{"id":162574,"date":"2026-06-09T20:04:49","date_gmt":"2026-06-09T18:04:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=162574"},"modified":"2026-06-09T20:07:01","modified_gmt":"2026-06-09T18:07:01","slug":"mostre-a-lodi-guastafeste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=162574","title":{"rendered":"Mostre a Lodi &#8211; Guastafeste"},"content":{"rendered":"<p><strong>Federica Balconi<\/strong><br \/>\n<strong>Guastafeste<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_162580\" aria-describedby=\"caption-attachment-162580\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1a-Hide-and-seek-2022-tessuto-non-tessuto-performer-installation-view-Orto-botanico-ed-Erbario-di-Bologna-Corneraholic-a-cura-di-Massimo-Bartolini-ph-Andrea-Di-Lorenzo.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-162580\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1a-Hide-and-seek-2022-tessuto-non-tessuto-performer-installation-view-Orto-botanico-ed-Erbario-di-Bologna-Corneraholic-a-cura-di-Massimo-Bartolini-ph-Andrea-Di-Lorenzo-300x212.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1a-Hide-and-seek-2022-tessuto-non-tessuto-performer-installation-view-Orto-botanico-ed-Erbario-di-Bologna-Corneraholic-a-cura-di-Massimo-Bartolini-ph-Andrea-Di-Lorenzo-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1a-Hide-and-seek-2022-tessuto-non-tessuto-performer-installation-view-Orto-botanico-ed-Erbario-di-Bologna-Corneraholic-a-cura-di-Massimo-Bartolini-ph-Andrea-Di-Lorenzo-424x300.jpg 424w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1a-Hide-and-seek-2022-tessuto-non-tessuto-performer-installation-view-Orto-botanico-ed-Erbario-di-Bologna-Corneraholic-a-cura-di-Massimo-Bartolini-ph-Andrea-Di-Lorenzo.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-162580\" class=\"wp-caption-text\">-Hide-and-seek-2022-tessuto-non-tessuto-performer-installation-view-Orto-botanico-ed-Erbario-di-Bologna-Corneraholic-a-cura-di-Massimo-Bartolini-ph-Andrea-Di-Lorenzo<\/figcaption><\/figure>\n<p>4 giugno 2026 \u2013 15 gennaio 2027<\/p>\n<p>Platea &#8211; Palazzo Galeano &#8211; Corso Umberto I &#8211; Lodi<\/p>\n<figure id=\"attachment_162578\" aria-describedby=\"caption-attachment-162578\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1a-Diana-Lola-Posani-SCREAM-AS-IF-YOUR-ORGANS-WERE-MADE-OF-GLASS.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-162578\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1a-Diana-Lola-Posani-SCREAM-AS-IF-YOUR-ORGANS-WERE-MADE-OF-GLASS-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1a-Diana-Lola-Posani-SCREAM-AS-IF-YOUR-ORGANS-WERE-MADE-OF-GLASS-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1a-Diana-Lola-Posani-SCREAM-AS-IF-YOUR-ORGANS-WERE-MADE-OF-GLASS-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1a-Diana-Lola-Posani-SCREAM-AS-IF-YOUR-ORGANS-WERE-MADE-OF-GLASS.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-162578\" class=\"wp-caption-text\">Diana Lola Posani, SCREAM AS IF YOUR ORGANS WERE MADE OF GLASS, 2023, Short Theatre \/ Real Academia de Espan\u0303a, Roma. Foto: Claudia Pajewski<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la seconda mostra di Fivefold Tuning, prosegue la <strong>nuova stagione espositiva a cura di Giovanna Manzotti.<\/strong> Un percorso che si costruisce nel tempo, tra installazione permanente e interventi progressivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Federica Balconi, Guastafeste, 2026, Platea | Palazzo Galeano, Lodi. Courtesy: l\u2019artista e Platea | Palazzo Galeano, Lodi. Foto: Alessio Belloni<br \/>\nDopo l\u2019apertura della programmazione di Fivefold Tuning nel mese di marzo con | senza | soluzione di continuit\u00e0 di Liliana Moro \u2013 intervento architettonico e installativo che funge da asse portante dell\u2019intero palinsesto espositivo \u2013 la prima giovane artista a entrare in scena \u00e8 Federica Balconi (Monza, 1999).