{"id":159257,"date":"2026-03-30T18:58:40","date_gmt":"2026-03-30T16:58:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=159257"},"modified":"2026-03-30T18:58:40","modified_gmt":"2026-03-30T16:58:40","slug":"mostre-a-modena-a-ingresso-gratuito-inaugura-il-18-aprile-lucio-riva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=159257","title":{"rendered":"Mostre a Modena a ingresso gratuito &#8211; inaugura il 18 aprile Lucio Riva"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LUCIO RIVA. (al 76\u00b0 gradino)<\/strong><br \/>\nA cura di Marco Pierini con la collaborazione di Costanza Neve<br \/>\nComplesso di San Paolo &#8211; Modena<br \/>\n19 aprile &#8211; 2 giugno 2026<br \/>\nMostra organizzata da Ricognizioni sull&#8217;Arte con il patrocinio e il sostegno del Comune di Modena<\/p>\n<p>I<strong>naugurazione: sabato 18 aprile, ore 18.00<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Lucio-Riva-23e.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-159261\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Lucio-Riva-23e-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Lucio-Riva-23e-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Lucio-Riva-23e.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Complesso di San Paolo a Modena ospita, dal 19 aprile al 2 giugno 2026, la <strong>mostra dedicata a Lucio Riva, (al 76\u00b0 gradino), a cura di Marco Pierini,<\/strong> gi\u00e0 direttore della Galleria Civica di Modena, con la collaborazione di Costanza Neve.<\/p>\n<figure id=\"attachment_159262\" aria-describedby=\"caption-attachment-159262\" style=\"width: 206px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1A-Lucio_Riva_Prima_Pagina_di_Taccuino_dicembre_1958.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-159262\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1A-Lucio_Riva_Prima_Pagina_di_Taccuino_dicembre_1958-206x300.jpg\" alt=\"\" width=\"206\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1A-Lucio_Riva_Prima_Pagina_di_Taccuino_dicembre_1958-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1A-Lucio_Riva_Prima_Pagina_di_Taccuino_dicembre_1958.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-159262\" class=\"wp-caption-text\">Lucio_Riva_Prima_Pagina_di_Taccuino_dicembre_1958<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Organizzata dall&#8217;associazione culturale Ricognizioni sull&#8217;Arte, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Modena, l&#8217;esposizione sar\u00e0 inaugurata sabato 18 aprile alle ore 18.00. Saranno presenti l&#8217;assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi, il curatore Marco Pierini, il presidente dell&#8217;associazione culturale Ricognizioni sull&#8217;Arte Alessandro Mescoli e il coordinatore del progetto Achille Coriani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Profondamente legato alla citt\u00e0 e a una concezione dell&#8217;arte fondata su libert\u00e0, gioco e conoscenza, Lucio Riva \u00e8 stato per oltre mezzo secolo considerato come &#8220;il pittore di Modena&#8221;, non perch\u00e9 fosse il solo artista di valore della citt\u00e0, ma perch\u00e9 nessuno pi\u00f9 di lui \u00e8 rimasto cos\u00ec visceralmente legato alle proprie radici, tanto da non concepire neppure la possibilit\u00e0 di vivere e lavorare altrove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<strong>Lucio Riva ha segnato la storia della citt\u00e0,<\/strong> influenzandone positivamente il clima culturale:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dalla sua wunderkammer di Via del Teatro, dal piccolo al piccolissimo, dai taccuini ai libri di artista<\/strong>: un corpus unico, nel suo genere.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un uomo e un artista di grande riservatezza che aveva in una fantastica meraviglia la sua cifra stilistica: la mostra vuole esser un omaggio della sua citt\u00e0 al suo lavoro, un abbraccio collettivo che lo celebra e ci auguriamo possa farlo conoscere alle generazioni pi\u00f9 giovani. La mostra, resa possibile grazie a un vero e proprio lavoro di squadra, nato in Assessorato alla Cultura del Comune di Modena, racconta Lucio Riva e le sue opere, realizzate con le combinazioni di piccoli oggetti diversi di antiquariato o modernariato, o con le loro parti, reperiti nel tempo sulle bancarelle di mercatini o in ambienti di rottamazione. Opere ridefinite in un sistema di relazioni, caricando gli oggetti di esperienze umane, di sensi arcani e di significati persino simbolici: un tratto umano, dell&#8217;agire artistico e culturale. \u00c8 come riconoscere diversi livelli di senso a vecchie fotografie, o ad altri oggetti, in un legame sentimentale mai interrotto con la sua, la nostra citt\u00e0\u00bb, dichiara Andrea Bortolamasi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo comprende oltre 130 opere tra tele e assemblaggi, unitamente a numerosi taccuini, provenienti da collezioni private e dalla famiglia. Pur non potendosi considerare una retrospettiva vera e propria, la mostra mira a render conto dell&#8217;intero percorso di Riva, senza trascurare alcun periodo o alcuna tecnica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ampio spazio viene, infatti, dedicato al disegno, troppo spesso ritenuto secondario o