{"id":159753,"date":"2026-04-11T22:55:22","date_gmt":"2026-04-11T20:55:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=159753"},"modified":"2026-04-11T22:55:22","modified_gmt":"2026-04-11T20:55:22","slug":"mostre-da-non-perdere-vicenza-dal-13-novembre-xix-e-xx-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=159753","title":{"rendered":"Mostre da non perdere &#8211; Vicenza dal 13 novembre XIX e XX secolo"},"content":{"rendered":"<p>Save the date<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Un progetto di respiro internazionale<\/strong> che attraversa cinque secoli di storia culturale e artistica.<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra vuole raccontare un&#8217; Europa che, pur senza farsi mancare anni di tremende guerre, ha vissuto<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>momenti di grande comunione artistica ad altissimo livello tra scrittori, pittori, architetti e altri innovatori<\/strong> (a partire da Goethe), molto preparati culturalmente, che le hanno permesso di migliorarsi reciprocamente ed avere buoni motivi di speranza, conoscenza, cultura politica e generosit\u00e0 reciproca.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Italia Germania &#8211; prima tappa<\/strong> di un racconto che proseguir\u00e0 con<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Italia Francia nel 2027<\/strong> e<\/li>\n<li><strong>Italia Spagna nel 2028.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pittori &#8211; scultori &#8211; architetti &#8211; designer &#8211; musicisti &#8211; fotografi e intellettuali hanno generato nel tempo<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una rete di influenze che ha superato i confini politici e geografici.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">A Vicenza nasce<br \/>\nIspirazione Europa<br \/>\nDialoghi d\u2019arte tra il XIX e XX secolo<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una trilogia di mostre per raccontare attraverso l\u2019arte la nascita e lo sviluppo dello spirito europeo nell\u2019et\u00e0 moderna e contemporanea<\/p>\n<figure id=\"attachment_159757\" aria-describedby=\"caption-attachment-159757\" style=\"width: 200px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-Kandinsky-YGH.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-159757\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-Kandinsky-YGH-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-Kandinsky-YGH-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-Kandinsky-YGH.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-159757\" class=\"wp-caption-text\">Vasilij Vasil&#8217;evi\u010d Kandinskij (Mosca1866-Neuilly-sur-Seine,1944), Rot in Spitzform, 1925 Acquerello e china su carta, MART 2178Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Collezione L.F.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;iniziativa porter\u00e0<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>in Basilica Palladiana<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>tre grandi mostre dedicate ai rapporti tra <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>l\u2019Italia e Germania<\/strong>,<strong> Francia e Spagna<\/strong> tra<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il 2026 e il 2028.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non solo capolavori d\u2019arte<\/strong>, ma<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>storie di incontri, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>viaggi, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>influenze e visioni che hanno attraversato i confini. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questa idea nasce <strong>Ispirazione Europa, il nuovo progetto espositivo promosso dal Comune di Vicenza<\/strong> e presentato\u00a0 alla stampa nella Sala degli Stucchi di Palazzo Trissino, alla presenza del sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, dell&#8217;assessore alla cultura, al turismo e all&#8217;attrattivit\u00e0 della citt\u00e0 di Vicenza, Ilaria Fantin, dell&#8217;amministratore delegato di Marsilio Arte Luca De Michelis, dell&#8217;Excecutive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d&#8217;Italia, e dei curatori Gabriella Belli e Valerio Terraroli.<\/p>\n<figure id=\"attachment_159755\" aria-describedby=\"caption-attachment-159755\" style=\"width: 222px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-CANOVA-NHB.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-159755\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-CANOVA-NHB-222x300.jpg\" alt=\"\" width=\"222\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-CANOVA-NHB-222x300.jpg 222w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-CANOVA-NHB.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 222px) 100vw, 222px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-159755\" class=\"wp-caption-text\">Antonio Canova,Venere e Adone,1789-1794,Gesso,Museo Gypsotheca Antonio Canova, Possagno. Foto: Lino Zanesco<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La trilogia \u2013 curata da Gabriella Belli e Valerio Terraroli \u2013 \u00e8 realizzata in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio e la Fondazione Teatro Comunale Citt\u00e0 di Vicenza, ed \u00e8 promossa e organizzata da Marsilio Arte, con main partner Intesa Sanpaolo. <strong>Un progetto di respiro internazionale<\/strong> <strong>che attraversa cinque secoli di storia culturale e artistica<\/strong> collocando al centro <strong>artisti, idee e relazioni che hanno contribuito a formare lo spirito europeo.