{"id":162161,"date":"2026-05-28T20:00:03","date_gmt":"2026-05-28T18:00:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=162161"},"modified":"2026-05-29T18:53:02","modified_gmt":"2026-05-29T16:53:02","slug":"mostre-a-torino-straordinarie-tavole-didattiche-istologia-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=162161","title":{"rendered":"Mostre a Torino &#8211; straordinarie tavole didattiche &#8211; istologia italiana"},"content":{"rendered":"<p dir=\"ltr\"><strong>Antesignane degli odierni strumenti informatici<\/strong><\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\">Quello che l&#8217;occhio non vede: le tavole ritrovate di Giulio Bizzozero esposte all\u2019Accademia delle Scienze<\/p>\n<figure id=\"attachment_162163\" aria-describedby=\"caption-attachment-162163\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a57_Bizzozero_LVII_macula_acustica_tromba_eustacchio.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-162163\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a57_Bizzozero_LVII_macula_acustica_tromba_eustacchio-300x195.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a57_Bizzozero_LVII_macula_acustica_tromba_eustacchio-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a57_Bizzozero_LVII_macula_acustica_tromba_eustacchio-461x300.jpg 461w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1a57_Bizzozero_LVII_macula_acustica_tromba_eustacchio.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-162163\" class=\"wp-caption-text\">_Bizzozero_LVII_macula_acustica_tromba_eustacchio<\/figcaption><\/figure>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\">Per la prima volta in mostra le<\/p>\n<ul>\n<li dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><strong>straordinarie tavole didattiche del padre dell&#8217;istologia italiana<\/strong>, visitabili dal 27 maggio fino all&#8217;8 luglio<\/li>\n<\/ul>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\">Grandi fogli dipinti<\/p>\n<ul>\n<li dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><strong>a mano libera <\/strong><\/li>\n<li dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><strong>con acquerelli e china, in cui cellule, <\/strong><\/li>\n<li dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><strong>tessuti e strutture microscopiche<\/strong> prendono forma con una precisione e una bellezza che ancora oggi lasciano senza parole.<\/li>\n<\/ul>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\">Per anni erano appese ai corridoi dell&#8217;ex Istituto di Patologia Generale, cos\u00ec familiari da diventare invisibili, dato che nessuno sembrava pi\u00f9 accorgersi del loro straordinario valore scientifico e artistico.<\/p>\n<ul>\n<li dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Oggi quelle tavole escono dall&#8217;ombra e trovano la loro sede pi\u00f9 naturale: l&#8217;Accademia delle Scienze di Torino,<\/strong> in collaborazione con l&#8217;Universit\u00e0 di Torino, apre al pubblico Guardare l&#8217;invisibile, la mostra sulla pi\u00f9 antica collezione italiana di disegni di istologia normale e patologica, visitabile fino all&#8217;8 luglio.<\/li>\n<\/ul>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\">Le tavole in mostra sono il frutto del progetto ART IN MED, promosso dall&#8217;Universit\u00e0 di Torino con l&#8217;obiettivo di valorizzare un patrimonio ancora poco noto:<\/p>\n<ul>\n<li dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><strong>oltre 1100 tavole didattiche scientifiche che, introdotte nell&#8217;Ottocento<\/strong> e<\/li>\n<li dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><strong>utilizzate fino alla prima met\u00e0 del Novecento,<\/strong> raccontano lo sviluppo delle scienze mediche e veterinarie.<\/li>\n<\/ul>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Antesignane degli odierni strumenti informatici<\/strong>, erano il supporto grafico con cui gli scienziati insegnavano e divulgavano le proprie scoperte, realizzate in grandi formati per essere viste a distanza, a mano libera con acquerello e china, riproducendo con rigore organi, tessuti e strumentazioni scientifiche. Un patrimonio che rischiava di restare ignorato e che oggi \u00e8 censito, valorizzato e accessibile a tutti. Portarlo all&#8217;Accademia delle Scienze significa restituirlo al luogo in cui la scienza torinese ha scritto alcune delle sue pagine pi\u00f9 importanti: un cerchio che si chiude, a distanza di oltre un secolo.<br \/>\n\u00abLa collaborazione con l&#8217;Universit\u00e0 di Torino rappresenta un esempio virtuoso di come due istituzioni con radici comuni possano unire le proprie competenze per valorizzare un patrimonio scientifico e culturale condiviso. L&#8217;Accademia delle Scienze \u00e8 stata un luogo di ricerca e di pensiero, ma oggi \u00e8 anche e sempre pi\u00f9 uno spazio aperto alla citt\u00e0 e a pubblici nuovi: attraverso le mostre, gli incontri pubblici e i podcast con cui raccontiamo la scienza in tutte le sue forme. Vogliamo che la conoscenza prodotta e conservata in Accademia\u00a0 raggiunga chiunque abbia curiosit\u00e0 e voglia di capire il mondo. Guardare l&#8217;invisibile va esattamente in questa direzione: portare davanti agli occhi di tutti ci\u00f2 che la scienza ha reso visibile nel corso dei secoli\u00bb, ha dichiarato Marco Mezzalama, presidente dell&#8217;Accademia delle Scienze.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che colpisce, guardando le tavole di Bizzozero, \u00e8 prima di tutto l&#8217;incredulit\u00e0:<\/p>\n<ul>\n<li dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><strong>come \u00e8 possibile una simile precisione senza fotografie, senza strumenti di riproduzione, senza altro ausilio che la mano e la mente? <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\">Il suo uso del colore era cos\u00ec sapiente da rendere strutture reali non solo fedeli, ma quasi fantastiche &#8211; qualcosa che potremmo scambiare per un&#8217;illustrazione contemporanea, e che invece nasceva dall&#8217;occhio di uno scienziato capace di vedere ci\u00f2 che nessuno aveva ancora visto, e di restituirlo al mondo con la sensibilit\u00e0 di un artista.<\/p>\n<ul>\n<li dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Non erano semplici illustrazioni: erano un atto creativo,<\/strong> il tentativo ostinato di rendere visibile e comprensibile ci\u00f2 che esiste al di l\u00e0 della vista umana.<\/li>\n<\/ul>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\">E fu proprio a Torino, che Bizzozero present\u00f2 la sua scoperta pi\u00f9 importante: l&#8217;esistenza delle piastrine del sangue, il terzo elemento che nessuno aveva ancora identificato e che avrebbe posto le basi della medicina moderna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antesignane degli odierni strumenti informatici Quello che l&#8217;occhio non vede: le tavole ritrovate di Giulio Bizzozero esposte all\u2019Accademia delle Scienze Per la prima volta in<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":162164,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15,9411,15896],"tags":[33522],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/162161"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=162161"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/162161\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":162165,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/162161\/revisions\/162165"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/162164"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=162161"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=162161"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=162161"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}