{"id":164108,"date":"2026-07-10T18:33:34","date_gmt":"2026-07-10T16:33:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=164108"},"modified":"2026-07-10T18:33:34","modified_gmt":"2026-07-10T16:33:34","slug":"mostre-estate-autunno-2026-thaddaeus-ropac-programma-espositivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=164108","title":{"rendered":"Mostre estate autunno 2026 &#8211; Thaddaeus Ropac programma espositivo"},"content":{"rendered":"<h2 id=\"avWBGd-480\" class=\"hP\" style=\"text-align: justify;\" tabindex=\"-1\" data-thread-perm-id=\"thread-f:1870062703677588500\" data-legacy-thread-id=\"19f3cc1ef868c414\">Thaddaeus Ropac presenta un&#8217;anteprima del programma espositivo per l&#8217;estate e l&#8217;autunno 2026<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leoncillo<br \/>\nPerch\u00e8 pi\u00f9 bruci<br \/>\n<strong>Milano Palazzo Belgioioso<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>16 settembre \u2014 14 novembre 2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 pi\u00f9 bruci \u00e8<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la prima mostra personale dello scultore italiano Leoncillo con la galleria,<\/strong> realizzata in collaborazione con la Fondazione Leoncillo e curata da Lorenzo Fiorucci, Alberto Salvadori e Azalea Seratoni.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ripercorrendo il costante interesse di Leoncillo per la ceramica come mezzo vitale per le ambizioni espressive dell\u2019arte moderna, la mostra riunisce sculture e opere su carta che attraversano i quattro decenni della sua carriera. La forma dell\u2019albero offre all\u2019artista la possibilit\u00e0 di coniugare un profondo legame con la natura con una concezione poetica del corpo, ponendo le basi della sua visione artistica. Dai primi disegni di ulivi degli anni Trenta fino ai diversi linguaggi sviluppati successivamente, questo motivo rimane un punto di partenza costante nella sua pratica. Trova espressione nelle forme pastorali e mitologiche delle sue prime sculture, ricche di riferimenti letterari, e, successivamente, nelle sculture astratte degli ultimi anni, caratterizzate da un linguaggio altamente gestuale e improvvisato, in cui fessure, spaccature e incisioni diventano luoghi di trasformazione della materia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1a-mostre-gc-galleria-2026.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-164113\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1a-mostre-gc-galleria-2026-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1a-mostre-gc-galleria-2026-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1a-mostre-gc-galleria-2026-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1a-mostre-gc-galleria-2026.jpg 672w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>In apertura questa estate <strong>durante il Festival di Salisburgo<\/strong><br \/>\nSean Scully<br \/>\nTo Feel<br \/>\n<strong>Salisburgo Villa Kast<\/strong><\/p>\n<p><strong>24 luglio \u2014 26 settembre 2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>Inaugurazione: venerd\u00ec 24 luglio, ore 18.30-20.00<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>To Feel riunisce opere di grande formato tratte dalla fondamentale serie Wall of Light di Sean Scully.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avviata nel 1998, questa serie \u00e8 caratterizzata da<strong> blocchi di colore verticali e orizzontali<\/strong> che danno vita ad<strong> architetture pittoriche evocative della trama di un muro in mattoni<\/strong>. Toni scuri, che richiamano robuste travi di legno, si alternano a colori pi\u00f9 luminosi e contrastanti, aggregandosi in unit\u00e0 irregolari all&#8217;interno della composizione. Come ha osservato Scully: \u00abIl muro \u00e8 una barriera, ma ci\u00f2 che faccio \u00e8 dissolverlo. \u00c8 qualcosa di metafisico, trasformativo\u00bb. Le variazioni di tonalit\u00e0 e luminosit\u00e0 evocano le impressioni della luce, creando al contempo un senso di tensione e di movimento. \u00abI dipinti di Scully hanno da tempo una presenza decisamente fisica, corporea\u2026 Il rapporto tra le texture superficiali e i profondi strati di colore sembra attraversare una graduale trasformazione, come se lo stato materiale stesso delle opere fosse in continuo mutamento\u00bb, scrive Antonia Hoerschelmann nel catalogo che accompagna la mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Not Vital<br \/>\nListening + Looking + Reaching<br \/>\n<strong>Salisburgo Halle<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>24 luglio \u2014 26 settembre 2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Inaugurazione: venerd\u00ec 24 luglio, ore 17.00\u201318.