{"id":159319,"date":"2026-03-31T20:04:22","date_gmt":"2026-03-31T18:04:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=159319"},"modified":"2026-03-31T20:05:34","modified_gmt":"2026-03-31T18:05:34","slug":"mostre-a-venezia-save-the-date-jan-fabre-alla-scuola-grande-di-san-rocco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=159319","title":{"rendered":"Mostre a Venezia &#8211; save the date &#8211; Jan Fabre alla Scuola Grande di San Rocco"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, \u00e8 anche l&#8217;occasione per ri &#8211; visitare uno dei pi\u00f9 grandi e impedibili capolavori d&#8217;arte e architettura di Venezia la Scuola Grande di San Rocco.<\/p>\n<p>Venezia<br \/>\nScuola Grande di San Rocco<\/p>\n<p>JAN FABRE &#8211; THE QUIET SOURCE<\/p>\n<p>9 maggio &#8211; 22 novembre 2026<\/p>\n<figure id=\"attachment_159323\" aria-describedby=\"caption-attachment-159323\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Scuola-Grande-di-San-Rocco-ve-mostra-Jean-Fabre.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-159323\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Scuola-Grande-di-San-Rocco-ve-mostra-Jean-Fabre-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Scuola-Grande-di-San-Rocco-ve-mostra-Jean-Fabre-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Scuola-Grande-di-San-Rocco-ve-mostra-Jean-Fabre-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1a-Scuola-Grande-di-San-Rocco-ve-mostra-Jean-Fabre.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-159323\" class=\"wp-caption-text\">Scuola-Grande-di-San-Rocco-ve-mostra-Jean-Fabre &#8211; A stay dog in hits basket 2006 ph Andrea Rossetti<\/figcaption><\/figure>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Presentata durante la 61\u00b0 Biennale d\u2019Arte di Venezia<\/strong>, la Scuola Grande di San Rocco presenta The Quiet Source,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una mostra di Jan Fabre che mette in dialogo tre nuove sculture in bronzo con il celebre <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ciclo pittorico di Tintoretto.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scuola Grande di San Rocco, Venezia, Sala Superiore, dettaglio dell\u2019installazione: Jan Fabre, The Artist as A Stray Dog in His Basket (2026); Ph. Andrea Rossetti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cura di Giacinto Di Pietrantonio (Italia) e Katerina Koskina (Grecia), la mostra propone un dialogo riflessivo tra la pittura rinascimentale e la scultura contemporanea. Jan Fabre \u00e8 il primo artista vivente invitato a intervenire all\u2019interno di uno degli spazi artistici storicamente pi\u00f9 significativi di Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Scuola Grande di San Rocco, custode del monumentale ciclo pittorico di Tintoretto \u2013 uno dei massimi capolavori del Rinascimento veneziano \u2013 ospiter\u00e0 una delle mostre pi\u00f9 rilevanti della prossima stagione culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 9 maggio al 22 novembre 2026, The Quiet Source mette in scena un dialogo tra passato e presente attraverso tre sculture realizzate dall\u2019artista fiammingo. Installate lungo l\u2019asse centrale dell\u2019edificio, le opere instaurano un\u2019interazione concettuale e spaziale con i dipinti di Tintoretto, generando un incontro stratificato tra due linguaggi artistici separati da secoli ma accomunati da una medesima indagine sulla luce, sulla spiritualit\u00e0 e sull\u2019esperienza umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto si svolge in concomitanza con la 61\u00aa Esposizione Internazionale d\u2019Arte \u2013 La Biennale di Venezia ed \u00e8 organizzato da Galleria Gaburro e Linda and Guy Pieters Foundation.