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Ad aprire il ciclo, il 13 novembre 2026,<\/strong> sar\u00e0<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Italia Germania, prima tappa<\/strong> di un racconto che proseguir\u00e0 con Italia Francia nel 2027 e Italia Spagna nel 2028.<\/li>\n<\/ul>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Un progetto per raccontare lo spirito europeo<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ispirazione Europa nasce con l\u2019obiettivo di indagare il ruolo che le arti hanno avuto nella costruzione di una cultura condivisa nel continente.<br \/>\nLe tre mostre presenteranno ciascuna<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>circa cento opere tra dipinti, sculture, fotografie, lavori su carta e documenti,<\/strong> costruendo un percorso che intreccia la storia dell\u2019arte con quella politica e sociale dell\u2019Europa.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Non si tratta di un semplice confronto tra scuole nazionali, ma del racconto di come il dialogo culturale e artistico abbia spesso anticipato trasformazioni profonde della societ\u00e0 europea.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La prima mostra<\/strong><br \/>\n<strong>Italia Germania<\/strong><br \/>\n<strong>Pittura e scultura tra Ottocento e Novecento<\/strong><br \/>\n<strong>Da Canova a Kiefer<\/strong><br \/>\n<strong>13 novembre 2026 \u2013 2 maggio 2027<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad aprire la trilogia sar\u00e0 Italia Germania, che sar\u00e0<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>visitabile dal 13 novembre 2026 al 2 maggio 2027<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione ricostruisce <strong>una trama fitta di viaggi, incontri, influenze e confronti<\/strong> che hanno trasformato il linguaggio dell\u2019arte e, pi\u00f9 in generale, la visione culturale dell\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto vanta la collaborazione speciale del <strong>Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, del Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno e della Casa di Goethe di Roma.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha inoltre ricevuto il patrocinio dell\u2019Ambasciata tedesca, rientrando tra le attivit\u00e0 organizzate per le celebrazioni dei 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso <strong>attraversa due secoli di relazioni culturali tra i due Paesi, con particolare attenzione al Novecento,<\/strong> quando il dialogo tra artisti, intellettuali e architetti-designer italiani e tedeschi diventa uno dei motori della modernit\u00e0 europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 suddivisa in capitoli corrispondenti ai momenti pi\u00f9 significativi di questa osmosi, in relazione alla storia artistica politica e sociale dei due Paesi, e riporta alla luce episodi, protagonisti e vicende fondamentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso esplora<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il XIX e il XX secolo, evidenziando come in questi reciproci scambi tra artisti, intellettuali e letterati<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>siano nate nuove idee e rivoluzioni dei linguaggi artistici<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso tempo, questi dialoghi sono stati il riflesso di <strong>inquietudini e di speranze di un\u2019epoca segnata da crisi profonde, spesso anticipando le cadute e le successive rinascite<\/strong> che hanno caratterizzato la storia europea in quei due secoli.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Le radici tra Settecento e Ottocento: il mito dell\u2019Italia<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il racconto<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">prende <strong>avvio sul finire del Settecento<\/strong>,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>quando l\u2019Italia diventa una meta fondamentale per artisti e intellettuali tedeschi.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il viaggio compiuto da <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Johann Wolfgang von Goethe tra il 1786 e il 1788<\/strong> \u2013 destinato a diventare uno dei testi fondativi della cultura europea \u2013<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>contribuisce a diffondere nel mondo germanico l\u2019idea dell\u2019Italia come luogo di rigenerazione artistica e spirituale.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In questo clima nasce a Roma la comunit\u00e0 dei Nazareni<\/strong>,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>pittori tedeschi che scelgono di vivere e lavorare insieme<\/strong> per<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">restituire alla pittura<strong> una dimensione morale e religiosa ispirata alla purezza dell\u2019arte rinascimentale italiana. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i protagonisti<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>spicca Friedrich Overbeck, figura simbolo<\/strong> di questa esperienza e di uno dei primi momenti di dialogo moderno tra le due culture.