{"id":161525,"date":"2026-05-16T18:25:18","date_gmt":"2026-05-16T16:25:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=161525"},"modified":"2026-05-18T17:36:18","modified_gmt":"2026-05-18T15:36:18","slug":"costi-del-petrolio-e-soluzioni-con-bioplastiche-universita-di-padova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=161525","title":{"rendered":"Costi del petrolio e soluzioni con bioplastiche &#8211; Universit\u00e0 di Padova"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Soluzioni Innovative per ottimizzare la Digestione Anaerobica delle Bioplastiche contenute nella frazione organica dei rifiuti urbani &#8230;<\/p>\n<p><strong>Bioplastiche nell\u2019organico di casa: una risorsa <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>per energia e <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>fertilizzanti<br \/>\n<\/strong>InnoDABio presenta i risultati della ricerca: pi\u00f9 efficienza nella produzione di biogas e biometano dalle filiere locali.<\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_161527\" aria-describedby=\"caption-attachment-161527\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Bioplastiche-riciclo-univ-Padova-Figura-1-GA-INNODABIO.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-161527\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Bioplastiche-riciclo-univ-Padova-Figura-1-GA-INNODABIO-300x156.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"156\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Bioplastiche-riciclo-univ-Padova-Figura-1-GA-INNODABIO-300x156.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Bioplastiche-riciclo-univ-Padova-Figura-1-GA-INNODABIO-578x300.jpg 578w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Bioplastiche-riciclo-univ-Padova-Figura-1-GA-INNODABIO.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-161527\" class=\"wp-caption-text\">cliccare sulle immagini per ingrandirle<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0In un contesto internazionale<\/strong> segnato da <strong>instabilit\u00e0 geopolitica<\/strong> e crescente attenzione alla sicurezza delle risorse, la capacit\u00e0 di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>produrre energia e <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>valorizzare rifiuti a livello locale<\/strong> assume un ruolo sempre pi\u00f9 strategico. In questo scenario si inserisce anche <strong>InnoDABio,<\/strong>\u00a0progetto che dimostra come i rifiuti organici urbani possano diventare una risorsa concreta per l\u2019ambiente, l\u2019energia e le filiere territoriali.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Si \u00e8 tenuta a Villa Contarini, a Piazzola sul Brenta (PD), la giornata conclusiva del progetto InnoDABio, <\/strong>(soluzioni Innovative per ottimizzare la Digestione Anaerobica delle Bioplastiche contenute nella frazione organica dei rifiuti urbani)<strong>, promossa dall\u2019Universit\u00e0 di Padova insieme a Fondazione Cariverona, ETRA e BTS Biogas, durante la quale sono stati presentati i risultati della ricerca<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0In un sistema sempre pi\u00f9 orientato all\u2019economia circolare,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la qualit\u00e0 del materiale in ingresso \u00e8 determinante<\/strong>: le bioplastiche compostabili, progettate per il trattamento in impianti aerobici, possono presentare tempi di degradazione diversi nei processi di digestione anaerobica.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo si aggiunge la presenza di materiali non idonei nei flussi di raccolta, come ad esempio<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>i sacchetti in plastica tradizionale,<\/strong> che costringono i gestori degli impianti a trattare la FORSU generando ingenti volumi di <strong>sopravaglio<\/strong>, ovvero la frazione separata nei pretrattamenti.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le borse in bioplastica vengono quindi separate insieme a quelle \u201cpericolose\u201d in plastica fossile e\u00a0<strong>una parte rilevante della FORSU rimane intrappolata nel sopravaglio rischiando di non essere pienamente utilizzata, con impatti sull\u2019efficienza degli impianti e sulla valorizzazione complessiva della frazione organica. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tutto questo comporta costi rilevanti: ad esempio un impianto come quello gestito da ETRA a Bassano del Grappa conferisce ogni anno oltre 5.000 tonnellate di sopravaglio in discarica, per un costo che supera i 900.000 euro.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Bioplastiche-univ-Padova-bn.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-161528\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Bioplastiche-univ-Padova-bn-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Bioplastiche-univ-Padova-bn-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Bioplastiche-univ-Padova-bn-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Bioplastiche-univ-Padova-bn.