{"id":161180,"date":"2026-05-09T18:00:43","date_gmt":"2026-05-09T16:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=161180"},"modified":"2026-05-09T18:00:43","modified_gmt":"2026-05-09T16:00:43","slug":"mostre-a-pordenone-apre-il-10-maggio-the-cosmic-prayer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=161180","title":{"rendered":"Mostre a Pordenone &#8211; apre il 10 maggio The Cosmic Prayer"},"content":{"rendered":"<p>GAK YAMADA &#8211; The Cosmic Prayer<\/p>\n<p>Spazio Espositivo<\/p>\n<p>Die Gelbe Wand<\/p>\n<figure id=\"attachment_161186\" aria-describedby=\"caption-attachment-161186\" style=\"width: 212px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-F.O.U._0-01.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-161186\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-F.O.U._0-01-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-F.O.U._0-01-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-F.O.U._0-01.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-161186\" class=\"wp-caption-text\">F.O.U._0-01- Gak Yamada<\/figcaption><\/figure>\n<p>Mercati Culturali Pordenone<\/p>\n<p>Pordenone &#8211; Via delle Caserme 2<\/p>\n<p>10 maggio \u2013 14 giugno 2026<\/p>\n<figure id=\"attachment_161188\" aria-describedby=\"caption-attachment-161188\" style=\"width: 212px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Threshold_09_\u00a9\ufe0eGakyamada.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-161188\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Threshold_09_\u00a9\ufe0eGakyamada-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Threshold_09_\u00a9\ufe0eGakyamada-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Threshold_09_\u00a9\ufe0eGakyamada.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-161188\" class=\"wp-caption-text\">Threshold_09_\u00a9\ufe0eGakyamada<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Pordenone, nel percorso di <strong>avvicinamento al 2027 (<span class=\"si130 span\">Capitale<\/span> italiana della Cultura 2027)<\/strong> apre Die Gelbe Wand, un nuovo centro culturale dedicato alla pratica e alla diffusione della creativit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_161187\" aria-describedby=\"caption-attachment-161187\" style=\"width: 175px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-FOU01_01\u00a9\ufe0eGak-Yamada.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-161187\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-FOU01_01\u00a9\ufe0eGak-Yamada-175x300.jpg\" alt=\"\" width=\"175\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-FOU01_01\u00a9\ufe0eGak-Yamada-175x300.jpg 175w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-FOU01_01\u00a9\ufe0eGak-Yamada-598x1024.jpg 598w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-FOU01_01\u00a9\ufe0eGak-Yamada.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 175px) 100vw, 175px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-161187\" class=\"wp-caption-text\">Gak Yamada &#8211; FOU01_01\u00a9\ufe0eGak YamadaPARTICOLARE<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 un momento preciso in cui l\u2019immagine smette di essere una semplice testimonianza del reale per farsi <strong>materia viva, graffiata, quasi dolorosa<\/strong> nella sua ricerca di una verit\u00e0 che sta oltre la superficie: questo \u00e8 il cuore pulsante di Die Gelbe Wand, il<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nuovo spazio espositivo no profit dedicato alla fotografia contemporanea,<\/strong> <strong>all\u2019interno dei Mercati Culturali Pordenone<\/strong>, l\u2019evento d\u00e0 forma a uno dei progetti inseriti nel dossier di Pordenone Capitale italiana della Cultura e si inserisce nel percorso di avvicinamento al 2027 con l\u2019obiettivo di attrarre un pubblico internazionale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel cuore pulsante del Nord-Est,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un vecchio supermercato di 800 mq \u00e8 stato completamente trasformato<\/strong> grazie a una collaborazione ambiziosa tra pubblico (Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e Comune di Pordenone) e privato.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La selezione delle opere curata per l&#8217;occasione non \u00e8 una semplice serie di scatti, ma<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un viaggio sinestetico<\/strong> che Yamada ha costruito per offrire una visione d\u2019insieme del proprio percorso artistico,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una parabola che parte dalla fotografia per atterrare in uno spazio terzo, un altrove<\/strong> che non \u00e8 pi\u00f9 pittura e non \u00e8 ancora scultura, ma che vibra di un\u2019autonomia propria.