{"id":159440,"date":"2026-04-02T20:02:22","date_gmt":"2026-04-02T18:02:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=159440"},"modified":"2026-04-02T20:02:18","modified_gmt":"2026-04-02T18:02:18","slug":"21art-presenta-mostre-e-appuntamenti-della-primavera-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=159440","title":{"rendered":"21Art presenta mostre e appuntamenti della primavera 2026"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">21Art presenta il programma espositivo della primavera 2026:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1a-mostra-bennetton-h-.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-159447\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1a-mostra-bennetton-h--223x300.jpg\" alt=\"\" width=\"223\" height=\"300\" 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href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1a-Jan_Fabre_A_spiritual_space_2022_deep_precious_coral_pigment_polymers_765x405x13_cm.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-159446\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1a-Jan_Fabre_A_spiritual_space_2022_deep_precious_coral_pigment_polymers_765x405x13_cm-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1a-Jan_Fabre_A_spiritual_space_2022_deep_precious_coral_pigment_polymers_765x405x13_cm-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1a-Jan_Fabre_A_spiritual_space_2022_deep_precious_coral_pigment_polymers_765x405x13_cm.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-159446\" class=\"wp-caption-text\">Jan_Fabre_A_spiritual_space_2022_deep_precious_coral_pigment_polymers_765x405x13_cm.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Jan Fabre inaugura in primavera la nuova sede di Montecarlo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">21Art annuncia il calendario delle mostre che inaugureranno la stagione primaverile nelle proprie sedi internazionali, confermando l&#8217;impegno nella promozione di artisti di rilievo del panorama contemporaneo: <strong>Mario Ceroli, Ahmet G\u00fcne\u015ftekin, Jan Fabre.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_159445\" aria-describedby=\"caption-attachment-159445\" style=\"width: 225px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1a-j-Jan_Fabre_Mia_donna_in_oro_rosso_2022_deep_precious_coral_pigment_polymers_26x235x14_cm.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-159445\" 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Utopia.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Ceneri e germogli, cronache dal Presente, a cura di Cesare Biasini Selvaggi.<\/strong> Interprete visionario e innovatore instancabile, Ceroli non si limita a ribadire il suo<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>alfabeto iconico, ma compie un ulteriore passo verso l&#8217;ignoto<\/strong>, sfidando lo sguardo del mondo con <strong>un atto di resistenza visiva.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo si snoda attraverso<strong> un&#8217;installazione totale,<\/strong> dove la materia smette di essere solo forma per farsi testimonianza storica e metafisica. Ad una distesa di <strong>pietre dorate, metafora dell&#8217;ambizione umana,<\/strong> resa <strong>concreta e calpestabile<\/strong>, fanno da contrappunto <strong>inserti lignei blu lapislazzulo, evocazione del cielo e della spiritualit\u00e0.<\/strong> Sullo sfondo, emergono reti metalliche arrugginite che richiamano scenari di guerra e distruzione contemporanea. L&#8217;opera mette cos\u00ec in tensione aspirazione e realt\u00e0, sogno e fallimento. Ceroli non cerca nuove forme, ma le &#8220;scava&#8221; nel tempo, trasformando le macerie in visione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIn questo ulteriore capitolo presentato a Treviso, la ricerca di Mario Ceroli scrive un nuovo, originalissimo, atto di quel suo teatro visivo debuttato settant&#8217;anni fa alla galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis. Il pavimento di pietre dorate non \u00e8 lussuria visiva, ma il recupero di un&#8217;ambizione mediterranea, una &#8220;Via dell&#8217;Oro&#8221;, punto di incontro tra la fisicit\u00e0 della terra e l&#8217;astrazione del possibile. \u00c8 il tentativo di riportare il cielo dentro la materia, di dare alla &#8220;speranza&#8221; il peso specifico di un minerale prezioso. L&#8217;ultima Utopia di Ceroli \u00e8 restare umani in un mondo che ha deciso di non esserlo pi\u00f9, con il coraggio di continuare a pretendere e afferrare l&#8217;azzurro\u00bb, dichiara Cesare Biasini Selvaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Segue l&#8217;appuntamento di <strong>Roma, dove dal 30 aprile al 15 settembre 2026, sar\u00e0 presentata la personale di Ahmet G\u00fcne\u015ftekin<\/strong>,<strong> a cura di Sergio Risaliti.<\/strong> Un progetto inedito dedicato ai Testimoni del tempo che abitano la memoria condivisa dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia, infatti, non vive solo nei testi, ma anche negli strati profondi delle pietre, dei miti e della memoria umana.