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">InnoDABio ha sviluppato un approccio integrato che combina<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>soluzioni ingegneristiche e biotecnologiche per migliorare proprio la gestione del sopravaglio<\/strong> e aumentare l\u2019efficienza della digestione anaerobica.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto ha introdotto nuove tecniche di caratterizzazione e separazione dei materiali e soluzioni enzimatiche in grado di <strong>accelerare la degradazione delle bioplastiche. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le attivit\u00e0 di ricerca hanno consentito di individuare i parametri ottimali di processo e di aumentare significativamente la velocit\u00e0 di depolimerizzazione dei materiali in bioplastica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tecnologia \u00e8 stata validata anche su scala pilota grazie a un reattore in continuo da 20 litri, testato per diversi mesi, che ha confermato la possibilit\u00e0 di convertire efficacemente bioplastiche e FORSU in biometano.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019innovazione sviluppata consente di incrementare la resa in biometano fino ad almeno il 20%, di produrre ulteriore digestato e <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>compost di qualit\u00e0 (da utilizzare come fertilizzanti) e di ridurre in modo significativo i costi di gestione degli impianti, <\/strong>contribuendo a un modello di economia circolare pi\u00f9 efficiente e sostenibile.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto ha visto la collaborazione tra\u00a0<strong>Universit\u00e0 di Padova, Fondazione Cariverona, ETRA S.p.A. Societ\u00e0 Benefit e BTS Biogas<\/strong>, integrando competenze scientifiche, industriali e di gestione dei servizi pubblici. Un lavoro congiunto che conferma come ricerca, territorio e imprese possano contribuire allo sviluppo di soluzioni innovative per la gestione dei rifiuti e la produzione di energia rinnovabile. Le bioplastiche presenti nel sopravaglio, se correttamente gestite anche in digestione anaerobica, rappresentano uno degli elementi del ciclo che trasforma gli scarti in energia, valore e fertilit\u00e0 per il suolo, rafforzando al tempo stesso l\u2019autonomia e la sostenibilit\u00e0 delle filiere locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Virgolettati<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl progetto InnoDABio rappresenta una risposta d\u2019avanguardia a una sfida di stringente attualit\u00e0: la transizione verso un&#8217;economia circolare reale, in linea con gli obiettivi europei di REPowerEU per la produzione di biometano entro il 2030. Oggi, la presenza di bioplastiche nei rifiuti organici urbani limita la resa energetica degli impianti, generando scarti costosi che finiscono inutilmente in discarica. Per affrontare questa criticit\u00e0, l\u2019Universit\u00e0 di Padova ha attivato una sinergia strategica tra enti, unendo le proprie competenze scientifiche con la visione lungimirante di solidi partner industriali e del territorio &#8211;\u00a0<strong>dice Monica Fedeli, prorettrice con delega alla Terza missione e rapporti con il territorio dell\u2019Universit\u00e0 di Padova<\/strong>\u00a0-. Questa collaborazione ha permesso di trasformare la ricerca in un risultato concreto: lo sviluppo di un prototipo di impianto pilota da 20 litri capace di convertire efficientemente le bioplastiche in biogas attraverso soluzioni enzimatiche innovative. \u00c8 il cuore della nostra Terza Missione: trasferire conoscenze dal laboratorio al territorio per ridurre i costi di gestione ambientale e aumentare la produzione di energia pulita, garantendo cos\u00ec un impatto sociale, economico e sostenibile tangibile per la nostra comunit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abQuesta iniziativa dimostra, ancora una volta, come la collaborazione sia la chiave per rispondere alle sfide di oggi \u2013\u00a0<strong>sottolinea Filippo Manfredi, direttore generale di Fondazione Cariverona<\/strong>\u00a0\u2013. Fondazioni, atenei e imprese sono chiamate a unire le forze e a fare squadra per trasformare la ricerca in soluzioni concrete, capaci di costruire un futuro pi\u00f9 sostenibile. Come Fondazione, il nostro ruolo \u00e8 mettere a disposizione risorse, creare reti di conoscenza e condividere competenze per rendere pi\u00f9 rapida ed efficace la transizione verso nuovi modelli di sviluppo. I risultati raggiunti da InnoDABio confermano il valore di questa alleanza: grazie a una partnership solida e allo sviluppo di tecnologie all\u2019avanguardia, il progetto ha saputo affrontare una criticit\u00e0 reale della filiera dei rifiuti organici, aprendo la strada a nuove opportunit\u00e0 di crescita a basso impatto ambientale, a vantaggio di tutto il territorio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNel 2023 ETRA ha colto l\u2019opportunit\u00e0 di collaborare con l\u2019Universit\u00e0 di Padova per ottimizzare ulteriormente la filiera di trattamento del rifiuto umido. Da gennaio 2024 la nostra multiutility \u00e8 partner del progetto InnoDABio con UniPD e BTS Biogas. Questo rappresenta un esempio quanto mai significativo di come oggi sia decisivo, per un\u2019azienda come la nostra, investire