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbracciando quasi due decenni di attivit\u00e0 dell\u2019artista svizzero, la mostra riunisce una selezione di sculture realizzate dal 2009 a oggi e la sua pi\u00f9 recente serie di autoritratti dipinti, offrendo un esempio dell\u2019approccio multidisciplinare di Vital e delle sue strategie di rappresentazione alternative, a volte umoristiche e illogiche. Radicata nel paesaggio naturale della sua valle natale, l\u2019Engadina, e plasmata dai ritmi del suo stile di vita nomade, l\u2019opera di Vital affronta temi legati all&#8217;abitare e all&#8217;ambiente, nonch\u00e8 alle intersezioni tra pittura, scultura e architettura. Nel corso della sua carriera, l&#8217;artista ha messo in discussione le concezioni tradizionali della rappresentazione, adottando spesso logiche non convenzionali per raffigurare la figura umana nei suoi termini pi\u00f9 essenziali e principali. Fin dalle sue prime opere, ha concepito il corpo non come un oggetto fisso e chiuso in s\u00e9 stesso, ma come uno spazio di scambio simbiotico tra l\u2019identit\u00e0 individuale e l\u2019ambiente circostante.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>In apertura a settembre, in concomitanza con Frieze Seoul<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Georg Baselitz<br \/>\nPer Mano<br \/>\n<strong>Seoul Fort Hill<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1 settembre \u2014 14 novembre 2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Hannam Night Opening: marted\u00ec 1 settembre, ore 17.00<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In concomitanza con una importante retrospettiva dell\u2019artista presso il Sehwa Museum of Art di Seoul, la galleria Thaddaeus Ropac di Seoul presenta una <strong>mostra personale di Georg Baselitz,<\/strong> concepita in stretta collaborazione con l\u2019artista prima della sua scomparsa nell\u2019aprile 2026. La mostra rende omaggio alla prodigiosa opera del maestro attraverso <strong>due serie pittoriche, mai esposte prima in Corea,<\/strong> che incarnano l\u2019ultimo decennio della sua pratica artistica. Segna inoltre la prima presentazione in Corea delle opere della serie Schatten (2020), gi\u00e0 esposte in occasione delle retrospettive al Sak\u0131p Sabanc\u0131 Museum di Istanbul (2024) e al Museo de Bellas Artes de Bilbao (2025). Ispirate dall\u2019Arcivescovo Filippo Archinto di Tiziano (ca. 1558, Philadelphia Museum of Art, Pennsylvania), queste opere vibranti cristallizzano il suo <strong>approccio al colore sempre radicale e materico, che si aggrega fino a formare teste disincarnate e sfuggenti, avvolte dall\u2019ombra evocata dal titolo.<\/strong> Nei dipinti Darkness Goldness (2019\u201325), l\u2019artista raffigura invece mani monumentali dorate che tremolano con una qualit\u00e0 spettrale, sospese<strong> su fondi di un nero profondo che richiama Lucas Cranach il Vecchi<\/strong>o. Entrambe le serie mettono in luce il costante e intensamente sensibile confronto di Baselitz con il tema della mortalit\u00e0, proseguito sin dal ciclo fondamentale di Avignone presentato alla Biennale di Venezia nel 2015.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Inaugurazione nelle nostre gallerie a settembre<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Like Music in the Blood<br \/>\nMostra collettiva<br \/>\n<strong>Londra Ely House<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3 settembre \u2014 1 ottobre 2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Like Music in the Blood riunisce il lavoro di otto artisti contemporanei, tra cui Kira Freije e Tanoa Sasraku, entrambe recentemente selezionate<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>tra i candidati del Turner Prize 2026,<\/strong> Suleman Aqeel Khilji, Galli, Tiona Nekkia McClodden, Hannah Quinlan e Rosie Hastings, Benjamin Orlow ed Emil Sands.