{"id":163913,"date":"2026-07-08T17:58:25","date_gmt":"2026-07-08T15:58:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=163913"},"modified":"2026-07-09T13:26:47","modified_gmt":"2026-07-09T11:26:47","slug":"pozzuoli-candidata-a-capitale-italiana-dellarte-contemporanea-2028","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=163913","title":{"rendered":"Pozzuoli candidata a Capitale italiana dell\u2019Arte Contemporanea 2028"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201cLa citt\u00e0 delle fragilit\u00e0 creative\u201d:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Pozzuoli presenta la candidatura a Capitale italiana dell\u2019Arte Contemporanea 2028<\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_163917\" aria-describedby=\"caption-attachment-163917\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/10-5_Pozzuoli_veduta_2028.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-163917\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/10-5_Pozzuoli_veduta_2028-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/10-5_Pozzuoli_veduta_2028-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/10-5_Pozzuoli_veduta_2028-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/10-5_Pozzuoli_veduta_2028.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-163917\" class=\"wp-caption-text\">Pozzuoli_veduta_2028.<\/figcaption><\/figure>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>C\u2019\u00e8 una citt\u00e0 che da oltre duemila anni vive sopra una terra in costante movimento<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una citt\u00e0 che<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>convive quotidianamente con il bradisismo,<\/strong> fenomeno geologico unico al mondo che modifica lentamente il paesaggio, ridisegna gli spazi, costringe le comunit\u00e0 ad abitare l\u2019incertezza. \u00c8 da questa condizione, insieme eccezionale e profondamente contemporanea, che nasce la candidatura di Pozzuoli a Capitale italiana dell\u2019Arte Contemporanea 2028.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pozzuoli sceglie di partire dalla propria esperienza per proporre una riflessione che supera i confini della citt\u00e0 e si misura con una delle questioni centrali del nostro presente:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>come trasformare una condizione di vulnerabilit\u00e0 in una risorsa culturale, civile e progettuale<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La candidatura avanzata dal Comune di Pozzuoli, fortemente sostenuta dal sindaco Luigi Manzoni, \u00e8 stata ideata da Paolo Lubrano, direttore generale del progetto sviluppato insieme a Francesco Cascino (direttore artistico e curatoriale), al regista Luigi Pingitore (responsabile della narrazione) e al comitato tecnico-scientifico presieduto da Pierpaolo Forte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dichiara il sindaco Luigi Manzoni: \u00abL\u2019esperienza di Panorama Pozzuoli, la mostra diffusa promossa nel 2025 da Italics, ha rappresentato un momento decisivo di questo percorso,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>mostrando come l\u2019arte contemporanea possa instaurare un dialogo profondo con uno dei paesaggi storici, archeologici e geologici pi\u00f9 complessi del Mediterraneo,<\/strong> attivando nuove relazioni tra opere, luoghi e comunit\u00e0. La candidatura raccoglie quella esperienza, ne amplia l\u2019orizzonte e la trasforma in<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>un progetto permanente di ricerca, produzione artistica e partecipazione pubblica<\/strong>\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal Rione Terra all\u2019Anfiteatro Flavio, dal Macellum alla costa di Baia,<\/strong> dai quartieri nati dopo le crisi bradisismiche agli spazi della vita quotidiana,<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Pozzuoli si trasforma in un laboratorio diffuso dove archeologia, paesaggio vulcanico, ricerca contemporanea e vita civile<\/strong> concorrono alla costruzione di<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong> un nuovo racconto della citt\u00e0<\/strong>. Il progetto assume infatti il territorio come interlocutore attivo della ricerca.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Particolare attenzione avranno i quartieri della ricostruzione, <strong>nati dopo le crisi bradisismiche degli anni Ottanta, dove l\u2019arte contemporanea sar\u00e0 chiamata a<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>costruire relazioni durature<\/strong> c<strong>on gli abitanti attraverso processi di ascolto, co-progettazione e partecipazione<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La candidatura interpreta infatti la<strong> produzione artistica come occasione per rafforzare il senso di appartenenza<\/strong>, favorire nuove forme di cittadinanza culturale e contribuire alla costruzione di spazi condivisi di incontro e di conoscenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere generate da questo percorso entreranno progressivamente a far parte del patrimonio pubblico della citt\u00e0, contribuendo a definire <strong>una nuova geografia culturale di Pozzuoli e lasciando un\u2019eredit\u00e0 stabile di luoghi, relazioni e conoscenze<\/strong> destinata a proseguire ben oltre il 2028.