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto a questa vicenda si sviluppa il confronto tra diverse interpretazioni del classicismo europeo, alimentato dalle teorie di Johann Joachim Winckelmann e<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>incarnato dall\u2019opera di Antonio Canova, che in mostra si confronta con il pi\u00f9 giovane scultore nordico Bertel Thorvaldsen.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alla fine del XIX secolo gli scambi si fanno pi\u00f9 intensi grazie alle Secessioni<\/strong>, <strong>in particolare quella di Monaco,<\/strong> e alla<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>visionariet\u00e0 di Giorgio de Chirico che si confronta con Franz von Stuck,<\/strong> ma anche con<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la cultura simbolista di Max Klinger e Arnold B\u00f6cklin<\/strong>, quest\u2019ultimo attivo lungamente in Italia.<\/li>\n<\/ul>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Avanguardie a confronto<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019inizio del Novecento il dialogo tra Italia e Germania entra in una fase decisiva.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 1912e nel 1913, a Berlino, la galleria Der Sturm<\/strong> ospita due storiche esposizioni nelle quali <strong>partecipano i futuristi italiani. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 uno dei momenti pi\u00f9 intensi di incontro tra le avanguardie europee: artisti come<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Umberto Boccioni, Carlo Carr\u00e0 e Gino Severini<\/strong> si confrontano con gli <strong>espressionisti tedeschi, protagonisti della Br\u00fccke e del Blaue Reiter, tra cui Franz Marc e August Macke, Carlo Mense, Heinrich Campendonk, Emil Nolde, Karl Schmidt-Rottluff. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante le differenze,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>questo confronto contribuisce ad ampliare il linguaggio della pittura europea e a ridefinire le possibilit\u00e0 di rappresentazione della modernit\u00e0.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Tra le due guerre: arte e societ\u00e0<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni Venti il rapporto tra Italia e Germania assume una dimensione pi\u00f9 complessa, riflettendo le tensioni politiche e sociali dell\u2019epoca.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Realismo Magico italiano e la Neue Sachlichkeit tedesca mostrano sorprendenti affinit\u00e0 nel modo di rappresentare la realt\u00e0:<\/strong> una pittura sospesa tra precisione e inquietudine, capace di raccontare le fragilit\u00e0 dell\u2019individuo e della societ\u00e0 dopo la tragedia della guerra.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Artisti come Felice Casorati, Antonio Donghi, Gino Severini e Cagnaccio di San Pietro<\/strong> dialogano idealmente con figure della pittura tedesca come<strong> Otto Dix, George Grosz, Heinrich Maria Davringhausen, Christian Schad, Georg Schrimpf, Alexander Kanoldt,<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">interpreti con altri di pari importanza,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>delle inquietudini della Germania di Weimar.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parallelamente si apre un altro capitolo decisivo: quello dell\u2019astrazione.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Le ricerche sviluppate attorno al Bauhaus ridefiniscono il rapporto tra arte, architettura, design e societ\u00e0. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In Italia, soprattutto a Milano \u00e8 attorno alla Galleria Il Milione<\/strong>, che queste idee trovano<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una nuova generazione di artisti pronti a sperimentare linguaggi radicalmente innovativi.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere di <strong>Vasilij Kandinskij, Josef Albers e Willi Baumeister<\/strong> esercitano una forte influenza su artisti italiani come <strong>Mauro Reggiani, Mario Radice, Luigi Veronesi, Carlo Rho, Alberto Magnelli, Fausto Melotti e Lucio Fontana<\/strong><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Dopo il 1945: ricostruire attraverso l\u2019arte<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 1958 una mostra a Roma<\/strong>, alla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna (poi allo St\u00e4dtische Museum Morsbroich di Leverkusen), dal titolo<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Pittori tedeschi e italiani contemporanei, riapre, dopo le profonde ferite della guerra, il dialogo tra i due Paesi in un clima di riappacificazione generale.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saranno <strong>presenti, tra gli altri, Alberto Burri, Piero Dorazio, Antonio Sanfilippo, Giuseppe Santomaso, Tancredi Parmeggiani, Toti Scialoja, e i tedeschi Karl Fred Dahmen, Fritz Winter, Hermann Bachmann, Peter Herkenrath, Bernard Schultze, Ernst W. Nay, e altri ancora.