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Lavorando tra pittura e scultura,<\/strong> questi artisti rappresentano il corpo attraverso strategie di omissione, spostamento, proiezione e astrazione. Come un linguaggio conosciuto e percepito in modo intimo e privato, il senso di s\u00e9 viene esplorato come qualcosa che si porta sotto la pelle, frammentato nella sua traduzione dall\u2019esperienza interiore alla forma materiale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ali Banisadr<br \/>\nTalisman<br \/>\n<strong>Parigi Marais<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5 settembre \u2014 10 ottobre 2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraversando <strong>nuove pitture, sculture e pastelli, Talisman riunisce i linguaggi centrali della pratica dell\u2019artista iraniano di nascita e statunitense d\u2019adozione Ali Banisadr:<\/strong> mondi pittorici densamente orchestrati, figure archetipiche, frammenti simbolici e oggetti carichi di energia che sembrano veicolare la memoria attraverso il tempo. In concomitanza con la mostra di Banisadr al Mus\u00e9e national Gustave Moreau di Parigi, che <strong>inaugurer\u00e0 il 9 settembre<\/strong> e in programma fino al 7 dicembre 2026, Talisman si sviluppa in dialogo con il maestro simbolista francese, la cui opera costituisce un punto di riferimento fondamentale per questo nuovo corpus di lavori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nick Oberthaler<br \/>\nMostra personale<br \/>\n<strong>Parigi Marais<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5 settembre \u2014 10 ottobre 2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La galleria Thaddaeus Ropac di Parigi Marais presenta una mostra di <strong>nuove pitture dell\u2019artista austriaco Nick Oberthaler.<\/strong> Le opere di grande formato in mostra proseguono la sua esplorazione della tela come <strong>soglia o finestra, mettendo in dialogo l\u2019astrazione geometrica con le seducenti profondit\u00e0 di uno spazio illusorio implicito<\/strong>. Accanto a queste, un gruppo di lavori di formato pi\u00f9 piccolo rivela un aspetto pi\u00f9 gestuale della pratica dell\u2019artista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Inaugurazione nelle nostre gallerie a ottobre<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marc Brandenburg<br \/>\nMostra personale<br \/>\n<strong>Salisburgo Villa Kast<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3 ottobre \u2014 23 dicembre 2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la sua acclamata mostra alla Berlinische Galerie all\u2019inizio di quest\u2019anno, <strong>Marc Brandenburg presenta una serie di lavori recenti presso la galleria Thaddaeus Ropac di Salisburgo.<\/strong> I suoi disegni a matita, estremamente dettagliati, prendono avvio da fotografie scattate durante lunghe passeggiate notturne a Berlino o Barcellona, oppure da immagini tratte da riviste, film e libri. L\u2019artista trasforma questi <strong>materiali in grafite attraverso un processo di inversione assimilabile ai negativi fotografici.<\/strong> Attraverso strategie espositive non convenzionali, come l\u2019uso della luce ultravioletta, le opere avvolgono lo spettatore in un\u2019esperienza immersiva, amplificata da una luminosit\u00e0 quasi ultraterrena. L\u2019inversione tra luce e oscurit\u00e0 diventa cos\u00ec una negazione delle norme esistenti, una metafora del sovvertimento dei valori di una societ\u00e0 in cui gli individui che non si conformano al sistema capitalistico vengono marginalizzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">VALIE EXPORT &amp; KETTY LA ROCCA<br \/>\nBODY SIGN<br \/>\n<strong>Salisburgo Villa Kast<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3 ottobre \u2014 23 dicembre 2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BODY SIGN mette in scena un dialogo inedito tra <strong>VALIE EXPORT e KETTY LA ROCCA, due delle pi\u00f9 visionarie artiste concettuali femministe emerse in Europa negli anni Sessanta.<\/strong> La mostra \u00e8 stata concepita in stretta collaborazione con VALIE EXPORT (1940\u20132026) per la sua prima presentazione presso la galleria Thaddaeus Ropac di Milano nel dicembre 2025. Entrambe le artiste hanno posto il proprio corpo al centro delle loro <strong>sperimentazioni attraverso fotografia, video, performance e scultura,<\/strong> mettendo in discussione la funzione patriarcale del linguaggio e rivelando le modalit\u00e0 con cui esso opera negli spazi pubblici e privati. Sebbene le due artiste non si siano mai incontrate,<strong> le loro pratiche evidenziano sorprendenti affinit\u00e0<\/strong> che testimoniano una comune urgenza: la necessit\u00e0 di riformulare l\u2019identit\u00e0 femminile e di \u00absviluppare altre forme di linguaggio al di fuori del sistema dominato dagli uomini\u00bb, come affermava EXPORT.