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La curatela di quest\u2019anno, affidata a Giovanna Manzotti, introduce un cambio di paradigma nella scansione temporale della programmazione: non pi\u00f9 una successione di mostre personali autonome, ma un racconto unitario che si sviluppa per stratificazioni, relazioni e continuit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scultura di Federica Balconi concepita per Platea, dal titolo Guastafeste, si configura come un\u2019opera che, nella sua comparsa nello spazio con<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un\u2019attitudine ironica e spiazzante \u2014 per colore, forma e postura \u2014, instaura una felice relazione con | senza | soluzione di continuit\u00e0, non senza interferire con il suo rigore formale. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elemento quasi residuale, finito l\u00ec all\u2019improvviso dopo un qualche festeggiamento nella piazza antistante, l\u2019opera \u00e8 la rivisitazione scultorea di un festone che si prende spazio di azione e riposo. Se Moro, con le sue superfici riflettenti, apre la vetrina alla citt\u00e0, Guastafeste aggiunge alla natura permeabile e collettiva dell\u2019operazione un pizzico di gioco e di irriverenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca scultorea di Federica Balconi intreccia progettazione, meccanica e riferimenti all\u2019architettura e al design, affrontati attraverso soluzioni compositive volutamente fragili e instabili. Le sue opere mettono in discussione la funzionalit\u00e0 dei materiali e le convenzioni costruttive, trasformando la logica progettuale in un esercizio di precariet\u00e0. Le strutture risultanti rivelano una dimensione ironica e disfunzionale, in cui la tensione tra razionalit\u00e0 tecnica e fallimento diventa elemento centrale del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come scrive la curatrice Giovanna Manzotti nel suo testo critico: \u00abL\u2019intervento di Balconi si configura come un\u2019intromissione giocosa, ma anche come un gesto preciso, un\u2019interferenza sottile e ricercata che nasce in seno a un esercizio di costante sintonizzazione. Ed \u00e8 da questo punto di vista che le due opere si scoprono simili nella loro pur evidente diversit\u00e0: per la capacit\u00e0 comune di \u201cascoltare\u201d il contesto e di inserire un segno che, senza operazioni eclatanti, sia capace allo stesso tempo di rispettare lo spazio, interpretarlo e trasformarlo, dimostrando una profonda inclinazione verso l\u2019accoglienza.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Platea | Palazzo Galeano \u00e8 un progetto dell\u2019Associazione Platea | Palazzo Galeano e.t.s., nata a Lodi nel 2020 con l\u2019obiettivo di promuovere l\u2019arte contemporanea sul territorio con una prospettiva internazionale. Cuore del progetto \u00e8 una vetrina espositiva ricavata nella facciata di Palazzo Galeano, sempre illuminata, visibile giorno e notte e inaccessibile dall\u2019esterno: un dispositivo che trasforma lo spazio urbano in esperienza visiva, offrendo l\u2019opera allo sguardo del passante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre a Federica Balconi, la struttura temporale estesa di Fivefold Tuning concepita come un unico piano sequenza, vedr\u00e0<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la partecipazione di Lorena Bucur (Cremona, 1996), Diana Lola Posani (Milano, 1994) e Andrea Di Lorenzo (Varese, 1994) che entreranno progressivamente in scena tra giugno e novembre 2026,<\/strong> intervenendo sempre all\u2019interno dell\u2019ambiente ideato da Liliana Moro.