{"id":163079,"date":"2026-06-19T18:45:49","date_gmt":"2026-06-19T16:45:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=163079"},"modified":"2026-06-20T12:59:00","modified_gmt":"2026-06-20T10:59:00","slug":"mostre-a-gorizia-creativita-italiana-anni-70","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=163079","title":{"rendered":"Mostre a Gorizia &#8211; Creativit\u00e0 italiana anni &#8217;70"},"content":{"rendered":"<p><strong>Italia Settanta.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La creativit\u00e0 come antidoto.<\/strong> Arte Moda Design<\/p>\n<figure id=\"attachment_163083\" aria-describedby=\"caption-attachment-163083\" style=\"width: 279px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1a-Pietro_Gilardi_Campanelle_bianche_anni_Settanta_del_900_Musei_Provinciali_di_Gorizia_ERPAC_FVG_Foto_Luigi_Vitale.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-163083\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1a-Pietro_Gilardi_Campanelle_bianche_anni_Settanta_del_900_Musei_Provinciali_di_Gorizia_ERPAC_FVG_Foto_Luigi_Vitale-279x300.jpg\" alt=\"\" width=\"279\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1a-Pietro_Gilardi_Campanelle_bianche_anni_Settanta_del_900_Musei_Provinciali_di_Gorizia_ERPAC_FVG_Foto_Luigi_Vitale-279x300.jpg 279w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1a-Pietro_Gilardi_Campanelle_bianche_anni_Settanta_del_900_Musei_Provinciali_di_Gorizia_ERPAC_FVG_Foto_Luigi_Vitale.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 279px) 100vw, 279px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-163083\" class=\"wp-caption-text\">Pietro_Gilardi_Campanelle_bianche_anni_Settanta_del_900_Musei_Provinciali_di_Gorizia_ERPAC_FVGFoto_Luigi_Vitale<\/figcaption><\/figure>\n<p>Gorizia &#8211; Palazzo Attems Petzenstein<\/p>\n<p>27 giugno &#8211; 29 novembre 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A GORIZIA E GRADISCA D\u2019ISONZO SI APRE IL RACCONTO DI UN DECENNIO RIVOLUZIONARIO<\/p>\n<figure id=\"attachment_163082\" aria-describedby=\"caption-attachment-163082\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1A-Alessandro_Mendini_Divano_Kandissi_1978-1994_Collezione_Bau-Haus_-_Alchimia_Side_One_legno_laccato_multicolore_rivestito_con_tessuto_fiammato_Archivio_Alessandro_Mendini_Ph_Carlo_Lavatori.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-163082\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1A-Alessandro_Mendini_Divano_Kandissi_1978-1994_Collezione_Bau-Haus_-_Alchimia_Side_One_legno_laccato_multicolore_rivestito_con_tessuto_fiammato_Archivio_Alessandro_Mendini_Ph_Carlo_Lavatori-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1A-Alessandro_Mendini_Divano_Kandissi_1978-1994_Collezione_Bau-Haus_-_Alchimia_Side_One_legno_laccato_multicolore_rivestito_con_tessuto_fiammato_Archivio_Alessandro_Mendini_Ph_Carlo_Lavatori-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1A-Alessandro_Mendini_Divano_Kandissi_1978-1994_Collezione_Bau-Haus_-_Alchimia_Side_One_legno_laccato_multicolore_rivestito_con_tessuto_fiammato_Archivio_Alessandro_Mendini_Ph_Carlo_Lavatori-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1A-Alessandro_Mendini_Divano_Kandissi_1978-1994_Collezione_Bau-Haus_-_Alchimia_Side_One_legno_laccato_multicolore_rivestito_con_tessuto_fiammato_Archivio_Alessandro_Mendini_Ph_Carlo_Lavatori.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-163082\" class=\"wp-caption-text\">Alessandro_Mendini_Divano_Kandissi_1978-1994_Collezione_Bau-Haus_-_Alchimia_Side_One_legno_laccato_rivestito_con_tessutoArchivio_ALessandro_Mendini_PhCarlo_Lavatori.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 27 giugno,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Palazzo Attems Petzenstein ospita il nuovo capitolo della grande serie espositiva dedicata alle trasformazioni culturali, sociali e creative del secondo dopoguerra.<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>La Galleria Regionale d\u2019Arte contemporanea \u201cLuigi Spazzapan\u201d ospita parallelamente una rassegna sulle Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni \u201970<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gorizia e Gradisca d\u2019Isonzo \u2013 <strong>Dal 27 giugno, le sale di Palazzo Attems Petzenstein a Gorizia<\/strong> tornano a farsi scenario di un viaggio ravvicinato nella memoria visiva del nostro Paese con l\u2019apertura della mostra \u201cItalia Settanta. La creativit\u00e0 come antidoto. Arte Moda Design.