{"id":162131,"date":"2026-05-28T19:57:13","date_gmt":"2026-05-28T17:57:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=162131"},"modified":"2026-05-29T18:56:57","modified_gmt":"2026-05-29T16:56:57","slug":"mostre-a-venezia-peggy-guggenheim-nascita-di-una-collezionista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=162131","title":{"rendered":"Mostre a Venezia &#8211; Peggy Guggenheim nascita di una collezionista"},"content":{"rendered":"<p><strong>Peggy Guggenheim a Londra.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nascita di una collezionista<\/strong><\/p>\n<p><strong>Venezia &#8211; Collezione Peggy Guggenheim<\/strong><\/p>\n<p>25 aprile &#8211; 19 ottobre, 2026<\/p>\n<figure id=\"attachment_162137\" aria-describedby=\"caption-attachment-162137\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Mondrian_Ph_MatteoDeFina-4.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-162137\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Mondrian_Ph_MatteoDeFina-4-300x170.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"170\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Mondrian_Ph_MatteoDeFina-4-300x170.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Mondrian_Ph_MatteoDeFina-4-529x300.jpg 529w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a-Mondrian_Ph_MatteoDeFina-4.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-162137\" class=\"wp-caption-text\">Mondrian_Ph_MatteoDeFina-<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concluso il progetto di studio e conservazione sull\u2019opera di Piet Mondrian Composizione n. 1 con grigio e rosso 1938 \/ Composizione con rosso 1939.<\/p>\n<figure id=\"attachment_162136\" aria-describedby=\"caption-attachment-162136\" style=\"width: 291px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1A-Mondrian_Composition.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-162136\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1A-Mondrian_Composition-291x300.jpg\" alt=\"\" width=\"291\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1A-Mondrian_Composition-291x300.jpg 291w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1A-Mondrian_Composition.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 291px) 100vw, 291px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-162136\" class=\"wp-caption-text\">Mondrian_Composition.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo oltre cinque anni di ricerca interdisciplinare,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il capolavoro della Collezione Peggy Guggenheim torna visibile al pubblico in occasione della mostra<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Collezione Peggy Guggenheim annuncia il completamento del progetto di studio, ricerca e conservazione di Composizione n. 1 con grigio e rosso 1938 \/ Composizione con rosso 1939 (1938\u20131939) di Piet Mondrian, avviato nel 2021 dal dipartimento di conservazione del museo. Tra le opere pi\u00f9 iconiche della collezione della mecenate, il dipinto \u00e8 oggi nuovamente esposto al pubblico in occasione della mostra Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista, aperta fino al 19 ottobre, 2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Realizzato tra il 1938 e il 1940, alla vigilia della Seconda guerra mondiale<\/strong>, il dipinto rappresenta uno dei momenti pi\u00f9 alti della ricerca neoplastica di Mondrian.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Apparentemente rigorosa nella sua struttura geometrica,<\/strong> l\u2019opera si \u00e8 progressivamente rivelata, attraverso oltre cinque anni di studio interdisciplinare,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una sofisticata costruzione di superficie, luce e spazio<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca, cominciata nel 2021, nasce dalla necessit\u00e0 di rivalutare le conseguenze del restauro eseguito a New York nel 1968, durante il quale il dipinto venne pulito, verniciato, rintelato, montato su un supporto a nido d\u2019ape e dotato di una nuova cornice. Interventi che avevano alterato l\u2019aspetto originario dell\u2019opera, appiattendo il sottile rapporto tra superfici opache e lucide e oscurando il complesso trattamento della luce, della texture e dello spazio elaborato dall\u2019artista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio, la ricerca e l\u2019intervento di restauro sono stati condotti da Luciano Pensabene Buemi, Head of Conservation and Technical Research Collezione Peggy Guggenheim, in collaborazione con i dipartimenti di conservazione del Solomon R. Guggenheim Museum di New York, insieme a numerosi istituti di ricerca e musei internazionali e ai principali studiosi ed esperti di Mondrian. L\u2019intero progetto si \u00e8 cos\u00ec sviluppato come un\u2019indagine interdisciplinare che ha intrecciato conservazione, analisi scientifiche, ricerca archivistica e studi tecnico-artistici, trasformando l\u2019intervento conservativo in un\u2019occasione