{"id":161499,"date":"2026-05-16T17:59:43","date_gmt":"2026-05-16T15:59:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=161499"},"modified":"2026-05-16T17:59:43","modified_gmt":"2026-05-16T15:59:43","slug":"mostre-a-brescia-palazzo-tosio-giuseppe-zanardelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=161499","title":{"rendered":"Mostre a Brescia &#8211; Palazzo Tosio &#8211; Giuseppe Zanardelli"},"content":{"rendered":"<p>INGRESSO GRATUITO<\/p>\n<p>BRESCIA | PALAZZO TOSIO<\/p>\n<p>16 MAGGIO \u2013 15 NOVEMBRE 2026<\/p>\n<figure id=\"attachment_161502\" aria-describedby=\"caption-attachment-161502\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Brescia-palazzo-zanardelli-.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-161502\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Brescia-palazzo-zanardelli--300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Brescia-palazzo-zanardelli--300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Brescia-palazzo-zanardelli--450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Brescia-palazzo-zanardelli-.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-161502\" class=\"wp-caption-text\">Palazzo Tosio Brescia<\/figcaption><\/figure>\n<p>GIUSEPPE ZANARDELLI (1826-1903)<\/p>\n<p>Statista, giurista e uomo di cultura<\/p>\n<figure id=\"attachment_161504\" aria-describedby=\"caption-attachment-161504\" style=\"width: 225px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a6_LItalia-a-Tripoli_-in-LAsino_1902_Raccolta-Alessandro-Bertoli.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-161504\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a6_LItalia-a-Tripoli_-in-LAsino_1902_Raccolta-Alessandro-Bertoli-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a6_LItalia-a-Tripoli_-in-LAsino_1902_Raccolta-Alessandro-Bertoli-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a6_LItalia-a-Tripoli_-in-LAsino_1902_Raccolta-Alessandro-Bertoli.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-161504\" class=\"wp-caption-text\">LItalia-a-Tripoli_-in-LAsino_1902_Raccolta-Alessandro-Bertoli.<\/figcaption><\/figure>\n<p>A cura di Roberta D\u2019Adda e Valerio Terraroli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ettore Ximenes, busto di Giuseppe Zanardelli, 1900 circa, marmo, Ateneo di Brescia Accademia si Scienze Lettere e Arti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A duecento anni dalla sua nascita, Brescia rende omaggio a<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Giuseppe Zanardelli (1826-1903), il pi\u00f9 importante uomo di Stato cui la citt\u00e0 ha dato i natali,<\/strong> con una mostra, in programma dal 16 maggio al 15 novembre 2026 a<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Palazzo Tosio, sede dell&#8217;Ateneo di Brescia, Accademia di Scienze Lettere e Arti<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto espositivo, curato da Roberta D\u2019Adda e Valerio Terraroli, \u00e8 promosso dall\u2019Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Brescia, Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei e Fondazione Ugo Da Como, e intende onorare la memoria dello statista bresciano, che<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>con il suo operato contribu\u00ec allo <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>sviluppo dell\u2019Italia liberale, alla <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>modernizzazione del sistema giuridico<\/strong> e al pi\u00f9 ampio progresso politico, economico e sociale del Paese.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019iniziativa non si limita a proporre un repertorio iconografico, ma riflette sulla costruzione e sulla trasmissione dell\u2019immagine di Zanardelli, mettendo in luce la costante compenetrazione tra dimensione politica e sfera personale. In questa prospettiva Giuseppe Zanardelli emerge come una personalit\u00e0 capace di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>intendere la cultura e il patrimonio come <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>strumenti per l\u2019educazione civile<\/strong> e per la<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>formazione della coscienza collettiva,<\/strong> con un\u2019attenzione costante al valore simbolico e pedagogico delle forme artistiche e monumentali.