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo del progetto evoca un\u2019accordatura a cinque voci: un processo di armonizzazione che presuppone ascolto, prossimit\u00e0 e tensione condivisa. La voce iniziale \u2014 quella di Moro \u2014 stabilisce il ritmo entro cui le pratiche degli altri artisti si inseriscono, in un esercizio continuo di sintonizzazione tra linguaggi e sensibilit\u00e0. In questo senso, la programmazione non si configura come una sequenza di eventi isolati, ma come un organismo in evoluzione, in cui ogni intervento modifica il contesto e viene a sua volta modificato da esso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con Fivefold Tuning, Platea consolida la propria identit\u00e0 come luogo di ricerca curatoriale, capace di concepire lo spazio espositivo come dispositivo attivo e la programmazione come un processo aperto, costruito nel tempo e nella relazione con il pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nome Platea, donato dall\u2019artista Marcello Maloberti, sottolinea la centralit\u00e0 del pubblico e la dimensione collettiva dell\u2019arte. In questa tensione tra display e citt\u00e0, Platea sviluppa un programma orientato a opere capaci di generare un \u201cincidente di sguardo\u201d e di inserirsi nel ritmo quotidiano dello spazio pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fivefold Tuning, veduta della mostra presso Platea | Palazzo Galeano, Lodi.<br \/>\nLiliana Moro, | senza | soluzione di continuita\u0300, 2026. Courtesy: l\u2019artista, Galleria Raffaella Cortese, Milano, Albisola e Platea | Palazzo Galeano, Lodi. Federica Balconi, Guastafeste, 2026. Courtesy: l\u2019artista e Platea | Palazzo Galeano, Lodi. Foto: Alessio Belloni<br \/>\nTesto di Giovanna Manzotti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 nell\u2019intervento architettonico e installativo | senza | soluzione di continuit\u00e0 di Liliana Moro che la scultura Guastafeste di Federica Balconi fa la sua comparsa con un\u2019attitudine ironica e spiazzante, tanto per colore, quanto per forma e postura. Elemento quasi residuale, finito l\u00ec all\u2019improvviso dopo un qualche festeggiamento nella piazza antistante, l\u2019opera instaura una felice relazione con il lavoro di Moro, non senza interferire con il suo rigore formale. Questo oggetto color magenta \u00e8 la rivisitazione scultorea di un festone che si prende spazio di azione e riposo. Se Moro, con le sue superfici riflettenti, ha aperto la vetrina alla citt\u00e0, riconfigurandola come presenza attiva nel contesto urbano, il gesto di Balconi rafforza questa attitudine e aggiunge alla natura permeabile e collettiva dell\u2019operazione un pizzico di gioco e irriverenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guastafeste, una volta collocato nella vetrina \u2014 a dispetto della sua gi\u00e0 citata irriverenza e instabilit\u00e0 \u2014, non appare come un oggetto estraneo ma, al contrario, si inserisce felicemente nella partitura definita da Moro, dilatandone la gamma dei registri espressivi e permettendo all\u2019insieme di risuonare secondo una pi\u00f9 ricca variet\u00e0 di note.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intervento di Balconi si configura cos\u00ec come un\u2019intromissione giocosa, ma anche come un gesto preciso, un\u2019interferenza sottile e ricercata che nasce in seno a un esercizio di costante sintonizzazione. Ed \u00e8 da questo punto di vista che le due opere si scoprono simili nella loro pur evidente diversit\u00e0: per la capacit\u00e0 comune di \u201cascoltare\u201d il contesto e di inserire un segno che, senza operazioni eclatanti, sia capace allo stesso tempo di rispettare lo spazio, interpretarlo e trasformarlo, dimostrando una profonda inclinazione verso l\u2019accoglienza. \u00c9 una complicit\u00e0 nel disturbo che entrambe le artiste sembrano aver ricercato. Se il gesto di Moro \u00e8 