{"id":161779,"date":"2026-05-23T17:40:41","date_gmt":"2026-05-23T15:40:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=161779"},"modified":"2026-05-23T17:40:41","modified_gmt":"2026-05-23T15:40:41","slug":"mostre-a-vicenza-inaugura-27-maggio-di-polvere-le-stelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=161779","title":{"rendered":"Mostre a Vicenza &#8211; inaugura 27 maggio di polvere le stelle"},"content":{"rendered":"<p>Stefano Mario Zatti<br \/>\ndi polvere le stelle<br \/>\nA cura di Elena Dal Molin con un testo di Alfonso Cariolato<\/p>\n<p>27 maggio \u2013 27 giugno 2026<\/p>\n<p><strong>Inaugurazione: 27 maggio 2026, ore 19 &#8211; 21<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_161786\" aria-describedby=\"caption-attachment-161786\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-di-povere-di-stelle-mag-26-vicenza-b.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-161786\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-di-povere-di-stelle-mag-26-vicenza-b-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-di-povere-di-stelle-mag-26-vicenza-b-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-di-povere-di-stelle-mag-26-vicenza-b-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-di-povere-di-stelle-mag-26-vicenza-b.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-161786\" class=\"wp-caption-text\">Lago di stelle, 2017<\/figcaption><\/figure>\n<p>Atipografia<br \/>\n<strong>Piazza Campo Marzio, 26<\/strong><br \/>\n<strong>Arzignano &#8211; Vicenza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">di polvere le stelle \u00e8 <strong>il terzo e ultimo capitolo del ciclo espositivo<\/strong> che Atipografia dedica <strong>all\u2019esplorazione della tridimensionalit\u00e0 dell\u2019essere umano e delle complessit\u00e0 del presente<\/strong> attraverso i linguaggi della contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, aperta da mercoled\u00ec 27 maggio a sabato 27 giugno 2026, a cura di Elena Dal Molin, presenta un intervento di Stefano Mario Zatti in un itinerario esperienziale che<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>conduce il visitatore dall\u2019oscurit\u00e0 a una forma di luminosit\u00e0 intima<\/strong> e non trascendente: esito di un processo di rigenerazione e riconnessione con la natura e la materia di cui ogni essere vivente \u00e8 costituito.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La trilogia espositiva ha inaugurato nel 2025 con la mostra Materm\u00e0nia\/Materman\u00eca, in cui sei artisti hanno approfondito il soggetto della maternit\u00e0, inteso come primo momento di collettivit\u00e0 in cui l\u2019io diventa noi. Il secondo episodio, L\u2019ombra delle lucciole, ha proseguito il percorso mettendo al centro l\u2019aspetto ontologico dell\u2019opera d\u2019arte, trattando la luce come lux e non come lumen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al centro del nuovo progetto espositivo si colloca la contemplazione, intesa come potenza creativa e generativa secondo la concezione formulata nelle Enneadi da Plotino.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>di polvere le stelle si articola in tre momenti<\/strong> nei quali l\u2019essere umano si<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>confronta con l\u2019immensit\u00e0 dell\u2019universo e con la profondit\u00e0 del proprio io pi\u00f9 autentico,<\/strong> divenendo al tempo stesso soggetto e oggetto dell\u2019esperienza contemplativa.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi due ambienti<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>introducono il visitatore a una discesa attraverso le tenebre della galleria oscurata.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo spazio si configura come soglia tra l\u2019esterno \u2013 il mondo della quotidianit\u00e0 e della frenesia \u2013 e la dimensione interiore della mostra. Il secondo coincide invece con l\u2019attraversamento dello spazio espositivo immerso nell\u2019oscurit\u00e0. Il pubblico, in forzato silenzio,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>si trova a leggere lo spazio, non tramite la vista ma attraverso gli altri sensi.<\/strong> Deve attendere che nel buio si apra la possibilit\u00e0 di vedere.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel terzo ambiente, anch\u2019esso immerso nell\u2019oscurit\u00e0,<\/strong> trova posto l\u2019installazione <strong>Lago di stelle<\/strong> (nella sua versione del 2026). All\u2019interno di una <strong>camera oscura, uno specchio collocato a terra riflette una volta stellata proiettata sul soffitto<\/strong>, restituendo allo spettatore la propria<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>sagoma immersa in un abisso cosmico. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera invita a contemplare la materia originaria condivisa tra uomo e universo \u2013 carbonio e silicio presenti tanto nel corpo umano quanto nello spazio celeste.