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esposizione, promossa dell\u2019Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli-Venezia Giulia \u2013 ERPAC FVG, rappresenta il nuovo, attesissimo tassello di un articolato percorso che, dopo il successo dei precedenti appuntamenti dedicati agli anni Cinquanta e Sessanta, continua a documentare le profonde trasformazioni della societ\u00e0 italiana del secondo dopoguerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In stretto collegamento con la mostra goriziana,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>a Gradisca d\u2019Isonzo<\/strong>, il progetto \u201cFVG Settanta. Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni \u201970\u201d della Galleria Regionale d\u2019Arte Contemporanea \u201cLuigi Spazzapan\u201d riaccender\u00e0 i riflettori su un territorio \u2014<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>da Trieste a Udine, da Pordenone fino all&#8217;Isontino \u2014 che storicamente \u00e8 stato un crocevia fondamentale di avanguardie artistiche.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fulcro dell&#8217;indagine della mostra di Gorizia<strong>, curata da Raffaella Sgubin, Carla Cerutti, Lorenzo Michelli ed Enrico Minio Capucci<\/strong> e allestita dallo studio Roberto Festi, rimane l&#8217;affascinante e fitto dialogo tra i diversi linguaggi creativi \u2014 Arte, Moda e Design, appunto \u2014 mettendone in luce le affinit\u00e0 e le reciproche influenze sullo sfondo di un&#8217;epoca segnata da radicali mutamenti economici, politici e culturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa nuova tappa, le arti visive affiancano gli altri ambiti assumendo valenza critica rispetto alle urgenze del periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli anni Settanta si distinguono infatti per la straordinaria<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>pluralit\u00e0 dei linguaggi artistici e per il venir meno di una direzione unitaria della ricerca<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto alle esperienze concettuali, che privilegiano il progetto e l\u2019idea, si sviluppano pratiche che analizzano criticamente i fondamenti della pittura, mentre altre invadono lo spazio attraverso installazioni e interventi ambientali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra memoria e sperimentazione, citazione e innovazione,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il decennio ridefinisce profondamente i modelli del fare artistico<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La selezione espositiva di arti visive \u2013 strutturata a partire dalle ambientazioni di moda e design &#8211; mette in relazione esperienze eterogenee:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dagli echi della stagione Pop e delle ricerche degli anni Sessanta fino a pratiche che anticipano le sensibilit\u00e0 degli anni Ottanta,<\/strong> evidenziando continuit\u00e0 e trasformazioni all\u2019interno di un quadro non lineare.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, accanto a <strong>figure di riferimento<\/strong> come <strong>Alberto Burri e Afro<\/strong>, la sezione presenta protagonisti della <strong>ricerca pittorica e concettuale quali Gino De Dominicis, Giorgio Griffa, Rodolfo Aric\u00f2, Marco Gastini, Getulio Alviani, Carlo Ciussi e Lucio Saffaro<\/strong>. Nel corpo della mostra non poteva mancare<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Ugo Nespolo, con la sua linea dinamico\/futurista e per questo citazionista,<\/strong> insieme a<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un&#8217;installazione di Michelangelo Pistoletto,<\/strong> che apre alla dimensione ambientale e relazionale dell\u2019opera.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa sezione evidenzia chiaramente il rapporto tra le arti visive e le altre discipline: mentre design e moda si concentrano sulla dimensione della quotidianit\u00e0 e della funzione, l\u2019arte sviluppa percorsi orientati alla sperimentazione di nuovi linguaggi e alla definizione di modelli espressivi in costante mutamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo della moda vive nel medesimo decennio una rivoluzione epocale legata alla definitiva industrializzazione del settore.