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Figure mitologiche, simboli sacri ed echi di antiche civilt\u00e0 riaffiorano come archetipi della memoria collettiva<\/strong>: non semplici riferimenti storici, ma presenze vive. A Roma, citt\u00e0 stratificata per eccellenza, la mostra dialoga con lo spirito del luogo, richiamando attraverso s<strong>trutture geometriche ed elementi circolari un tempo ciclico,<\/strong> in cui il passato non scompare mai del tutto, ma continua ad esistere sotto altra forma. Testimoni del tempo richiama alla memoria i silenziosi testimoni della storia umana, ricordandoci che le civilt\u00e0 possono crollare, eppure la memoria condivisa dell&#8217;umanit\u00e0 continua a vivere all&#8217;interno di immagini e simboli.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In mostra, opere a <strong>tecnica mista, tra cui sette ceramiche della serie Twilight Memories, e il grande Atlante del mondo (2026), un alto rilievo circolare a spirale<\/strong> che richiama l&#8217;obiettivo fotografico e coinvolge lo spettatore con una superficie specchiante. Completano il percorso opere ad olio su tela, riproduzioni in bronzo di monete antiche, alcuni lavori realizzati con tessuto ricamato e tre rilievi a parete che evocano la tradizione orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso della primavera 2026 sar\u00e0 inoltre<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>inaugurata la nuova sede di 21Art a Montecarlo<\/strong>, con una mostra personale di <strong>Jan Fabre, a cura di Melania Rossi.<\/strong> L&#8217;esposizione segner\u00e0 un momento significativo per la crescita internazionale della programmazione della galleria, consolidando la presenza di 21Art nel panorama culturale europeo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, intitolata Jan Fabre. Allegory of caritas (an act of love), presenta <strong>cinquanta opere in cui l&#8217;arte diventa il mezzo privilegiato per raccontare la vita, la sua origine e il suo mistero, tra opposti, armonie e bellezza.<\/strong> Nella ricerca di <strong>Fabre, considerato una delle figure pi\u00f9 innovative nel panorama dell&#8217;arte contemporanea internazionale,<\/strong> ogni lavoro assume<strong> un forte valore allegorico<\/strong>: se i disegni inediti realizzati con il suo sangue narrano la gestazione del figlio Django, gli albori dell&#8217;esistenza sono restituiti attraverso le ecografie del figlio nascituro, trasformando l&#8217;esperienza privata in universale, in una tensione carica di spiritualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una sezione importante della personale sar\u00e0 dedicata ai lavori in corallo rosso<\/strong>, <strong>concrezioni rosso fuoco che sembrano emergere direttamente dagli abissi<\/strong> della mente dell&#8217;artista, in cui materia naturale e dimensione simbolica si intrecciano in forme complesse e stratificate. Lavori particolarmente apprezzati come dimostra l&#8217;asta Modern &amp; Contemporary Art di Sotheby&#8217;s a Milano tenutasi alla fine del 2025, dove l&#8217;opera in corallo A spiritual space (Shrine) aveva realizzato un&#8217;aggiudicazione superiore ai 500.000 euro, staccandosi dalle stime pre-asta di 100-150.000 euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questo trittico di appuntamenti, <strong>21Art conferma la propria vocazione a costruire percorsi espositivi di respiro internazionale,<\/strong> valorizzando artisti capaci di dialogare con pubblici diversi e contesti culturali eterogenei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per informazioni: <a href=\"https:\/\/twentyoneart.com\/\">https:\/\/twentyoneart.com\/<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mario Ceroli nasce a Castel Frentano (Chieti) nel 1938 e si forma all&#8217;Istituto d&#8217;Arte di Roma.<\/strong> Dopo le prime esperienze nella ceramica, nel 1956 adotta il legno come materiale d&#8217;elezione. A partire dal<strong> 1964<\/strong> e<strong>spone alla Galleria La Tartaruga di Roma,<\/strong> consolidando la propria presenza nel panorama nazionale. Nel 1966 vince il Premio Gollin alla Biennale di Venezia. Dopo un soggiorno a New York, rientra in Italia e partecipa con il gruppo dell&#8217;Arte Povera a importanti esposizioni tra Roma e Genova. Dal 1968 estende la propria attivit\u00e0 alla scenografia teatrale, cinematografica e televisiva. Partecipa alle rassegne romane Teatro delle mostre (Galleria La Tartaruga, 1968) e Vitalit\u00e0 del negativo nell&#8217;arte italiana 1960\/70 (Palazzo delle Esposizioni, 1970). Tra i progetti antologici a lui dedicati, si annoverano quelli al Salone delle Scuderie della Pilotta (Parma, 1969) e Forte Belvedere (Firenze, 1983). \u00c8 invitato a sei Biennali di Venezia e a quattro Quadriennali d&#8217;arte di Roma. Nel 2007, in occasione della riapertura del Palazzo delle Esposizioni di Roma, gli viene dedicata una grande retrospettiva. Nel corso della carriera realizza importanti allestimenti sacri e monumentali in diverse citt\u00e0 italiane. Nel 2024 Palazzo Citterio a Milano apre al pubblico la Grande Brera con la mostra Mario Ceroli. La forza di sognare ancora. Nel 2025 la Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea di Roma dedica a Mario Ceroli la grande retrospettiva Ceroli Totale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nato nel 1966 a Batman, in Turchia, Ahmet G\u00fcne\u015ftekin<\/strong> \u00e8 un artista multidisciplinare la cui ricerca intreccia cultura orale, mitologia e memoria collettiva. La sua produzione &#8211; tra pittura, scultura, installazione e video &#8211; <strong>affronta temi come assenza, memoria (intesa anche come spazio politico e di conflitto), identit\u00e0, migrazione e contro-memoria.