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In concomitanza con Frieze Londra<br \/>\nGeorg Baselitz<br \/>\nHeroes<br \/>\n<strong>Londra Ely House<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>13 ottobre \u2014 18 dicembre 2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In concomitanza con Frieze Londra, la galleria presenta una mostra dedicata agli Heroes di Georg Baselitz<\/strong>, che riunisce dipinti chiave e opere su carta appartenenti a questa serie fondamentale del primo periodo dell\u2019artista. <strong>Realizzate in un intenso arco di produzione tra il 1965 e il 1966, le opere della serie Hero raffigurano un insieme di figure monumentali e ambigue.<\/strong> Ambientati in paesaggi desolati e devastati, questi personaggi vagano senza meta in una terra di nessuno, sospesi tra passato e presente. \u00abNon sono eroi che agitano i pugni\u00bb, ha dichiarato Baselitz, \u00absembrano spezzati, distrutti, logori, strappati. Ed \u00e8 cos\u00ec che li volevo\u00bb. La serie rappresenta un momento decisivo sia all\u2019interno della sua produzione sia nel contesto pi\u00f9 ampio dell\u2019arte del secondo dopoguerra, riflettendo <strong>una visione cruda e senza compromessi della societ\u00e0 tedesca postbellica e del ruolo dell\u2019artista al suo interno<\/strong>. Con prestiti provenienti da importanti collezioni istituzionali e opere significative dalla collezione della famiglia Baselitz, questa sar\u00e0 la prima mostra nel Regno Unito interamente dedicata alla serie Hero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Jordan Casteel. Photo David Schulze<br \/>\nIn concomitanza con Art Basel Parigi<br \/>\nJordan Casteel<br \/>\nMostra personale<br \/>\n<strong>Parigi Marais<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>19 ottobre \u2014 18 novembre 2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La galleria Thaddaeus Ropac di Parigi Marais presenta nuove pitture dell\u2019artista americana Jordan Casteel,<\/strong> segnando la sua prima mostra in Francia. Realizzate nella prima met\u00e0 del 2026, le opere collocano figure e paesaggi in una palette fredda e terrosa, ispirata alla luce delle profondit\u00e0 dell\u2019inverno, approfondendo la sua <strong>costante osservazione ravvicinata dei legami affettivi e dei luogh<\/strong>i. La mostra include inoltre una serie di lavori botanici di piccolo formato, dipinti sur le vif. Catturati come emblemi intimi di coltivazione e presenza, questi \u201critratti\u201d floreali dell\u2019artista offrono un potente contrappunto ai soggetti umani che li accompagnano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anselm Kiefer<br \/>\nNymph\u00e4um<br \/>\n<strong>Parigi Pantin<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fino al 25 ottobre 2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso <strong>oltre 20 nuove pitture, in Nymph\u00e4um Anselm Kiefer orchestra superfici pittoriche stratificate e materiali collage per rielaborare narrazioni tratte dalla mitologia classica<\/strong>. Il titolo della mostra si traduce come \u201cninfeo\u201d, riferimento ai santuari consacrati alle ninfe nell\u2019antica Grecia e a Roma. Kiefer trasforma lo spazio espositivo in un proprio ninfeo pittorico: un nuovo capitolo nell\u2019intreccio tra mito e materia che caratterizza la sua pratica da oltre cinquant\u2019anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Thaddaeus Ropac presenta un&#8217;anteprima del programma espositivo per l&#8217;estate e l&#8217;autunno 2026 Leoncillo Perch\u00e8 pi\u00f9 bruci Milano Palazzo Belgioioso 16 settembre \u2014 14 novembre 2026<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":164112,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,15,358],"tags":[33718],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/164108"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=164108"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/164108\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":164114,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/164108\/revisions\/164114"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/164112"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=164108"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=164108"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=164108"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}