{"id":160695,"date":"2026-05-02T14:40:16","date_gmt":"2026-05-02T12:40:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=160695"},"modified":"2026-05-03T17:03:14","modified_gmt":"2026-05-03T15:03:14","slug":"mostre-a-milano-depero-space-to-space-creazione-memoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=160695","title":{"rendered":"Mostre a Milano &#8211; Depero space to space &#8211; Creazione memoria"},"content":{"rendered":"<p class=\"francois-one editor-title\">Depero Space to Space. La creazione della memoria<\/p>\n<figure id=\"attachment_160698\" aria-describedby=\"caption-attachment-160698\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-De-Pero-h.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-160698\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-De-Pero-h-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-De-Pero-h-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-De-Pero-h-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-De-Pero-h.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-160698\" class=\"wp-caption-text\">\u00a9 FORTUNATO DEPERO, by SIAE 2026 | Fortunato Depero, Abiti da uomo, 1945. Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto &#8211; Fondo Depero<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"date_default\">\n<p><strong>Dal 13 Febbraio 2026 al 2 Agosto 2026<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>Milano<\/strong>\u00a0|\u00a0<a href=\"https:\/\/www.arte.it\/calendario-arte\/milano\">Visualizza tutte le mostre a Milano<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\">Museo Bagatti Valsecchi &#8211; Via Ges\u00f9 5<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><strong><span class=\"lato\">Curatori:<\/span>\u00a0Nicoletta Boschiero e Antonio D\u2019Amico<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>Il Museo Bagatti Valsecchi, in collaborazione con il\u00a0Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, presenta la mostra\u00a0<em>Depero Space to Space. La creazione della memoria,\u00a0<\/em>dal 13 febbraio al 2 agosto 2026,\u00a0<strong>a cura di Nicoletta Boschiero e Antonio D\u2019Amico. <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo del progetto espositivo \u00e8 di<\/p>\n<ul>\n<li><strong>mettere in evidenza un parallelismo sorprendente che lega, seppur in tempi differenti, i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi a Fortunato Depero,<\/strong> accomunati dal medesimo sogno di<\/li>\n<li><strong>abitare dentro spazi sospesi tra antico e contemporaneo.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019esposizione sancisce il<\/p>\n<ul>\n<li><strong>ritorno a Milano di Fortunato Depero dopo 35 anni dall\u2019ultima retrospettiva<\/strong> che lo vide protagonista e propone un percorso inedito, facendo interagire la collezione permanente del Museo Bagatti Valsecchi con le creazioni di Depero.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Queste diventano ospiti in un singolare allestimento, appositamente pensato dallo studio\u00a0<strong>a-fact architecture factory<\/strong>\u00a0di Milano in collaborazione con\u00a0<strong>LightScene Studio<\/strong>\u00a0per il progetto illuminotecnico,<\/p>\n<ul>\n<li><strong>con l\u2019obiettivo di esaltare la collocazione spazio-temporale di opere d\u2019arte<\/strong> in un contesto abitativo con un\u2019identit\u00e0 ben definita.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ospitando\u00a0<strong>oltre quaranta opere che vanno dagli anni Trenta agli anni Cinquanta<\/strong>,<\/p>\n<ul>\n<li><strong>provenienti dalla Casa D\u2019Arte Futurista Depero e dal Mart<\/strong>, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, il Museo Bagatti Valsecchi vuole rafforzare ancora di pi\u00f9 il suo ruolo di <strong><em>Casa delle collezioni<\/em><\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Una casa museo creata verso la fine dell\u2019Ottocento<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>da due fratelli che allestirono la propria dimora in stile tardo rinascimentale<\/strong>, con dipinti e manufatti d\u2019arte applicata, vivendola fino al 1974,<\/li>\n<li><strong>dialoga con una casa d\u2019arte futurista, dedicata a Fortunato Depero negli anni Cinquanta<\/strong> del secolo scorso, con il medesimo slancio di trovare la stessa identit\u00e0 tra luogo e opera d\u2019arte.