{"id":163587,"date":"2026-07-01T16:09:00","date_gmt":"2026-07-01T14:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=163587"},"modified":"2026-07-01T16:09:00","modified_gmt":"2026-07-01T14:09:00","slug":"mostre-a-ferrara-antonuioni-ghirri-spazio-antonioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=163587","title":{"rendered":"Mostre a Ferrara &#8211; Antonuioni Ghirri &#8211; Spazio Antonioni"},"content":{"rendered":"<p>Il monte analogo.<\/p>\n<p>Michelangelo Antonioni e Luigi Ghirri<\/p>\n<figure id=\"attachment_163591\" aria-describedby=\"caption-attachment-163591\" style=\"width: 253px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1a-tfv.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-163591\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1a-tfv-253x300.jpg\" alt=\"\" width=\"253\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1a-tfv-253x300.jpg 253w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1a-tfv.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 253px) 100vw, 253px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-163591\" class=\"wp-caption-text\">Michelangelo Antonioni:Le montagne incantate n.176,s.d.Blow Up. Ferrara,Archivio Michelangelo Antonioni\u00a9 Enrica Antonioni Luighi Ghirri: Bastia,1976.\u00a9Eredi di Luigi Ghirri<\/figcaption><\/figure>\n<p>13 giugno \u2013 1 novembre 2026<\/p>\n<p>Ferrara &#8211; Spazio Antonioni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 13 giugno si sono riaccesi i riflettori sullo Spazio Antonioni<\/strong> con la mostra Il monte analogo. Michelangelo Antonioni e Luigi Ghirri, organizzata da Fondazione Ferrara Arte e dal Servizio Cultura, Turismo e rapporti con l\u2019UNESCO del Comune di Ferrara, in collaborazione con Fondazione Luigi Ghirri e La Virreina Centre de la Imatge di Barcellona e curata da Frederic Montorn\u00e9s.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Intitolata come il romanzo incompiuto di Ren\u00e9 Daumal (1952),<\/strong> che racconta di<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>una spedizione utopica di otto persone alla ricerca di una misteriosa montagna inaccessibile,<\/strong> l\u2019esposizione \u2013 gi\u00e0 presentata a La Virreina Centre de la Imatge di Barcellona \u2013<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>nasce dal desiderio di esplorare l\u2019opera di Michelangelo Antonioni (Ferrara, 1912 \u2013 Roma, 2007) e di Luigi Ghirri (Scandiano, 1943 \u2013 Roncocesi, 1992)<\/strong> a partire<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>dalle affinit\u00e0 che si riscontrano tra la produzione pittorica del grande cineasta ferrarese e il lavoro del celebre fotografo reggiano.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso il confronto tra <strong>la serie delle Montagne incantate, sviluppata da Antonioni tra gli anni Settanta e Ottanta riproducendo con l\u2019ingrandimento fotografico opere su carta di piccole dimensioni, e le fotografie giovanili di Ghirri realizzate durante gli anni Settanta nei suoi viaggi,<\/strong> la mostra mette in dialogo<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>due protagonisti assoluti della cultura italiana del Novecento<\/strong>, accomunati da uno sguardo capace di interrogare il paesaggio, esplorare la dimensione del vuoto e dell\u2019attesa, fino alla costruzione di immagini che sembrano trattenere il tempo.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Antonioni e Ghirri condividono infatti un approccio poetico<\/strong> che trasforma il reale in esperienza mentale e percettiva: nei loro lavori l\u2019ambiente non \u00e8 mai semplice sfondo, ma luogo simbolico, territorio sospeso, spazio dell\u2019immaginazione e dell\u2019enigma. La mostra si configura dunque come un percorso di conoscenza attraverso paesaggi reali e immaginari e visioni sospese e silenziose, mettendo continuamente in discussione il nostro modo di guardare e di abitare il mondo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSi tratta \u2013 scrive Montorn\u00e9s \u2013 di un catalogo di analogie, approssimazioni e gesti comuni, sereni e impercettibili, caratteristici del modo in cui entrambi gli artisti riflettono su quella parte dell\u2019esistenza che scorre al margine dello sguardo, si esprime in silenzio e cerca di colmare alcuni dei suoi vuoti. Una forma di essere, stare e agire nel mondo di cui questa mostra rivela soltanto la punta di un iceberg. O la cima di una montagna. O, meglio ancora, la rappresentazione della cima di un\u2019idea di montagna\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel contesto dell\u2019attivit\u00e0 dello Spazio Antonioni, luogo dedicato alla valorizzazione dell\u2019eredit\u00e0 artistica e culturale del grande regista ferrarese, il dialogo con Luigi Ghirri apre prospettive inedite e restituisce al pubblico la straordinaria attualit\u00e0 di due autori che hanno saputo ridefinire, ciascuno nel proprio ambito, l\u2019immaginario contemporaneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abAntonioni e Ghirri si somigliano senza essersi cercati: davanti al paesaggio hanno lo stesso passo, fatto di silenzio e di attesa, di immagini che trattengono il tempo invece di consumarlo. Accostare le Montagne incantate alle fotografie di Ghirri non \u00e8 un gioco di rimandi, \u00e8 un modo per entrare nel pensiero di due autori che hanno guardato il mondo con la stessa libert\u00e0. A Ferrara abbiamo la fortuna di custodire un patrimonio come quello di Antonioni, un\u2019eredit\u00e0 che la citt\u00e0 ha scelto di non lasciare negli archivi ma di mettere a disposizione di tutti. Lo Spazio Antonioni nasce esattamente per questo: per valorizzare quel patrimonio, farlo vivere, metterlo in dialogo con altri sguardi e altre storie, e restituirlo al pubblico in forme sempre nuove. Una mostra come questa, che porta a Ferrara un confronto gi\u00e0 apprezzato a Barcellona, \u00e8 il modo