stato fondativo, quello di Balconi espande il campo delle possibilit\u00e0 sul quale saranno chiamati ad avvicendarsi gli altri artisti invitati nel palinsesto espositivo nei mesi a venire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Composto da sottili moduli di legno lamellare di abete e faggio, tagliati al laser e verniciati con pittura al quarzo e smalto opaco, Guastafeste si caratterizza per una configurazione compositiva e funzionale che tradisce la sua matrice originaria. Da elemento in carta che trova abituale collocazione a muro o a soffitto, il festone diventa qui una traccia architettonica: una piccola colonna che poggia a terra e cerca di ergersi, trovando un equilibrio solo apparente. In questo sforzo, \u00e8 come se essa si sgretolasse, crollando su se stessa; al contempo per\u00f2 cerca una forma, la rincorre, forse la trova, ed \u00e8 in quel momento esatto che diventa altro da s\u00e9 \u2014 un corpo strisciante che si stacca gradualmente dalla sua parte pi\u00f9 rigida o, viceversa, una ghirlanda la cui struttura alveolare ben visibile si accorpa verso la fine del suo scheletro. Questo accade forse per rendere il suo atteggiamento pi\u00f9 manifesto attraverso una serie di continui aggiustamenti posturali \u2014 amplificati dalle pareti riflettenti \u2014 che la rendono ai nostri occhi tanto autoironica, quanto volutamente determinata nel farsi avanti verso la sua entrata, o uscita, di scena.<br \/>\nPlatea Educational<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parallelamente alla programmazione espositiva, torna<strong> Buon Compleanno Platea!, progetto educativo a cura di Bianca Basile, giunto alla quinta edizione. L\u2019artista Nicola Biagetti guider\u00e0 un workshop con gli studenti del Liceo Artistico Callisto Piazza di Lodi,<\/strong> rinnovando il dialogo tra pratica artistica e formazione. Il progetto coinvolge i giovani in un processo creativo che riflette sulle relazioni tra spazio espositivo e spazio pubblico, in continuit\u00e0 con l\u2019impianto curatoriale della stagione.<br \/>\nIl progetto grafico di Fivefold Tuning \u00e8 a cura di Carolina Incerti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PLATEA | PALAZZO GALEANO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto Platea | Palazzo Galeano \u00e8 realizzato con il patrocinio del Comune di Lodi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Governance: Claudia Ferrari, Presidente; Laura Ferrari, Vicepresidente; Gianluigi Corsi, Tesoriere.<br \/>\nMain partner: Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa e Consorzio di Tutela del Formaggio Grana Padano.<br \/>\nSostenitori: FaseModus Architettura, gli amici di Platea.<br \/>\nPartner tecnici: Solux Led Lighting Technology, Verspieren Broker di Assicurazione e Legal Studio Legale.<br \/>\nIl progetto partecipa ai Bandi 2026 della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi.<br \/>\nSi ringrazia per la collaborazione la Galleria Raffaella Cortese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Platea | Palazzo Galeano<br \/>\nCorso Umberto I, 50- 26900, Lodi<br \/>\nWebsite: www.platea.gallery | Instagram: platea_palazzogaleano | Contatti: info@platea.gallery<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Liliana Moro<br \/>\n20 marzo 2026 \u2013 15 gennaio 2027<br \/>\nLiliana Moro (Milano, 1961) si diploma all\u2019Accademia di Belle Arti di Brera e nel 1989 fonda lo Spazio di Via Lazzaro Palazzi a Milano. Ha esposto in importanti contesti internazionali tra cui Documenta IX Kassel, Biennale di Venezia, Castello di Rivoli, Moderna Museet Stoccolma, PS1 New York, MAXXI Roma e PAC Milano. La sua pratica combina suono, parola e oggetto in un linguaggio essenziale capace di trasformare l\u2019esperienza quotidiana in dispositivo critico e