nell\u2019innovazione. Noi, erogando ogni giorno servizi per i cittadini, le imprese e le nostre comunit\u00e0, abbiamo nella quotidianit\u00e0 l\u2019ambito primo in cui esprimere il nostro core business &#8211;\u00a0<strong>afferma il presidente di ETRA Flavio Frasson\u00a0<\/strong>-. Ma questo richiede una tensione continua al miglioramento, allo sviluppo. Questo \u00e8 possibile solo investendo in modo deciso e qualificato in ricerca scientifica e costruendo relazioni strategiche con soggetti quali l\u2019Universit\u00e0 e realt\u00e0 come BTS Biogas che fanno della ricerca uno dei propri tratti identitari. Con il progetto InnoDABio riusciamo a mettere in campo risposte innovative e capaci di aprire orizzonti inediti per ottimizzare la digestione anaerobica tutelando l\u2019ambiente\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cProgetti come InnoDABio dimostrano quanto sia fondamentale la collaborazione tra universit\u00e0, imprese e istituzioni per trasformare la ricerca in soluzioni concrete, capaci di generare valore reale per l\u2019ambiente e per il sistema produttivo &#8211;\u00a0<strong>dichiara Franco Lusuriello, CEO BTS Biogas<\/strong>. Portare innovazione scientifica nei processi industriali significa oggi ridurre gli sprechi, ottimizzare l\u2019utilizzo delle risorse e sviluppare modelli sempre pi\u00f9 sostenibili. Per BTS, questo si traduce nella possibilit\u00e0 di integrare rapidamente i risultati della ricerca nei nostri impianti, migliorando i processi di digestione anaerobica, che rappresentano il nostro core business, aumentando l\u2019efficienza e contribuendo a una gestione pi\u00f9 virtuosa dei rifiuti organici. \u00c8 attraverso questo approccio che rafforziamo la nostra competitivit\u00e0 e sosteniamo una crescita responsabile, sia a livello nazionale sia internazionale\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLe bioplastiche sono la grande alternativa alle plastiche fossili e, in questo settore, l\u2019Italia \u00e8 all\u2019avanguardia. Una volta a fine vita, InnoDABio \u00e8 riuscito ad ottimizzare la loro gestione in contesti di digestione anaerobica per risolvere le criticit\u00e0 gestionali che numerosi impianti di biogas incontrano ogni giorno a livello nazionale ed internazionale. Grazie al supporto della Fondazione Cariverona, Etra SpA e BTS Biogas, tre giovani e brillanti ricercatori (Wessel Myburgh, Lara Facchini ed Alessandro Calzavara) hanno lavorato fianco a fianco con docenti dell\u2019Ateneo patavino ed aziende leader nel campo della digestione anaerobica e del trattamento dell&#8217;umido domestico. Si tratta &#8211;\u00a0<strong>evidenzia Lorenzo Favaro del Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente dell\u2019Universit\u00e0 di Padova<\/strong>\u00a0&#8211; di un approccio innovativo per catalizzare l\u2019idrolisi delle bioplastiche nel sopravaglio ed aumentare la resa in biometano degli impianti di digestione anaerobica riducendone notevolmente i costi di esercizio. Negli ultimi anni il gruppo di ricerca Waste to Bioproducts ha aumentato di 25 volte la velocit\u00e0 di depolimerizzazione enzimatica nei confronti di items come borse e posate in bioplastica ed ha dimostrato la tecnologia su scala rilevante (TRL 5-6) fino a reattori della capacit\u00e0 di 20-50L. Le bioplastiche a fine vita, grazie alle soluzioni biotech che abbiamo sviluppato, vengono cos\u00ec convertite efficacemente in biometano ed in altri bioprodotti a valore aggiunto come acido lattico e bioetanolo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPer ottimizzare efficacemente il trattamento del sopravaglio \u00e8 necessario, tra l\u2019altro, eliminare le frazioni estranee erroneamente conferite nell\u2019umido minimizzando, al tempo stesso, le quantit\u00e0 di bioplastiche e residui organici perse con tali frazioni non conformi, in modo da non sprecare nessuna risorsa &#8211;\u00a0<strong>conclude Alessandra Lorenzetti del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova\u00a0<\/strong>-. Per tale ragione, il gruppo di Polymer Engineering ha sviluppato e ingegnerizzato opportuni metodi di caratterizzazione e separazione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Soluzioni Innovative per ottimizzare la Digestione Anaerobica delle Bioplastiche contenute nella frazione organica dei rifiuti urbani &#8230; Bioplastiche nell\u2019organico di casa: una risorsa per energia<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":99649,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,19071,61,62,9411,327,64],"tags":[33454],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/161525"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=161525"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/161525\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":161530,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/161525\/revisions\/161530"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/99649"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=161525"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=161525"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=161525"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}