{"id":159856,"date":"2026-04-14T18:02:10","date_gmt":"2026-04-14T16:02:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=159856"},"modified":"2026-04-14T18:02:10","modified_gmt":"2026-04-14T16:02:10","slug":"mostre-a-roma-gagosian-francesca-woodman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=159856","title":{"rendered":"Mostre a Roma &#8211; Gagosian &#8211; Francesca Woodman"},"content":{"rendered":"<p><strong>Inaugurazione: mercoled\u00ec 29 aprile, 18 \u2013 20<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da Gagosian la mostra di<br \/>\nFrancesca Woodman<br \/>\nLately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid<\/p>\n<figure id=\"attachment_159858\" aria-describedby=\"caption-attachment-159858\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-WOODM_Francesca-Woodman.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-159858\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-WOODM_Francesca-Woodman-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-WOODM_Francesca-Woodman-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-WOODM_Francesca-Woodman-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-WOODM_Francesca-Woodman.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-159858\" class=\"wp-caption-text\">Francesca Woodman<br \/>But Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slicean Eyelid,c.1975\u201377<br \/>Lifetime gelatin silver print\u00a9 Woodman Family FoundationSIAE, Rome<br \/>Courtesy the Foundation and Gagosian<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, che<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>inaugura presso la galleria di Roma,<\/strong> esamina<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>le affinit\u00e0 della Woodman con il Surrealismo.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_159861\" aria-describedby=\"caption-attachment-159861\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-gagosan-roma-WOODM_Francesca-Woodman.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-159861\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-gagosan-roma-WOODM_Francesca-Woodman-300x298.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"298\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-gagosan-roma-WOODM_Francesca-Woodman-300x298.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-gagosan-roma-WOODM_Francesca-Woodman-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-gagosan-roma-WOODM_Francesca-Woodman-302x300.jpg 302w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-gagosan-roma-WOODM_Francesca-Woodman.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-159861\" class=\"wp-caption-text\">Francesca Woodman<br \/>Untitled,c.1977\u201378<br \/>Lifetime gelatin silver print\u00a9 Woodman Family Foundation\/SIAE, Rome<br \/>Courtesy the Foundation and Gagosian<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0Gagosian \u00e8 lieta di annunciare<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid,<\/strong> una<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>mostra di fotografie di Francesca Woodman (1958\u20131981)<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Incentrata sulle sue affinit\u00e0 con il Surrealismo<\/strong>, la mostra apre il 29 aprile e propone circa cinquanta fotografie realizzate da Woodman nel corso della sua vita, molte delle quali mai esposte prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raffigurando il proprio corpo e quello di altre modelle in ambienti naturali ed interni trasandati,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Woodman utilizza la composizione <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>e la mise-en-sc\u00e8ne<\/strong> per trasmettere<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">un senso di mistero e di teatralit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Destrutturando il confine tra il corpo, oggetti e ambienti, le sue fotografie mettono in scena sia l\u2019affermazione del s\u00e9 che temi di dissociazione. Nelle sue fotografie appaiono figure nude, vestite o velate; esposte o parzialmente nascoste; accompagnate da oggetti di uso quotidiano \u2013 uova, guanti, maschere, conchiglie, tazze da t\u00e8, frutta e pesce \u2013 che suggeriscono significati simbolici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste opere rivelano un\u2019artista creativamente sicura di s\u00e9, giocosamente esplorativa e affascinata dall\u2019uso rivoluzionario che i surrealisti facevano dell\u2019allegoria, del linguaggio e degli oggetti comuni per esprimere il meraviglioso ed il misterioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Woodman ha studiato il Dadaismo e il Surrealismo<\/strong> alla Rhode Island School of Design (RISD) e i suoi taccuini contengono molti riferimenti alle teorie di questi movimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Anche l\u2019Italia ha avuto