poetico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Federica Balconi<br \/>\n4 giugno 2026 \u2013 15 gennaio 2027<br \/>\nFederica Balconi (Monza, 1999) si forma tra Bergamo e Brera. Vincitrice del Premio Nocivelli 2022, sviluppa una ricerca scultorea che intreccia progettazione e instabilit\u00e0 strutturale, mettendo in discussione funzionalit\u00e0 e logiche costruttive attraverso dispositivi ironici e precari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lorena Bucur<br \/>\n25 giugno 2026 \u2013 15 gennaio 2027<br \/>\nLorena Bucur (Cremona, 1996) vive e lavora a Bologna. La sua pratica indaga memoria e dimensione sociale, costruendo narrazioni che mettono in relazione esperienza privata e spazio pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diana Lola Posani<br \/>\nsettembre 2026 \u2013 15 gennaio 2027<br \/>\nDiana Lola Posani (Milano, 1994) \u00e8 artista del suono e curatrice. La sua ricerca esplora stati percettivi e configurazioni sonore come strumenti di trasformazione esperienziale, intrecciando ascolto, corpo e spazio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrea Di Lorenzo<br \/>\nnovembre 2026 \u2013 15 gennaio 2027<br \/>\nAndrea Di Lorenzo (Varese, 1994) si forma all&#8217;Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua ricerca indaga il rapporto tra materia, spazio e percezione attraverso pratiche che includono scultura, installazione e fotografia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cFivefold Tuning\u201d | La curatrice<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giovanna Manzotti (Desio, 1988) \u00e8 curatrice indipendente e autrice. Collabora con istituzioni e gallerie internazionali e scrive per riviste di settore. Nel 2026 cura per ArtVerona la sezione STILL dedicata alla fotografia contemporanea. \u00c8 interpretation consultant per Fondazione Prada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Platea Educational<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bianca Basile \u2014 curatrice<br \/>\nRicercatrice e curatrice, sviluppa progetti educativi che indagano l\u2019arte come strumento relazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nicola Biagetti \u2014 artista<br \/>\nArtista visivo e designer, lavora tra fotografia e intervento urbano esplorando dinamiche sociali dello spazio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Associazione Platea | Palazzo Galeano e.t.s.<br \/>\nPlatea | Palazzo Galeano \u00e8 un\u2019associazione culturale nata a Lodi nel 2020 con lo scopo di promuovere l\u2019arte in tutte le sue forme sul territorio locale con una prospettiva internazionale, sviluppando forme inedite di mecenatismo rivolte ai giovani talenti creativi che prevedono il coinvolgimento di artisti affermati e gallerie d\u2019arte di primaria importanza. L\u2019attivit\u00e0 dell\u2019associazione prevede la presentazione di progetti d\u2019arte e cultura contemporanea presso lo spazio espositivo ricavato nella facciata di Palazzo Galeano, nel centro storico di Lodi: Platea. Una vetrina sempre illuminata, visibile di giorno come di notte, inaccessibile dall\u2019esterno. Platea deve il suo nome &#8211; che contiene un preciso intento programmatico &#8211; a una generosa concessione dell\u2019artista Marcello Maloberti, lodigiano di nascita, che, nel fare dono all\u2019Associazione di quello che avrebbe dovuto essere il titolo di una sua nuova performance, ha detto: \u201cPlatea \u00e8 l\u2019omaggio alla citt\u00e0. Il nome dello spazio sottolinea l\u2019importanza del pubblico, disposto in una grande \u2018platea\u2019, che poi \u00e8 la citt\u00e0 di Lodi, ma anche, citando Harald Szeemann, la \u2018platea\u2019 dell\u2019umanit\u00e0. E per me, il pubblico \u00e8 il mio corpo.