{"id":160260,"date":"2026-04-24T17:46:49","date_gmt":"2026-04-24T15:46:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=160260"},"modified":"2026-04-24T17:46:49","modified_gmt":"2026-04-24T15:46:49","slug":"weekend-camminando-in-montagna-alte-vie-veronesi-spettacoli-indimenticabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=160260","title":{"rendered":"Weekend camminando in montagna &#8211; alte vie veronesi &#8211; spettacoli indimenticabili"},"content":{"rendered":"<p>ALTE VIE VERONESI<\/p>\n<p>Tre montagne &#8211; una provincia:<\/p>\n<p>Lessinia &#8211; Carega e Monte Baldo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0C&#8217;\u00e8 una parte della provincia di Verona che si esplora con gli <strong>scarponi<\/strong>, non con la cartina del centro storico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 fatta di tre aree montane distinte \u2014 la Lessinia, il Gruppo della Carega, il Monte Baldo \u2014 ognuna con un carattere diverso, ognuna con i suoi rifugi, ognuna capace di offrire<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un&#8217;esperienza di montagna che vale il viaggio<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si tratta di un trekking unico da percorrere in sequenza, ma di un itinerario tematico:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>tre destinazioni autonome,<\/strong> da esplorare singolarmente o da combinare in un viaggio di esplorazione delle \u2018alte\u2019 via veronesi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lessinia. Il posto giusto per iniziare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Parco Naturale Regionale della Lessinia \u00e8 la montagna veronese pi\u00f9 accessibile. Quote tra 1.200 e 1.700 metri, ampi altopiani, pascoli e malghe, sentieri ben segnalati e adatti a tutti i livelli di esperienza. Non \u00e8 la montagna dei record di quota o delle creste affilate, ma \u00e8 una montagna orizzontale, fatta pi\u00f9 di spazio che di quota e ha qualcosa di raro:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la capacit\u00e0 di mettere a proprio agio chiunque, anche chi non ha mai dormito in rifugio.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Rifugio Lausen a pochi chilometri da velo Veronese \u00e8 un buon punto di riferimento per questa zona: posizione comoda, <strong>escursioni ad anello nei dintorni,<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ottimo come prima esperienza di pernottamento in quota<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Si arriva in auto gi\u00e0 a quote elevate<\/strong> e gli spostamenti sono brevi \u2014 la logistica, qui, non \u00e8 mai un problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Segnaliamo inoltre, il Rifugio Castelberto, una fedele ricostruzione di un ex caserma della Prima guerra mondiale in localit\u00e0 Castelberto del comune di Erbezzo, e il Rifugio Primaneve.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> A 1.766 metri sul livello del mare, il pi\u00f9 alto di tutto il parco<\/strong>, il <strong>Rifugio Primaneve \u00e8 un\u2019iconica struttura<\/strong> addossata ad un altissimo traliccio per telecomunicazioni, si trova <strong>sulla sommit\u00e0 del Monte Tomba,<\/strong> nei pressi della localit\u00e0 turistica Malga San Giorgio, nel comune di Bosco Chiesanuova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gruppo della Carega. La montagna che sfida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spostandosi verso est, il paesaggio cambia decisamente. Il Monte Carega ha un profilo pi\u00f9 alpino: valli strette e profonde \u2014 i cosiddetti vaj \u2014 pareti rocciose incise in profondit\u00e0 tanto da meritarsi l\u2019appellativo di Piccole Dolomiti.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Le quote superano i 2.000 metri,<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong> i dislivelli si fanno sentire<\/strong> e<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong> il meteo pu\u00f2 essere pi\u00f9 variabile<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Serve un po&#8217; pi\u00f9 di preparazione, ma anche la soddisfazione \u00e8 proporzionalmente maggiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Rifugio Revolto<\/strong> \u00e8 la base logistica principale,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>raggiungibile in auto.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> A 1.336 metri, fu aperto come osteria nel 1866<\/strong>, esattamente sul confine tra il Lombardo-Veneto e l\u2019Austria, ora confine fra le provincie di Verona e Trento (Selva di Progno).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un tempo era tappa fissa per i contrabbandieri<\/strong> che introducevano illegalmente in Italia sale, tabacco e altri generi soggetti a dazio. Da qui si sale a piedi al Rifugio Scalorbi, 1.767 metri tra Veneto e Trentino (Ala) \u2014 circa un&#8217;ora e mezza, due ore di cammino \u2014 entrando in un ambiente pi\u00f9 isolato e autentico.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 la zona ideale per chi vuole fare trekking<\/strong> con pernottamento in rifugio in un contesto davvero montano.