<\/strong> Tra i progetti pi\u00f9 significativi figurano Yoktunuz (Eravate Assenti, 2017), dedicato alle narrazioni invisibili, G\u00e2vur Mahallesi (Infidel Quarter, 2022), incentrato su esodi forzati e fratture culturali, e la mostra Kay\u0131p Alfabe (Alfabeto perduto, 2025), presentata all&#8217;Art\u0130stanbul Feshane di Istanbul, che esplora linguaggi e simboli perduti attraverso materiali come pietra e metallo. Nello stesso anno, Yoktunuz \u00e8 stata esposta alla Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Ahmet G\u00fcne\u015ftekin ha presentato mostre in musei, gallerie, fiere d&#8217;arte e biennali in molte citt\u00e0 del mondo, tra cui Berlino, New York, Venezia e Vienna. Le sue opere fanno parte di collezioni istituzionali e private sia in Turchia che a livello internazionale. Nel 2026 inaugurer\u00e0 a Venezia la personale Sessizlik (Silenzio), presso Palazzo Gradenigo, futura sede della Fondazione G\u00fcne\u015ftekin, destinata a diventare una piattaforma per mostre ed eventi internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Jan Fabre \u00e8 un artista visivo e performativo, creatore teatrale e autore belga<\/strong>, tra le figure pi\u00f9 influenti della scenacontemporanea internazionale. <strong>Nato ad Anversa nel 1958, si forma presso l&#8217;Istituto di Arti Decorative e successivamente alla Royal Academy of Fine Arts della sua citt\u00e0.<\/strong> Fin dagli esordi, negli anni Ottanta, sviluppa una <strong>pratica multidisciplinare che attraversa disegno, scultura, performance, installazione, film e teatro,<\/strong> con una <strong>forte tensione verso il concetto di metamorfos<\/strong>i. La sua ricerca esplora i confini tra vita e morte, bellezza e crudelt\u00e0, eros e spiritualit\u00e0, dove il corpo ha un posto centrale, utilizzando anche materiali inconsueti come gusci di scarabeo, sangue, ossa e fluidi corporei. L&#8217;opera di Fabre si distingue per una dimensione visionaria e teatrale, in cui l&#8217;elemento estetico convive con una riflessione etica ed esistenziale. Fabre ha esposto in importanti istituzioni internazionali, tra cui la Kunsthaus di Bregenz (2008), il Kr\u00f6ller-M\u00fcller Museum (2011), il MAXXI di Roma (2013), il MAC di Lyon (2016), Leopold Museum a Vienna (2017) etc.; \u00e8 stato il primo artista vivente ad avere una mostra personale al Louvre di Parigi (2008) e al Museo di Stato Ermitage di San Pietroburgo (2016). Ha inoltre partecipato pi\u00f9 volte alla Biennale di Venezia, a Documenta a Kassel e ad altre rassegne internazionali. Le sue opere fanno parte di prestigiose collezioni pubbliche e private in Europa, Stati Uniti e Asia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">21Art \u00e8 una societ\u00e0 benefit fondata da Alessandro Benetton su un progetto dell&#8217;imprenditore Davide Vanin. Le gallerie che fanno capo a 21Art sono attualmente tre e hanno sede a Roma, Padova e Treviso. \u00c8 inoltre imminente l&#8217;apertura a Montecarlo e sono previste per il 2027 le inaugurazioni delle sedi Milano, Cortina d&#8217;Ampezzo e Jesolo. Ogni galleria crea la propria identit\u00e0 attraverso un intenso programma espositivo che prevede approfondimenti dedicati ad artisti emergenti e ad autori consolidati apprezzati a livello internazionale. Ad ogni sede di 21Art \u00e8 affiancato un Club &#8211; 21Art Club &#8211; ovvero un&#8217;innovativa community di collezionisti, artisti e operatori di settore. La diffusione delle gallerie di 21Art sul territorio, unita alla presenza di una solida e fidelizzata community di collezionisti, consente di condividere un sostegno strutturato e duraturo agli artisti. Questo modello favorisce un dialogo virtuoso tra artista, collezionista e territorio, rafforzando nel tempo un ecosistema culturale dinamico e condiviso. Le sedi di 21Art sono state oggetto di interventi ristrutturazione o riallestimento da parte del collettivo Fosbury Architecture, curatore del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2023.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>21Art presenta il programma espositivo della primavera 2026: tre grandi mostre tra Treviso, Roma e la nuova sede di Montecarlo Mario Ceroli protagonista a Treviso<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":159444,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[33227],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/159440"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=159440"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/159440\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":159448,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/159440\/revisions\/159448"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/159444"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=159440"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=159440"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=159440"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}