{"id":163038,"date":"2026-06-18T07:12:02","date_gmt":"2026-06-18T05:12:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=163038"},"modified":"2026-06-20T13:00:22","modified_gmt":"2026-06-20T11:00:22","slug":"mostre-a-milano-entrata-gratuita-palazzo-reale-raciti-opere-1952-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=163038","title":{"rendered":"Mostre a Milano &#8211; entrata gratuita &#8211; Palazzo Reale &#8211; Raciti. Opere 1952-2025"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La\u00a0 pittura di Raciti &#8211;\u00a0 si \u00e8 alimentata di intense letture &#8211; da Rainer Maria Rilke a H\u00f6lderlin &#8211; da Goethe a Musil.<\/p>\n<p><strong>Mario Raciti. Opere 1952-2025<\/strong><br \/>\nMilano, Palazzo Reale<br \/>\n1\u00b0 luglio &#8211; 20 settembre 2026<\/p>\n<p>a cura di <strong>Luca Pietro Nicoletti<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_163040\" aria-describedby=\"caption-attachment-163040\" style=\"width: 212px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1a-_Foto-Riccardo-Molino.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-163040\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1a-_Foto-Riccardo-Molino-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1a-_Foto-Riccardo-Molino-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1a-_Foto-Riccardo-Molino.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-163040\" class=\"wp-caption-text\">Mario Raciti, Fabbrica di spiritelli, 1967 Collezione privataFoto RiccardoMolino<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una grande mostra a Palazzo Reale ripercorre l\u2019intero itinerario artistico di Mario Raciti, <strong>celebrando il legame profondo tra l\u2019artista e Milano<\/strong>, citt\u00e0 in cui \u00e8 nato e con cui ha intrecciato una relazione culturale e umana lunga oltre mezzo secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione, promossa dal Comune di Milano \u2013 Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Silvana Editoriale, \u00e8 curata da Luca Pietro Nicoletti e sar\u00e0 aperta al pubblico dal 1\u00b0 luglio al 20 settembre 2026 con ingresso gratuito.<br \/>\n<strong>Il progetto si inserisce nel ciclo che Palazzo Reale dedica ai \u201cMaestri a Milano\u201d,<\/strong> in continuit\u00e0 con le antologiche dedicate negli ultimi anni a Ruggero Savinio, Grazia Varisco e Valerio Adami.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cOspitare questa esposizione a Palazzo Reale significa <strong>valorizzare una generazione di artisti che ha contribuito in modo decisivo alla storia artistica del Paese<\/strong> e riaffermare il ruolo di Milano come luogo di confronto, ricerca e memoria\u201d, afferma infatti l\u2019assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con circa<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>cento opere provenienti dalle collezioni del Museo del Novecento di Milano, dal Mart di Rovereto e da collezioni private,<\/strong> la mostra a Palazzo Reale riavvolge idealmente il nastro della lunga avventura artistica di Mario Raciti, dai<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>primi passi mossi negli anni Cinquanta<\/strong> fino alle produzioni pi\u00f9 recenti, offrendo uno sguardo d\u2019insieme sulla statura di uno dei protagonisti pi\u00f9 sensibili della pittura italiana contemporanea.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nato a Milano nel 1934<\/strong>, Mario Raciti \u00e8 considerato un maestro del post-informale. Dopo la laurea in giurisprudenza e l\u2019avvio dell\u2019attivit\u00e0 legale, nei primi <strong>anni Sessanta decide di dedicarsi interamente alla pittura<\/strong>: una scelta radicale, sostenuta da una ricerca incessante che attraversa tutta la sua opera e che si traduce nel tentativo di dare forma a una dimensione ulteriore, sospesa tra realt\u00e0, memoria e visione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per comprendere le origini del suo linguaggio \u00e8 necessario<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>tornare alla Milano degli anni Cinquanta<\/strong>, citt\u00e0 attraversata da fermenti internazionali e da un <strong>intenso dibattito culturale. <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raciti muove i primi passi in questo contesto, in cui nascono anche<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>gli incontri decisivi con alcune figure centrali della cultura milanese,<\/strong> come il poeta Roberto Sanesi e l\u2019editore Vanni Scheiwiller.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sar\u00e0 proprio Scheiwiller a pubblicare nel 1970 la prima monografia dedicata all\u2019artista<\/strong>, mentre il<strong> rapporto con Sanesi apr\u00ec la sua pittura a suggestioni poetiche e letterarie<\/strong> che ne avrebbero profondamente arricchito la dimensione concettuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frattanto,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la sua pittura si alimenta di intense letture, da Rainer Maria Rilke a H\u00f6lderlin, da Goethe a Musil,<\/strong> e di una profonda affinit\u00e0 con il mondo musicale, da Wagner a Mahler e Schubert, che influenzano la temperatura e il tono della sua tensione verso l\u2019altrove e la dimensione trascendente.