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla Lessinia al Carega. Un itinerario di collegamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per chi vuole sentire il passaggio da un&#8217;area all&#8217;altra, esiste un percorso che le unisce concretamente:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un anello di circa 10,5 chilometri<\/strong> che parte da Dogana Vecchia (1.150 metri) e attraversa la Foresta di Giazza, i pascoli d&#8217;alta quota e i rifugi della Valle di Revolto prima di arrivare ai piedi del Carega (info).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tracciato sale attraverso la foresta fino al Lago Secco, poi guadagna quota verso Malga Campobrun \u2014<strong> dove le marmotte segnalano il confine con l&#8217;ambiente alpino vero<\/strong> \u2014 e raggiunge il Rifugio Scalorbi a 1.767 metri, vicino al Passo della Pelagatta,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>con vista sulle Piccole Dolomiti.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Monte Baldo. Panorami che si ricordano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Monte Baldo \u00e8 probabilmente la parte pi\u00f9 scenografica della montagna veronese<\/strong>, e il motivo \u00e8 semplice:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00e8 una lunga dorsale oltre i 2.000 metri<\/strong> che guarda da un lato le Alpi e dall&#8217;altro il Lago di Garda.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una combinazione visiva difficile da trovare altrove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opzioni di accesso ai rifugi sono varie.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Rifugio Novezzina (Ferrara di Monte Baldo) si raggiunge in auto. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece,<strong> il Rifugio Chierego (Brenzone sul Garda), a poco meno di 2.000 metri, \u00e8 il punto di arrivo di un&#8217;escursione<\/strong> da Prada Alta o da San Zeno di Montagna \u2014 circa due ore di cammino su sentiero regolare, senza difficolt\u00e0 tecniche \u2014 <strong>oppure si raggiunge in seggiovia da Malcesine (Funivia Prada-Costabella) con un traverso a piedi di un&#8217;ora abbondante.<\/strong> Da l\u00ec, volendo, sempre a Brenzone sul Garda, si pu\u00f2 proseguire lungo la cresta fino al Rifugio Telegrafo gi\u00e0 Barana, pi\u00f9 esposto e pi\u00f9 alto con panorami tra i pi\u00f9 ampi dell&#8217;intero arco prealpino. Nel 2025, a 150 anni dalla sua fondazione, il Cai Verona decide di re-intitolarlo (come accadde il giorno dell\u2019inaugurazione storica il 26 settembre 1897) a Francesco Calzolari e Giovanni Pona, padri della botanica e della promozione del Monte Baldo nel Mondo, dopo una parentesi di circa 50 anni che ha reso onore alla famiglia di Gaetano Barana, sostenitrice della ristrutturazione del rifugio negli anni 60 del 900.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I due rifugi possono diventare un&#8217;unica escursione ad anello<\/strong> \u2014 il trekking in cresta del Baldo \u00e8<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>tra i pi\u00f9 spettacolari dell&#8217;arco prealpino veneto.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come organizzare il viaggio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tre aree sono indipendenti tra loro e ognuna merita almeno una giornata, meglio due se si vuole includere il pernottamento in rifugio. Si possono esplorare in ordine sparso, a seconda della stagione e del livello di esperienza, oppure concatenare in un weekend lungo o in pi\u00f9 soggiorni nel corso dell&#8217;estate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Lessinia per chi inizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Carega per chi vuole un&#8217;esperienza pi\u00f9 alpina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Baldo per chi non vuole rinunciare al panorama.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MAGGIORI INFORMAZIONI:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">www.VisitVerona.it &#8211; www.lagodigardaveneto.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ALTE VIE VERONESI Tre montagne &#8211; una provincia: Lessinia &#8211; Carega e Monte Baldo \u00a0C&#8217;\u00e8 una parte della provincia di Verona che si esplora con<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":160264,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9411,15896],"tags":[33320],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/160260"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=160260"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/160260\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":160265,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/160260\/revisions\/160265"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/160264"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=160260"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=160260"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=160260"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}