) e Where Are you Standing? (1976), un poster originariamente prodotto dall&#8217;artista per la Biennale di Venezia del 1976 come parte del collettivo International Local (composto da Sarah Charlesworth, Joseph Kosuth e Anthony McCall), che viene riproposto in questa occasione. <strong>Durante la mostra, viene inoltre realizzato un manifesto del 1970, The Seventh Investigation, installato attraverso uno striscione sul Canal Grande.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione della mostra verr\u00e0 pubblicato prossimamente un catalogo edito da Marsilio Arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Joseph Kosuth vanta un legame di lunga data con Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Oltre ad averci vissuto e lavorato tra il 2021 e il 2025,<\/strong> il suo rapporto con la citt\u00e0 lagunare ha inizio decenni prima. Ha partecipato a <strong>ben otto edizioni della Biennale Arte, durante le quali ha rappresentato il Padiglione dell&#8217;Ungheria (1993)<\/strong> e ha ricevuto la Menzione d\u2019Onore. L&#8217;installazione permanente al neon di Kosuth, The Material of Ornament, \u00e8 esposta alla Fondazione Querini Stampalia dal 1997, mentre l&#8217;opera To Invent Relations (For Carlo Scarpa) \u00e8 stata commissionata per la Biennale di Architettura del 2016 e installata nella celebre Aula Magna Mario Baratto dell&#8217;Universit\u00e0 Ca&#8217; Foscari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Informazioni mostra<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">28 marzo opening, dalle 16 alle 20 performance musicale a cura di COSMOGRAM<br \/>\n29 marzo &#8211; 22 novembre 2026<br \/>\nBerggruen Institute Europe<br \/>\nCasa dei Tre Oci<br \/>\nFondamenta Zitelle 43, Giudecca, Venezia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orari<br \/>\nda gioved\u00ec a domenica, ore 10 &#8211; 19<br \/>\nultimo ingresso ore 18. Chiuso luned\u00ec, marted\u00ec, mercoled\u00ec<br \/>\nAperture straordinarie: 4, 5, 6 maggio<br \/>\n<strong>Aperture gratuite: 4, 5, 6, 7, 8 maggio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Biglietti<\/strong><br \/>\nIl biglietto per la mostra \u00e8 valido anche per la mostra &#8220;Strange Rules&#8221; che aprir\u00e0 a Palazzo Diedo, dal 4 maggio al 22 novembre 2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Intero <\/strong><strong>\u20ac 12,00<\/strong><br \/>\nRidotto \u20ac 10,00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">con biglietto de La Biennale Arte 2026 \/ Le Stanze della Fotografia 2026 &#8211; soci FAI, Touring Club Italia, CartaEffe Feltrinelli &#8211; gruppi organizzati da 10 a 30 componenti<br \/>\nReduced<br \/>\n\u20ac 5,00<br \/>\nsotto i 26 anni<br \/>\nstudenti universitari<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gratuito<br \/>\ngiornalisti accreditati o con tesserino dell&#8217;Ordine in corso di validit\u00e0<br \/>\ninsegnanti<br \/>\ndisabili con 1 accompagnatore<br \/>\nsoci ICOM<br \/>\nresidenti nella citt\u00e0 di Venezia (il gioved\u00ec)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aperture gratuite: 4 &#8211; 5 &#8211; 6 &#8211; 7 &#8211; 8 maggio La mostra \u00e8 anche l&#8217;occasione per ri &#8211; visitare uno dei palazzi pi\u00f9<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":159081,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[33187],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/159077"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=159077"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/159077\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":159086,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/159077\/revisions\/159086"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/159081"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=159077"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=159077"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=159077"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}