{"id":161068,"date":"2026-05-08T05:13:39","date_gmt":"2026-05-08T03:13:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=161068"},"modified":"2026-05-09T08:25:11","modified_gmt":"2026-05-09T06:25:11","slug":"mostre-a-venezia-eroi-doro-fondazione-cini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=161068","title":{"rendered":"Mostre a Venezia &#8211; Eroi d\u2019Oro &#8211; Fondazione Cini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Quando l&#8217;oro diventa &#8220;importante&#8221; &#8211; come pure i possibili riferimenti a Egon Schiele (inizi del XX secolo).<\/p>\n<figure id=\"attachment_161074\" aria-describedby=\"caption-attachment-161074\" style=\"width: 212px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-OOGB-framedblack.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-161074\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-OOGB-framedblack-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-OOGB-framedblack-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-OOGB-framedblack.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-161074\" class=\"wp-caption-text\">GB-framedblack-rotated.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Georg Baselitz<br \/>\nEroi d\u2019Oro<br \/>\nFondazione Giorgio Cini &#8211;\u00a0 Venezia<br \/>\n5 maggio \u2014 27 settembre 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho una lunga biografia alle spalle. Intendo dire che ho dipinto un numero incredibile di quadri nel corso di oltre 60 anni. Ora che sono pi\u00f9 o meno alla fine della mia attivit\u00e0 di pittore, ho pensato che fosse il momento di trarre una sorta di conclusione. In altre parole, una sintesi dei quadri che ho realizzato nel corso degli anni.<br \/>\n\u2014 Georg Baselitz<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Fondazione Giorgio Cini presenta una mostra di nuove opere di Georg Baselitz, a cura di Luca Massimo Barbero, direttore dell\u2019Istituto di Storia dell\u2019Arte della Fondazione Giorgio Cini, in partnership con la galleria Thaddaeus Ropac.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra coincide con la 61\u00aa Biennale di Venezia e presenta <strong>la pi\u00f9 recente serie di dipinti di grandi dimensioni dell\u2019artista tedesco,<\/strong> che esplora l\u2019interazione<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>tra fondi dorati luminosi e figure delicatamente rese<\/strong>, <strong>sovrapposte<\/strong> in alcune composizioni con esplosioni di colore a impasto.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come osserva l\u2019artista a proposito delle sue nuove opere: \u00abL\u2019oro assorbe lo spazio, assorbe le ombre, assorbe la spazialit\u00e0 [&#8230;]. E sopra tutto questo, solo un disegno, come su un foglio di carta, un disegno di nudo [&#8230;] il pi\u00f9 raffinato che sono riuscito a realizzare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I piani dorati che costituiscono lo sfondo delle opere esposte, grazie alla loro riflessivit\u00e0, non offrono alcuna illusione di profondit\u00e0, creando una piattezza che ricorda le icone medievali o gli sfondi dorati delle opere del pittore rinascimentale nordico Stefan Lochner. I corpi dipinti da Georg Baselitz, eseguiti con linee nette, giacciono nudi su questi sfondi come se fluttuassero sulle loro superfici, resi attraverso un approccio che eredita il disegno al tratto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Essi includono autoritratti pi\u00f9 grandi del naturale,<\/strong> <strong>nonch\u00e9 numerose rappresentazioni della moglie dell\u2019artista,<\/strong> Elke, sua compagna di vita e modella ricorrente nelle sue opere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Realizzati con vernice nera diluita che ricorda l\u2019inchiostro<\/strong>, questi ritratti spettrali richiamano i ritratti di Hokusai e la calligrafia giapponese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diverse tele incorporano pennellate spesse e viscose che si concentrano sulle figure, <strong>associando pi\u00f9 colori per ottenere un effetto marmorizzato e variegato:<\/strong> \u00abPiccole citazioni, che mi piace chiamare \u201cde Kooning\u201d e \u201cde Kooning-nel-posto-sbagliato\u201d: un\u2019azione arbitraria e improvvisa con un pennello e una spatola nei colori di de Kooning da qualche parte all\u2019interno o accanto alla figura\u00bb, spiega Baselitz. Facendo emergere i corpi delicati dalle tele, le pennellate vivaci sembrano richiamare l\u2019affermazione di Willem de Kooning secondo cui \u00abla carne \u00e8 la ragione per cui \u00e8 stata inventata la pittura a olio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I fondi dorati conferiscono alle opere esposte un aspetto lussureggiante<\/strong> e delicatamente speculare, animato da giochi di luce, e richiamano la lunga tradizione di Georg Baselitz di incorporare questo colore nei suoi dipinti e rilievi murali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sue prime opere su fondo dorato della met\u00e0 degli anni \u201990 hanno introdotto una planarit\u00e0 simile alla carta da parati, assumendo \u00abmotivi e ornamenti come soggetto a s\u00e9 stante\u00bb, come ha osservato la rinomata storica dell\u2019arte ed ex curatrice del Guggenheim, Diane Waldman.