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">L\u2019esperienza \u00e8 completata da un<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>paesaggio sonoro immersivo<\/strong> che amplifica la dimensione percettiva dell\u2019installazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intero percorso si configura come un\u2019esperienza di contemplazione: ritrovarsi negli elementi da cui proveniamo,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la \u201cpolvere di stelle\u201d evocata dal titolo della mostra, e riscoprire, attraverso la materia e l\u2019arte, il senso stesso dell\u2019esistere. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non una separazione tra anima e corpo, ma una riconciliazione profonda con la propria fisicit\u00e0 e con le facolt\u00e0 sensibili dell\u2019essere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proposta assume inoltre una valenza politica in senso ampio, configurandosi come riflessione sul destino comune che lega esseri umani, rocce, piante e animali all\u2019interno dello stesso ecosistema planetario. Una domanda attraversa l\u2019intero progetto: non siamo forse costituiti dalla stessa materia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto di Stefano Mario Zatti si presenta cos\u00ec come un\u2019installazione immersiva e percettiva articolata attraverso due grandi installazioni ambientali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ATIPOGRAFIA<br \/>\nPiazza Campo Marzio, 26<br \/>\n36071 &#8211; Arzignano (VI) \u2013 Italia<br \/>\nwww.atipografia.it\/home<br \/>\ninfo@atipografia.it | Tel: 04441807041<\/p>\n<p>Orari<br \/>\ndal marted\u00ec al sabato dalle ore 9:30 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:30.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ATIPOGRAFIA<br \/>\nAtipografia ad Arzignano, in provincia di Vicenza, riapre nel maggio 2022 con spazi completamente rinnovati e con un progetto culturale inedito. L\u2019antica tipografia arzignanese d\u00e0 vita a un programma che coniuga la dimensione commerciale con la vocazione culturale,<strong> attraverso la duplice azione di una associazione culturale e di una galleria commerciale.<\/strong> Questa dimensione ibrida integra e completa il lavoro che Elena Dal Molin ha condotto per anni a sostegno e sviluppo delle arti e degli artisti, dando vita a un crocevia del contemporaneo nel cuore del Nord-Est. La nuova identit\u00e0 si colloca nel segno della prosecuzione di luogo per gli artisti, per le persone e per le idee che da sempre Atipografia ha voluto disegnare.<br \/>\nMentre infatti prosegue l\u2019attivit\u00e0 storica dell\u2019Associazione, iniziata nel 2014 come no-profit per residenze d\u2019artista e progetti site-specific, l\u2019apertura della galleria d\u2019arte contemporanea proporr\u00e0 una nuova stagione di progetti espositivi e una propria scuderia di artisti di diverse generazioni e provenienza geografica. Il progetto di Atipografia riprende cos\u00ec il suo corso con una rinnovata energia, scandita anche dagli ingenti lavori di adeguamento funzionale iniziati alla vigilia della pandemia, realizzati dallo studio AMAA che si \u00e8 occupato del progetto di restauro, realizzando ambienti di grande fascino in cui fare ricerca, esporre, incontrarsi e persino abitare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra personale di Arcangelo Sassolino (1967), Il vuoto senza misura, promossa dall\u2019Associazione, ha inaugurato la riapertura degli spazi rinnovati il 21 maggio scorso. Altre mostre: Unplugged di Mats Bergquist, Gregorio Botta, Mirko Baricchi, Mattia Bosco; Limbo Incerto di Denis Riva; La forma delle parole di Stefano Mario Zatti a cura di Robert Phillips e Matilde Nuzzo; La cava delle nuvole bianche di Diego Sold\u00e0 a cura di Luca Massimo Barbero; Luminous Terrain mostra collettiva di Yulia Iosilzon, Grace Mattingly e Guendalina Cerruti; Rhizoma di Josh Rowell a cura di Andrea Maffioli; Babel, mostra personale di Mirko Baricchi; La citt\u00e0 fantastica, una mostra di Piero Fogliati in collaborazione con l\u2019Archivio Fogliati; Olhares, prima mostra personale in Europa del giovane artista brasiliano Tarcisio Veloso; Disgelo, una personale di Gregorio Botta; MASQUERADE dell\u2019artista Nero\/Alessandro Neretti, con un testo critico di Milovan Farronato. A ottobre 2025 la collettiva Materm\u00e0nia\/Materman\u00eca ha inaugurato una inedita trilogia espositiva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stefano Mario Zatti di polvere le stelle A cura di Elena Dal Molin con un testo di Alfonso Cariolato 27 maggio \u2013 27 giugno 2026<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":161785,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[33480],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/161779"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=161779"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/161779\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":161787,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/161779\/revisions\/161787"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/161785"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=161779"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=161779"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=161779"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}