propedeutico<\/strong> all&#8217;opera compiuta. In mostra, piccole carte e taccuini, alcuni sfogliabili virtualmente con l&#8217;ausilio di tablet messi a disposizione del pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00abDopo gli esordi figurativi del primo dopoguerra,<\/strong> Riva ha elaborato una pittura molto personale,<strong> essenzialmente astratta e prevalentemente geometrica<\/strong>, nella quale &#8211; col passare degli anni &#8211; si sono introdotte forme organiche, riferimenti letterari, scrittura, collage. [&#8230;] Le opere nate dalla <strong>combinazione di pi\u00f9 oggetti aumentarono di frequenza nell&#8217;ultimo period<\/strong>o, quando l&#8217;azione del dipingere si fece pi\u00f9 faticosa, ma non persero smalto, carattere e originalit\u00e0. Anzi, l&#8217;amore di Riva per gli oggetti conobbe proprio allora la massima libert\u00e0 creativa che spinse l&#8217;artista a manipolare, assemblare, separare, ribattezzare, abbandonare, recuperare ci\u00f2 che aveva trovato sulle bancarelle o fatto riemergere dagli anfratti dello studio\u00bb, scrive Marco Pierini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo della mostra richiama quello delle<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">piccole esposizioni domestiche che<strong> Lucio Riva, dal 1982 al 2002, era solito organizzare prima di Natale nella sua casa studio,<\/strong> appunto al 75\u00b0 gradino del numero 1 di via del Teatro.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, allestita <strong>nell&#8217;Ex Chiesa e Sala delle Monache<\/strong>, \u00e8<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>visitabile dal venerd\u00ec alla domenica con orario<\/strong> 10.00-13.00 e 16.00-19.00, aperto il 25 aprile e il 2 giugno, chiuso il 1\u00b0 maggio. <strong>Ingresso gratuito. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esposizione \u00e8 accompagnata da un catalogo edito da Aguaplano con la prefazione istituzionale, un racconto di Ugo Cornia, il testo critico di Marco Pierini, la biografia estesa e la bibliografia di Costanza Neve e la documentazione fotografica completa delle opere esposte. Sponsor tecnico: Pulsar Industry. Per informazioni: ricognizionisullarte@gmail.com, www.comune.modena.it.<\/p>\n<p>BIOGRAFIA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lucio Riva nasce a Campogalliano (Modena) il 18 gennaio 1928<\/strong>, figlio di Dario e di Elena Boccolari.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Frequenta la scuola fino alla quinta elementare, avviandosi fin da giovane al lavoro.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo alcune esperienze iniziali in diversi ambiti, <strong>trova un&#8217;apparente stabilit\u00e0 nel settore assicurativo<\/strong>, dove in pochi anni costruisce una carriera solida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 1958, per\u00f2, decide di abbandonare il lavoro<\/strong>, rifiutando una vita che sente estranea alla propria vocazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;attivit\u00e0 espositiva di Riva prende avvio dagli anni Sessanta,<\/strong> con la sua prima personale al Circolo di Cultura Formiggini (1961), presentata da Franco Minelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A partire dal 1962,<\/strong> con la mostra presentata da Nella Clara Roncaglia, fino alle esposizioni degli anni Settanta, <strong>la Galleria La Sfera, diretta dall&#8217;amico fraterno Mario Cadalora, rappresenta uno spazio fondamentale per la sua attivit\u00e0.<\/strong> Qui Riva espone sia in mostre personali, tra cui quella del 1964 e quella del 1969, sia in collettive, come Figure e personaggi di Modena d&#8217;oggi del 1965 e le rassegne dedicate agli artisti contemporanei del 1968 e 1970. Attraverso queste esposizioni,<strong> Riva si inserisce stabilmente nel panorama dell&#8217;arte modenese e nazionale,<\/strong> come dimostra anche la partecipazione a iniziative fuori dal contesto locale, tra cui la mostra Dieci pittori di Modena a Novi Sad (1962) e la presenza sulla rivista &#8220;NAC &#8211; Notiziario Arte Contemporanea&#8221; (1969), che segnano una prima attestazione critica pi\u00f9 ampia. La mostra antologica La traccia, la freccia, la scatola, il tempo, allestita nel 1979 presso la Galleria Civica di Modena e curata da Carlo Federico Teodoro, sancisce il riconoscimento istituzionale del lavoro di Riva e ne restituisce la complessit\u00e0 attraverso una lettura critica organica. Le esposizioni pi\u00f9 recenti, tra cui Nel gioco delle idee (1996), Insoliti (2006) e Oggetti esclamanti (2012), contribuiscono a riconsiderare l&#8217;intero percorso dell&#8217;artista, mettendo in luce la continuit\u00e0 tra le ricerche degli anni Sessanta e Settanta e gli sviluppi pi\u00f9 maturi. Nonostante la partecipazione a numerose mostre,<strong> Riva prefer\u00ec sempre un rapporto diretto con il pubblico, aprendo le porte della sua casa-studio in Via del Teatro n. 1 a partire dal 1982.<\/strong> Questa scelta, coerente con la sua visione etica ed esistenziale dell&#8217;arte, contribuisce a definire la sua figura come quella di un artista appartato ma profondamente consapevole del proprio tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LUCIO RIVA. 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