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Come i fratelli Bagatti Valsecchi aderirono allo stile neorinascimentale<\/strong> proposto dalla monarchia sabauda come esempio di arte nazionale, senza rinunciare per\u00f2 ad elementi di novit\u00e0 come il riscaldamento, l\u2019acqua corrente e la luce elettrica, analogamente <strong>Fortunato Depero, ritrovandosi ad allestire un antico edificio come un museo moderno, sistem\u00f2 opere degli anni Cinquanta in un contesto arcaico ottenendo un risultato assolutamente originale e unico.<\/strong><\/p>\n<p>Racconta\u00a0<strong>Antonio D\u2019Amico<\/strong>, Direttore del Museo Bagatti Valsecchi e Curatore della mostra: \u201c<em>Depero e i fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi in epoche e contesti differenti condividono la passione per lo spazio e per le arti applicate. La mostra presenta due modus operandi affini in un incastro tra le opere dell&#8217;artista trentino, eseguite tra gli anni Quaranta e Cinquanta, e gli ambienti della casa ideata dai due baroni milanesi a fine Ottocento. L\u2019armonia tra i secoli e le rispettive identit\u00e0 rispondono a una coralit\u00e0 che rende l\u2019impresa Bagatti Valsecchi unica nel suo genere, esattamente come lo \u00e8 quella di Depero. L&#8217;armonia tra i due linguaggi artistici prende forma grazie all&#8217;allestimento progettato dallo studio a-fact architecture factory<\/em>,\u00a0<em>arricchito da un lighting studiato da LightScene Studio<\/em>,<em>\u00a0che consente ai visitatori di farli entrare in uno spazio magico, tra Quattrocento e Novecento, tra Rinascimento e tardo futurismo. A Milano, cos\u00ec come a Rovereto, i protagonisti desiderano vivere l\u2019arte come respiro del quotidiano. Difatti tutti e tre i protagonisti sono interpreti originalissimi del loro tempo, lo cavalcano e anticipano usi e costumi. Grazie alla ricerca di Gaetano Cappa dell&#8217;Istituto Barlumen sorprendente \u00e8 la possibilit\u00e0 di guardare le opere, camminare tra le sale e ascoltare voci e suoni per vivere la visita alla mostra come un&#8217;esperienza unica ed esaltante<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Continua l\u2019arch.\u00a0<strong>Giovanni Sanna<\/strong>, co-founder di a-fact architecture factory: \u201c<em>Progettare l\u2019allestimento di Depero Space to Space nella Casa Museo Bagatti Valsecchi ha significato confrontarsi con una casa che \u00e8 gi\u00e0 un progetto: un interno reinventato dai fratelli Bagatti Valsecchi come interpretazione colta della Milano del Cinquecento. In questo contesto, il nostro lavoro \u00e8 stato quello di inserire Depero come un nuovo atto di \u2018vestizione\u2019 dello spazio, capace di dialogare con l\u2019impianto esistente senza trasformarlo in scenografia. L\u2019allestimento diventa cos\u00ec un dispositivo di relazione, in cui le opere entrano in dialogo con le stanze e lo spazio stesso diventa parte attiva del racconto espositivo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201c<\/strong><em><strong>Fortunato Depero negli anni Cinquanta del Novecento si confronta con un edificio storico a Rovereto<\/strong>,<strong> quella che oggi \u00e8 la Casa d\u2019Arte Futurista Depero.