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019artista ci conduce per mano attraverso un&#8217;evoluzione che vede<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la fotografia come rappresentazione del mondo esterno e <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il dipinto astratto come espressione del mondo interiore,<\/strong> cercando per\u00f2 costantemente quel punto di rottura, quel processo di creazione in cui le categorie si fondono l\u2019una dentro l\u2019altra.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrando nella prima sala dell\u2019esposizione, ci si imbatte nella serie HIGAN, che rappresenta la linea pi\u00f9 marcatamente fotografica della ricerca di Yamada, qui presentata in un allestimento che copre un\u2019intera parete; l\u2019ispirazione dichiarata \u00e8<strong> \u201dAddio alla fotografia\u201d di Daido Moriyama<\/strong>, un punto di svolta che Yamada rielabora trasformando quella che era nata come un\u2019opera editoriale da sfogliare in un\u2019esperienza visiva simultanea, capace di sprigionare un\u2019intensit\u00e0 diversa quando colta in un unico sguardo d&#8217;insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma basta voltarsi verso le altre pareti per accorgersi che la pittura reclama il suo spazio: <strong>ogni superficie corrisponde a un periodo specifico della sperimentazione dell\u2019artista,<\/strong> come avviene in Threshold, dove<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>l\u2019immagine fotografica viene aggredita dall\u2019introduzione di elementi testuali,<\/strong> parole che scorrono rapide nella mente dell\u2019autore e che si trasformano in sottili linee nere, segni che sembrano leggibili ma che sfuggono alla comprensione, diventando pura energia calligrafica.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro di Yamada \u00e8 un corpo a corpo con la materia: egli non esita a<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>immergere le stampe in acqua per giorni, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>scoprendo come le carte Fujifilm<\/strong> <strong>si dissolvano rapidamente<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>mentre le Kodak si sfaldino strato dopo strato<\/strong>, come accade nella serie Red,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dove il blu svanisce lasciando emergere un rosso dominante<\/strong> e inquietante che l\u2019artista lavora ulteriormente<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>con lo sfregamento delle dita,<\/strong> quasi a voler denunciare un certo eccesso del capitalismo attraverso la decomposizione cromatica.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Threshold, invece,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la distruzione dell\u2019immagine \u00e8 affidata agli agenti atmosferici<\/strong>: le stampe vengono abbandonate in giardino, esposte al vento e alla pioggia per un mese affinch\u00e9 si deteriorino in modo organico, fuori dall\u2019intenzione umana, per poi essere riportate in studio e sottoposte a un trattamento quasi sciamanico tra nastro adesivo, inchiostri acrilici, oro, argento e l\u2019uso del fuoco, che brucia la carta fino a lacerarla lasciando intravedere il buio retrostante.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 qui che nasce il concetto di soglia, un confine dove tutto converge: <strong>superficie e retro, visibile e invisibile, fotografia e pittura.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spostandosi nella seconda sala, l\u2019esperienza si trasforma ulteriormente, accogliendo il visitatore nello stato attuale della ricerca di Yamada, dominato da<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>light box e suono;<\/strong> qui il light box diventa una forma compiuta, una sorta di kata, termine che nelle arti tradizionali giapponesi come il teatro N\u014d o l\u2019haiku indica una forma definita che non limita l\u2019artista ma ne abilita la libert\u00e0 creativa e il salto immaginativo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La musica, per Yamada, \u00e8 un motore fondamentale:<\/strong> \u00e8 la vibrazione che fa emergere le immagini interiori, e in questo spazio suono e visione appaiono insieme, risuonando in un\u2019unica frequenza emotiva. Particolarmente affascinante \u00e8 l\u2019opera Ku (Cielo), nata dall\u2019<strong>uso dello scanner come strumento di cattura dello spazio,<\/strong> <strong>un metodo che si discosta radicalmente dalla lente fotografica tradizionale;<\/strong> se l\u2019obiettivo implica una gravit\u00e0 stabile, legata all\u2019occhio umano piantato a terra,<strong> lo scanner libera l\u2019immagine dal peso,<\/strong> <strong>creando una sensazione di sospensione misteriosa,<\/strong> come se gli oggetti \u2014 dalla carta washi a piccoli elementi quotidiani \u2014 danzassero in un vuoto sconosciuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019evoluzione pi\u00f9 recente di questo percorso \u00e8 rappresentata dalla serie Kank\u014d, dove<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>le stampe deteriorate