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A dare forma a questa visione contribuiranno<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>ventiquattro artisti provenienti da Europa, America, Africa e Sud America<\/strong>, appartenenti a generazioni, linguaggi e percorsi differenti, chiamati a confrontarsi con uno dei territori pi\u00f9 complessi e simbolici del Mediterraneo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Afferma Paolo Lubrano, direttore generale del progetto: \u00abL&#8217;arte contemporanea diventa cos\u00ec un&#8217;infrastruttura culturale, capace di mettere in relazione patrimonio, ricerca scientifica, universit\u00e0, imprese, istituzioni e cittadini, generando processi destinati a proseguire ben oltre il percorso della candidatura.<br \/>\n\u00c8 questa l&#8217;ambizione che attraversa La citt\u00e0 delle fragilit\u00e0 creative: fare di Pozzuoli un laboratorio internazionale nel quale arte, cultura e art thinking diventano strumenti per comprendere il presente e immaginare il futuro, assumendo la fragilit\u00e0 non come limite ma come condizione generativa, capace di produrre conoscenza e nuove forme di convivenza\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dice il direttore artistico Francesco Cascino: \u00abIl progetto curatoriale riunisce personalit\u00e0 che hanno saputo sviluppare, nel corso della propria ricerca, un\u2019attenzione particolare ai temi del paesaggio, della storia, della dimensione pubblica dell\u2019arte e delle trasformazioni sociali. Gli interventi saranno concepiti in stretto dialogo con il territorio e prenderanno forma attraverso un processo di confronto con le istituzioni, le comunit\u00e0 e i luoghi che li accoglieranno\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gli artisti coinvolti figurano Maria Thereza Alves, Robert Barry, Liam Gillick, Thomas Hirschhorn, Ann Veronica Janssens, Albert Oehlen, Francis Offman, Giulio Paolini, Alessandro Piangiamore, Giulia Piscitelli, Ugo Rondinone, Anri Sala, Andr\u00e9s Serrano, David Tremlett e numerosi altri protagonisti della scena artistica internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A sostenere questa visione concorre una rete articolata di universit\u00e0, enti di ricerca, istituzioni culturali, fondazioni, imprese e organizzazioni del territorio. La collaborazione con il Dipartimento di Architettura e il Dipartimento di Economia, Management e Istituzioni dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Napoli Federico II, con l\u2019Universit\u00e0 L\u2019Orientale, con l\u2019Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei e con numerose altre realt\u00e0 nazionali e internazionali testimonia la natura profondamente interdisciplinare della candidatura, costruita sull&#8217;incontro tra saperi scientifici, ricerca umanistica, produzione culturale e innovazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questa stessa prospettiva prende forma anche il Patto delle Citt\u00e0 Fragili, nato da un\u2019idea di Paolo Lubrano: una rete internazionale pensata per mettere in relazione territori accomunati da differenti forme di vulnerabilit\u00e0 \u2014 geologica, ambientale, climatica, sociale o culturale \u2014 attraverso programmi condivisi di ricerca, produzione artistica, formazione e cooperazione.<br \/>\nPozzuoli propone cos\u00ec un modello aperto, capace di superare la dimensione locale per inserirsi in una pi\u00f9 ampia riflessione internazionale sul ruolo che la cultura pu\u00f2 assumere nell&#8217;accompagnare i territori attraversati dal cambiamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aggiunge il regista Luigi Pingitore: \u00abOgni narrazione nasce da un\u2019identit\u00e0 autobiografica, ecco perch\u00e9 il dossier di Pozzuoli non poteva che muovere dal bradisismo, rispecchiarsi dentro questa ferita geologica che \u00e8 anche matrice di ogni sua possibile energia. E se \u00e8 vero che non esiste progetto culturale che non si sporchi le mani con fragilit\u00e0 e paura, \u00e8 anche vero che l\u2019arte resta il linguaggio per eccellenza della metamorfosi, l\u2019unico capace di trasformare una faglia in una possibilit\u00e0. Il dossier consegnato al Ministero della Cultura nasce dalla convinzione che la rigenerazione di un territorio comincia dal riconoscere ci\u00f2 che lo rende fragile, non dal nasconderlo\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa citt\u00e0 delle fragilit\u00e0 creative\u201d: Pozzuoli presenta la candidatura a Capitale italiana dell\u2019Arte Contemporanea 2028 C\u2019\u00e8 una citt\u00e0 che da oltre duemila anni vive sopra<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":163918,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,19071,9411,2730],"tags":[33703],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/163913"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=163913"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/163913\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":163921,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/163913\/revisions\/163921"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/163918"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=163913"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=163913"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=163913"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}