<\/strong> Attraverso opere, arredi e soluzioni decorative, integra il linguaggio contemporaneo in un contesto antico, immaginando un luogo in cui architettura e creazione coincidono e ne orientano fin da subito il destino museale. In modo diverso, ma con una tensione analoga, anche Casa Bagatti Valsecchi nasce dal desiderio di tenere insieme tempi differenti. La mostra mette cos\u00ec in evidenza una vicinanza ideale tra le due esperienze: la volont\u00e0 di creare luoghi in cui passato e presente possano convivere senza annullarsi, mantenendo la propria identit\u00e0 e rinnovando la propria vocazione originaria di casa<\/em>\u201d, afferma\u00a0<strong>Camilla Bagatti Valsecchi<\/strong>, Presidente del Museo Bagatti Valsecchi.<\/p>\n<p>La comune capacit\u00e0 dei fratelli e dell\u2019artista di mettere in relazione epoche remote e contemporaneit\u00e0, rendendo possibile una visione corale ed omogenea, \u00e8 la base di partenza su cui si \u00e8 sviluppato il concept della mostra\u00a0<strong><em>Depero Space to Space. La creazione della memoria.\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Le opere infatti non sono collocate come elementi estranei, ma entrano nella Casa Museo \u201cpiegandosi\u201d allo spazio:<\/strong> quadri che sostituiscono temporaneamente opere storiche della casa, o che diventano \u201ccomplemento\u201d degli arredi Bagatti Valsecchi, presentandoli in maniera inattesa.<\/li>\n<li><strong>Ogni stanza diventa un\u2019esperienza che consente di vivere l\u2019arte di Depero e lo spazio neorinascimentale<\/strong> concepito dai fratelli Bagatti Valsecchi con uno spirito nuovo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il progetto \u00e8 sostenuto con grande entusiasmo dalla Maison Gianvito Rossi, main sponsor della mostra, e da Art Parfum, Altemasi Trentodoc, Nautica Casarola, Banca Patrimoni Sella &amp; C., Christopher, IUAD &#8211; Institute of Universal Art and Design, Larusmiani, BIG Broker Insurance Group e Unimatic. \u00c8 dunque grazie a queste realt\u00e0, che al Museo Bagatti Valsecchi va in scena un\u00a0<em>face to face<\/em>\u00a0ideale in cui Casa Depero e Casa Bagatti Valsecchi si specchiano l\u2019una nell\u2019altra.<br \/>\nIl percorso espositivo vuole rendere omaggio alla versatilit\u00e0 dell\u2019artista trentino, che \u00e8 anche progettista, arredatore, scenografo, interessato sin dagli anni Venti all\u2019allestimento degli spazi, occupandosi delle mostre di arti applicate a Monza nel 1923 e nel 1927 e dell\u2019<em>Exposition International des Arts D\u00e9coratifs et Industriels Modernes<\/em>\u00a0a Parigi nel 1925.<\/p>\n<p>Una mostra di Fortunato Depero al Museo Bagatti Valsecchi significa anche<\/p>\n<ul>\n<li><strong>raccontare il rapporto cruciale dell\u2019artista con Milano, sua citt\u00e0 d\u2019elezione, dove nel 1946<\/strong> presenta una personale alla Galleria Il Camino, sostenuto dall\u2019amico collezionista Gianni Mattioli.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La sua rivalutazione critica\u00a0<em>post mortem\u00a0<\/em>nel 1962 \u00e8 ancora a Milano, con una retrospettiva curata da Guido Ballo, seguita dall\u2019esposizione alla Villa Reale, nel 1989.\u00a0<strong>Oggi Depero torna a Milano al Bagatti Valsecchi per proseguire il suo sogno eclettico, dinamico e futuribile.<\/strong><\/p>\n<p>Lo spiega bene la curatrice\u00a0<strong>Nicoletta Boschiero<\/strong><em>: \u201cDepero Space to Space \u00e8 una mostra che pone una riflessione sull\u2019eredit\u00e0 del futurismo a dispetto della sua fine convenzionale fissata nel 1944 con la morte di Marinetti. I pensieri futuristi come il dinamismo, la fiducia nel progresso, la tabula rasa con la tradizione si sono trasformati attraverso l\u2019opera di Depero che negli anni Quaranta guarda al passato e alla conservazione della memoria. Cambia la prospettiva e l\u2019artista trasforma lo spazio del suo museo da mero contenitore in un contesto storico attivo dove luce, architettura e allestimento danno vita a un&#8217;esperienza totale, dove l\u2019ambiente non \u00e8 solo sfondo ma cambia profondamente attraverso l\u2019opera. L\u2019idea \u00e8 quella di sovrapporre la sperimentazione di Depero con quella dei Baroni Bagatti Valsecchi per creare un corto circuito estetico e intellettuale\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><strong><em>Depero Space to Space. La creazione della memoria<\/em><\/strong>\u00a0vuol essere una sorprendente esperienza da vivere all\u2019interno delle sale del Museo, dove alcuni\u00a0<strong>ambienti\u00a0<\/strong>sono\u00a0<strong>sonorizzati da Gaetano Cappa<\/strong>, dell\u2019Istituto Barlumen, amplificando cos\u00ec per il visitatore il senso di meraviglia.