per approfondire la comprensione della concezione spaziale e materica dell\u2019opera e per ricostruirne le condizioni percettive originarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno degli aspetti centrali della ricerca ha riguardato le linee nere di Mondrian, la cui complessit\u00e0 materica e il cui trattamento superficiale si sono rivelati elementi fondamentali dell\u2019indagine. Le analisi hanno dimostrato come l\u2019artista costruisse queste superfici attraverso molteplici strati sovrapposti di pittura e vernici, tornando ripetutamente sulle proprie composizioni nel corso del tempo per affinare proporzioni, superfici e relazioni spaziali. Mentre i campi bianchi e colorati conservano pennellate visibili e texture opache, le linee nere erano concepite da Mondrian come elementi lucidi e otticamente attivi. \u201cSai che le rendo lucide, altrimenti diventano morte\u201d, scriveva l\u2019artista nel 1920.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pulitura dell\u2019opera ha rappresentato uno degli aspetti centrali del progetto ed \u00e8 stata condotta mediante sistemi gelificati sviluppati nell\u2019ambito del progetto europeo GREENART, dedicato allo sviluppo di materiali sostenibili per la conservazione del patrimonio culturale. Il recupero delle condizioni originarie ha permesso di ristabilire l\u2019equilibrio tra superfici opache e riflettenti, restituendo leggibilit\u00e0 alla complessa costruzione spaziale concepita dall\u2019artista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondamentale \u00e8 stata inoltre l\u2019indagine scientifica svolta nell\u2019ambito dell\u2019infrastruttura europea IPERION HS, in collaborazione con i laboratori CNR di ISPC e SCITEC, parte della piattaforma MOLAB dell\u2019infrastruttura europea per l\u2019Heritage Science E-RIHS. Il dipinto \u00e8 stato esaminato mediante tecniche diagnostiche non invasive, indagini che hanno consentito di identificare modifiche compositive, tracce di stati precedenti ed evidenze del continuo processo di rielaborazione dell\u2019opera da parte di Mondrian.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra componente cruciale della ricerca ha riguardato inoltre lo studio comparativo di oltre venti dipinti del periodo londinese e transatlantico dell\u2019artista conservati in importanti musei internazionali, tra cui Buffalo AKG Art Museum, Centre Pompidou, Dallas Museum of Art, Fondation Beyeler, Kimbell Art Museum, Kunstmuseum Den Haag, Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Museum of Modern Art, Munson, National Gallery of Canada, Phillips Collection, Saint Louis Art Museum e Tate Modern. Tale confronto ha permesso di approfondire materiali, finiture superficiali, sistemi di incorniciatura e vicende conservative delle opere tarde di Mondrian.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Particolare attenzione \u00e8 stata infine dedicata anche alla ricostruzione del sistema di incorniciatura originario concepito dall\u2019artista. Lo studio comparativo e le fonti storiche hanno dimostrato come, dalla fine degli anni Trenta, Mondrian utilizzasse sistematicamente sottocornici arretrate e nastri telati dipinti come parte integrante della composizione, con l\u2019intento di dissolvere la tradizionale separazione tra dipinto e cornice, e di costruire uno spazio tridimensionale continuo tra opera, parete e ambiente circostante. La cornice applicata durante il restauro del 1968 \u00e8 stata quindi rimossa e sostituita con la ricostruzione della sottocornice originale, realizzata in collaborazione con Renata Pintus, Luciano Ricciardi e Francesca Bettini dell\u2019Opificio delle Pietre Dure di Firenze. L&#8217;estensivo progetto di studio e restauro del dipinto ha cos\u00ec restituito una lettura dell\u2019opera pi\u00f9 vicina alla complessa concezione spaziale e percettiva originariamente elaborata da Mondrian.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intero progetto \u00e8 stato reso possibile grazie al generoso sostegno di un donatore anonimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista Venezia &#8211; Collezione Peggy Guggenheim 25 aprile &#8211; 19 ottobre, 2026 Concluso il progetto di studio e<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":82505,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,9411,358,15896],"tags":[33516],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/162131"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=162131"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/162131\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":162138,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/162131\/revisions\/162138"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/82505"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=162131"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=162131"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=162131"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}