{"id":161664,"date":"2026-05-18T19:18:44","date_gmt":"2026-05-18T17:18:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=161664"},"modified":"2026-05-19T06:37:06","modified_gmt":"2026-05-19T04:37:06","slug":"salute-e-obesita-frenano-i-paesi-ricchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=161664","title":{"rendered":"Salute e obesit\u00e0 &#8211; frenano i Paesi &#8220;ricchi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In Italia e in Europa occidentale si registrano i primi segnali di inversione di tendenza tra i pi\u00f9 giovani.<\/p>\n<p><strong>EVOLUZIONE GLOBALE DELL&#8217;OBESIT\u00c0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FRENATA NEI PAESI RICCHI &#8211; ALLARME NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pubblicato su \u00abNature\u00bb lo studio basato sui dati provenienti da oltre 232 milioni di persone in 200 Paesi dal 1980 al 2024.<\/strong> Alla pubblicazione<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ha partecipato il dipartimento di Scienze biomediche dell\u2019Universit\u00e0 di Padova con i professori Antonio Paoli e Francesco Campa<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La narrazione globale sull&#8217;obesit\u00e0 si \u00e8 spesso limitata a confronti generici misurati nell&#8217;arco di diversi decenni, privi per\u00f2 di un&#8217;analisi sistematica sulle sue reali dinamiche. Una svolta nella comprensione del fenomeno arriva da una monumentale ricerca dal titolo \u201c<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-026-10383-0\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-026-10383-0&amp;source=gmail&amp;ust=1779206081994000&amp;usg=AOvVaw0qlbP7gMzysVZ44KYYCOv1\"><em>Obesity rise plateaus in developed nations and accelerates in developing nations<\/em><\/a>\u201d pubblicata su \u00abNature\u00bb basata su 4.050 studi di popolazione che ha monitorato altezza e peso di ben 232 milioni di persone dal 1980 al 2024. Un maxi-studio che rivela dinamiche inattese:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>in Italia e in Europa occidentale<\/strong> si registrano i primi segnali di <strong>inversione di tendenza<\/strong> tra i pi\u00f9 giovani,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nella maggior parte dei Paesi a basso e medio reddito (Africa, Asia e America Latina) la crescita annuale dell&#8217;obesit\u00e0 \u00e8 aumentata.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>La mappa globale del fenomeno a due velocit\u00e0<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I risultati mostrano quindi un quadro sempre pi\u00f9 differenziato. Nei Paesi ad alto reddito &#8211; come<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Italia, Francia, Portogallo, Stati Uniti e Giappone &#8211; l\u2019obesit\u00e0 infantile ha iniziato a rallentare<\/strong> o a stabilizzarsi gi\u00e0 dagli anni 2000, con i primi segnali di diminuzione osservati proprio in Italia, Portogallo e Francia. <strong>Negli adulti<\/strong>, invece, questo fenomeno \u00e8 emerso pi\u00f9 tardi, ma<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>in alcuni Paesi come Italia e Spagna iniziano a comparire possibili inversioni di tendenza.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>La frenata nei Paesi ad alto reddito: il caso Italia<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dato pi\u00f9 sorprendente riguarda i Paesi industrializzati.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Nei bambini in et\u00e0 scolare e negli adolescenti<\/strong> di molte nazioni ad alto reddito,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la crescita dell&#8217;obesit\u00e0 ha subito una decelerazione gi\u00e0 nel corso degli anni &#8217;90. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente, il fenomeno si \u00e8 stabilizzato su un &#8220;plateau&#8221; (un livello costante), pur mantenendo ampie differenze: si va da una prevalenza standardizzata per et\u00e0 del 3-4% tra le ragazze in Giappone, Danimarca e Francia, fino al picco del 23% registrato tra i ragazzi negli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto, l&#8217;Europa continentale mostra segnali incoraggianti. A partire dagli anni 2000, in alcuni Paesi occidentali &#8211; tra cui figurano Italia, Portogallo e Francia &#8211; si sono registrati i primi indizi di un lieve calo dell&#8217;obesit\u00e0 tra bambini e adolescenti. Tendenze simili sono state osservate anche in diverse nazioni dell&#8217;Europa centrale e orientale.<strong> Per quanto riguarda la popolazione adulta, la frenata \u00e8 arrivata con circa un decennio di ritardo<\/strong> rispetto a quella dei pi\u00f9 giovani, stabilizzandosi o mostrando, in rari casi come la Spagna, una possibile e iniziale inversione di tendenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa importante collaborazione internazionale hanno contribuito anche i\u00a0professori Antonio Paoli e Francesco Campa\u00a0del dipartimento di Scienze biomediche dell\u2019Universit\u00e0 di Padova fornendo oltre 2.000 record di dati raccolti secondo rigorosi standard metodologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abStudi come questo, con dati standardizzati raccolti da un numero cos\u00ec elevato di soggetti, permettono di avere un quadro pi\u00f9 chiaro di come si stia evolvendo l\u2019epidemia di obesit\u00e0 del mondo, permettendo &#8211;\u00a0sottolinea il Professor Antonio Paoli\u00a0&#8211; di capire se le strategie messe in atto da alcune nazioni siano efficaci o meno. Queste informazioni sono fondamentali per modulare sempre meglio gli interventi medici, sociali ed educativi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>Il divario con i Paesi in via di sviluppo<\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scenario cambia radicalmente se si volge lo sguardo alle economie in via di sviluppo. Nella maggior parte dei Paesi a basso e medio reddito (Africa, Asia e America Latina) la crescita annuale dell&#8217;obesit\u00e0 \u00e8 aumentata nel tempo, superando, nei numeri, i dati storici delle nazioni pi\u00f9 ricche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dinamiche cos\u00ec diversificate suggeriscono che i trend sociali, economici e tecnologici &#8211; capaci di influenzare la disponibilit\u00e0, il prezzo e il consumo dei diversi alimenti &#8211; possono aver contribuito a contenere l&#8217;obesit\u00e0 nei Paesi ricchi.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Urbanizzazione, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>marketing alimentare, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>disuguaglianze, <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>riduzione dell\u2019attivit\u00e0 fisica e <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>difficolt\u00e0 di accesso a cibi sani<\/strong> giocano cio\u00e8 un ruolo determinante. Per invertire la rotta nei Paesi a basso e medio reddito, la ricerca evidenzia come siano ormai urgenti e indispensabili interventi mirati di politica sanitaria.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Link alla ricerca:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-026-10383-0\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-026-10383-0&amp;source=gmail&amp;ust=1779206081994000&amp;usg=AOvVaw0qlbP7gMzysVZ44KYYCOv1\">https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-026-10383-0<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Titolo: \u201c<em>Obesity rise plateaus in developed nations and accelerates in developing nations<\/em>\u201d &#8211; \u00abNature\u00bb 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Italia e in Europa occidentale si registrano i primi segnali di inversione di tendenza tra i pi\u00f9 giovani. 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