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>secondo dopoguerra rappresenta un momento decisivo<\/strong> per ridefinire le relazioni culturali europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le accademie tedesche diventano luoghi di confronto<\/strong> <strong>internazionale<\/strong> dove<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>si incontrano diverse generazioni di artisti<\/strong>. In questo contesto<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nasce anche il gruppo ZERO, fondato nel 1957 a D\u00fcsseldorf da Heinz Mack e Otto Piene<\/strong>, ai quali si unisce, poco dopo,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>G\u00fcnther Uecker.<\/strong> Il gruppo manterr\u00e0<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>uno stretto dialogo con l\u2019Italia, dove attorno alla rivista Azimuth troviamo \u2013 in linea con la poetica tedesca \u2013 <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Enrico Castellani, Piero Manzoni, Agostino Bonalumi, Lucio Fontana.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Memoria, identit\u00e0, contemporaneit\u00e0<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le figure pi\u00f9 emblematiche emerge <strong>Joseph Beuys, artista, teorico e docente<\/strong> che nel corso della sua vita intreccia profondi legami con l\u2019Italia, trasformando l\u2019arte in uno strumento di riflessione politica, sociale ed anche di supporto alle prime teorizzazioni green: proprio su quest\u2019ultimo fronte il suo lavoro trover\u00e0 rispondenze con <strong>autori dell\u2019Arte Povera, sostenuta teoricamente da Germano Celant, Merz, Penone, Zorio<\/strong> in particolare.<strong> Emilio Vedova,<\/strong> <strong>pure per breve tempo docente a D\u00fcsseldorf<\/strong>, tra i pi\u00f9 intensi interpreti italiani del rapporto tra arte e impegno civile,<\/p>\n<ul>\n<li><strong>far\u00e0 da perno con alcuni emblematici lavori<\/strong> a questo cortocircuito di visioni estetiche e di impegno sociale, dialogando con alcuni artisti d\u2019area germanofona <strong>come gli azionisti viennesi Arnulf Rainer e G\u00fcnther Brus, ma anche del pi\u00f9 giovane Hermann Nitsch.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla fine degli<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>anni Settanta il dialogo tra Italia e Germania continua<\/strong> attraverso protagonisti di grande rilievo internazionale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Artisti come <strong>Sigmar Polke, Gerhard Richter, Anselm Kiefer e Georg Baselitz<\/strong> affrontano nei loro lavori il tema della memoria storica e della<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>responsabilit\u00e0 culturale dell\u2019Europa dopo le tragedie del Novecento.<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Negli anni Ottanta la riflessione sulla memoria e sull\u2019identit\u00e0 riemerge con forza<\/strong> nelle ricerche dei<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>neo-figurativi tedeschi, i Neuen Wilden, tra cui Markus L\u00fcpertz<\/strong>, <strong>Helmut Middendorf e Rainer Fetting<\/strong>, riemerse nella pi\u00f9 giovane generazione della Scuola di Lipsia, <strong>con Neo Rauch. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste esperienze entrano immediatamente in relazione con quanto accade in Italia con <strong>la Transavanguardia, <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>teorizzata da Achille Bonito Oliva, e con artisti come <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Mimmo Paladino e Nicola De Maria.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso si chiude idealmente con<strong> lo sguardo rivolto al presente,<\/strong> attraverso una nuova generazione di artisti italiani e tedeschi che ancora oggi continuano a confrontarsi e collaborare, mantenendo vivo lo scambio culturale tra Roma e Berlino.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Le prossime tappe della trilogia<br \/>\nItalia Francia<br \/>\n2027<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda mostra della trilogia sar\u00e0 dedicata ai rapporti artistici <strong>tra Italia e Francia, con un\u2019attenzione particolare all\u2019Ottocento<\/strong>, secolo decisivo per la nascita della pittura moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei momenti simbolici di questo dialogo \u00e8<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la storica mostra del 1874 nello studio del fotografo Nadar<\/strong>,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">alla quale partecipa anche<strong> l\u2019italiano Giuseppe De Nittis. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Con gli Impressionisti la pittura esce definitivamente dagli studi accademici<\/strong> per confrontarsi con la luce e la vita moderna. Gli scambi tra i due Paesi erano per\u00f2 gi\u00e0 molto intensi grazie al mercato internazionale promosso dalla Goupil &amp; Cie, che contribu\u00ec alla diffusione di numerosi artisti italiani nel collezionismo francese:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>tra questi Boldini, De Nittis, Michetti, Corcos, Morelli e Mancini<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un capitolo centrale metter\u00e0 <strong>a confronto la Scuola di Barbizon, con figure come <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Jean-Fran\u00e7ois Millet e Jean-Baptiste-Camille Corot,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 1.0625rem;\">i Macchiaioli toscani e<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 1.0625rem;\">la Scapigliatura lombarda,<\/strong> <strong style=\"font-size: 1.0625rem;\">rappresentata da Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni<\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Un ruolo importante<\/span> <\/strong>in questo dialogo sar\u00e0 quello<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dei mercanti Vittore Grubicy de Dragon e Alberto Grubicy<\/strong>, che favorirono la circolazione di nuove ricerche sulla luce e sul colore.