<br \/>\n<strong>Gaetano Cappa<\/strong>\u00a0descrive cos\u00ec il suo intervento \u201c<em>Il suono \u00e8 una costante nell\u2019arte di Depero: dalle tavole parolibere in cui le onomatopee verbali e grafiche si fanno ascoltare con gli occhi alle sue liriche radiofoniche scritte per essere declamate e trasmesse. Per la mostra ho creato quattro ambienti sonori molto diversi tra loro ma ognuno legato al pensiero e all\u2019opera di Depero e al futurismo musicale, con elementi timbrici come l\u2019intonarumori o il pianoforte meccanico, le voci della radio d\u2019epoca e quella dell\u2019attore Massimiliano Speziani, che d\u00e0 vita all\u2019opera Il Maggiordomo e accoglie i visitatori all\u2019ingresso della mostra. Ma anche i miagolii di un gatto sintetizzato, una suite per fisarmonica eseguita da Nadio Marenco e il Balletto Meccanico che fa da colonna sonora alla mia opera Dinamopoly, plastico di una New York deperianamente ciclopica metrocubica meccanopoli<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Ma non finisce qui, perch\u00e9 il percorso espositivo termina con la rievocazione del\u00a0<strong><em>ViBi Bar<\/em>,<\/strong>\u00a0<em>Vino-Birra Bar<\/em>, il leggendario locale dove Depero nel 1937 cre\u00f2 la decorazione con sette tarsie in panno inserite in una boiserie, per le Cantine Cavazzani di Bolzano. Per i pannelli Depero utilizza cinque progetti e crea due tarsie realizzate appositamente per il bar,\u00a0<em>Allegoria della birra<\/em>\u00a0<em>e del vino<\/em>\u00a0e il\u00a0<em>Grappolo d&#8217;uva<\/em>, diventato poi ispirazione per il logo delle Cantine Cavazzani.<\/p>\n<p>Il Museo Bagatti Valsecchi lo rievoca attraverso gli appuntamenti del\u00a0<strong><em>ViBi Bar Depero. L\u2019aperitivo futurista al Museo Bagatti Valsecchi<\/em><\/strong>, cinque serate, da febbraio a luglio, che trasformano il Museo in un elegante bar futurista, tra luci soffuse, musica jazz dal vivo e atmosfera d\u2019altri tempi. La visita alla mostra, condotta dal Direttore e Curatore Antonio D\u2019Amico, si accompagna a un ricco aperitivo offerto da Altemasi Trentodoc, partner storico del Museo, Lucia Maria Melchiori, Lacerba, Casa Marrazzo e realt\u00e0 trentine individuate dall\u2019Azienda per il Turismo Val di Non, concepito come omaggio allo spirito creativo di Depero e alla convivialit\u00e0 futurista.<br \/>\nAccompagna la mostra un catalogo edito da Silvana Editoriale, con saggi di Nicoletta Boschiero, Antonio D\u2019Amico, Sara Fontana, Aurora Ghezzi, Francesca Velardita e Federico Zanoner.<\/p>\n<p>La mostra si avvale di partner quali Urban Vision, Valverde, Athison, Manifattura di Domodossola, Corazzolla e Light Scene Studio. Mantero invece ha creato un raffinato foulard in seta con una composizione grafica tratta dagli ambienti storici del Museo.<br \/>\nMedia partner della mostra sono Street Vox e Radio Classica, radio ufficiale dell\u2019esposizione.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione, inserita nell\u2019ambito dell\u2019Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, gode del patrocinio del Ministero della Cultura, di Enit, di Regione Lombardia, della Provincia Autonoma di Trento, del Comune di Milano e del Comune di Rovereto ed \u00e8 realizzata con il contributo del Ministero del Turismo.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Depero Space to Space. 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