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, parte di un progetto che prevede nei prossimi mesi un seminario e un convegno, restituisce la complessit\u00e0 di una figura che seppe intrecciare in modo profondo e consapevole azione politica e sensibilit\u00e0 culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo si apre con<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un focus sul rapporto che leg\u00f2 Zanardelli allo <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>scultore Ettore Ximenes (1855-1926), figura centrale nella definizione della sua immagine pubblica<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">I ritratti dello statista presuppongono una rappresentazione consapevole e costruita in cui gesto, postura e intensit\u00e0 espressiva traducono visivamente il suo ruolo politico e civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> La relazione tra i due, fondata su un rapporto di stima e amicizia,<\/strong> super\u00f2 la dimensione celebrativa per configurarsi anche come un processo di traduzione plastica dei valori etici e civili incarnati da Zanardelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Zanardelli fu del resto anche un vero e proprio regista della costruzione della memoria nazionale attraverso l\u2019erezione di monumenti celebrativi. Grazie ai suoi incarichi istituzionali, tra i quali la presidenza dell\u2019Ateneo di Brescia, <strong>promosse l&#8217;esaltazione dei valori risorgimentali e la valorizzazione delle glorie bresciane,<\/strong> come dimostrano i monumenti oggi ancora presenti in citt\u00e0 come quelli dedicati a Moretto e ad Arnaldo da Brescia, eletto a simbolo della libert\u00e0 di pensiero. Nella mostra a questo tema si affianca, attraverso documenti grafici e fotografici, il fenomeno della diffusione capillare dei monumenti dedicati a Zanardelli, come quello progettato da Davide Calandra per il centro cittadino e quello realizzato da Leonardo Bistolfi per Maderno sul Garda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riflessione sulla costruzione dell\u2019immagine pubblica prosegue nella<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>sezione dedicata alla stampa e alle illustrazioni d\u2019epoca<\/strong>. La figura di Giuseppe Zanardelli fu al centro di una costante esposizione mediatica, che lo rese protagonista indiscusso del dibattito politico e culturale del tempo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la satira gioc\u00f2 un ruolo fondamentale nel plasmarne il profilo pubblico<\/strong>: Casimiro Teja in \u201cIl Pasquino\u201d che rappresent\u00f2 spesso<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Zanardelli in chiave sarcastica<\/strong> in relazione a momenti salienti della storia italiana, come l\u2019attentato a re Umberto a Napoli nel 1878 proprio quando Zanardelli ricopriva l\u2019incarico di ministro dell\u2019Interno.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ancora pi\u00f9 sferzanti risultano le vignette che furono pubblicate nel settimanale umoristico \u201cLa Rana\u201d,<\/strong> nelle quali<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">si commentava il rapporto di Zanardelli con Francesco Crispi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche \u201cL\u2019Asino\u201d non risparmi\u00f2 Zanardelli,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>commentando le sue posizioni sui temi caldi del momento<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">(<strong>dal divorzio alle imprese coloniali in Africa<\/strong>,<strong> fino legislazione sul lavoro delle donne e dei bambini). <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Brescia \u201cIl Frustino\u201d stigmatizz\u00f2 la politica ferroviaria e quella monumentale imposte sul territorio locale dallo statista concittadino promotore di idee non condivise in area \u201cclericale\u201d e conservatrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">GIUSEPPE ZANARDELLI (1826-1903).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Statista, giurista e uomo di cultura<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Brescia, Palazzo Tosio (via Tosio 12)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">16 maggio \u2013 15 novembre 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orari: sabato e domenica, 15.30 \u2013 18<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Biglietti: ingresso gratuito<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiuso dal 20 luglio al 4 settembre 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Catalogo: Skira<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">www.bresciamusei.com<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso prosegue con una selezione di volumi appartenuti a Zanardelli, e alla sua biblioteca personale composta da quasi ventimila libri, tra i quali si segnala Il nuovo Codice Penale Italiano illustrato colla bibliografia e colla giurisprudenza formatasi dal gennaio 1890 al luglio 1895 coordinate articolo per articolo, con dedica autografa di Giovanni Luschi a Zanardelli, padre del primo codice criminale unitario per il Regno d\u2019Italia. I libri esposti consentono di ripercorrere le massime cariche istituzionali ricoperte dal bresciano in circa quarant\u2019anni di vita parlamentare: Ministro dei Lavori Pubblici; Ministro dell\u2019Interno; Ministro di Grazia, Giustizia e dei Culti; Presidente della Camera dei Deputati; Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La compenetrazione tra dimensione pubblica e privata trova inoltre una delle sue espressioni pi\u00f9 significative nei progetti di Antonio Tagliaferri (uno dei