\u201d Il progetto si basa sul concetto di \u201cplatea\u201d, intesa anche come modalit\u00e0 molto attuale di esporre, di organizzare il display, in cui l\u2019opera si offre allo sguardo del passante che inconsapevolmente la incrocia sul suo cammino. Per questo motivo, le opere che comporranno i cicli espositivi protagonisti di Platea saranno selezionate per la loro capacit\u00e0 di suscitare \u201cun incidente di sguardo\u201d, come annunciato nel Manifesto composto dall\u2019associazione. Nel 2023, il Sole 24 Ore segnala Platea tra i \u201c100 Luoghi del Contemporaneo in Italia\u201d, pubblicazione curata dal critico d\u2019arte e divulgatore Nicolas Ballario, che traccia una mappatura dei pi\u00f9 interessanti spazi dedicati all\u2019arte contemporanea in Italia. Nel 2024 Platea ha dato vita al suo primo progetto editoriale, un volume curato dal collettivo genovese Palazzo Bronzo, edito in occasione del palinsesto FARE COLLETTIVO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanno esposto da Platea<br \/>\nMarcello Maloberti, Vittoria Viale, Silvia Berry, Giulio Locatelli, Vittoria Mazzonis, Alberonero (Luca Boffi), Luca Trevisani, Debora Martino, Alessandro Manfrin, Maria Vittoria Cavazzana, Marco Sgarbossa, Fabio Roncato, R\u00e4 di Martino, Valerio D\u2019Angelo, Martina Cioffi, Vittorio Zeppillo, Camilla Gurgone, Carlo Valsecchi, Mariateresa Sartori, RM, MRZB, Hardchitepture, Palazzo Bronzo, Marco De Sanctis, Margherita Moscardini, Ulyana Nevzerova, Rebeca Pak, Vashish Soobah, Linda Carrara, Extragarbo, Marvin Gabriele Nwachukwu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanno curato mostre e progetti per Platea<br \/>\nFrancesca Grossi, Gaspare Luigi Marcone, Giulia Menegale, Benedetta Monti e Niccol\u00f2 Giacomazzi, Carlo Orsini, Palazzo Bronzo, Bianca Basile e Arianna Pace, Stefano Comensoli e Nicol\u00f2 Colciago, Gabriella Rebello Kolandra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cFivefold Tuning\u201d | Gli artisti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Liliana Moro | 20 marzo 2026 \u2013 15 gennaio 2027<br \/>\nLiliana Moro (Milano, 1961). Diplomata all\u2019Accademia di Belle Arti di Brera, nel 1989 fonda, insieme ad altri artisti, lo Spazio di Via Lazzaro Palazzi a Milano che chiuder\u00e0 nel 1993. Liliana Moro ha esposto in importanti mostre collettive e personali quali: Documenta IX Kassel; Aperto XLV Biennale di Venezia; Castello di Rivoli, Torino; Quadriennale di Roma; Moderna Museet, Stoccolma; PS1, New York; De Appel, Amsterdam; Triennale di Milano; MAXXI, Roma; Galleria Nazionale d\u2019arte, Roma; 58\u00b0 Biennale di Venezia, Padiglione Italia; Galleria Emi Fontana, Milano; MUHKA, Anversa; Fondazione A. Ratti, Como; Fondazione Zegna All\u2019Aperto (opera permanente), Trivero; Cubo Garutti\/Museion, Bolzano; Kunstmuseum Liechtenstein, Vaduz; PAC Padiglione di Arte Contemporanea, Milano. Incontrare il lavoro di Liliana Moro significa entrare in uno spazio in cui \u00e8 presente solo ci\u00f2 che \u00e8 strettamente necessario. Suono, parole, sculture, oggetti, performance, disegni, collage e video compongono un universo essenziale e diretto, capace di restituire una realt\u00e0 insieme cruda e poetica. Le sue opere, spesso radicate in oggetti e situazioni quotidiane, invitano a guardare oltre l\u2019ovvio, aprendo territori di esperienza in cui lo sguardo e l\u2019ascolto diventano strumenti di attraversamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Federica Balconi | 4 giugno 2026 \u2013 15 gennaio 2027<br \/>\nFederica Balconi (Monza, 1999) si diploma nel 2022 presso l\u2019Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo. Prosegue il suo percorso formativo nel Biennio di Scultura dell\u2019Accademia di Belle Arti di Brera, Milano, dove si laurea nel 2025. Nel 2022 vince il Premio Nocivelli nella sezione Scultura. Tra le partecipazioni: 15a edizione della Biennale