migliore per dimostrare che quel lascito non smette di parlarci e di sorprenderci\u00bb, ha detto l\u2019assessore comunale alla Cultura, Marco Gulinelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Michelangelo Antonioni nasce a Ferrara il 29 settembre 1912. Il suo esordio nel mondo del cinema avviene come critico per il \u00abCorriere Padano\u00bb (1936-40). Trasferitosi a Roma nel 1940, frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dopo l\u2019esperienza come assistente di Marcel Carn\u00e9 in Francia (1942), inizia le riprese del suo primo documentario, Gente del Po (concluso nel 1947). Nel dopoguerra, dirige diversi cortometraggi documentari, prima di esordire nel lungometraggio di finzione con Cronaca di un amore (1950). Il periodo pi\u00f9 maturo della sua carriera corrisponde alla celebre tetralogia composta da L\u2019avventura (1959), La notte (1960), L\u2019eclisse (1962) e Il deserto rosso (1964). Questi film si concentrano sulla \u201cmalattia dei sentimenti\u201d e sulla crisi dei rapporti interpersonali nella borghesia degli anni del miracolo economico; la narrazione aperta e i rimandi alle arti visive diverranno tratti distintivi della modernit\u00e0 di Antonioni. Nella seconda met\u00e0 degli anni Sessanta, inizia un periodo internazionale, caratterizzato dall\u2019abbandono delle ambientazioni italiane e dal confronto con il paesaggio delle metropoli e gli scenari sconfinati del deserto. Ne sono esempi Blow Up (1966), Zabriskie Point (1970) e Professione: reporter (1975). In questo periodo, rinnova il suo stile attraverso l\u2019incontro con la controcultura giovanile anglosassone. Sin dalla giovinezza si era dedicato anche alla letteratura e alle arti visive e, dalla seconda met\u00e0 degli anni Settanta, lavora alle Montagne incantate, paesaggi quasi astratti realizzati con tecniche miste e poi fotografati e ingranditi che verranno esposti per la prima volta a Venezia nel 1983. Con Identificazione di una donna (1982) torna a girare in Italia. Nel 1985, un ictus cerebrale lo lascia parzialmente paralizzato e lo priva della parola. Nonostante ci\u00f2, in concomitanza con l\u2019Oscar alla carriera, torner\u00e0 dietro la macchina da presa per l\u2019ultimo lungometraggio, Al di l\u00e0 delle nuvole (1995), realizzato in collaborazione con Wim Wenders. Michelangelo Antonioni muore nella sua casa romana il 30 luglio 2007.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luigi Ghirri nasce a Scandiano (Reggio Emilia) il 5 gennaio 1943. Inizia a fotografare nel 1970, collaborando con artisti concettuali, per poi continuare la sua ricerca personale, organizzando i suoi progetti in diverse serie. Nel 1977 fonda insieme a Paola Borgonzoni e Giovanni Chiaramonte la casa editrice Punto e Virgola, per i tipi della quale pubblica, in Italia e in Francia, il suo libro Kodachrome (1978) frutto della ricerca intrapresa all\u2019inizio del decennio. Nel 1979 il CSAC dell\u2019Universit\u00e0 di Parma gli dedica una grande mostra monografica. Nel 1982 \u00e8 invitato all\u2019esposizione Fotografie 1922-1982 alla Photokina di Colonia. L\u2019anno seguente la rivista \u00abLotus International\u00bb gli affida l\u2019incarico di fotografare il cimitero di Modena di Aldo Rossi. Inizia cos\u00ec un intenso lavoro finalizzato all\u2019analisi dell\u2019architettura e del paesaggio, realizzando volumi su Capri (1983), con Mimmo Jodice, l\u2019Emilia Romagna (1985-1986), Aldo Rossi (1987). Svolge anche un\u2019importante opera di organizzazione di progetti espositivi, tra cui Iconicitt\u00e0 (1980) al PAC di Ferrara, Penisola (1983) al Forum Stadtpark di Graz, Viaggio in Italia (1984), mostra itinerante, e Descrittiva (1984) per il Comune di Rimini. Nel 1986 intraprende il progetto di lettura del paesaggio padano Esplorazioni sulla via Emilia. Nel 1989 pubblica Paesaggio Italiano, nello stesso anno realizza anche un altro libro: Il profilo delle nuvole, un progetto di lettura del paesaggio che sviluppa insieme a Gianni Celati. Nel 1991 conclude un lavoro su Giorgio Morandi, che lo aveva impegnato per due anni. Muore a Roncocesi (Reggio Emilia) il 14 febbraio 1992.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il monte analogo. Michelangelo Antonioni e Luigi Ghirri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">13 giugno \u2013 1 novembre 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spazio Antonioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Corso Porta Mare 5<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Organizzata da<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondazione Ferrara Arte e Servizio Cultura, Turismo e rapporti con l\u2019Unesco del Comune di Ferrara<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in collaborazione con<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondazione Luigi Ghirri e La Virreina Centre de la Imatge di Barcellona<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cura di<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frederic Montorn\u00e9s<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">__<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aperto dal marted\u00ec alla domenica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">10.00-13.00 \/ 15.00-18.30<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ingresso compreso nel biglietto del museo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Informazioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">diamanti@comune.fe.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tel. 0532 244949<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">museiferrara.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prenotazioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">https:\/\/www.comune.ferrara.it\/prenotazionemusei<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il monte analogo. 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