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dagli anni Settanta,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Raciti entra a far parte del gruppo della Galleria Morone di Enzo Spadon,<\/strong> accanto ad artisti come Claudio Olivieri, Valentino Vago ed Enrico Della Torre, diventando uno dei protagonisti della Galleria.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo lavoro viene progressivamente accolto in importanti collezioni pubbliche e private: dalle raccolte di Intesa Sanpaolo, oggi conservate alle Gallerie d\u2019Italia, al MART di Rovereto e allo CSAC di Parma, fino alle storiche collezioni Pallini e Jucker.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un momento cruciale nel rapporto tra Raciti e la sua citt\u00e0 \u00e8 rappresentato dalla<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>grande personale al PAC Padiglione d\u2019Arte Contemporanea del 1988<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quell\u2019occasione<strong> la direttrice Mercedes Garberi acquis\u00ec 36 opere dell\u2019artista, oggi custodite al Museo del Novecento.<\/strong> Quel nucleo di lavori testimonia il definitivo riconoscimento di Raciti da parte di Milano e costituisce uno dei fulcri della mostra di Palazzo Reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo accompagna dunque il pubblico attraverso le diverse stagioni della ricerca di Raciti: dalle figurazioni emblematiche degli anni Sessanta alle atmosfere sospese delle Presenze-assenze degli anni Settanta, dai cicli delle Mitologie degli anni Ottanta ai Misteri degli anni Novanta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni Duemila la pittura di Raciti approda a<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>esiti sempre pi\u00f9 complessi e drammatici, spingendo l\u2019immagine verso la dissoluzione<\/strong>. Tra i cicli pi\u00f9 recenti figurano le<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>opere dedicate alla crocifissione<\/strong> e Why, parte de I fiori del Profondo, in cui il mito di Proserpina diventa metafora del bisogno umano di comunicazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle ultime serie, Una o due figure e Fonti,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>i fiori si trasformano in dardi<\/strong> e la pittura evoca l\u2019impossibilit\u00e0 dell\u2019incontro e la distanza tra gli esseri umani.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa mostra rende omaggio a una voce importante del Novecento, che ha saputo dare forma alle inquietudini profonde e allo smarrimento dell&#8217;uomo senza rinunciare a un quid di poesia, fra impulso psicologico e allegoria del profondo, in cerca di un &#8220;altrove&#8221;\u201d \u2013 afferma il curatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rassegna rappresenta una nuova importante tappa nel panorama dei progetti espositivi dedicati a Raciti, dopo le mostre di Palazzo Sarcinelli a Conegliano (1998), Palazzo Magnani a Reggio Emilia (2010) e MART di Rovereto (2016), e segue la pubblicazione del catalogo ragionato dell\u2019opera pittorica dell\u2019artista nel 2023.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 realizzata con il contributo del main sponsor Gruppo Euromobil -Euromobil, Zalf, Desiree, del partner Studio Danovi Professionisti Associati nell\u2019ambito del progetto ARTEinstudio e degli sponsor tecnici Colli&amp;Vasconi e ARCH Insurance (EU).<br \/>\nIl catalogo edito da Silvana Editoriale \u00e8 realizzato con il contributo di OltreArte Galleria Contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Palazzo Reale<br \/>\nPiazza del Duomo, 12 \u2013 Milano<\/p>\n<p>1\u00b0 luglio &#8211; 20 settembre 2026<\/p>\n<p><strong>Ingresso gratuito<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">palazzorealemilano.it<br \/>\nsilvanaeditoriale.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La\u00a0 pittura di Raciti &#8211;\u00a0 si \u00e8 alimentata di intense letture &#8211; da Rainer Maria Rilke a H\u00f6lderlin &#8211; da Goethe a Musil. Mario Raciti.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":163041,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15,9411,15896],"tags":[33608],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/163038"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=163038"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/163038\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":163047,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/163038\/revisions\/163047"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/163041"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=163038"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=163038"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=163038"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}