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa esplorazione della superficie ha coinciso con la nuova pratica dell\u2019artista di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dipingere su tele cos\u00ec grandi da poterle stendere sul pavimento<\/strong>, spostando la sua attenzione verso la presenza materica esplosioni di colore a impasto.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come osserva l\u2019artista a proposito delle sue nuove opere: \u00abL\u2019oro assorbe lo spazio, assorbe le ombre, assorbe la spazialit\u00e0 [&#8230;]. E sopra tutto questo, solo un disegno, come su un foglio di carta, un disegno di nudo [&#8230;] il pi\u00f9 raffinato che sono riuscito a realizzare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I piani dorati che costituiscono lo sfondo delle opere esposte, grazie alla loro riflessivit\u00e0, non offrono alcuna illusione di profondit\u00e0, creando una piattezza che ricorda le icone medievali o gli sfondi dorati delle opere del pittore rinascimentale nordico Stefan Lochner. I corpi dipinti da Georg Baselitz, eseguiti con linee nette, giacciono nudi su questi sfondi come se fluttuassero sulle loro superfici, resi attraverso un approccio che eredita il disegno al tratto. Essi includono autoritratti pi\u00f9 grandi del naturale, nonch\u00e9 numerose rappresentazioni della moglie dell\u2019artista, Elke, sua compagna di vita e modella ricorrente nelle sue opere. Realizzati con vernice nera diluita che ricorda l\u2019inchiostro, questi ritratti spettrali richiamano i ritratti di Hokusai e la calligrafia giapponese. Diverse tele incorporano pennellate spesse e viscose che si concentrano sulle figure, associando pi\u00f9 colori dei suoi dipinti. Questi primi esperimenti sono all\u2019origi ne del trattamento innovativo della materialit\u00e0 e della superficie che si ritrova nella serie pi\u00f9 recente di Baselitz. A testimonianza del suo incessante impulso a sperimentare e a mettere alla prova e riprovare la propria storia attraverso la sua caratteristica autoreferenzialit\u00e0, nelle opere esposte alla Fondazione Giorgio Cini l\u2019artista d\u00e0 nuova forma alle preoccupazioni che sono al centro della sua produzione artistica. In questi nuovi lavori, alcuni dei quali misurano fino a quattro metri e mezzo di altezza, Baselitz estende la sua lunga esplora zione della monumentalit\u00e0 a un registro quasi architettonico. A questa scala, l\u2019oro non si limita pi\u00f9 ad attivare la superficie, ma avvolge lo spettatore, trasformando il luccichio ottico dei dipinti in un\u2019esperienza spaziale. \u00abL\u2019oro doveva essere neutro\u00bb, spiega, \u00abun colore cos\u00ec dominante da non disturbare ma decorare il disegno\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo della mostra, Eroi d\u2019Oro, richiama una delle prime serie dell\u2019artista: \u00abNegli anni \u201960, nel 1965, dipinsi quelli che divennero noti come i dipinti degli Eroi. Si trattava di personaggi di fantasia, non realistici, non basati su modelli reali, ma figure immaginarie ispirate ai personaggi eroici dei romanzi sulla guerra civile russa, i cosiddetti Verdi e Rossi e cos\u00ec via. Questa serie ha dominato il mio lavoro per molto tempo e continua a farlo ancora oggi\u00bb, spiega. Con questa mostra, Georg Baselitz riflette su una vita di lavoro, offrendo una sintesi mentre si avvicina al culmine della sua carriera. L\u2019artista ha iniziato a esplorare il passare del tempo nel 2015 con la sua serie di autoritratti di Avignone presentati alla 56a Biennale di Venezia, riconoscendo con il titolo stesso \u2013 un riferimento alle opere tardive di Pablo Picasso \u2013 la consapevolezza dell\u2019allora settantasettenne dello stadio che la sua carriera stava raggiungendo. Nel 2019, una suggestiva serie di tele dorate ha articolato il suo continuo impegno con la mortalit\u00e0, l\u2019appartenenza artistica e l\u2019eredit\u00e0, mentre l\u2019uso dell\u2019oro ha conferito a queste opere una dimensione cosmica, immergendo le figure in una luce soffusa che sembrava irradiarsi dall\u2019interno. In molte di esse, l\u2019uso della vernice spray permetteva alle figure raffigurate di levitare in un paesaggio di nuvole, in una riflessione sulla caducit\u00e0 della vita. Queste stesse meditazioni sul tempo e sull\u2019impermanenza sono richiamate nei fondi dorati delle nuove opere di Baselitz.