protagonisti dell\u2019architettura bresciana e lombarda della seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento) per la residenza di Zanardelli a Maderno sul lago di Garda. La selezione delle tavole ricostruisce la genesi e lo sviluppo di questo edificio, in cui architettura, paesaggio e gusti personali si intrecciano in maniera inscindibile \u2013 riflettendosi anche nella decorazione pittorica che vide impegnati, tra gli altri, Ettore Ximenes e Cesare Bertolotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra si completa con le sezioni che conducono il visitatore in una dimensione pi\u00f9 intima attraverso l\u2019esposizione della scrivania, della poltrona e del calamaio provenienti dalla villa di Maderno e di alcuni memorabilia \u2013 dalle fotografie con dediche autografe di suoi illustri contemporanei, ad alcune immagini del celebre viaggio in Basilicata, alle lettere indirizzate all\u2019amico Ettore Ximenes fino al ritratto di Eleonora Duse realizzato dal monacense Franz von Lenbach.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I temi affrontati nel percorso espositivo sono ulteriormente sviluppati all\u2019interno del catalogo che accompagna la mostra, edito da Skira e che si avvale dei contributi di Alessandro Bertoli, Stefania Cretella, Roberta D\u2019Adda, Luciano Faverzani, Sergio Onger e Valerio Terraroli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione si lega saldamente allo spazio urbano tramite il percorso illustrato nel quaderno \u201cGiuseppe Zanardelli. Itinerari\u201d, promosso da Fondazione Brescia Musei e scritto da Alessandro Bertoli, disponibile gratuitamente presso Palazzo Tosio, il Museo del Risorgimento Leonessa d\u2019Italia e il Museo di Santa Giulia. Il volumetto, inserito nella collana dei Quaderni di Fondazione Brescia Musei, delinea quindici tappe nella Brescia ottocentesca sulle tracce dello statista, includendo inoltre una ricognizione dei siti d\u2019interesse distribuiti sul territorio della provincia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questa mostra Brescia rende omaggio al suo illustre concittadino Giuseppe Zanardelli nel modo pi\u00f9 autentico: restituendone la complessit\u00e0 umana, politica e culturale. A duecento anni dalla sua nascita, Palazzo Tosio diventa il luogo in cui la citt\u00e0 riflette sulle proprie radici civili e sul contributo decisivo che uno dei suoi figli pi\u00f9 noti ha dato alla costruzione dell\u2019Italia liberale. Zanardelli incarna un\u2019idea alta di servizio pubblico, fondata sulle libert\u00e0, sulla giustizia e sulla cultura come strumenti di crescita collettiva: valori che continuano a parlare al presente e a orientare il futuro della nostra comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Laura Castelletti, Sindaca di Brescia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel bicentenario della nascita di Giuseppe Zanardelli, il pi\u00f9 grande uomo di Stato che Brescia ha avuto, l\u2019Ateneo ha inteso promuovere alcuni eventi per onorarne la memoria, evidenziando il contributo determinante che lo statista bresciano, socio dell\u2019Ateneo dal 1859, presidente dal 1892 al 1895 e in seguito presidente onorario, ha dato allo sviluppo dell\u2019Italia liberale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre assumeva un ruolo da protagonista della politica monumentale di Roma capitale voluta dalla Sinistra storica e si faceva promotore della realizzazione di opere scultoree dedicate a eroi della laicit\u00e0 e del Risorgimento, Zanardelli non trascurava di lasciare memoria di s\u00e9 nella sua villa sul Garda, nelle carte d\u2019archivio conservate scrupolosamente, nei libri e negli oggetti pi\u00f9 cari donati al Comune di Brescia, ponendo le premesse di quella celebrazione post mortem che trova il suo compimento nei numerosi monumenti a lui dedicati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sergio Onger, Presidente Ateneo di Brescia e Fondazione Ugo da Como<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la mostra Giuseppe Zanardelli. 1826-1903. Statista, giurista e uomo di cultura, Fondazione Brescia Musei rinnova il proprio impegno nella valorizzazione della memoria storica e civile della citt\u00e0, contribuendo alla riscoperta di una delle figure pi\u00f9 importanti espresse da Brescia nell\u2019Italia unita, che rappresenta ancora oggi una personalit\u00e0 capace di parlare al presente per la modernit\u00e0 del suo pensiero e per la sua idea di cultura come strumento di educazione civica e progresso collettivo. \u00c8 proprio in questa prospettiva che si inserisce anche la promozione del quaderno &#8220;Giuseppe Zanardelli. Itinerari&#8221;, a cura di Alessandro Bertoli, pensato per accompagnare il pubblico alla scoperta dei luoghi zanardelliani della citt\u00e0 e del territorio. Dal Castello di Brescia e dal Museo del Risorgimento \u201cLeonessa d\u2019Italia\u201d a Palazzo Loggia e al Museo di Santa Giulia, la figura dello statista continua