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Figura di rilievo nel panorama artistico contemporaneo, Jan Fabre (Anversa, 1958) ha sviluppato un percorso interdisciplinare che abbraccia disegno, scultura, installazione, film e performance. Per questa mostra, Fabre si confronta con l\u2019eredit\u00e0 di Tintoretto attraverso il linguaggio della scultura, scegliendo il bronzo al silicio come materiale principale: una materia la cui superficie luminosa amplifica la luce e conferisce alle opere una sorprendente qualit\u00e0 di presenza e quasi di immaterialit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La luce, del resto, \u00e8 al centro della pittura veneziana. Attraverso il suo uso drammatico ed espressivo, artisti come Giorgione, Tiziano, Paolo Veronese e Tintoretto trasformarono lo spazio pittorico in una dimensione dinamica, fluida e vibrante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La curatrice Katerina Koskina afferma: \u00abJan Fabre \u00e8 un artista rivoluzionario, iconoclasta e sovversivo\u00bb. Prosegue: \u00ab\u2026 In questo contesto, le sue installazioni in grandi musei (Galleria degli Uffizi, Museo del Louvre, Museo dell&#8217;Ermitage) o in antichi palazzi e scuole teologiche (Nuova Grande Scuola di Santa Maria della Misericordia e oggi la Scuola Grande di San Rocco), monasteri e chiese (Abbazia di San Gregorio, Cappella del Pio Monte della Misericordia) sono tutt\u2019altro che casuali. Si tratta di contesti ideali per un\u2019esperienza estetica, fisica ed esistenziale attivata dalla storia, dalla \u201cmessa in scena\u201d e dalla memoria, che coltiva la relazione dialettica tra passato e presente e sottolinea l\u2019atemporalit\u00e0 dell\u2019arte\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come osserva il curatore Giacinto Di Pietrantonio: \u201cQuella luce \u00e8 la stessa con cui Fabre crea connessioni tra mondi diversi, riflettendo sulla logica dell\u2019origine attraverso una forte malinconia. In mostra s\u2019inscena un confronto diretto con Tintoretto, in alcun modo antitetico ma cooperativo; si costruisce una soglia che permette di osservare e raffrontare due epoche estremamente simili, per quanto ovviamente disomogenee\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra presenta tre sculture \u2014 The Man Who Holds the Sword (Oath of My Father), The Artist as a Stray Dog in His Basket e The Man Who Cuts the Grass \u2014 sviluppate nel corso di cinque anni. Collocate al centro delle sale tra il piano terra e il piano superiore dell\u2019edificio, le opere formano una sorta di spina simbolica che attraversa l\u2019architettura come un metaforico Albero della Vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel loro insieme, le sculture costituiscono una trilogia incentrata sui temi della famiglia, della memoria e della mitologia personale. Ognuna incorpora il corpo dell\u2019artista; tuttavia, due presentano i volti del padre di Fabre, Edmond, e di suo fratello Emiel, morto in tenera et\u00e0 prima della nascita dell\u2019artista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra si apre al piano terra con The Man Who Holds the Sword (Oath of My Father), che raffigura Fabre con il volto del padre mentre solleva una spada verso il cielo in un solenne gesto di giuramento. La postura richiama l\u2019archetipo del cavaliere, evocando la tradizione cavalleresca medievale e la missione storica della Scuola Grande di San Rocco, da sempre dedicata alla protezione dei pi\u00f9 vulnerabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Installata nella Sala Capitolare, The Artist as a Stray Dog in His Basket raffigura l\u2019artista nelle sembianze di un cane randagio rannicchiato in un cesto, con una marmotta appoggiata sulla schiena \u2014 un affettuoso riferimento alla moglie di Fabre, Joanna. La marmotta diventa cos\u00ec simbolo di amore, benedizione e buona fortuna. Il cane richiama inoltre l\u2019iconografia di San Rocco, santo patrono associato alla Scuola, tradizionalmente raffigurato con il cane che lo nutr\u00ec durante la malattia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultima scultura, The Man Who Cuts the Grass, \u00e8 installata nella Sala dell\u2019Albergo, sotto la Gloria di San Rocco di Tintoretto. Qui Fabre appare a quattro zampe con il volto del fratello Emiel, mentre metaforicamente taglia fili d\u2019erba con un piccolo paio di forbici. Il gesto richiama un rituale popolare volto a scacciare gli spiriti maligni lungo il cammino verso casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concepita affinch\u00e9 i visitatori possano sedersi su di essa, la scultura introduce una dimensione performativa che trasforma il rapporto dello spettatore con l\u2019opera, invitando a riflettere sulla partecipazione, sulla libert\u00e0 e sui confini mutevoli tra contemplazione e interazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 in generale, l\u2019opera di Fabre, come quella di Tintoretto, affronta la tensione tra vita e morte, bene e male, integrando lutto e memoria in una pi\u00f9 ampia meditazione sull\u2019esistenza umana. La postura della figura, piegata verso il suolo, evoca un gesto di umilt\u00e0, reverenza e vulnerabilit\u00e0 esistenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Catalogo: Forma Edizioni, Firenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>BIOGRAFIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Jan Fabre (1958, Anversa), artista visivo e performativo, artista teatrale e autore,<\/strong> \u00e8 ampiamente riconosciuto come una delle figure pi\u00f9 versatili e affascinanti della pratica artistica contemporanea. <strong>Dalla fine degli anni Settanta, quando era ancora studente all\u2019Istituto di Arti Decorative e successivamente alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa<\/strong>, Fabre ha intrapreso un percorso interdisciplinare volto a esplorare il corpo umano e il suo potenziale espressivo attraverso tecniche, materiali e linguaggi artistici in continua evoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Attingendo ampiamente alla pratica performativa,<\/strong> Fabre ha sviluppato un linguaggio visivo distintivo caratterizzato da forme e motivi ricorrenti, attraverso cui un universo altamente personale e coerente si svela in un continuo dialogo tra artista e pubblico. <strong>Cresciuto con una madre cattolica, Fabre si \u00e8 spesso confrontato con spazi sacri e secolari,<\/strong> mostrando come spiritualit\u00e0 e riflessione teologica occupino un posto centrale nella sua poetica artistica, insieme a una profonda familiarit\u00e0 con narrazioni e simbolismi biblici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le sue principali mostre personali figurano: il Padiglione del Belgio alla Biennale di Venezia (1984) e altre Biennali (San Paolo, Valencia, Istanbul ecc.), documenta VIII e IX a Kassel, Gaude Succurrere Vitae (SMAK Ghent; GAMeC Bergamo; Mus\u00e9e d\u2019Art Contemporain Lyon; Fundaci\u00f3n Mir\u00f3 Barcelona), Homo Faber (KMSKA Antwerp, 2006), From the Cellar to the Attic \u2013 From the Feet to the Brain (Kunsthaus Bregenz, 2008; Arsenale Novissimo Venezia, 2009), PIETAS (Venezia, 2011; Anversa, 2012), Hortus\/Corpus (Kr\u00f6ller-M\u00fcller Museum, 2011) e Stigmata: Actions and Performances 1976\u20132013 (MAXXI, Roma, 2013; M HKA Antwerp, 2015; MAC Lyon, 2016; Leopold Museum, Vienna, 2017 ecc.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fabre \u00e8 stato inoltre il primo artista vivente a presentare una grande mostra personale al Museo del Louvre<\/strong> (L\u2019Ange de la M\u00e9tamorphose, 2008) e al Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo (Knight of Despair \/ Warrior of Beauty, 2017).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">JAN FABRE &#8211; THE QUIET SOURCE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venezia, Scuola Grande di San Rocco (Campo san Rocco 3052)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9 maggio \u2013 22 novembre, 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orari di apertura:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9:30 &#8211; 17:30 (ultimo ingresso 17:00)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ingresso 12,00 \u20ac, Ridotto 10,00 \/ 8,00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Informazioni:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"d3y8XPBaGH\"><p><a href=\"https:\/\/www.scuolagrandesanrocco.org\/home\/informazioni\/\">Informazioni<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;Informazioni&#8221; &#8212; Scuola Grande di San Rocco\" src=\"https:\/\/www.scuolagrandesanrocco.org\/home\/informazioni\/embed\/#?secret=2dRJdYEIyp#?secret=d3y8XPBaGH\" data-secret=\"d3y8XPBaGH\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">www.scuolagrandesanrocco.org<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facebook: SRoccoVeneziaSG<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Instagram: @scuolagrandesanrocco<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mostra, \u00e8 anche l&#8217;occasione per ri &#8211; 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