{"id":160266,"date":"2026-04-24T17:57:10","date_gmt":"2026-04-24T15:57:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=160266"},"modified":"2026-04-24T17:57:10","modified_gmt":"2026-04-24T15:57:10","slug":"curiosita-sulle-estrazioni-minerarie-dei-romani-alta-tecnologia-antica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=160266","title":{"rendered":"Curiosit\u00e0 sulle estrazioni minerarie dei romani &#8211; alta tecnologia antica"},"content":{"rendered":"<p>Identificate per la prima volta le aree di <strong>estrazione<\/strong> e la tipologia dei materiali vulcanici che hanno alimentato<\/p>\n<ul>\n<li><strong>i grandi cantieri di epoca imperiale romana.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>LE \u201cMINIERE\u201d EDILIZIE A KM 0 DEGLI ANTICHI ROMANI<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>Mappato l&#8217;antico distretto estrattivo dei Colli Euganei<\/strong> con il progetto EuQuGeA dell\u2019Universit\u00e0 di Padova. Dalla cava di Villa Draghi gli antichi costruttori romani ricavavano\u00a0<u>la &#8220;Pozzolana Euganea&#8221; per i calcestruzzi e la trachite per la costruzione di muri<\/u> e pavimentazione delle strade.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>Come riuscivano gli ingegneri romani a garantire la straordinaria durabilit\u00e0 delle loro costruzioni?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_160270\" aria-describedby=\"caption-attachment-160270\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-Cava-di-Villa-Draghi-grotta-artificiale-con-segni-di-estrazione-antica.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-160270\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-Cava-di-Villa-Draghi-grotta-artificiale-con-segni-di-estrazione-antica-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-Cava-di-Villa-Draghi-grotta-artificiale-con-segni-di-estrazione-antica-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-Cava-di-Villa-Draghi-grotta-artificiale-con-segni-di-estrazione-antica-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1A-Cava-di-Villa-Draghi-grotta-artificiale-con-segni-di-estrazione-antica.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-160270\" class=\"wp-caption-text\">Cava-di-Villa-Draghi-grotta-artificiale-con-segni-di-estrazione-antica.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Una risposta definitiva arriva dai Colli Euganei, grazie alla ricerca d\u2019eccellenza del\u00a0progetto EuQuGeA\u00a0(<em>Geoarchaeology of Euganean Quarrying from Research to Valorization<\/em>), promosso dal Dipartimento dei Beni Culturali dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova, con il fondamentale supporto finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell\u2019ambito del bando Ricerca Scientifica di Eccellenza 2023.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Guidato dal professor Michele Secco dell\u2019Universit\u00e0 di Padova il progetto EuQuGeA rivela oggi <strong>un vero e proprio caleidoscopio di risorse lapidee euganee,<\/strong> svelando come queste venissero selezionate con<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>una perizia tecnologica sorprendente<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Unendo tecnologie aerospaziali e analisi di laboratorio avanzate, il team di ricerca (il P.I.\u00a0Michele Secco,\u00a0Josiah Olah\u00a0e\u00a0Simone Dilaria\u00a0tutti del Dipartimento dei Beni Culturali Unipd)\u00a0<strong><u>ha identificato per la prima volta le aree di estrazione e la tipologia dei materiali vulcanici che hanno alimentato i grandi cantieri di epoca imperiale<\/u>,<\/strong> definendo rotte commerciali e strategie di approvvigionamento rimaste sepolte per secoli.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00abIn uno studio del 2024 &#8211; coordinato dallo stesso team in collaborazione con le Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari di Venezia e di Modena e Reggio Emilia &#8211; era emerso come<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>per le grandi infrastrutture di Aquileia e della Laguna di Venezia<\/strong><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>i Romani importassero via mare direttamente dalla Campania la celebre e costosa &#8220;Pozzolana Flegrea&#8221;<\/strong> citata da Vitruvio.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Con i risultati del progetto EuQuGeA \u2013\u00a0dice Michele Secco del Dipartimento dei Beni Culturali e principal investigator\u00a0&#8211; possiamo ora affermare con certezza che<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>nei Colli Euganei gli ingegneri romani seppero individuare e sfruttare un&#8217;alternativa a Km 0 di pari efficacia.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00c8 la <strong>dimostrazione lampante della conoscenza capillare e di incredibile dettaglio delle georisorse locali e della loro ottimizzazione nei cantieri<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>un sapere ingegneristico straordinario<\/strong> andato poi perduto nel corso dei secoli e oggi finalmente riscoperto grazie al progetto EuQuGeA\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Due gli studi fondamentali che hanno portato a scoperte importantissime.