infatti a vivere nei luoghi della memoria urbana, offrendo ancora oggi un\u2019occasione preziosa di dialogo tra patrimonio, storia e identit\u00e0 collettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesca Bazoli, Presidente Fondazione Brescia Musei<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Zanardelli Biografia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(estratto da \u201cGiuseppe Zanardelli. Itinerari\u201d)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Zanardelli nacque a Brescia il 29 ottobre 1826 in una famiglia borghese in ascesa, di origine triumplina dal lato paterno e trentina per parte di madre. Dopo gli studi nei collegi Sant\u2019Anastasia di Verona e Ghislieri di Pavia, partecip\u00f2 attivamente ai moti del 1848, combattendo contro gli austriaci e avvicinandosi a posizioni democratico-repubblicane, pur evolvendo successivamente verso un liberalismo costituzionale pi\u00f9 moderato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Emigrato in Toscana e conseguite due lauree in giurisprudenza prima a Pisa e poi a Pavia, intraprese l\u2019attivit\u00e0 di docente privato, ma ostacoli politici lo spinsero verso la professione forense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni Cinquanta si afferm\u00f2 come intellettuale, frequentando il salotto milanese di Clara Maffei e collaborando alla rivista \u201cIl Crepuscolo\u201d per la quale pubblic\u00f2 una serie di Lettere sull\u2019Esposizione bresciana del 1857 che, da sole, costituiscono una completa guida storico-artistica per comprendere e visitare la citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia entr\u00f2 in Parlamento nel 1860, avviando una carriera politica ultraquarantennale che lo port\u00f2 ad essere segretario e poi, in tre sessioni, presidente della Camera. Figura di spicco della Sinistra storica, ricopr\u00ec incarichi di rilievo e si distinse per competenza giuridica e impegno riformatore. Nel 1876-77 fu ministro dei Lavori pubblici e nel 1878 dell\u2019Interno, promuovendo la libert\u00e0 di associazione ed evitando la diretta repressione dei gruppi repubblicani, internazionalisti e irredentisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo ruolo pi\u00f9 significativo fu quello di ministro di Grazia e Giustizia, incarico ricoperto tre volte, che gli consent\u00ec di realizzare importanti riforme, tra cui l\u2019estensione del suffragio, il Codice di Commercio e l\u2019abolizione delle decime. Il Codice Penale del 1889, noto come \u201cCodice Zanardelli\u201d, abol\u00ec la pena di morte e introdusse principi innovativi, tra cui il diritto di sciopero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso degli anni Ottanta e Novanta mantenne una posizione centrale nella vita politica italiana, oscillando tra partecipazione e opposizione ai governi Depretis, Crispi e Rudin\u00ec, sempre con l\u2019obiettivo di orientare l\u2019azione pubblica in senso liberale e garantista. Difese con coerenza le libert\u00e0 costituzionali anche nei momenti di crisi, opponendosi a svolte autoritarie, firmando tuttavia i decreti dello stato di assedio che portarono alla dura repressione dei moti di Milano del 1898.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il regicidio di Monza, in un clima sociale teso e complesso, divenne presidente del Consiglio nel 1901 e il suo governo, con Giolitti agli Interni, fu di svolta liberale, promuovendo politiche riformatrici: tutela del lavoro anche delle donne e dei bambini, primi elementi di progressivit\u00e0 fiscale, \u201cgiri di valzer\u201d in politica estera con Germania e Francia e attenzione al Mezzogiorno, ove personalmente visit\u00f2 la Basilicata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dimessosi nel 1903, mor\u00ec il 26 dicembre nella villa di Maderno. La sua figura resta centrale nella storia di Brescia e d\u2019Italia per l\u2019impegno a favore del territorio locale e dello Stato e la spiccata sensibilit\u00e0 per le libert\u00e0 civili e la modernizzazione delle istituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>INGRESSO GRATUITO BRESCIA | PALAZZO TOSIO 16 MAGGIO \u2013 15 NOVEMBRE 2026 GIUSEPPE ZANARDELLI (1826-1903) Statista, giurista e uomo di cultura A cura di Roberta<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":161503,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[33450],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/161499"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=161499"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/161499\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":161505,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/161499\/revisions\/161505"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/161503"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=161499"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=161499"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=161499"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}