vengono ispessite con cartone e incise con un saldatore,<\/strong> tracciando segni che richiamano la forza primordiale della scrittura cuneiforme o dei caratteri oracolari cinesi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Yamada \u00e8 profondamente colpito dalla materialit\u00e0 delle antiche incisioni su argilla o osso, vedendo in quel gesto umano cos\u00ec fragile e transitorio lo stesso impulso primordiale che ha dato vita alla pittura e alla fotografia: una ricerca di certezza, una preghiera laica che cerca di lasciare un segno nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Kank\u014d,<strong> la sovrapposizione tra pittura rupestre, scrittura arcaica e fotografia<\/strong> punta a trascendere i media stessi per evocare una presenza sacra, un oggetto che accolga la tensione umana in un unico punto di condensazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La citt\u00e0 di Pordenone si arricchisce di una finestra affacciata sull\u2019asse culturale che lega l\u2019Europa di lingua tedesca al Giappone, offrendo al pubblico l&#8217;opportunit\u00e0 unica di confrontarsi con un artista come Gak Yamada, capace di bruciare l&#8217;immagine per farne risplendere l&#8217;essenza pi\u00f9 profonda e spirituale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cQuesto nuovo spazio culturale dal respiro europeo \u00e8 uno dei progetti di Pordenone 2027 e rimarr\u00e0 anche dopo l\u2019anno della Capitale\u201d sottolinea l\u2019Assessore alla Cultura del Comune di Pordenone Alberto Parigi. Ci\u00f2 dimostra che l\u2019esperienza della Capitale non sar\u00e0 passeggera, ma un\u2019operazione solida che lascia in eredit\u00e0 a Pordenone nuove iniziative, idee, spazi, da Die Gelbe Wand per la fotografia contemporanea a Villa Cattaneo per la musica, fino alla Casa del Mutilato sede di mostre e installazioni multimediali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Die Gelbe Wand nasce con una vocazione internazionale e un\u2019identit\u00e0 ibrida, puntando i propri riflettori sulla fotografia contemporanea con una predilezione per le sperimentazioni che fioriscono nei paesi di lingua tedesca e in Giappone, e non poteva esserci battesimo migliore se non quello affidato alla potenza visiva di Gak Yamada (Ehime, Giappone 1973), protagonista della sua prima personale europea proprio qui a Pordenone dal titolo \u201cThe Cosmic Prayer\u201d e curata da Marco Minuz.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cInaugurare Die Gelbe Wand con una mostra di tale densit\u00e0 significa dichiarare apertamente la missione di questo spazio: non un semplice contenitore, ma un luogo di collisione tra culture e linguaggi. Qui l\u2019immagine diventa linguaggio vivo, capace di interrogare la realt\u00e0, raccontare trasformazioni e aprire nuovi orizzonti percettivi. Vogliamo rendere questo spazio, geograficamente decentrato, un generatore di ricerca attraverso collaborazioni internazionali.\u201d spiega Marco Minuz, direttore artistico di Die Gelbe Wand.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto, organizzato da Mercati Culturali Pordenone, gode del contributo della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, del Comune di Pordenone, del sostegno di Hiroyuki Maki e del supporto tecnico di Suazes e Filare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DIE GELBE WAND<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mercati Culturali Pordenone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pordenone &#8211;\u00a0 via delle Caserme 22<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 10 maggio al 14 giugno 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orari: sabato e domenica | ore 11\u201319<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">info e appuntamenti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">info@mercaticulturalipordenone.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">www.mercaticulturalipordenone.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GAK YAMADA &#8211; The Cosmic Prayer Spazio Espositivo Die Gelbe Wand Mercati Culturali Pordenone Pordenone &#8211; Via delle Caserme 2 10 maggio \u2013 14 giugno<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":161185,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15,9411,15896],"tags":[33411],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/161180"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=161180"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/161180\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":161189,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/161180\/revisions\/161189"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/161185"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=161180"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=161180"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=161180"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}