Mulhouse (2023); 13a edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (2024); Cremona Art Week (2025) e Cinque alla Prima, Area Treviglio (2025). La sua ricerca scultorea intreccia progettazione, meccanica e riferimenti all\u2019architettura e al design, affrontati attraverso soluzioni compositive volutamente fragili e instabili. Le sue opere mettono in discussione la funzionalit\u00e0 dei materiali e le convenzioni costruttive, trasformando la logica progettuale in un esercizio di precariet\u00e0. Le strutture risultanti rivelano una dimensione ironica e disfunzionale, in cui la tensione tra razionalit\u00e0 tecnica e fallimento diventa elemento centrale del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lorena Bucur | 25 giugno 2026 \u2013 15 gennaio 2027<br \/>\nLorena Bucur (Cremona, 1996) vive e lavora a Bologna. Si \u00e8 formata presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Bologna e l\u2019Acad\u00e9mie Royale des Beaux-Arts de Bruxelles. Ha esposto in mostre personali e collettive presso Rondella delle Boccare, Verona; Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna; Joystick, Venezia; Piccola Galleria, Bologna; Anonima Kunsthalle, Varese; Raccolta Lercaro, Bologna; Spazio TORRSO, Pesaro; &lt;rotor&gt;, Graz; Fuocherello, Volvera; P420, Bologna; Orto Botanico ed Erbario di Bologna. Ha partecipato alle residenze Made In Vol. 2, promosso da Artissima in collaborazione con Ultravioletto e Nuovo Forno del Pane Outdoor Edition. La sua ricerca artistica si concentra su temi di natura politica, sociale e sulla memoria, partendo da una dimensione privata ed estendendosi verso una dimensione pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diana Lola Posani | settembre 2026 \u2013 15 gennaio 2027<br \/>\nDiana Lola Posani (Milano, 1994) \u00e8 artista del suono, curatrice indipendente e facilitatrice di Deep Listening. La composizione delle sue partiture fisiche e sonore nasce dalla ricerca di stati psicofisici indotti da specifiche configurazioni sonore e spaziali. Come performer, ha esposto le sue opere al museo Madre \u2013 Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Napoli; MAO \u2013 Museo d\u2019Arte Orientale, Torino e Pirelli HangarBicocca, Milano. Ha tenuto seminari al Master in Arti Performative presso IUAV, Venezia; Museo d\u2019Arte Contemporanea MACRO, Roma; Accademia di Belle Arti di Bologna e Marsiglia e Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2024. Come curatrice, ha fondato il festival di sound art AKRIDA nel 2022. Nel marzo 2023, Timeo ha pubblicato la sua traduzione del libro di Pauline Oliveros Deep Listening &#8211; A Composer\u2019s Sound Practice. La sua pratica \u00e8 attraversata da una tensione costante verso il rapporto tra processo artistico e processi di guarigione. Tale tensione non si configura come obiettivo dichiarato n\u00e9 come esito terapeutico, ma come postura di lavoro che assume l&#8217;ambiguit\u00e0, la vulnerabilit\u00e0 e l\u2019incompletezza come condizioni operative. Parte della sua ricerca legata al trauma si sviluppa attraverso pratiche non convenzionali che fanno parte del suo repertorio \u2013 come la sperimentazione di stati corporei generati dall\u2019apnea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrea Di Lorenzo | novembre 2026 \u2013 15 gennaio 2027<br \/>\nAndrea Di Lorenzo (Varese, 1994) \u00e8 artista visivo. Si \u00e8 formato presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Bologna. Il suo lavoro \u00e8 stato esposto alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Palazzo Re Rebaudengo, Guarene; SpazioA, Pistoia; Galleria Fuocherello, Volvera; Teatrino di Palazzo Grassi, Venezia e Centro per l\u2019arte contemporanea Luigi Pecci, Prato. Ha partecipato alle residenze Made In Vol. 2, promosso da Artissima in collaborazione con