un ruolo importante nella sua formazione avendo trascorso molte estati della sua infanzia in Toscana<\/strong> con i genitori, entrambi artisti americani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fluente in italiano e conoscitrice dell\u2019arte e della cultura italiana<\/strong>, ha vissuto a Roma nel 1977 e nel 1978 mentre era ancora iscritta alla RISD. In citt\u00e0 frequentava la Libreria Maldoror, una libreria e galleria specializzata in arte e letteratura dadaista, surrealista e futurista che ha ospitato la prima mostra personale dell\u2019artista in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1979 scrisse all\u2019editore italiano Alberto Piovani, citando come influenze \u201c[Josef] Koudelka, Brassa\u00ef, [Jean-Auguste-Dominique] Ingres e Balthus\u201d e osservando:<strong> \u201cVorrei che le parole fossero per le mie fotografie ci\u00f2 che le fotografie sono per il testo in \u2018Nadja\u2019 di Andr\u00e9 Breton.<\/strong> Egli individua tutte le allusioni e i dettagli enigmatici di alcune istantanee piuttosto ordinarie e prive di mistero e li elabora in una storia. <strong>Vorrei che le mie fotografie sintetizzassero l\u2019esperienza\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il titolo della mostra fa riferimento alla fotografia di Woodman dallo stesso titolo, 1975\u201377 circa<\/strong>, <strong>in cui le mani reggono un frammento di specchio al di sotto di una natura morta su un tavolo,<\/strong> e ha lo stesso <strong>impatto associativo delle immagini surrealiste di Breton e Luis Bu\u00f1uel. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una nota scritta nel 1976, Woodman<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>colleg\u00f2 l\u2019opera ad un corso sulle fiabe<\/strong> che frequent\u00f2 durante il suo primo anno alla RISD <strong>associando quel titolo alla favola della \u201cRegina delle nevi\u201d<\/strong>,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>che immagina simbolici frammenti di specchio<\/strong> che distorcono la percezione della bellezza e della bruttezza.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Altre opere in mostra incorporano specchi, lastre di vetro e immagini fotografate, dipinte e stampat<\/strong>e, che stravolgono le aspettative di una visione omogenea attraverso la moltiplicazione e la sostituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la storica dell\u2019arte Alyce Mahon, nel suo nuovo articolo per il Gagosian Quarterly, \u201cGli oggetti non sono personali ma sono plasmabili nell\u2019opera di Woodman, servendo a portare il surreale nello spazio vissuto, che sia lo studio, una casa abbandonata o la natura. In questo modo la loro utilit\u00e0 assume un nuovo significato: si trasformano in veicoli per nuovi incontri tra estranei o cose strane\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altre fotografie ritraggono la figura femminile elaborata in modi insoliti, con anguille e lucci drappeggiati sul suo corpo nudo, la carne pizzicata con mollette da bucato, le gambe avvolte con del nastro adesivo. <strong>Questi ritratti si ricollegano all\u2019interesse del Surrealismo per le immagini oniriche e la feticizzazione,<\/strong> suggerendo al contempo una parodia dei tratti distintivi dello stesso. Operando da entrambi i lati della macchina fotografica per dar vita al suo lavoro, il suo dialogo con il Surrealismo \u00e8 da vedere nel contesto della fotografia contemporanea, dell\u2019arte concettuale, del femminismo e di altri temi su cui si \u00e8 imbattuta alla RISD e a Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per informazioni biografiche e sulla storia espositiva di Francesca Woodman, visitare il sito<a href=\"http:\/\/gagosian.com.\"> gagosian.com.<\/a><\/p>\n<p>FRANCESCA WOODMAN<br \/>\nLately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid<br \/>\n<strong>Inaugurazione: mercoled\u00ec 29 aprile, 18 \u2013 20<\/strong><br \/>\n29 aprile \u2013 31 luglio 2026<br \/>\nVia Francesco Crispi 16, Roma<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inaugurazione: mercoled\u00ec 29 aprile, 18 \u2013 20 Da Gagosian la mostra di Francesca Woodman Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":159862,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[33264],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/159856"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=159856"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/159856\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":159863,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/159856\/revisions\/159863"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/159862"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=159856"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=159856"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=159856"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}