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;alto artigianato <\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>cede il passo al pr\u00eat-\u00e0-porter<\/strong> e la figura del sarto d&#8217;atelier viene sostituita da quella, modernissima, dello &#8220;stilista&#8221; termine coniato a definire Walter Albini. Milano si consacra come nuova capitale della moda e i grandi interpreti del Made in Italy dimostrano la capacit\u00e0 straordinaria di elevare la produzione di tipo industriale a livelli qualitativi eccelsi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La metamorfosi del costume si riflette in creazioni straordinarie<\/strong>, sospese tra moda e arte concettuale: ne \u00e8 un esempio il<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>cappotto-scultura Cretto di Roberto Capucci,<\/strong> che recepisce gli stimoli materici delle arti visive applicando elementi naturali insoliti sul tessuto come sassi, corda e bamb\u00f9.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto alle geometrie e ai<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>celebri accostamenti cromatici dei capi in maglieria firmati da Missoni<\/strong>, il guardaroba quotidiano si ridefinisce attraverso i generi e le forme, trovando nella<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>giacca destrutturata di Giorgio Armani<\/strong> il simbolo intramontabile di una nuova eleganza urbana e fluida.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa spinta al rinnovamento intercetta anche le istanze dei pi\u00f9 giovani e della cultura underground grazie allo stile pop e dirompente di <strong>Elio Fiorucci, capace di trasformare i jeans<\/strong> e l&#8217;abbigliamento unisex in un fenomeno di costume globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il design, dal canto suo, attraversa una stagione di eccezionale vitalit\u00e0 formale. Sulla scia delle grandi riflessioni sul nuovo panorama domestico, la produzione industriale sperimenta con audacia le materie plastiche, lasciando spazio a ironiche intuizioni visive. Emblematica di questa libert\u00e0 espressiva \u00e8 la monumentale<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>poltrona Joe del trio De Pas-D&#8217;Urbino-Lomazzi,<\/strong> una seduta scultorea a forma di guantone da baseball che contesta apertamente il rigore del mobile tradizionale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa spinta iconoclasta convive con<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il design industriale pi\u00f9 puro e rigoroso, attento a<\/strong>lla tecnologia e alla funzionalit\u00e0 dell&#8217;ufficio e della casa, magistralmente interpretato dalla<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>calcolatrice portatile Divisumma 18<\/strong> disegnata da Mario Bellini per Olivetti, avvolta nella sua caratteristica e morbida membrana di gomma flessibile.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Se la lampada Valigia di Ettore Sottsass jr<\/strong> esprime con la sua estetica geometrica l&#8217;idea di un design ironico e &#8220;nomade&#8221;, pronto a seguire le evoluzioni degli spazi abitativi, la produzione industriale milanese si conferma il cuore pulsante del settore grazie a protagonisti del calibro di <strong>Joe Colombo, Vico Magistretti, Achille Castiglioni, Richard Sapper e Gae Aulenti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In contrapposizione a questa dimensione industriale, si palesa il desiderio di un ritorno alla natura, all\u2019autoproduzione e all\u2019uso di <strong>materiali poveri,<\/strong> come testimoniano i progetti di <strong>Enzo Mari<\/strong> e <strong>i mobili scultorei di Mario Ceroli<\/strong>. Un caso a parte \u00e8 costituito <strong>dall\u2019attivit\u00e0 di Gabriella Crespi, creatrice di arredi sofisticati d\u2019alto artigianato<\/strong> apprezzati da una ristretta clientela internazionale e oggi oggetto di grande riscoperta da parte dei collezionisti. La fine del decennio segna infine la transizione verso le provocazioni postmoderne: una stagione dominata dalla <strong>figura di Alessandro Mendini e dallo Studio Alchimia<\/strong> (fondato a Milano nel 1976 da Alessandro e Adriana Guerriero), che aprir\u00e0 la strada alla straordinaria avventura del <strong>gruppo Memphis, creato da Ettore Sottsass nel 1981.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questo ricco intreccio di storie, visioni e oggetti indimenticabili, la mostra a Palazzo Attems Petzenstein si propone non solo come un esercizio di memoria storica, ma come una chiave di lettura fondamentale per comprendere le radici della nostra contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto \u201cFVG Settanta. Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni \u201970\u201d, a Gradisca d\u2019Isonzo, si articoler\u00e0 parallelamente attraverso mostre, incontri, dialoghi, momenti di approfondimento e pubblicazioni. Si configura come un percorso articolato di ricerca, valorizzazione e divulgazione dedicato alla ricostruzione del panorama artistico regionale e nasce da un&#8217;approfondita attivit\u00e0 di ricerca archivistica condotta presso fondi pubblici e privati conservati in diverse istituzioni culturali del territorio, tra cui la Galleria Regionale d&#8217;Arte contemporanea &#8220;Luigi Spazzapan&#8221;, il Museo Revoltella, Casa Zanussi &#8211; Centro Cultura Pordenone, nonch\u00e9 gli archivi di importanti realt\u00e0 espositive private quali la Galleria Plurima e lo Studio Tommaseo. L&#8217;obiettivo \u00e8 riportare alla luce protagonisti, artisti, mostre, eventi, reti\/relazioni e progettualit\u00e0 culturali che hanno contribuito a definire l&#8217;identit\u00e0 artistica del Friuli Venezia Giulia negli anni Settanta, evidenziando il ruolo svolto dalla nostra regione all&#8217;interno dei pi\u00f9 ampi processi di rinnovamento artistico e culturale di quegli anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si apre con \u201cPer una nuova Galleria\u201d (27 giugno \u2013 20 luglio), dedicata alle origini della Galleria Regionale d\u2019Arte Contemporanea \u201cLuigi Spazzapan\u201d, con opere provenienti dalle prime acquisizioni, materiali d\u2019archivio digitalizzati e un video introduttivo sul progetto. Prosegue con \u201cNuovi modelli di ricerca\u201d (23 luglio \u2013 29 novembre), che ricostruisce le principali esperienze artistiche regionali attraverso opere, documenti e archivi organizzati per nuclei geografici e tematici, trasformando la Galleria in un centro di memoria visiva degli anni Settanta. Tra gli appuntamenti collegati rientra la presentazione della donazione di Sergio Pausig (11 settembre \u2013 11 ottobre), composta da opere realizzate negli anni Settanta e da lavori successivi destinati a ERPAC, cui si affiancher\u00e0 un ciclo di eventi collaterali e conferenze (settembre 2026 \u2013 gennaio 2027) dedicati ai temi emersi dalla ricerca. Il percorso culminer\u00e0 infine il 15 gennaio 2027 con un evento conclusivo in occasione del 50\u00b0 anniversario della fondazione della Galleria Spazzapan, in dialogo con il progetto Together, quale momento di incontro tra studiosi, istituzioni, artisti e comunit\u00e0 per valorizzare oltre cinquant\u2019anni di ricerca e sperimentazione nell\u2019arte contemporanea del Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Informazioni utili:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mostra: Italia Settanta. La creativit\u00e0 come antidoto. Arte Moda Design.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sede: Palazzo Attems Petzenstein, Piazza Edmondo De Amicis, 2 \u2013 Gorizia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Periodo: Dal 27 giugno al 29 novembre<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Catalogo: Antiga Edizioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allestimento: Studio Roberto Festi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grafica: Studio Polo 1116 \u2013 Sergio Brugiolo e Chiara Romanelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orari: lun. &#8211; dom. 9 &#8211; 19 e gioved\u00ec 9 &#8211; 22<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contatti: didatticamusei.erpac@regione.fvg.it \/ 0481 285335<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mostra: FVG Settanta. Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni \u201970<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sede: Galleria Regionale di Arte contemporanea Luigi Spazzapan, Via Marziano Ciotti, 51 \u2013 Gradisca d\u2019Isonzo (GO)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Periodo: Dal 27 giugno al 29 novembre<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Catalogo: Antiga Edizioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grafica: Studio Polo 1116 \u2013 Sergio Brugiolo e Chiara Romanelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orari: mer. &#8211; dom. 10 &#8211; 13 e 15 &#8211; 19<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contatti: galleriaspazzapan@regione.fvg.it \/ 0481 960816<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Italia Settanta. La creativit\u00e0 come antidoto. 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