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><u>In un primo dal titolo\u00a0<\/u>\u201c<em><a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0305440326000087\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0305440326000087&amp;source=gmail&amp;ust=1777130209885000&amp;usg=AOvVaw3yTwkJBX2JDf4t7iFKGUKo\">Enhancing quarry landscape interpretation with UAV LiDAR and morphometric clustering: A case study from the Euganean Hills, Italy<\/a><\/em>\u201d a firma Josiah Olah, dottorando del Dipartimento dei Beni Culturali dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, pubblicato su \u00abJournal of Archaeological Science<em>\u00bb<\/em>, la tecnologia LiDAR (Light Detection and Ranging) montata su droni ha mappato dal cielo il territorio dei Colli Euganei, permettendo di &#8220;spogliarne&#8221; virtualmente la fitta vegetazione boschiva. Attraverso algoritmi di\u00a0<em>clustering<\/em>\u00a0morfometrico, la squadra ha mappato con altissima precisione il terreno, distinguendo le tracce di antiche cave dalle naturali modificazioni e concavit\u00e0 del suolo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00abQuesta indagine <strong>ha riportato alla luce diversi siti estrattivi totalmente abbandonati e di cui si era perduta la memoria storica<\/strong>\u00a0&#8211;\u00a0afferma Josiah Olah &#8211;\u00a0con due esempi di primissimo piano che conservano segni inconfutabili di <strong>cavatura antica, abbandonati prima dell&#8217;industrializzazione moderna<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>uno all\u2019interno del parco di Villa Draghi a Montegrotto Terme<\/strong> e<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>l&#8217;altro in Via Scagliara, a sud di Monte Oliveto,<\/strong> nella localit\u00e0 di Turri\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Se i droni hanno individuato il \u201cdove\u201d, riportando alla luce l&#8217;antica cava di Villa Draghi, le analisi di laboratorio hanno spiegato il \u201ccosa\u201d e il \u201cquando\u201d.\u00a0<u>Il secondo lavoro<\/u>\u00a0pubblicato su \u00abPLOS One\u00bb con il titolo \u201c<em>Discovery of a Roman Quarry for Pozzolanic Aggregates in the Euganean Hills Magmatic District, Northeast Italy: a stepwise archaeometric approach<\/em>\u201d e coordinato da Simone Dilaria, ricercatore sempre del Dipartimento dei Beni Culturali,\u00a0\u00a0ha infatti chiuso il cerchio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00abAttraverso un protocollo di indagini petrografiche e geochimiche e il confronto con un ampio database di campioni di rocce euganee sviluppato proprio dal team di Unipd,\u00a0<u>le indagini hanno dimostrato che proprio dai fronti della cava di Villa Draghi i Romani <\/u><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong><u>estraevano una specifica &#8220;Pozzolana Euganea&#8221;, selezionata per realizzare i resistenti calcestruzzi<\/u><\/strong><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>delle imponenti terme di\u00a0<em>Fons Aponi<\/em>, l\u2019antica Montegrotto Term<\/strong>e &#8211;\u00a0afferma Simone Dilaria\u00a0-.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>Mentre la ben nota trachite, una densa roccia lavica<\/strong> ampiamente cavata nei Colli Euganei fino ai giorni nostri,<strong> era destinata alla costruzione di muri e alla pavimentazione delle strade<\/strong>, questa breccia di esplosione vulcanica, che affiora solo in limitate porzioni del territorio euganeo, veniva ricercata appositamente per le sue eccezionali propriet\u00e0 consolidanti e, <strong>una volta mescolata nelle malte, ne migliorava nettamente le propriet\u00e0 strutturali<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Inoltre, grazie a questa pubblicazione la firma geochimica della <strong>\u201cpozzolana di Villa Draghi\u201d \u00e8 stata riconosciuta non solo localmente<\/strong>, ma anche<\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>all&#8217;interno delle malte delle terme tardo-antiche di Aquileia, in Friuli-Venezia Giulia<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Ci\u00f2 dimostra che <strong>questo materiale non era usato solo come risorsa locale,<\/strong> ma era considerato un prodotto pregiato, commercializzato su medie e lunghe distanze.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Il successo di EuQuGeA \u00e8 frutto di una sinergia che ha superato i confini tra discipline. Per il Dipartimento dei Beni Culturali, i docenti Jacopo Bonetto, Caterina Previato e Jacopo Turchetto hanno curato l&#8217;inquadramento storico-archeologico, le analisi tecnico-costruttive, le dinamiche di trasporto e le ricognizioni topografiche. Il Dipartimento di Geoscienze (DG) dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Padova, con il prof. Claudio Mazzoli e i ricercatori Luigi Germinario e Jacopo Nava, ha fornito l&#8217;apporto petrografico e geochimico essenziale per &#8220;leggere&#8221; le rocce vulcaniche. La validazione degli algoritmi e l&#8217;elaborazione dei dati territoriali da drone sono state garantite dai ricercatori Sebastiano Chiodini (Universit\u00e0 degli Studi di Padova, Dipartimento di Ingegneria Industriale \u2013 DII) e Filippo Carraro (Universit\u00e0 degli Studi di Padova, Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale \u2013 ICEA). Fondamentale \u00e8 stato il supporto operativo di Cristiano Miele della societ\u00e0 padovana Archetipo s.r.l., partner d&#8217;eccellenza per i voli LiDAR, insieme ai contributi internazionali di Milo K. Pilgrim (University of Texas at Austin) e Matthew Tryc (WSP-Albuquerque).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Identificate per la prima volta le aree di estrazione e la tipologia dei materiali vulcanici che hanno alimentato i grandi cantieri di epoca imperiale romana.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":160269,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,19071],"tags":[33321],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/160266"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=160266"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/160266\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":160271,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/160266\/revisions\/160271"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/160269"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=160266"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=160266"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=160266"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}