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso proseguir\u00e0 con il<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>confronto tra il Pointillisme francese \u2013 con Georges Seurat, Paul Signac e Henri-Edmond Cross<\/strong> \u2013 e<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong> il Divisionismo italiano di Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Angelo Morbelli e Gaetano Previati.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un passaggio fondamentale alla fine dell\u2019Ottocento sar\u00e0 affidato al confronto<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>tra Paul C\u00e9zanne e Segantini, figure che aprono la strada alla pittura del nuovo secolo,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dal Cubismo al Futurismo.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dialogo <em>continuer\u00e0 poi tra la Metafisica di Giorgio de Chirico e il Surrealismo di Andr\u00e9 Breton,<\/em> con artisti come Andr\u00e9 Masson, Hans Arp e Yves Tanguy in dialogo con Savinio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Figure di passaggio tra le due culture saranno<strong> Enrico Prampolini e Alberto Magnelli, protagonisti delle prime ricerche astratte in dialogo con le coeve esperienze francesi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra si concluder\u00e0 nel secondo dopoguerra con il confronto tra<strong> l\u2019Informale francese \u2013 con Jean Fautrier, Jean-Paul Riopelle e Hans Hartung \u2013 e quello italiano, rappresentato da Burri, Vedova,<\/strong> che molto guarder\u00e0 alla Francia in questi anni, Morlotti e Afro.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Italia Spagna<br \/>\n2028<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La terza mostra<\/strong> allargher\u00e0 <strong>lo sguardo fino all\u2019et\u00e0 moderna, ricostruendo i rapporti tra Italia e Spagna dal tardo Cinquecento al Novecento.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso si aprir\u00e0 con<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>El Greco, formatosi a Venezia accanto alla pittura di Tiziano<\/strong> e <strong>Tintoretto,<\/strong> e con la<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>rivoluzione naturalistica di Caravaggio<\/strong>, la cui influenza segna profondamente la <strong>pittura spagnola del Seicento<\/strong>, <strong>da Diego Vel\u00e1zquez a Jusepe de Ribera.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel corso del XVII e XVIII secolo gli scambi si intensificano<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>artisti italiani come Luca Giordano e Giambattista Tiepolo lavorano in Spagna,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>mentre Francisco Goya soggiorna in Italia<\/strong>. Un ruolo di collegamento tra i due mondi artistici \u00e8<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>svolto anche da Francisco Preciado de la Vega, attivo a lungo a Roma.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tra Ottocento e primo Novecento Roma e Venezia<\/strong> diventano luoghi privilegiati di incontro per artisti spagnoli come Mariano Fortuny y Mandrazo, <strong>Ignacio Zuloaga e Joaqu\u00edn Sorolla, protagonisti anche delle prime Biennali veneziane.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Novecento sar\u00e0 dominato dalla figura di Pablo Picass<\/strong>o, che nel 1918 arriva in Italia per collaborare con <strong>Sergej Djagilev e i Ballets Russes, entrando in contatto con artisti come Giacomo Balla e Fortunato Depero.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le ricerche di Salvador Dal\u00ed e Joan Mir\u00f3, Juan Gris, affiancati da autori come Julio Gonz\u00e1lez e Pablo Gargallo,<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dialogheranno con la pittura e scultura italiana del tempo<\/strong>, mentre il surrealismo trover\u00e0 un punto di contatto con la visione di <strong>de Chirico e Savinio<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso si chiuder\u00e0 nel secondo dopoguerra con il confronto tra il ciclo Per la Spagna di Emilio Vedova e artisti come Antoni T\u00e0pies e Manolo Millares, Eduardo Chillida, presente nel 1962 alla mostra curata da Giovanni Carandente, Sculture nella Citt\u00e0 nell\u2019ambito del V Festival dei Due Mondi di Spoleto,<strong> fino alle esperienze degli anni Sessanta con il gruppo Equipo Cr\u00f3nica e artisti come Manolo Vald\u00e9s e Eduardo Arroyo, in dialogo con la scena italiana di Festa e Schifano.<\/strong><\/p>\n<p>www.mostreinbasilica.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Save the date Un progetto di respiro internazionale che attraversa cinque secoli di storia culturale e artistica. 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