Ultravioletto e Nuovo Forno del Pane Outdoor Edition. La sua ricerca indaga il rapporto tra materia, spazio e percezione attraverso pratiche che includono scultura, installazione e fotografia. Il suo lavoro esplora processi di trasformazione e contrasti tra l\u2019artificiale e l\u2019industriale, il naturale e il botanico. Questo approccio d\u00e0 origine a una grammatica installativa che si sviluppa in esercizi modulari in continua crescita, allo stesso tempo fissi e mutevoli, in relazione allo spazio che abitano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cFivefold Tuning\u201d | La curatrice<br \/>\nGiovanna Manzotti (Desio, 1988) \u00e8 curatrice indipendente. Dal 2026 \u00e8 interpretation consultant per Fondazione Prada. Tra le collaborazioni: museo Madre \u2013 Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Napoli; Galerie Krobath, Vienna; Berthold Pott, Colonia, Clima, Milano, Cassina Projects, Milano; Castello Gamba \u2013 Museo d\u2019Arte Moderna e Contemporanea della Valle d\u2019Aosta, Chatillon; Chiostri di S. Eustorgio, Milano; Almanac, Torino; Fondazione Fausto Melotti, Milano; La Triennale di Milano; Nouveau Mus\u00e9e National de Monaco, Montecarlo; Pro Helvetia, Zurigo e Viafarini DOCVA, Milano. Scrive per Flash Art, Mousse, frieze, artforum, ArtReview, \u00e9mergent magazine, L\u2019Essenziale e QUANTS. \u00c8 stata editor della rivista Mousse dal 2018 al 2022. Nel 2024 ha co-curato il catalogo Italiane Ancora, Gucci Prospettive 3. Nel 2026 cura per ArtVerona STILL, sezione dedicata alle possibilit\u00e0 espressive del medium fotografico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Platea Educational | La curatrice<br \/>\nBianca Basile (Catania, 1995) scrive, cura mostre e workshop nell\u2019ambito dell&#8217;arte contemporanea. \u00c8 dottoranda in Educazione nella societ\u00e0 contemporanea (Universit\u00e0 degli Studi di Milano Bicocca), contributor per Balloon Project dal 2019 e collabora all&#8217;incontro tra Platea Palazzo Galeano e i giovani lodigiani dal 2024. Oggetto principale della sua ricerca \u00e8 l\u2019arte come strumento di relazione con il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Platea Educational | L\u2019artista<br \/>\nNicola Biagetti (Bologna, 1995) \u00e8 un artista visivo, designer e fotografo. Vive e lavora tra Bologna e Milano. Nel 2017 consegue la laurea triennale in Design del prodotto industriale dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna. Nel 2019 partecipa al modulo \u201cPetro Subjectivity and Social Ecology\u201d presso Cittadellarte \u2013 Fondazione Pistoletto. Nel 2020 completa il master sull\u2019immagine contemporanea presso FMAV \u2013 Fondazione Modena Arti Visive. Nel 2022 si forma come attivatore urbano tramite il programma FUTURE: From Urban To hUman REgeneration, cofinanziato dal Programma Erasmus+dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Federica Balconi Guastafeste 4 giugno 2026 \u2013 15 gennaio 2027 Platea &#8211; Palazzo Galeano &#8211; Corso Umberto I &#8211; Lodi Con la seconda mostra di<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":162577,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15,9411,15896],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/162574"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=162574"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/162574\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":162582,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/162574\/revisions\/162582"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/162577"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=162574"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=162574"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=162574"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}