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene l\u2019oro abbia sempre avuto connotazioni e funzioni diverse nella sua pratica artistica, mai prima d\u2019ora i dipinti di Baselitz avevano avuto una somiglianza cos\u00ec diretta con la pittura iconografica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNessuno dei dipinti dorati che ho realizzato fino ad ora era un vero e proprio dipinto su fondo dorato. Anche con uno sfondo dorato, anche con foglia d\u2019oro applicata da me stesso, la sovrapittura \u00e8 troppo intensa\u00bb, afferma. \u00abQui \u00e8 completamente diverso. C\u2019\u00e8 una certa durezza, c\u2019\u00e8 anche una certa solitudine\u00bb. I corpi attenuati appaiono fragili, svuotati e inquietanti, qualit\u00e0 che sono in netto contrasto con gli sfondi dorati, attraverso i quali l\u2019artista conferisce alle sue figure esaltate una dignit\u00e0 e una potenza quasi reverenziali. Come in risposta alla caducit\u00e0 dell\u2019ambiente circostante, luci e ombre punteggiano le loro superfici, creando una presenza luminosa, quasi devozionale, attorno alle figure solitarie. Ora al loro debutto, come le opere di Avignone prima di loro, a Venezia, dove il colore oro ha un particola re peso storico-artistico a causa della forte influenza della tradizione artistica bizantina, questa nuova serie costituisce una continuazione delle conversazioni che l\u2019hanno preceduta. Nella loro essenziale linearit\u00e0, que sti ritratti esprimono una forma di umilt\u00e0, affrontando senza evasioni la realt\u00e0 inesorabile della fragilit\u00e0 fisica e l\u2019intrinseca fallibilit\u00e0 dell\u2019esistenza umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accompagna l\u2019esposizione un catalogo illustrato, e un testo di Luca Massimo Barbero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Informazioni sull\u2019artista<\/strong><br \/>\n<strong>Georg Baselitz, che collabora con la galleria da oltre 20 anni, vive tra tre diverse localit\u00e0: il lago Ammersee in Baviera, Salisburgo e Imperia, in Liguria, Italia.<\/strong> All\u2019inizio della sua carriera, il suo lavoro \u00e8 stato incluso in documenta 5 (1972) e documenta 7 (1982). Dopo la Biennale di Venezia del 1980, ha partecipato a una serie di mostre influenti: A New Spirit in Painting (1981) e German Art in the Twentieth Century (1985) alla Royal Academy of Arts di Londra; e Zeitgeist (1982) al Martin-Gropius-Bau di Berlino. Il Solomon R. Guggenheim Museum di New York ha presentato nel 1995 la sua prima retrospettiva completa negli Stati Uniti, che ha poi viaggiato al Los Angeles County Museum of Art; all\u2019Hirshhorn Museum di Washington, D.C.; e alla Nationalgalerie di Berlino. Ulteriori importanti retrospettive sono state organizzate dal Mus\u00e9e d\u2019Art Moderne de Paris nel 1996 e dalla Royal Academy of Arts di Londra nel 2007. Nel 2006 e 2007, la Pinakothek der Moderne di Monaco e l\u2019Albertina di Vienna sono state le prime istituzioni a presentare il suo ciclo Remix.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una retrospettiva delle sculture di Baselitz \u00e8 stata presentata al Mus\u00e9e d\u2019Art Moderne de Paris (2011\u201312) e la sua serie Avignon \u00e8 stata esposta alla Biennale di Venezia nel 2015. Le sue Heldenbilder (Hero Paintings) e Neue Typen (New Types) sono state presentate allo St\u00e4del Museum di Francoforte (2016), con successivo delle Esposizioni di Roma; e al Guggenheim Bilbao. In occasione dell\u201980o compleanno dell\u2019artista nel 2018, ampie mostre personali sono state organizzate alla Fondation Beyeler di Basilea; all\u2019Hirshhorn Museum di Washington, D.C.; e al Mus\u00e9e Unterlinden di Colmar, in Francia. Nel 2019 \u00e8 stato eletto all\u2019Acad\u00e9mie des Beaux Arts di Parigi ed \u00e8 diventato il primo artista vivente ad avere una mostra alle Gallerie dell\u2019Accademia di Venezia, seguita dalla sua pi\u00f9 grande retrospettiva fino ad oggi al Centre Pompidou di Parigi nel 2021.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2022, la Morgan Library di New York ha organizzato una retrospettiva dei suoi disegni che abbraccia sei decenni, poi presentata all\u2019Albertina Museum di Vienna nel 2023. Nello stesso anno, il Kunsthistorisches Museum di Vienna ha realizzato la grande mostra Baselitz: Naked Masters, mentre una panoramica dei modelli in bronzo dell\u2019artista \u00e8 stata esposta alle Serpentine Galleries di Londra. Nel 2024 sono seguite mostre personali alla Galleria degli Antichi di Sabbioneta e al Sak\u0131p Sabanc\u0131 Museum di Istanbul e nel 2025 al Munchmuseet di Oslo, al Kode Museum di Bergen e al Museo de Bellas Artes di Bilbao. In concomitanza con la mostra alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia, opere di Baselitz sono attualmente presentate in mostre personali al Rupertinum di Salisburgo; al Museum der Moderne di Salisburgo; e al Museo Novecento di Firenze. tour al Moderna Museet di Stoccolma; al Palazzo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando l&#8217;oro diventa &#8220;importante&#8221; &#8211; come pure i possibili riferimenti a Egon Schiele (inizi del XX secolo). 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